{"id":2541,"date":"2002-04-07T20:24:22","date_gmt":"2002-04-07T20:24:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.animaguzzista.com\/?p=2541"},"modified":"2015-04-07T20:27:27","modified_gmt":"2015-04-07T20:27:27","slug":"motogiro-1-tappa","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.animaguzzista.com\/?p=2541","title":{"rendered":"Motogiro 1\u00b0 tappa"},"content":{"rendered":"<p>il racconto secondo Luca Formenti<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Mentre scrivo queste poche impressioni la pioggia si fa sentire ancora: presenza inquietante e insistente della prima tappa del Motogiro Guzzi 2002.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Lascio gli impegni universitari alle 11.40, mi fiondo a casa, mi vesto e metto nello zaino la tuta antipioggia: a Cinisello non pioveva e la fretta di arrivare a Mandello in orario era proprio tanta, per cui non la indosso.<\/p>\n<p>Arrivato a Mandello gi\u00e0 bello bagnato (forse era meglio mettersi subito la tuta antipioggia?!) lascio timidamente la moto nel parcheggio esterno allo stabilimento.<\/p>\n<p>Mentre si partiva l&#8217;intensit\u00e0 della pioggia era aumentata parecchio, quando una mezz&#8217;ora prima si poteva parlare quasi di pioviggine: come si suol dire, la fortuna \u00e8 cieca ma la sfiga ci vede parecchio bene.<\/p>\n<p>Per i primi km chiudo il gruppo e ho alle spalle la Volvo bianca di Flavio, agghindata con delle bandierine Moto Guzzi. La colonna di moto fa uno strano effetto, in condizioni meteo cos\u00ec poco motociclistiche. A me fa un piacere enorme gi\u00e0 il fatto di essere in un gruppo di sole Moto Guzzi; a ci\u00f2 si aggiunge lo scopo del viaggio, per cui sto al settimo cielo.<\/p>\n<p>Entriamo in autostrada e ricomincia ben presto a piovere: ma il peggio doveva ancora arrivare. Passiamo l&#8217;uscita di Novara est, leggendo a fatica il cartello, e poi passiamo quella di Novara Ovest, con un cartello ancora pi\u00f9 nascosto dal muro d&#8217;acqua. Dopodich\u00e8 accade l&#8217;incredibile: acqua a secchi! Avete presente gli autolavaggi? Quando l&#8217;acqua arriva da sopra, da sotto, destra e sinistra e non riuscite a vedere a pi\u00f9 di un metro davanti a voi? UGUALE !!!<\/p>\n<p>Si procedeva a 120- 130 km\/h tenendo d&#8217;occhio le piccole luci posteriori delle auto che ci precedevano e grazie alla quali l&#8217;acqua ci investiva anche da sotto, alzata dalle loro ruote. Io cerco di nascondermi dietro al cupolino fum\u00e8 del mio 1100 sport, ma \u00e8 tutto inutile: la visiera resta comunque coperta d&#8217;acqua e il cupolino annegato nella pioggia mi copre due volte la visuale. Procedo con enorme attenzione alle condizioni dell&#8217;asfalto: con le gomme che mi ritrovo, una pozzanghera un po&#8217; pi\u00f9 profonda del solito presa a 120 km\/h potrebbe mandarmi a gambe all&#8217;aria in un secondo; in effetti la EVO anteriore e il GTS posteriore hanno una scolpitura poco profonda, quindi l&#8217;aquaplaning interviene piuttosto facilmente. Un momento di brivido mi pervade la schiena: la moto che mi precede comincia a sbandare vistosamente, spostandosi dentro la corsia di mezzo metro. Il pilota riesce poi a riprendere la traiettoria, ma inizia a procedere pi\u00f9 piano. Il conducente non si spiega quello che \u00e8 successo, considerato che il vento, la pioggia e la velocit\u00e0 a cui si andava non erano cos\u00ec forti. Forse quindi la sbandata \u00e8 stata causata da una imperfezione dell&#8217;asfalto.<\/p>\n<p>All&#8217;uscita ho una nuova piccola soddisfazione quando il cameraman del motogiro mi riprende mentre pago il casellante: lo prendo come il riconoscimento per essere arrivato fin l\u00ec.<\/p>\n<p>Ci immettiamo sulla SS10: le poche curve che incontriamo mi danno la possibilit\u00e0 di usare una buona parte del battistrada delle gomme, e di osservare con quale facilit\u00e0 il Le Mans scende in piega. Questa nuova versione del V11 riesce ad amalgamare bene sia le necessit\u00e0 turistiche che sportive di chi sceglie l&#8217;aquila di Mandello: Alberto riusciva a zigzagare in rettilineo con elevata scioltezza, mantenendo comunque un&#8217;ottima stabilit\u00e0 nei curvoni da 3\u00b0 piena. Il mio trattore non mi stupisce per quanto riguarda la saldezza dell&#8217;avantreno n\u00e9 l&#8217;agilit\u00e0 (poca) della ciclistica: ci\u00f2 che mi rester\u00e0 in mente sono le Pirelli. Sull&#8217;asfalto poco bagnato riescono ad avere un&#8217;aderenza fantastica, trasmettono una elevata confidenza anche in frenata e perdono presa solo nelle accelerate in prima marcia date senza un minimo di &#8220;gentilezza&#8221;.