{"id":2884,"date":"2010-07-21T20:38:50","date_gmt":"2010-07-21T20:38:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.animaguzzista.com\/?p=2884"},"modified":"2015-04-24T17:00:10","modified_gmt":"2015-04-24T17:00:10","slug":"viaggio-in-turchia","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.animaguzzista.com\/?p=2884","title":{"rendered":"Viaggio in Turchia"},"content":{"rendered":"<p>di Filippo Barbacane<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Tre i punti salienti del \u201ctrip\u201d che ci aspetta:<\/p>\n<p>Niente GPS, gingilli vari e ne cartine geografiche cos\u00ec saremo costretti a improvvisare, sbagliare, domandare e quindi avere contatti con la gente del posto<br \/>\nUno scopo ben preciso, magari un po\u2019 assurdo, ma comunque una meta, in questo caso fare un volo in mongolfiera sulla Cappadocia.<br \/>\nNessuna prenotazione, nessun albergo, punto preciso, campeggio, orario, scadenza,ecc niente di niente solo asfalto e strada da percorrere.<br \/>\nE\u2019 luned\u00ec 21 luglio 2010, il tempo inclemente ci aspetta, una pioggia fitta e intransigente \u00e8 l\u00ec pronta con lo scopo di piegarci, ma noi non ci spezzeremo, siamo abituati a ben altro.<\/p>\n<p>Nonostante l\u2019acqua impietosa abbiamo un sorriso ebete stampato sulla faccia, ci aspettano 2 paesi, pi\u00f9 di 5000km e una certa incertezza in cosa incontreremo.<\/p>\n<p>Il traghetto a Brindisi lo raggiungiamo umidi e bagnati, con temperature pi\u00f9 autunnali che estive, ma alla fine il grosso vocione dell\u2019omone greco che ci inveisce contro per caricare le moto nel traghetto ci fa solo sorridere e preparare alla traversata di una notte in una cabina che definirla tale \u00e8 gi\u00e0 tanto.<\/p>\n<p>Si sbarca in Grecia a Igumenitsa, tempo meteorologico a prima vista buono con grosse nuvole all\u2019orizzonte che poco ci preoccupano, un vecchio siciliano trapiantato in Grecia ci tiene compagnia durante la colazione con i suoi ricordi della terra natia, gente simpatica i Greci, una faccia una razza come si dice.<\/p>\n<p>Scegliamo di non fare l\u2019autostrada ma le strade di montagna, bellissime, ottimo asfalto, fino a che non comincia a piovere su di un passo montano, a un tratto sembra di stare pi\u00f9 in Irlanda d\u2019inverno che in Grecia d\u2019estate, non riesco neanche a fermarmi per cogliere qualche ottimo scatto tale \u00e8 il freddo e la bruma che mi impedisce di vedere la cima degli alberi.<\/p>\n<p>Un autista pazzo su di un grosso autobus ci passa a 10 cm a pi\u00f9 di 100 all\u2019ora sorpassando i piena curva le auto e i tir che procedono a passo d\u2019uomo, una scena terrificate, sembrava la scena del film Speed dove il pullman non poteva fermarsi altrimenti esplodeva, una delle cose pi\u00f9 assurde mai viste su strada in tutta la nostra vita.<\/p>\n<p>La meta di oggi \u00e8 il confine Turco ma con questo tempo ci rendiamo conto che non \u00e8 fattibile fare 900km, anche se alla fine ne faremo 750, cos\u00ec ci fermiamo ad Alessandropulos, bruttina citt\u00e0 della Grecia a dispetto del suo nome altisonante, non senza aver preso 2 km prima dell\u2019arrivo una grandinata di grossa qualit\u00e0.<\/p>\n<p>In questo viaggio abbiamo gi\u00e0 capito alla fine del primo giorno che la pioggia sar\u00e0 una costante, ma allo stesso tempo che sar\u00e0 direttamente proporzionale al nostro divertimento.<\/p>\n<p>Il bello di un viaggio realizzato cos\u00ec in piena libert\u00e0 \u00e8 quello di cambiare piano quando e come si vuole, cos\u00ec invece di puntare verso la Cappadocia, viste anche le previsioni, cambiamo completamente giro invertendolo al 100% e puntiamo verso Istanbul.<\/p>\n<p>L\u2019arrivo in citt\u00e0 \u00e8 stordente, assordante, inquietante, allucinante.