Bicilindrica il periodico di Moto Guzzi

 

Scritto il: martedì, 8 marzo 2011 - 15:30:01

Muscoun 5^ parte

 I piloti

Alano Montanari "Muscoun"
di Luigi Foschi

 

QUINTA PARTE: LA FINE

I nostri sogni, segreti per i gileristi e manifesti per i guzzisti, si stavano avverando. Campbell aveva il contratto di un anno e non faceva più paura. Ma la sfiga che ci vede benissimo continuò a fare egregiamente il suo lavoro. Infatti le case italiane si ritirarono improvvisamente dal mondiale e in un comunicato congiunto della fine del 1957, Gilera, Guzzi e Mondial scrissero che era inutile continuare a correre perchè tutto era stato inventato e confermato nella moto. Avevano ragione in parte perchè concettualmente è verissimo dal momento che la 8 cilindri Guzzi è stato sì il monumento ad un mondo che stava per morire, ma è andato oltre perchè come idea non è stata più superata. Da allora solo la componentistica cioè la parte che riguarda tutti i componenti della moto ha fatto passi da gigante come i materiali che ora arrivano anche a sfruttare le innovazioni aerospaziali, ma le moto concettualmente sono sempre le stesse. I giapponesi si sono subito appropriati delle ultime innovazioni della Gilera e hanno sviluppato quel progetto. Restò a correre delle marche italiane la sola M.V., che a sua volta aveva copiato la Gilera, assieme alla Ducati e alla Benelli, le ultime due non con una presenza costante. La verità che non viene mai detta nei comunicati ufficiali è che i costi erano diventati troppo gravosi e ancora non c'erano gli sponsor a dare una grossissima mano ai costruttori. I maghi della pubblicità si sono accorti poi che una scritta sui pantaloni di un pilota è più "visibile" di una pagina di un quotidiano che "vive" un giorno solo e non viene neanche guardata. Ora la pubblicità resta in eterno nelle foto che teniamo in casa dei nostri campioni preferiti. Bisogna dire che il motociclismo italiano in gran parte morì ma da vincitore mentre gli inglesi erano morti sul campo sconfitti dalla nostra supremazia. Carcano non si ritirò e fece in tempo a creare moto per la Polizia e l'Esercito, non volle andare alla M.V. e la sua incompiuta 8 cilindri è rimasta nei musei e ogni tanto viene tirata fuori nei motoraduni dove stupisce ancora. Stupisce di più ancora che nessuno abbia provato a portare avanti quel progetto; in fondo l'uomo non è poi quella creatura intelligente che crede di essere. Carcano si ritirò all'età canonica, aveva dimenticato le corse ma continuò a lavorare fino alla morte, a 95 anni, nel 2005. Nel suo cassetto è rimasto un progetto di una moto che con le ultime innovazioni del diesel avrebbe permesso alla polizia di girare un mese con un pieno di gasolio! Alano contnuò a correre colla sua vecchia 350 che continuava ad andare per la bravura di Gigi, vinse a 50 anni diverse corse fra le quali la famosa Coppa d' Oro Shell a Imola sotto la pioggia battente. QUI FRACUL FECE IL NUMERO PIU' GRANDE. Sapemmo che aveva deciso di passare allo stato di schiavitù sposando la Paciavina. Io mi misi in ginocchio davanti a lui dicendo in italiano, perchè il momento era solenne, che per noi era la fine della nostra giovinezza. Lui sorridendo ci tranquillizzò e fece le prenotazioni per la Plymouth per sé per suo fratello e per la Paciavina. Alla mattina si sposò alla "famosa" messa delle 6, ma un rinfreschino e poi andare al cimitero com'era di norma, partimmo un po' tardi per il viaggio di nozze a Imola "per" le corse. Allora io spinsi al massimo la Plymouth colla Paciavina che mi urlava: "Sa sit Nuvolari?" Cosa sei Nuvolari? col risultato che essendo le strade ancora molto dissestate i 10 