<\/p>\n<p>Finalmente arriviamo a Torino: Dolza ci accoglie con t\u00e8 caldo e pasticcini: aspettiamo la partenza della seconda tappa, facciamo qualche foto di rito e poi ci rimettiamo in sella. Al ritorno siamo in due, accompagnati dalla Volvo di Flavio con a bordo Alberto e Giancarlo. Al casello di entrata Alberto mi d\u00e0 un&#8217;importante missione: portare il rullino a sviluppare da Brambillasca. Caricato da questo onere-onore, saluto l&#8217;altro motociclista e parto ad andatura allegra alla volta di Milano: riesco a tenere questo ritmo perch\u00e9 non piove; schiacciato sul serbatoio mi gusto il rumore d&#8217;aspirazione della scatola filtro: un invito ad aprire di pi\u00f9! Peccato che alla tuta antipioggia si sono aggiunti dei copristivali e il tutto mi fa sentire una vela del Moro di Venezia. A 60 km ritorna &#8220;l&#8217;amica&#8221; del viaggio d&#8217;andata. Oddio, niente di particolare rispetto a prima, infatti non ho calato molto il ritmo. Invece arrivato al tratto milanese della A4 e passato il casello, incontro il secondo autolavaggio della giornata: quantomeno andavo piano, zigzagando in mezzo alla fila di macchine. Ad un certo punto vedo sulla destra un motociclista che spinge una moto antica e non italiana visto che aveva anche la targa sul parafango anteriore: chiaramente \u00e8 in panne. Mi butto dalla sua parte, su un pezzo dell&#8217;autostrada che doveva corrispondere alla corsia d&#8217;emergenza e a quella dei camion, ma che in quel momento \u00e8 quasi una piscina: una grossa pozzanghera, con una profondit\u00e0 d&#8217;acqua di almeno 30 cm. Le ruote andavano cos\u00ec tanto a fondo che i miei piedi erano letteralmente immersi e la ruota anteriore alzava un muro d&#8217;acqua a 180 gradi: non solo a destra e a sinistra, ma anche davanti al cupolino e sulla mia visiera, praticamente mi stavo buttando secchiate di pioggia in faccia!! Appena mi sono reso conto di dove mi trovavo, ho tirato un poco la frizione e aperto il gas: se il motore si spegneva ero fottuto. Ne sono uscito in pochi attimi, che per\u00f2 mi sembravano un&#8217;eternit\u00e0. Passato il laghetto, non mi sono fermato a soccorrere quell&#8217;altro, perch\u00e9 mi sarei dovuto immergere a piedi l\u00e0 dentro,e io purtroppo non sono un buon nuotatore. Poco dopo sorpasso e saluto i tre motociclisti in sardomobile e mi dirigo a Cinisello. Fermatomi davanti al negozio mi tolgo i copristivali, li giro e stranamente escono un paio di litri d&#8217;acqua: ma come, con quelle quattro gocce che ho preso??!! Dopo pochi minuti vedo arrivare gli altri guzzisti e li saluto al volo, per buttarmi il pi\u00f9 velocemente possibile sotto una doccia bollente. E&#8217; stata una giornata storica, sia per la Moto Guzzi che per me e la mia Moto Guzzi.<\/p>\n<p>Mi auguro che la Moto Guzzi ripeta al pi\u00f9 presto un&#8217;iniziativa simile.<\/p>\n<p>Luca Formenti<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>il racconto secondo Luca Formenti &nbsp; Mentre scrivo queste poche impressioni la pioggia si fa sentire ancora: presenza inquietante e insistente della prima tappa del Motogiro Guzzi 2002. &nbsp; Lascio gli impegni universitari alle 11.40, mi fiondo a casa, mi vesto e metto nello zaino la tuta antipioggia: a Cinisello non pioveva e la fretta [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":533,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[6,42],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.animaguzzista.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2541"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.animaguzzista.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.animaguzzista.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.animaguzzista.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.animaguzzista.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2541"}],"version-history":[{"count":1,"href":"http:\/\/www.animaguzzista.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2541\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2542,"href":"http:\/\/www.animaguzzista.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2541\/revisions\/2542"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.animaguzzista.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/533"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.animaguzzista.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2541"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.animaguzzista.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2541"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.animaguzzista.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2541"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}