<\/p>\n<p>U n gigantesco serpente di asfalto a 5 corsi per lato sale e scende dalle colline scoprendo a volte il mare a volte giganteschi palazzi dozzinali, con l\u2019onnipresente interminabile fila di auto incolonnate che con la luce del tramonto rimanda pi\u00f9 a scene da Highway americana che dell\u2019 est del mondo.<\/p>\n<p>Gente che attraversa l\u2019autostrada con pacchi in mano, altri che scendono al volo dagli autobus per rifugiarsi sotto i ponti di cemento armato a far la polvere aspettando un ennesimo e scassato pulmino che li carichi di nuovo.<\/p>\n<p>I prossimi tre giorni li dedicheremo a Costantinopoli(Istanbul) con quasi 15 milioni di abitanti, il terzo centro municipale pi\u00f9 popoloso del mondo e la seconda area metropolitana pi\u00f9 popolosa d\u2019Europa, dopo Mosca.<\/p>\n<p>Una metropoli molto simile alle altre sparse per il globo ma sicuramente con un profilo unico, cos\u00ec scavato nell\u2019acqua, con lo stretto del Bosforo che divide l\u2019Europa dall\u2019Asia, citt\u00e0 di confine, di passaggio che fa viaggiare la fantasia in modo unico.<\/p>\n<p>I tre giorni a Istanbul ci vedono alla scoperta della citt\u00e0, io sempre con la macchina fotografica in mano e questa volta anche la videocamera, cos\u00ec interessato questa volta a realizzare anche un reportage video del viaggio.<\/p>\n<p>Le cose da vedere sono tante anche se naturalmente visto il tempo ci concentriamo su quelle pi\u00f9 conosciute come la Sultanahmet camii (Moschea Blu), Hagia Sophia (Basilica di Santa Sofia), il Palazzo Topkapi( Porta del Cannone).<\/p>\n<p>Si incontrano pi\u00f9 Italiani che Turchi e la cosa scazza un po\u2019, sogniamo gi\u00e0 l\u2019Anatolia centrale e la Kappadokia, come si chiama in lingua Turca.<\/p>\n<p>Per\u00f2 ci aspetta un ultima cosa nella citt\u00e0 una volta nota come Bisanzio e Costantinopoli, un lungo trattamento all\u2019Haman pi\u00f9 antico della metropoli, con quasi 500 anni di storia.<\/p>\n<p>Veniamo accolti nel camekan(ingresso) da grezzi e rudi omoni in asciugamano che ci invitano ad entrare nel bagno Turco attraverso il sogukluk(stanza di transizione) con 50\u00b0 di temperatura e infine nell&#8217;hararet una stanza con pianta circolare e al centro un grosso ripiano di travertino dove una volta sdraiati ti scrostano violentemente e energicamente tutta la rumenta che hai addosso, e dopo una bella secchiata di acqua fredda ti danno pure un paio di schiaffoni ben assestati sulla schiena, roba da uomini duri, forse!<\/p>\n<p>Alla fine come da consueto un bel t\u00e8 ci aspetta fuori, dove spauriti turisti inglesi e americani stanno per entrare a farsi sbattere per bene , accennano sorrisi di condivisione ma in effetti non sembrano poi cos\u00ec a loro agio.<\/p>\n<p>Se sai osservare scovi in Istanbul i due aspetti di questo paese, se non ti lasci trasportare dell\u2019aspetto turistico e dozzinale, riesci a intravedere piccoli scorci di antiche tradizioni, usanze e abitudine antiche di secoli, in pieno contrasto, ma anche convivenza , con l\u2019era moderna, con una citt\u00e0 che oramai ha l\u2019aria Europea ma che racchiude in se storie e leggende uniche.<\/p>\n<p>Il giorno della partenza per l\u2019entroterra Turco \u00e8 denso di aspettative, special modo per l\u2019aspetto meteorologico che fino ad adesso ci ha un po\u2019 deluso.<\/p>\n<p>Carichiamo le moto a bestia, sembriamo due profughi pi\u00f9 che motociclisti, ma sappiamo che tra poco passeremo il ponte di Galata sul Bosforo che ci traghetter\u00e0 dall\u2019Europa all\u2019Asia, che per me ha un sapore speciale in quanto da quel momento potr\u00f2 dire di aver toccato tutti e 5 i continenti.<\/p>\n<p>E dopo qualche indecisione nel riuscire a raggiungerlo, trovandoci pi\u00f9 volte sotto di esso o alla sua sinistra o alla sua destra , riusciamo a cavalcarlo.<\/p>\n<p>Pensare che fu Leonardo Da Vinci il primo a proporre di costruirne uno sul corno d\u2019oro, mettendo addirittura la sua testa in gioco come garanzia della sua riuscita, ma poi il sultano non accett\u00f2 credendolo impossibile.