{"id":2799,"date":"2010-04-20T20:03:41","date_gmt":"2010-04-20T20:03:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.animaguzzista.com\/?p=2799"},"modified":"2015-04-24T17:12:18","modified_gmt":"2015-04-24T17:12:18","slug":"un-piccolo-miracolo","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.animaguzzista.com\/?p=2799","title":{"rendered":"Un piccolo miracolo"},"content":{"rendered":"<p>di Beniamino Vigo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Beh gente, non mi sembra vero, e&#8217; giunto il momento di rinforcare la mia V11.<\/p>\n<p>In officina hanno terminato l&#8217;opera e non \u00e9 stata impresa da poco: si trattava non solo di sostituire un buon numero di parti, ma di rimettere a punto una moto resa inutilizzabile da un furto che non ha fatto molta strada ma ha lasciato tracce di dispetto. Per fortuna la stagione si presta a questo genere di opere: per prima cosa la diagnosi sul corpo leso, e quando l\u2019Ercole ha detto &#8220;si pu\u00f2 fare&#8221;, quell\u2019aspettativa ancora incerta ha trovato solida consistenza.<\/p>\n<p>Quindi via con le parti nuove, tra cui pneumatici e sella (tagliati), monodisco frizione (bruciata), disco freno posteriore (abraso fino alla ruggine), manubrio e leva di destra (piegati), batteria, pi\u00f9 una serie di altri dettagli (frecce, kit chiavi, manicotto aspirazione ecc ecc&#8230;), poi la messa a punto: dalla messa in asse della base di sterzo all&#8217;aggiornamento (in garanzia) e pulizia del cambio, a tutte le opere previste per il tagliando dei 10.000, e come tocco conclusivo riverniciatura , sempre in garanzia, del motore previa rimozione degli strati precedenti. Meno male che la parte termica e la ciclistica sono rimaste sane. Quattordici ore di mano d&#8217;opera (per fortuna in parte riconosciute dalla Casa) credo dicano tutto.<\/p>\n<p>Il risultato \u00e9 sotto gli occhi: una moto riportata completamente al nuovo e gi\u00e0 questo, da fermo, sembra incredibile. Dopo aver ritrovato a quattro mesi dal furto la mia &#8220;piccola&#8221; 1.100 ormai data per persa, dopo che l&#8217;avevo cercata con annunci su riviste dell&#8217;usato e siti internet di &#8220;colleghi&#8221; guzzisti sparsi per il mondo, dopo che infine mi ero &#8220;ridotto&#8221; all&#8217;acquisto di una pur bella ed efficace quattro cilindri giapponese, pi\u00f9 economica e comunque emozionante (ammettiamolo, non \u00e9 un peccato!), ma senza quella unicit\u00e0 che rende la guida di una moto un&#8217;esperienza ancora speciale dopo tanti anni, quella che, a proposito della V11 e delle Guzzi, un giornalista americano del settore letto non so pi\u00f9 dove aveva definito una &#8220;experience apart&#8221;.<\/p>\n<p>I due Maffezzini hanno davvero fatto pi\u00f9 di quanto ragionevolmente mi attendessi, si vede che sono &#8220;coinvolti&#8221; nel loro lavoro, ma giustamente mi invitano a provare con mano quanta sostanza ci sia dietro a quell\u2019apparenza che gi\u00e0 rischia di incantarmi.<\/p>\n<p>Confesso di avere un certo timore: dopo aver provato l&#8217;altra moto, una sedici valvole &#8220;depotenziata&#8221; (bont\u00e0 loro!&#8230;) per renderla cattiva anche in basso, ed averci fatto l&#8217;appennino in lungo e in largo la scorsa estate divertendomi non poco, cosa potr\u00e0 mai darmi la &#8220;semplice&#8221; bicilindrica? O non l&#8217;avr\u00f2 rimessa a punto solo per calcolo, per rivenderla appena possibile?