{"id":2908,"date":"2010-04-22T20:56:00","date_gmt":"2010-04-22T20:56:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.animaguzzista.com\/?p=2908"},"modified":"2015-04-24T17:03:04","modified_gmt":"2015-04-24T17:03:04","slug":"hazim","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.animaguzzista.com\/?p=2908","title":{"rendered":"Hazim"},"content":{"rendered":"<p>di Paolo Miolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>LA STRADA DELL\u2019INFERNO<\/p>\n<p>\u201cMa guarda che sfiga parto insieme a un Ducati e a un Guzzi e si va a rompere l\u2019Honda\u201d<br \/>\nAppena ascoltata la frase un pensiero un po\u2019 maligno mi si ferma tra i denti un attimo prima di diventare parola.<br \/>\nStronzo. Adesso per\u00f2 chi ti sta trainando e un Guzzi. Anzi il mio Guzzi.<br \/>\nSe non fosse per le ingenerose parole probabilmente avrei la luna meno di traverso. I guasti si sa che capitano.<br \/>\nE\u2019 quasi mezzanotte, un buio pesto, il T5 \u00e8 stracarico, tra le strade turche e la ruota da 16\u2019 non c\u2019\u00e8 amicizia, le cinghie che fissavano tenda e i sacchi a pelo adesso trainano un XL 600 muto ma in garanzia. Suole vicino all\u2019asfalto, gas pelato e trent\u2019allora, meglio meno. La Robi fa contorsioni per tenere fermo il bagaglio ormai legato con approssimazione. Un viaggio bellissimo e senza inconvenienti si sta lentamente trasformando in una medioevale tortura. Ripenso al dopo cena di un paio d\u2019ore fa.<br \/>\n\u201cDai \u00e8 presto facciamo ancora un po\u2019 di strada\u2026\u201d<br \/>\nil palestrato ondista ordina un altro giro di roba forte, sottolineando cos\u00ec la sua sfida a chi molla per ultimo. Tutti abboccano. Me compreso. Chiaramente anche il mio buonsenso \u00e8 in vacanza.<br \/>\nE il Guzzi adesso traina\u2026<br \/>\nIo d\u00f2 la colpa all\u2019ultimo bicchierino di raki, alla Honda, alla stupidit\u00e0 umana (in particolare alla mia) e in fondo in fondo sogghigno. Lo so, il paradiso dei motociclisti a me sar\u00e0 precluso. Troppi peccati d\u2019opinione. Mi consolo pensando a quello dei Guzzisti.<br \/>\nL\u00ec sono certo che mi rimedieranno un posto, magari mi metteranno solo a lucidare bilanceri o ad alleggerire volani. Nulla di pi\u00f9, ma andrebbe bene comunque&#8230;<br \/>\nDopo un\u2019ora di strappi e contorsioni, conditi da aroma di frizione cotta, gli orribili ma efficaci proiettori supplementari del T5 illuminano un cartello. A questa folle velocit\u00e0 sarebbero bastate anche le sole luci di posizione\u2026<\/p>\n<p>KAMAN<br \/>\nnufus: 1200<\/p>\n<p>Beh, milleduecento anime non sono gi\u00e0 pi\u00f9 solitudine. L\u2019odore di questo paese \u00e8 buono, sa di paglia di frumento bruciata dal sole e di diesel stanchi. Su ambo i lati dell\u2019unica strada grossi cubi in blocchi di cemento che pretendono di essere case. Aria di miseria e fatica che rompe le ossa, poche macchine agricole e luce fioca. Nulla di esotico che possa ricordarci le porte dell\u2019oriente. Piuttosto qualcosa tipo bassa padana o agropontino anni \u201850.