<\/p>\n<p>Nel 2002 i Norvegesi invece dimostrarono che sarebbe stato possibile il progetto di Leonardo proprio costruendone uno basandosi sui suoi progetti.<\/p>\n<p>Devo dire che \u00e8 solamente un ponte probabilmente, ma oltre a rimanere colpiti dalle sue dimensioni ci\u00f2 che ti emoziona maggiormente \u00e8 il sentire dentro ci\u00f2 che il suo attraversamento significa, un passaggio in un altro mondo, in un\u2019altra cultura.<\/p>\n<p>Lo attraverso in piedi sulle pedane della moto, \u00e8 mattino presto, la luce \u00e8 perfetta, la vista di Istanbul eccezionale, lo scorrere dell\u2019asfalto veloce ma inesauribile.<\/p>\n<p>Alla fine del ponte per\u00f2 ci scontriamo con la realt\u00e0 burocratica di tutti i giorni, dobbiamo acquistare una carta ricaricabile per poter prendere l\u2019autostrada del costo di ben 45 euro a testa, e la procedura \u00e8 stata anche lunga e sicuramente non agevolata da un caldo torrido.<\/p>\n<p>Alla fine si parte, direzione Ankara e poi Kappadokia.<\/p>\n<p>Le strade si srotolano come lunghe lingue nere, con rettilinee di decine di km, lunghe curve e poi ancora rettilinei, la musica nelle nostre cuffie ci aiuta a far passare le ore e ci accompagna nel tragitto, riuscendo in qualche modo a rendere il tutto ancor pi\u00f9 piacevole,come se il paesaggio fantastico non lo fosse gi\u00e0 abbastanza.<\/p>\n<p>Dopo aver passato Ankara, la cui periferia \u00e8 uno dei paesaggi pi\u00f9 tristi, alienanti e demoralizzanti che abbia mai visto.<\/p>\n<p>Una serie di case e palazzi impilati come lego a gruppi definiti e standardizzati, tali da far pensare pi\u00f9 a un ghetto che a un quartiere per persone libere.<\/p>\n<p>La attraversiamo velocemente puntando le forcelle verso l\u2019Anatolia centrale, verso verdi pascoli e i laghi centrali.<\/p>\n<p>Il lago Tuz Golu alla nostra destra ci cattura gli occhi che ad una prima rapida occhiata sembrano colti da qualche strana allucinazione, mentre poi quando la strada si fa pi\u00f9 radente ai suoi bordi ci rende possibile capire che il lago e di un bianco\/rosa scintillante.<\/p>\n<p>E\u2019 un lago salato, dalla superficie enorme lungo 80km e largo 50km, profondo pochi metri sul quale non vi \u00e8 nulla se non qualche cicogna a sorvolarlo o qualche pecora o vacca a lambirlo in cerca di erba verde.<\/p>\n<p>La luce radente del tramonto in arrivo contribuisce a dargli un aspetto alieno e lontano, per decine di km non facciamo che osservarne la superficie piatta e quasi miracolosamente riflettente, purtroppo si sta facendo buio e il tempo ci traina in avanti verso la nostra destinazione, Goreme, nella Cappadocia.<\/p>\n<p>In diversi momenti avrei voluto\/dovuto fermarmi a realizzare qualche scatto, delle donne sedute a terra vicine un carretto di legno a mangiare dei meloni verdi mentre osservavano il tramonto, e un pastore anziano che accompagnava il suo gregge proprio in riva al lago, avrebbero meritato una pausa, un approfondito studio sulle lunghe ombre che la nostra stella proiettava a terra, ma viaggiare in moto vuol dire anche questo, quindi va bene cos\u00ec, porter\u00f2 certe immagini dentro di me per sempre.<\/p>\n<p>La Cappadocia e alle porte, una regione nel cuore dell\u2019Anatolia centrale dall\u2019aspetto lunare, nella quale una piccola cittadina dal nome di Goreme ci aspetta con le sue case ricavate nella roccia, dallo strano nome di Camini delle Fate.<\/p>\n<p>Oramai \u00e8 buio, curva dopo curva cerchiamo di non perderci ,anche perch\u00e9 oramai stanchi e sporchi agogniamo il letto e soprattutto una lunga doccia, dopo qualche cartello e qualche deviazioni all\u2019uscita di una curva ci troviamo davanti uno spettacolo unico al mondo, estremo, singolare, inimmaginabile, nessuna foto, nessun racconto pu\u00f2 mai rendere l\u2019idea dell\u2019emozione che la citt\u00e0 di Goreme pu\u00f2 darti alla sua visione.