<\/p>\n<p>Non credo di essere facile all&#8217;affezione per gli oggetti, e per le moto in particolare come ben sanno gli amici che mi conoscono, e per quanto questa non fosse la mia prima Guzzi, e mi fosse cresciuta dentro forse anche nell&#8217;assenza, davvero non mi aspettavo che bastasse accenderla e risentire quello scuotimento di traverso che gi\u00e0 in &#8220;folle&#8221; trasmette solidit\u00e0 e lascia pregustare la potenzialit\u00e0 del motore per provare di nuovo la naturalezza di quei gesti familiari. Poi l\u2019esperienza dinamica: la presa dei mezzi manubri, la ciclistica e le forcelle che trasmettono la giusta sensibilit\u00e0 dell\u2019asfalto, la buona proporzione ergonomica, la sensazione di avere solo poche decine di centimetri di serbatoio l\u00ec davanti tra la tua faccia e il vento. Molto bene, ora il peso del motore \u00e9 diventato possanza con un breve angolo di rotazione del gas, ma fin qui anche altri potrebbero cimentarsi con successo, adesso viene il meglio: il cambio snocciola le marce una dopo l&#8217;altra come si trattasse di ingranaggi in un orologio, la frizione stacca con una rapidit\u00e0 che all\u2019inizio mi spiazza un po\u2019, mi ero dimenticato la sua immediatezza, ma presa la giusta mano diventa una qualit\u00e0 cui \u00e8 difficile rinunciare, e ha acquistato nella revisione una dolcezza che non le conoscevo. Anche la trasmissione \u00e8 molto diretta, ma la possibilit\u00e0 di giocare con un acceleratore sensibile e di sfruttare i giri fino al minimo permettono di gustarne quasi la dinamica dalla coppia conica alla ruota.<\/p>\n<p>In breve trovo il giusto ritmo tra accelerazioni, scalate e spazi di frenata e la piena intesa con il motore: l\u2019alternanza del moto lineare dei pistoni con l\u2019aumentare dei giri sembra fondersi in un corpo unico, un movimento &#8220;rotondo&#8221; tutto incentrato sull\u2019albero motore, l\u2019incremento segue la regola della corsa lunga, e dosando il polso sento la progressione della risposta.<\/p>\n<p>Ecco il ritrovato senso della moto: non solo una sensazione il pi\u00f9 possibile diretta del movimento di un corpo nello spazio, ma quella presenza del motore che davvero rende ogni moto unica e a s\u00e9 stante, e te ne fa sentire una pi\u00f9 di tutte le altre affine.<\/p>\n<p>E&#8217; una settimana che \u00e9 successo il piccolo miracolo e nonostante la stagione inclemente davvero non riesco a togliermi di dosso un sorriso quando penso di poter nuovamente godere la pulsatilit\u00e0 di un mezzo meccanico del quale riesco quasi a seguire l\u2019effetto di ogni gesto che compio.<\/p>\n<p>Credo di dover davvero ringraziare non solo la professionalit\u00e0 e la passione dei miei meccanici nonch\u00e9 concessionari di fiducia, ma di dover ringraziare la Moto Guzzi che ha reso tale passione un fatto di cultura vivo e comunicabile.<\/p>\n<p>Beniamino Vigo<\/p>\n<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-2799 gallery-columns-2 gallery-size-thumbnail'><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='http:\/\/www.animaguzzista.com\/?attachment_id=2801'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Un-piccolo-miracolo-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"AnimaGuzzista Racconti Un piccolo miracolo\" srcset=\"http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Un-piccolo-miracolo-150x150.jpg 150w, http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Un-piccolo-miracolo-300x300.jpg 300w, http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Un-piccolo-miracolo-100x100.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='http:\/\/www.animaguzzista.com\/?attachment_id=2800'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Un-piccolo-miracolo-1-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"AnimaGuzzista Racconti Un piccolo miracolo\" srcset=\"http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Un-piccolo-miracolo-1-150x150.jpg 150w, http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Un-piccolo-miracolo-1-300x300.jpg 300w, http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Un-piccolo-miracolo-1-100x100.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure>\n\t\t<\/div>\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Beniamino Vigo &nbsp; Beh gente, non mi sembra vero, e&#8217; giunto il momento di rinforcare la mia V11. 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