{"id":1329,"date":"2010-01-19T01:00:58","date_gmt":"2010-01-19T01:00:58","guid":{"rendered":"http:\/\/5.196.224.66\/?p=1329"},"modified":"2015-03-31T14:04:51","modified_gmt":"2015-03-31T14:04:51","slug":"il-grande-lino-tonti","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.animaguzzista.com\/?p=1329","title":{"rendered":"IL GRANDE LINO TONTI"},"content":{"rendered":"<pre>di Fabrizio Angelelli<\/pre>\n<p><strong>La sua carriera<\/strong><\/p>\n<p>Figura eccezionalmente poliedrica, Lino Tonti nella sua carriera ha inventato e progettato di tutto. Nato nel 1920 a Cattolica, in provincia di Forl\u00ec, era ad una distanza ridotta da quella che all\u2019epoca era una delle maggiori case motociclistiche nazionali: la Benelli di Pesaro.<\/p>\n<p>La sua carriera infatti inizia proprio in Benelli, nel 1937, al fianco di Giuseppe Benelli. Prima che questo sogno ad occhi aperti si interrompesse a causa del secondo conflitto mondiale, Tonti aveva fatto in tempo ad occuparsi di cose veramente interessanti per la sua formazione, come i motori da competizione ed in particolare il Benelli 250 quattro cilindri sovralimentato.<\/p>\n<p>In piena guerra Tonti si occup\u00f2 in proprio di progettazione e preparazione di mezzi da competizione.<br \/>\nSi trasfer\u00ec poi a Varese, dove la Macchi aveva acquistato un suo progetto di scooter a ruote alte con motore mono da 125 cc.<\/p>\n<p>L\u2019abilit\u00e0 ed il talento di Lino non sfuggirono al conte Giuseppe Boselli che nel 1957 lo incaric\u00f2 di progettare una Mondial 250 da Gran Premio. Purtroppo la Mondial proprio quell\u2019anno decise, insieme a Guzzi e Gilera, di ritirarsi dalle corse. La moto realizzata \u00e8 servita per\u00f2 da base per tutte le Paton bicilindriche (Paton sta appunto per PAttoni e TONti e ha partecipato fino al 2001 al motomondiale nella classe GP 500).<\/p>\n<p>Nel 1958 avviene il suo passaggio alla Bianchi, altra casa di grande rilievo. La sua attivit\u00e0 di progettista in Bianchi port\u00f2 alla realizzazione di diversi modelli di serie sia civili che militari fino alla realizzazione di una eccezionale bicilindrica da competizione: la 250 bialbero portata poi a 350 e infine a 454 cc.<br \/>\nUscita di scena la Bianchi, Tonti entr\u00f2 in Gilera nel 1964 e vi rimase fino al 1966 ed anche qui si occup\u00f2 di progetti estremamente innovativi ed originali per l\u2019epoca.<\/p>\n<p><strong>Tonti e la Moto Guzzi<\/strong><\/p>\n<p>Lino Tonti entr\u00f2 in Guzzi nel 1967 e si mise subito al lavoro per affinare una macchina gi\u00e0 di per se molto valida come la V7, con la quale la casa aveva in mente di tentare la conquista di alcuni record mondiali in modo da avere un forte ritorno d\u2019immagine.<\/p>\n<p>Nell\u2019ottobre del 1969 a Monza, durante la caccia ai record con i prototipi della V7 Special, improvvisamente l\u2019allora direttore generale della Moto Guzzi, Romolo De Stefani, decide che la Guzzi deve costruire un\u2019autentica moto sportiva ed indica a Tonti tre parametri fondamentali da seguire: 200 kg, 200 km\/h, 5 marce.<\/p>\n<p>Tonti si mette subito all\u2019opera ma le agitazioni sindacali che nel \u201969 si accendono nella societ\u00e0 creano enormi problemi per il nuovo lavoro. Tonti allora trova rimedio alla situazione prelevando un motore V7 vuoto, alcuni metri di tubi da telai e si reca nella sua cantina privata dove chiama a supporto il suo collaboratore di tante realizzazioni Alcide Biotti. Inizia cos\u00ec la realizzazione del telaio che diventer\u00e0 poi un caposaldo della produzione Guzzi per tanti anni a venire. Praticamente fino ad oggi!<\/p>\n<p>Il telaio realizzato artigianalmente da Tonti in casa, equipaggiato di un motore V7 in versione record, a Monza gira immediatamente di ben sei secondi pi\u00f9 veloce della V7 Special da record usata nel \u201969.<br \/>\nTale risultato implic\u00f2 la verniciatura in rosso del telaio sui primi 150 esemplari della V7Sport in modo da dare risalto a tale componente cos\u00ec ben riuscito.