<\/p>\n<p>Le luci calde sparse per la citt\u00e0 e puntate verso le rocce adibite a case addirittura dal IV secolo a.C. ti lasciano inebetito, l&#8217;intera regione si \u00e8 tramutata in un incredibile universo rupestre con centinaia e centinaia di costruzioni adibite a chiese, cappelle, monasteri.<\/p>\n<p>Non possiamo far altro che trovare un albergo e riposarci per affrontare al meglio questo nuovo mondo a noi sconosciuto.<\/p>\n<p>La mattinata \u00e8 fresca e densa di idee su cosa fare e vedere, ma come questo viaggio ci ha insegnato fino ad ora, non puoi mai sapere cosa ti aspetta dietro a una curva e cos\u00ec \u00e8 stata anche questa volta.<\/p>\n<p>Mentre girovaghiamo in giro per trovare un buon posto dove lasciare le moto per andar a visitare il museo a cielo aperto di Goreme ecco che un ragazzo ci indica uno spiazzo, ma lo fa in italiano.<\/p>\n<p>Tom si era allontanato e nel fra tempo io mi intrattengo a parlare con lui, si chiama Sinan, parla un ottimo italiano ed \u00e8 una persona affabile e gentile.<\/p>\n<p>Scopro che \u00e8 la guida turistica dei giri in moto che organizzano le conosciute agenzia di viaggio on line per motociclisti Raid Inside e Moto Orizzonti., non poteva quindi andarci meglio.<\/p>\n<p>Si offre di portarci a fare un giroingiro, tralasciando le turistiche e affollate mete delle decine di pullman che vediamo in giro, ma al contrario di mostrarci siti interessantissimi e unici.<\/p>\n<p>La prima meta \u00e8 la pi\u00f9 antica chiesa scavata nella roccia di tutta la Cappadocia, risalente al XII secolo, priva di decorazioni ma incredibilmente affascinante e raggiungibile in moto attraverso passaggi su sabbia e arbusti taglienti.<\/p>\n<p>La seconda invece \u00e8 davvero qualcosa di unico, una piccolissima chiesa scavata in un camino delle fate, chiusa al pubblico poich\u00e9 non ancora restaurata e quindi ancora originale nella sua veridicit\u00e0, dobbiamo chiedere le chiave del cancello ad una famiglia che vive li vicino e che ne custodisce gelosamente l\u2019ingresso.<\/p>\n<p>Al contrario delle chiese del museo questa non ha colori sgargianti e artificiosi ma sbiaditi e anche danneggiati dagli autoctoni nel tempo, in quanto qui hanno vissuto molte famiglie che l\u2019hanno adibita a loro dimora abituale, tagliando le colonne che limitavano lo spazio e cancellando le immagini degli occhi dai volti di Ges\u00f9, apostoli e santi in quando nella religione mussulmana tale rappresentazione non \u00e8 permessa.<\/p>\n<p>Siamo solo noi seduti dentro questa chiesa, in un silenzio surreale, provando a immaginare chi \u00e8 passato attraverso queste piccole mura, dai primi Cristiani che le hanno scavate con attrezzi rudimentali con chiss\u00e0 quali fatiche, hai pittori che le hanno decorate con colori cos\u00ec vivi ma cos\u00ec naturali o biologici come si direbbe oggi, ed infine a chi l\u2019ha abitata fino a pochi anni fa, vivendo e convivendo quotidianamente con secoli di storia.<\/p>\n<p>Ci avviamo verso le scalette dell\u2019uscita voltandoci ancora una volta ad osservare qualcosa che probabilmente non vedremo mai pi\u00f9 ma che ci ha cos\u00ec affascinato che non scorderemo mai.<\/p>\n<p>Un giro fra i camini delle fate in una zona isolata e sorprendente ci permette di rinfrescarci un attimo ad un improvvisato e inaspettato chiosco di spremute di arance tenuto da un ragazzo e dai suoi due figli che ci guardano un po\u2019 stralunati con le nostre moto.<\/p>\n<p>Dopo tutto questo ci aspetta una bella mangiata in un posto a prima vista tutt\u2019altro che tipico, sembra un autogrill, ma che poi si rivela essere frequentato solo dal gente del posto in pausa pranzo e non da turisti in cerca di \u201ccose tipiche\u201d, e in effetti mangiamo cose squisite.<\/p>\n<p>Sinan \u00e8 una persona eccezionale, ci racconta con veemenza della bellezza della sua terra, della voglia di costruire un albergo usando solo risorse del luogo, della forza del suo popolo e della voglia di far conoscere la sua cultura a tutto il mondo, e noi non possiamo che condividere tutto questo.