<br \/>\n\u201cSpero che questa non sia la piazza principale, in genere c\u2019\u00e8 un monumento qui invece c\u2019\u00e8 una pompa di benzina\u201d<br \/>\nNonostante il guasto al suo mezzo il palestrato non perde il sarcasmo. La sua tipa invece sta cedendo e con lei anche i suoi poco motociclistici fuseaux, che tanto appagavano l\u2019occhio. Adesso non fasciano pi\u00f9 tonici glutei, c\u2019\u00e8 un effetto pigiamone di flanella. Spero di cuore che non siano stati i suoi glutei a cedere.<br \/>\n\u201cNon \u00e8 benzina, \u00e8 gasolio.\u201d Il ducatista, che in realt\u00e0 guida un Elefant 750 ma ama definirsi ducatista, precisa con puntualit\u00e0 il macroscopico errore. E\u2019 un tipo da occhialino rotondo, insomma aria intellettuale, toscano ma di modi raffinati.<br \/>\n\u201cVabb\u00e8 sai che differenza\u201d il palestrato risponde con tono irritato.<br \/>\n\u201cBeh oddio se proprio vogliamo qualche differenza tra gasolio e benzina ci sarebbe\u2026\u201d Anche se \u00e8 tardi il Tosco-Ducati non ci sta. Penso che sarebbe disponibile a scatenare una dialettica interminabile sull\u2019argomento. Si guarda intorno e continua:<br \/>\n\u201cA vedere dalla quantit\u00e0 di fusti da 2 quintali che ci sono in giro, qui c\u2019 \u00e8 un\u2019officina\u201d<br \/>\n\u201cNon penserai mica che faccia ripare qui la moto?\u201d il palestrato cambia umore, \u00e8 indignato che una simile idea abbia solo sfiorato la sua muta Honda.<br \/>\n\u201cE\u2019 ancora in garanzia, Io domattina chiamo la Europe Assistance e sistemo tutto\u201d<br \/>\n\u201cGuarda che puoi fare ci\u00f2 che vuoi, dicevo semplicemente che se c\u2019\u00e8 un\u2019officina possiamo dare un\u2019occhiata magari \u00e8 una pirlata, poi decidi\u201d<br \/>\nMi intrometto tra i due perch\u00e9 lo scambio stava diventando serrato e forse \u00e8 meglio smetterla.<br \/>\nIl Tosco-Ducati continua: \u201cNon ti fare illusioni: la Europe Assistance non pu\u00f2 fare miracoli; anche se individuassimo il guasto qualcuno che ti dia un aiuto e un recapito ci serve comunque\u201d<br \/>\nNella semi oscurit\u00e0 si sta avvicinando una persona. Tuta blu sporca come un cencio di mille anni, entrambe le mani occupate: sigaretta e gelato. Il gelato si sta copiosamente sciogliendo e dal cono finisce su dita dove le linee sono evidenziate da sporco mal tolto. Lecca gelato, dita e fuma. Farfuglia un saluto, gesticola e dice qualcosa in simil-tedesco che nessuno di noi capisce.<br \/>\nIndichiamo la honda e diciamo \u201cKaputt\u201d<br \/>\npigiamone chede \u201cHotel\u201d<br \/>\nTuta blu \u00e8 strabico da un\u2019occhio, quindi niente sguardo intelligente, inoltre odore di giornata lavorata fino in fondo e alito da senza filtro raccomandano distanze di sicurezza. Il gelato mezzo sciolto tra le dita e i denti cos\u00ec bianchi da sembrare finti rendono la figura un p\u00f2 ridicola.<br \/>\nMimando teatralmente il gesto dello svitare con una chiave ci fa capire che lui \u00e8 meccanico e abita l\u00ec sopra, alla moto ci penser\u00e0 lui domani. Il Tosco-Ducati ci aveva visto giusto.<br \/>\nHotel, Hotel, gut Hotel. Tuta blu si sbraccia e ci fa segno di seguirlo.<br \/>\nA cinquanta metri scorgiamo una vetrina d\u2019angolo verniciata di bianco dall\u2019interno. Oddio Hotel \u00e8 una parola grossa, diciamo che l\u2019alternativa era la strada\u2026<br \/>\nRoberta dopo il primo sguardo al giaciglio decide di dormire con la tuta di pelle. Io pure.