<\/p>\n<figure id=\"attachment_1331\" aria-describedby=\"caption-attachment-1331\" style=\"width: 280px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/5.196.224.66\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/LTonti2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" td-modal-image wp-image-1331 size-full\" src=\"http:\/\/5.196.224.66\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/LTonti2.jpg\" alt=\"La Moto Guzzi V7 Sport\" width=\"280\" height=\"150\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-1331\" class=\"wp-caption-text\">La Moto Guzzi V7 Sport<\/figcaption><\/figure>\n<p>Nacque cos\u00ec la mitica V7 Sport Telaio Rosso, ambitissima da tutti i collezionisti del mondo.<\/p>\n<p>Ma Tonti non si ferma a questo e realizza un numero incredibile di progetti per la Moto Guzzi la maggior parte dei quali rimarranno solo sulla carta o al massimo alla prima fase di prototipo.<\/p>\n<figure id=\"attachment_1332\" aria-describedby=\"caption-attachment-1332\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/5.196.224.66\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/LTonti3.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" td-modal-image wp-image-1332 size-medium\" src=\"http:\/\/5.196.224.66\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/LTonti3-300x226.jpg\" alt=\"Prototipo di un quattro cilindri\" width=\"300\" height=\"226\" srcset=\"http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/LTonti3-300x226.jpg 300w, http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/LTonti3-80x60.jpg 80w, http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/LTonti3-100x75.jpg 100w, http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/LTonti3-180x135.jpg 180w, http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/LTonti3-238x178.jpg 238w, http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/LTonti3.jpg 320w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-1332\" class=\"wp-caption-text\">Prototipo di un quattro cilindri<\/figcaption><\/figure>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Suo \u00e8 anche il progetto delle bicilindriche della &#8220;serie piccola&#8221; V35-V50, pensate per essere realizzate con maggior semplicit\u00e0 ed economicit\u00e0 di produzione rispetto alle sorelle maggiori V7.<\/p>\n<p>Non mancano per\u00f2 anche in questo motore cos\u00ec apparentemente semplice, una serie di particolari molto originali, come ad esempio la presenza di valvole parallele. Infatti la camera di scoppio, di tipo Heron, \u00e8 ricavata completamente nel cielo del pistone. Il propulsore adottata una pompa dell\u2019olio a lobi anzich\u00e9 la classica ad ingranaggi (prima applicazione di questo tipo di pompa su una moto italiana). Il basamento \u00e8 diviso in due pezzi con piano di unione orizzontale che taglia a met\u00e0 i supporti di banco. Passando alla ciclistica, assolutamente originale \u00e8 il forcellone in lega d\u2019alluminio che per la prima volta al mondo fu impiegato per la produzione di moto in grande serie.<\/p>\n<p>Insomma Lino Tonti vanta un &#8220;campionario&#8221; di realizzazioni veramente vasto e pu\u00f2 ben dire di aver spaziato con disinvoltura da motori utilitari di piccola cilindrata a moto da competizione di sua completa invenzione (ricordiamo le LINTO, nate dall\u2019accoppiamento di due motori Aermacchi 250, nel 1968).<\/p>\n<p>Grazie di tutto grande Lino.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Fabrizio Angelelli La sua carriera Figura eccezionalmente poliedrica, Lino Tonti nella sua carriera ha inventato e progettato di tutto. Nato nel 1920 a Cattolica, in provincia di Forl\u00ec, era ad una distanza ridotta da quella che all\u2019epoca era una delle maggiori case motociclistiche nazionali: la Benelli di Pesaro. 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