<\/p>\n<p>Nel pomeriggio realizzo un sogno forse covato da bambino leggendo tanti libri, percorrere la via della seta in moto, una piccola porzione certamente ma pur sempre rievocativa di storie e racconti leggendari.<\/p>\n<p>Proprio su questo tragitto abbiamo l\u2019occasione di assistere, in un antico rifugio per viaggiatori del 1492 interamente in pietra, una danza mistica e antica di 800 anni eseguita da discepoli di alcune confraternite islamiche sufi, i Dervisci.<\/p>\n<p>Il rituale prevede una danza rotatoria dove la mano sinistra \u00e8 abbassata verso la terra mentre la mano destra \u00e8 girata verso il cielo. Il danzatore diviene cos\u00ec il medium tra la terra ed il cielo. Queste danze, secondo i Dervisci Rotanti, sono il loro modo per allontanare la mente da ogni contatto con le cose terrene e per far si che le loro anime si allontanino dai corpi cos\u00ec da potersi riunire a Dio.<\/p>\n<p>E\u2019 un rituale che colpisce molto, la musica in special modo ti porta in uno stato di pace, di tranquillit\u00e0, la rotazione di queste ampie vesti bianche ti spingono a riflettere su un concetto molto semplice e caro a tutti i popoli del mondo,cio\u00e8 che tutto gira.<\/p>\n<p>Non \u00e8 una rappresentazione per turisti come quelle che hanno cercato di venderci nei ristoranti di Istanbul e un po\u2019 ovunque, \u00e8 reale, infatti ci proibiscono qualsiasi rumore, applauso, fotografia o filmato, questo un po\u2019 mi dispiace ma \u00e8 giusto cos\u00ec.<\/p>\n<p>Il ritorno in albergo di notte in mezzo alla desolata Cappadocia con piccole luci a illuminare i minuscoli villaggi \u00e8 anche esso qualcosa di mistico per noi, andiamo a dormire arricchiti sicuramente di qualcosa di speciale e soprattutto com la consapevolezza che l\u2019indomani mattina sar\u00e0 il momento di portare a termine la meta che ci eravamo prefissati, La Mongolfiera!<\/p>\n<p>La sveglia \u00e8 alle quattro e trenta, un orario a me sconosciuto normalmente, anche se poi ringrazier\u00f2 me stesso per lo sforzo fatto.<\/p>\n<p>Ci vengono a prendere i ragazzi della compagnia delle mongolfiere e ci portano sul posto.<\/p>\n<p>Proprio quando arriviamo stanno gonfiando con l\u2019aria calda del bruciatore la mongolfiera, e con nostro immenso stupore notiamo che di mongolfiere ce ne sono a decine, sparse in tutta la vallata, un immagine a dir poco surreale.<\/p>\n<p>Saltiamo dentro il cesto e con pochi gesti degli addetti ci ritroviamo a qualche metro da terra liberi di sorvolare la Cappadocia.<\/p>\n<p>L\u2019emozione \u00e8 enorme, per tanti anni ho visto documentari su tizi che giravano il mondo in mongolfiera, che attraversavano l\u2019Africa o l\u2019Australia, immaginando quando e se un giorno sarebbe toccato a me, e ora stava succedendo.<\/p>\n<p>Non \u00e8 facile descrivere le sensazioni in quando \u00e8 diverso da tutto ci\u00f2 che uno possa immaginare, poich\u00e9 la salita \u00e8 lenta, non adrenalinica come con un aereo, o la discesa come con un paracadute.<\/p>\n<p>Tocchiamo le rocce con le mani e sfioriamo le cime degli alberi con la cesta, per poi salire sempre pi\u00f9 su a centinaia di metri di altezza, il posto ideale per scattare centinaia di foto naturalmente.<\/p>\n<p>Dopo qualche ora comincia la discesa e devo dire che non vedo l\u2019ora di avere di nuovo la possibilit\u00e0 di salire sopra una mongolfiera, ovunque ce ne sia una.<\/p>\n<p>La mattina parte bene, almeno meteorologicamente parlano poich\u00e9 per una volta minacciose nuvole non ci aspettano al risveglio.<\/p>\n<p>La direzione \u00e8 quella dei laghi centrali per poi arrivare fino alla famosa localit\u00e0 di Pammukkale e della citt\u00e0 romana di Hierapolis.<\/p>\n<p>Il tragitto \u00e8 uno dei pi\u00f9 belli che abbiamo percorso, per circa la met\u00e0 del tempo.