bottiglioni di vino si ruppero. Disastro colla Paciavina ancora con i capelli dritti per la paura e Luis ad Fracul a piangere per il vino! Allora lo sposo prese gli ombrelli e portò la Paciavina a fare un giro e non si vide più fino a sera. All'ora di partenza arrivarono in stato pietoso perchè avevano fatto nei campi sotto l'acqua 4 volte il giro del circuito! Durante il ritorno Fracul spiegò che aveva sempre sentito le mogli degli altri lamentarsi perchè i mariti andavano "via" senza loro; siccome voleva essere un buon marito aveva cominciato a fare il contrario degli altri fin dal giorno del matrimonio. Poi aggiuse: Domenica dove si va? Tre posti prenotati per me, Luis e la Paciavina! Lei urlava "No no no!" Lui insisteva ancora e lei per tutto il viaggio a dire "NO! NO! Faccio il Divorzio!" FRACUL ERA COSI' Avemmo una bella prima prima parte dell'anno, ritornavamo vittoriosi e così dimenticammo il dispiacere che ci era stato causato dal ritiro delle 3 grandi case. L'unica cosa che era cambiata per Alano era il suo numero di corsa che prima era il 71 e poi divenne il 41. Aveva voluto sempre il 71 perchè è il contrario del 17, numero che lui odiava essendo superstizioso. Alla fine di luglio ebbe un incidente con l'auto e "cappottò" sotto l'acqua per non investire un'autoambulanza nella quale fu caricato e portato all'ospedale dove gli fecero un busto di gesso perchè si era rotto delle costole. Naturalmente dopo qualche giorno col punteruolo si tolse il gesso per correre e cadde facendosi male ad una spalla strisciando sull'asfalto ma lui come al solito non ci fece caso. Per giunta da tempo si era infettato un grosso foruncolo, probabilmente una fistola, che gli dava fastidio ma non se ne curò. La sera del 6 Agosto fece una mangiata di pesce con gli amici e ritornò a casa che non stava bene e subito gli venne una febbre altissima, con dolori lancinanti per tutto il corpo e fu portato all'ospedale Bufalini di Cesena, dove, ennesima enorme sfortuna, l'assistenza medica era molto insufficiente per via del Ferragosto. Non si è mai capito quale causa ha scatenato l'evento, forse le costole rotte che avevano leso qualcosa, poi la caduta che aveva acuito la lesione interna, forse il pesce avariato, forse l'infezione del foruncolo che provocò setticemia ma probabilmente tutto fu concausa ed anche l'incuria all'ospedale. Il 17 sera stava molto male ma continuava a far coraggio agli altri dicendo: Se arrivo a mezzanotte non ho più la maledizione del 17 e me la cavo. Invece morì alle 11.30 del 17 Agosto 1958. I due grandi pionieri del motociclismo sono morti così, Tenni forse perchè quel giorno non era presente Carcano, Montanari per una serie di maledette circostanze dopo che per tutta la vita, anche per colpa sua, non ebbe quel riscontro che la sua enorme bravura avrebbe potuto avere. Mio padre morì poco dopo, poi la laurea e LA VITA! Per 7 anni mi disinteressai delle corse e tutte le volte che andavo al cimitero e vedevo il monumento di Alano rimpiangevo di non essermi affezionato a lui in vita. La sua morte e quella di mio padre segnarono la fine della mia giovinezza.

EPILOGO

Questa sciocchezzuola è stata scritto in Marocco nel mese di gennaio 2009. Non ho quindi consultato testi e tutto è venuto fuori dai ricordi che man mano si sono affollati. Eccetto le correzioni ortografiche lo lascerò così colle imperfezioni storiche che possono esservi. In queste notti ho sognato almeno 10 volte tutti gli eroi del motociclismo che sfilavano davanti a Dio con tute bianche immacolate e in testa Montanari e Tenni ma poi guardavo bene e 10 cm avanti a tutti c'era Montanari Alano Edmondo detto Muscoun.!