<br \/>\nI diesel, solo odorati la sera precedente, ci svegliano molto presto o meglio lo fa il loro minimo bradicardico. Un paio di vecchissimi Dodge col muso e qualche trattore attendono di fare colazione alla pompa. Niente ressa invece intorno all\u2019unico bagno dell\u2019Hotel. Anche i pi\u00f9 duri rinunciano.<br \/>\nGuardando il viso di Roberta scoppio in una risata alle lacrime.<br \/>\n&#8220;Perch\u00e9 mi quardi e ridi?&#8221; Mi chiede acida intuendo che il motivo di tanta ilarit\u00e0 \u00e8 lei:<br \/>\n&#8220;Eh allora cos\u2019ho che non va?&#8221;<br \/>\n&#8220;Dai, non fare cos\u00ec si vede che hai dormito non solo con la tuta ma anche anche con il sottocasco! Hai i segni delle cuciture stampati sul viso!&#8221;<br \/>\n&#8220;Si \u00e8 vero, per\u00f2 tu hai dormito con gli stivali&#8221;<br \/>\nConfesso e ridiamo di cuore entrambi. E\u2019 gi\u00e0 una bella giornata.<br \/>\nTuta Blu \u00e8 nel bar dell\u2019albergo che ci aspetta cos\u00ec come un\u2019infinit\u00e0 di bicchierini di \u00e7ai bollente che offre a tutti. Stamane ha un\u2019andatura e un portamento migliori. Forse ieri non ero l\u2019unico ad averci dato dentro con il raki.<br \/>\nCon gesti inequivocabili i presenti ci propongono di fare colazione. Formaggio di capra, pomodori, olive e cipolle in insalata. Ci sono anche delle piccole salsicce a forma di granata a frammentazione ma il colore rosso violento induce tutti ad un atteggiamento prudente. Visto il menu a molti il coraggio viene meno, altri ci provano. Cos\u00ec, almeno per l\u2019alito, combatteremo ad armi quasi pari con i nativi.<br \/>\nTutto sommato una Marlboro secca sarebbe stato un modo peggiore di iniziare la giornata.<br \/>\nNel bar c\u2019\u00e8 aria di festa, non si pu\u00f2 non apprezzare ci\u00f2 che fanno e la carica di umana dignit\u00e0 che ci mettono. Hanno poco ma ce lo offrono tutto.<br \/>\nTuta Blu freme: sta attendendo con impazienza che finiamo di fare colazione, si vede lontano un chilometro che ha voglia di darsi da fare nel suo ambito e il suo ambito sono i motori. E noi abbiamo un motore che non va.<br \/>\nA me Tuta Blu piace. La figura sa di nottate fumose passate a bestemmiare cercando una soluzione a problemi pi\u00f9 grandi di lui, con l\u2019imbuto dell\u2019olio in una mano, lo spessimetro nell\u2019altra e come colonna sonora un tornio che gira.\u201cHonda, Honda, Honda\u201d ripete e mima continuamente il gesto di avvitare e svitare con la chiave inglese. Punta a metterci le mani al pi\u00f9 presto.<br \/>\n\u201cNoo, non se ne parla neppure: quello la mia moto non la tocca, voi siete fuori come delle biglie, state scherzando: ho su meno di 10 000 chilometri, ma l\u2019avete visto? Avete visto che razza di personaggio \u00e8?\u201d Il palestrato \u00e8 fuori, quasi incazzato.<br \/>\n\u201cSenti, gli chiediamo solo in prestito l\u2019officina, controlliamo noi l\u2019impianto elettrico, guardiamo se arriva benza, insomma proviamo a capire cosa c\u2019\u00e8 che non va\u201d propongo.<br \/>\nAnche le ragazze stanno facendo squadra, ormai siamo cinque contro uno ma il palestrato non molla.<br \/>\n\u201cSenti, la moto \u00e8 tua: dicci cosa vuoi che facciamo, ma sbrigati! Non possiamo stare qui tutta la vacanza\u201d. Pigiamone, ritemprata dalla dormita, ha ripreso la sua solita verve e lo incalza.