<\/p>\n<p>Attraversati i laghi le nuvole si fanno minacciose e preventivamente indossiamo le tutte antipioggia, all\u2019inizio \u00e8 una pioggia indifferente ma poi su una lunga strada che costeggiava vasti terreni coltivati si fa dura e intransigente.<\/p>\n<p>Notiamo piccoli carretti trainati da asini indistruttibili con a bordo agricoltori e le loro mogli che cercano di ripararsi sotto un telo di plastica, anche noi cerchiamo riparo in uno dei rari benzinai che incontriamo che molto gentilmente ci offre t\u00e8 caldo e dei panni per asciugare moto e parabrezza, davvero gente ospitale e disponibile i Turchi.<\/p>\n<p>Si riparte, l\u2019acqua si calma e il sole fa timidamente capolino, arriviamo in serata a Pammukkale e troviamo un albergo con un simpatico tipo che cerca di parlare uno stentato e incomprensibile Italiano, dopo che un altro soggetto in moto aveva cercato di venderci una stanza per 10 euro chiss\u00e0 dove e soprattutto chiss\u00e0 in quali condizioni, ma da buoni Italiani ci abbiamo messo poco a mandarlo via.<\/p>\n<p>In effetti abbiamo notato per tutto il viaggio che i venditori, i mercanti e tutti coloro che cercano di venderti qualcosa con noi Italiano insistono poco, comunque molto meno che con gli stranieri.<\/p>\n<p>L\u2019albergatore ci fa entrare le moto praticamente dentro il ristorante, passando in mezzo a gente che cenava, fantastico per noi che non vogliamo mai lasciarle sole in strada.<\/p>\n<p>Entriamo in stanza, poggiamo tutto e apriamo la finestra, non ci eravamo resi contro che eravamo proprio avanti alle famose cave di travertino di Pammukkale(dal latino Castello di Cotone), qualcosa di indescrivibile, una sorta di cascata bianca come la neve, dalle dimensioni inverosimili, nel bel mezzo della cittadina.<\/p>\n<p>Si va a dormire che domani ci aspetta una fantastica giornata.<\/p>\n<p>Sveglia presto per arrivare prima delle decine di autobus turistici che invadono la citt\u00e0 a met\u00e0 mattinata.<\/p>\n<p>Paghiamo l\u2019ingresso al sito e ci dirigiamo verso la citt\u00e0 di Hierapolis, una delle meglio conservate del mediterraneo con un teatro romano enorme e ben conservato anche esso.<\/p>\n<p>Le immagini della citt\u00e0 ricostruita ti lasciano a bocca aperta, deve essere stata qualcosa di spettacolare, posata su un altopiano che dominava su tutto praticamente, con un lunghissimo viale che la attraversava, con diversi teatri, monasteri, colonnati e splendide dimore.<\/p>\n<p>E\u2019 un sito enorme, talmente vasto da perdercisi dentro, ovunque si inciampa in colonne, capitelli e rovine sparse ovunque per migliaia di metri quadrati, l\u2019indifferenza con cui spesso le si scavalca, nonostante i 2000 anni di storia, da l\u2019idea della loro vastit\u00e0.<\/p>\n<p>Ci avviamo verso il bordo dell\u2019altopiano e qui la cava di travertino come le sue acque termali ti colpiscono come un pugno in faccia, un po\u2019 come attraversare il centro storico di Roma, girare dietro il Colosseo in piena estate e trovarsi davanti una distesa di ghiaccio e acqua interminabile.<\/p>\n<p>Al nostro arrivo non c\u2019\u00e8 quasi nessuno per fortuna e dopo un iniziale sbigottimento in due minuti siamo gi\u00e0 in mutande immersi dentro i fiumi di acqua calda che scavano la roccia bianca come il latte, in effetti la citt\u00e0 era stata costruita qui proprio per la presenza di queste cave.<\/p>\n<p>Da esse i Romani potevano trarre il travertino per costruire, ma soprattutto benefici dalle acque termali.<\/p>\n<p>Rimarremmo l\u00ec tutto il giorno, anche se l\u2019arrivo dei turisti rende tutto meno confortevole e rilassante, tutti ci imitano infilandosi nei corsi d\u2019acqua, cos\u00ec dopo un paio di ore decidiamo di avviarci verso l\u2019albergo e ripartire, dopo uno delle esperienze pi\u00f9 assurde e strane della nostra vita.<\/p>\n<p>Fa caldo, molto caldo, e la nostra destinazione \u00e8 la citt\u00e0 di mare Selcuk, ai cui piedi c\u2019\u00e8 Efeso, capitale della provincia romana in Asia agli inizi del primo millennio, una delle citt\u00e0 commerciali romane pi\u00f9 importanti.<\/p>\n<p>Il viaggio inizia bene , i km per una volta sono pochi e la strada e noiosamente dritta per lunghi tratti, anche se attraversiamo sempre posti incredibili dai colori unici che cambiano in continuazione.<\/p>\n<p>Incontriamo anche due motociclisti Tedeschi, ma Turchi di origine, che sono venuti qui per trovare le proprie famiglia.<\/p>\n<p>Viaggiano su due sportive carenate giapponesi, solo a vederli soffriamo per loro, completamente intutati con completi in pelle neri e casci integrali anch\u2019essi neri, una follia.<\/p>\n<p>Facciamo due chiacchiere e ci offrono un\u2019immancabile t\u00e8, loro hanno spedito le moto in treno a Istanbul e ora torneranno in Germania piano piano dopo essere stati al mare sulla costa sud.<\/p>\n<p>Ci salutiamo e si riparte, la strada sale e infine avanti a noi si apre un paesaggio marino immenso, la citt\u00e0 di Selcuk \u00e8 una rinomata localit\u00e0 di villeggiatura sul mar Egeo.<\/p>\n<p>In lontananza vediamo navi da crociera attraccate al porto praticamente dentro la citt\u00e0, navi enormi, alte 20 piani che cos\u00ec grandi noi non le avevamo mai viste.<\/p>\n<p>In effetti la citt\u00e0 \u00e8 invasa dai turisti, qui si attracca, si scende, si spende e si mangia e poi si riparte.<\/p>\n<p>Dopo giorni di isolamento dal mondo non ci dispiace un po\u2019 di vita e di sano casino.<\/p>\n<p>Troviamo un albergo ricavato un Caravan Serrajo del 1500, cio\u00e8 una struttura adibita a dare ricovero ai carri durante i loro lunghi tragitti verso o di ritorno dall\u2019oriente, molto bella e ben tenuta , dove la sera preparano spettacoli alla Turkish Night, un po\u2019 troppo turistici e kitsch per noi che preferiamo girare la citt\u00e0 alla ricerca di qualcosa di pi\u00f9 semplice e casereccio, che puntualmente, e non so se a fortuna o merito, troviamo sempre.<\/p>\n<p>La mattina seguente percorriamo qualche km per arrivare alla citt\u00e0 Romana di Efeso.<\/p>\n<p>Arriviamo presto, e questo \u00e8 un consiglio per chiunque visiti siti archeologici e di interesse in Turchia poich\u00e9 spesso fra un posto e l\u2019altro non c\u2019\u00e8 molto da vedere per il turista medio, quindi qui i pullman viaggiano tutta notte per arrivare a destinazione, scaricare centinaia di assordanti e recalcitranti turisti e poi ripartire per la prossima meta.<\/p>\n<p>Arrivano presto abbiamo qualche ora di tregua, possiamo ammirare il teatro romano e soprattutto la biblioteca di Efeso in tutto il suo splendore, percorrere le vie della citt\u00e0 tra colonnati e antiche dimore di 2000 anni fa.<\/p>\n<p>Sicuramente per noi Italiani l\u2019effetto \u00e8 diverso forse perch\u00e9 abituati a tanta storia e a tante rovine, ma qui se ci si ferma a riflettere la cosa sta proprio nella lontananza in cui queste costruzioni erano poste, se ci si ferma a immaginare gli sforzi per costruirle in mezzo al nulla, e soprattutto se si immagina il via vai di genti di tutte le razze che dovevano solcare le vie lastricate di questa citt\u00e0 commerciale.<\/p>\n<p>L\u2019arrivo dei turisti, con tutti i loro lati negativi allo stesso tempo ti fa rivivere forse quelle situazioni, migliaia di persone che vanno su e gi\u00f9 per la via principale della citt\u00e0, si ferma, chiacchiera, rumoreggia e discute, un po\u2019 come accadeva appunto secoli e secoli fa.<\/p>\n<p>Il sole sale alto e il caldo comincia a stonarci, ci avviamo verso le moto e imbocchiamo le vai del ritorno in direzione Cannakkale, una citt\u00e0 portuale dove un traghetto ci riporter\u00e0 dall\u2019Asia all\u2019Europa.<\/p>\n<p>Il tragitto \u00e8 breve ma di qualit\u00e0, anche se come oramai siamo abituati dall\u2019inizio del viaggio, su un passo di montagna un acquazzone di quelli rapidi e veloci non ci da il tempo neanche di infilarci le tute antipioggia.<\/p>\n<p>Pazienza, ci asciughiamo andando in moto e raggiungiamo proprio al tramonto la citt\u00e0 di Troia.<\/p>\n<p>L\u2019emozione \u00e8 forte, nel sito archeologico praticamente non c\u2019\u00e8 quasi pi\u00f9 nulla, ma la rievocazione di antichi fasti, battaglie, storie e leggende \u00e8 talmente forte che ci sediamo un attimo ad ammirare il sole che scende sul mare proprio alle spalle della citt\u00e0.<\/p>\n<p>Percorriamo gli ultimi km e dopo aver trovato un albergo proprio sul lungomare affollato e turistico di Cannakkale e andiamo a dormire.<\/p>\n<p>Il giorno dopo saliamo sul traghetto che sembra pi\u00f9 un piccolo cargo con gente di ogni genere e dove, una volta sulla costa Europea puntiamo verso la frontiera Turca.<\/p>\n<p>Ci guardiamo indietro mentre ci allontaniamo, vediamo le grosse bandiere Turche sventolare a distanza mentre puntiamo verso le autostrade dannatamente prive di benzinai della Grecia.<\/p>\n<p>Ora capiamo perch\u00e9 abbiamo incontrato diversa gente che era la seconda volta che tornava in Turchia, \u00e8 un posto meraviglioso, a cavallo tra modernit\u00e0 e tradizione, le persone ci hanno accolto come non pensavamo, e anche noi un giorno riattraverseremo questi posti sicuri al 100%!<\/p>\n<p>Sulla strada di ritorno facciamo ancora piacevoli incontri e dormiamo in una vitalissima e incredibilmente giovane citt\u00e0 Greca, Salonicco.<\/p>\n<p>Sulla strada per Igoumenitsa ci dobbiamo fermare sotto un ponte per la quantit\u00e0 di pioggia che sta scendendo, a memoria d\u2019uomo non ricordo di essermi mai fermato in moto per la troppa pioggia che scendeva, comunque sotto il ponte incontriamo anche altri motociclisti un po\u2019 indecisi sul da farsi e molto piacevolmente un furgone del servizio stradale Greco ci si mette dietro e con i lampeggianti accessi non va via fino a quando non smette di piovere e noi non ripartiamo.<\/p>\n<p>Arriviamo a Igoumenitsa e scopriamo che il traghetto \u00e8 stato cancellato ma ci \u00e8 andata anche meglio poich\u00e9 ci trasferiscono su di un altro pi\u00f9 moderno, con grandi stanze e soprattutto che invece di attraccare a Brindisi ci lascer\u00e0 a Bari.<\/p>\n<p>Il viaggio oramai \u00e8 finito.<\/p>\n<p>Ci portiamo dentro e ci porteremo per sempre un esperienza unica.<\/p>\n<p>Molte persone prima della nostra partenza ma anche al ritorno ci chiedevano perch\u00e9 andavamo in Turchia, con espressione come \u201cma non \u00e8 pericoloso?\u201do cosse del genere se non peggiori e quasi sempre mosse da grande ignoranza sui mussulmani.<\/p>\n<p>Io invece dico che probabilmente \u00e8 proprio per merito della loro religione che questo popolo \u00e8 incredibilmente ospitale, disponibile e soprattutto semplice d\u2019animo.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 viaggio in effetti e pi\u00f9 mi rendo conto che la gente pi\u00f9 ha e pi\u00f9 \u00e8 saccente e gelosa della propria vita, al contrario chi meno possiede \u00e8 aperta e disposta e condividere anche cose semplici o quel poco che pu\u00f2 offrirti, senza secondi fini.<\/p>\n<p>Ed ora la mente vola gi\u00e0 verso altre mete, sicuri di una cosa, che per capirlo il mondo e soprattutto ci\u00f2 che esso contiene lo si deve vedere con i propri occhi e assaporare con i propri sensi.<\/p>\n<p>Alla prossima.<\/p>\n<p>Blog: http:\/\/ruotequadrate.blogspot.com<\/p>\n<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-2884 gallery-columns-5 gallery-size-thumbnail'><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='http:\/\/www.animaguzzista.com\/?attachment_id=2885'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Viaggio-in-Turchia034-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" srcset=\"http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Viaggio-in-Turchia034-150x150.jpg 150w, 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