<br \/>\n&#8220;Vabb\u00e8, adesso telefono in Italia e sento cosa mi dicono. Ma che nessuno si azzardi a sfiorare la mia moto. Non vi voglio vedere vicini. Soprattutto quell\u2019essere l\u00ec!&#8221;<br \/>\nCos\u00ec il palestrato e pigiamone si avviano verso l\u2019ufficio postale. Nel 1989 telefonare in Italia dalla dall\u2019Anatolia non era impossibile: bastava avere tempo a disposizione. A noi non mancava.<br \/>\n\u201cI go\u201d<br \/>\nPurtroppo Tuta Blu ha capito di non essere gradito e con molta sobriet\u00e0 si ritira. Ai pi\u00f9 dispiace, proviamo a trattenerlo ma capiamo che talvolta gli atteggiamenti sono pi\u00f9 esplicativi delle parole e lui di atteggiamenti ne ha gi\u00e0 sopportati fin troppi. Se ne va salutando con un cenno del capo e dice qualcosa al barista.<br \/>\nIl conto per sei persone lo ha pagato lui.<br \/>\nLa faccia di un Hondista in panne \u00e8 uno spettacolo che vale la pena di essere vissuto.<br \/>\nE\u2019 una maschera di disperazione ed impotenza, \u00e8 l\u2019espressione del tradimento sub\u00ecto e consumato sotto i propri occhi. E\u2019 l\u2019impossibile che si materializza. Sono le chiacchere e la supponenza di un marchio, \u201cdel marchio\u201d, che rimangono tali davanti all\u2019evidenza dei fatti.<br \/>\nLa voce di un Hondista in panne invece \u00e8 una litania di:<br \/>\n\u201cIo gli faccio causa, vedranno il mio legale&#8230;, scrivo a tutti i giornali, faccio un casino che&#8230;\u201d con un crescendo che culmina con minacce incendiarie e assalti all\u2019arma bianca alla povera incolpevole concessionaria. Al termine della telefonata scopriamo che la Europe Assistance in agosto effettivamente non pu\u00f2 fare miracoli. Il tutto, sotto il sole turco, ha un che di comico.<br \/>\nIl Tosco-Ducati inizia a tranciare: &#8220;Siamo fermi, inchiodati qui da dalla tua moto&#8230; l\u2019aiuto ti \u00e8 stato offerto&#8230; adesso tocca a te. Spicciati perch\u00e8 a me stanno iniziando a girare e ho una gran voglia di andarmene.&#8221;<br \/>\n&#8220;Ok diamogli un\u2019occhiata.&#8221; Lo dice pi\u00f9 per farci un piacere che altro. Ma ci\u00f2 che infastidisce \u00e8 l\u2019aria di compatimento che mette nei nostri confronti.<br \/>\nI palestrato monta in sella. Una pressione al tasto Start fa girare il motorino d\u2019avviamento ma il motore non parte. I soliti controlli di rito testimoniano che la benza arriva dove deve arrivare e la candela fa le sue brave scintille.<br \/>\nTogliamo i primi 2 tappi del coperchio valvole e riproviamo. Il motorino gira ma non succede nulla. Riproviamo e non succede nulla, ma proprio nulla. Io e il Tosco-Ducati ci guardiamo con gli occhi sfanalati fuori dalle orbite. Le valvole di scarico non si muovono! Tiriamo gi\u00f9 anche i tappi dietro e l\u00ec qualcosa di animato sembra esserci. Almeno abbiamo escluso che la distribuzione sia completamente andata.<br \/>\n&#8220;Allora cosa c\u2019\u00e8?&#8221; Ci chiede con molta meno tracotanza di 5 minuti prima.<br \/>\n&#8220;C\u2019\u00e8 che siamo nella merda&#8221;, rispondo.<br \/>\n&#8220;Perch\u00e8?&#8221; Chiede decisamente incuriosito.<br \/>\n&#8220;Perch\u00e8 i tuoi bei mazzi di valvole non valvolano pi\u00f9. Hai tritato il cammes. Qui non \u00e8 pi\u00f9 questione di ricambi o Europe Assistance: qui serve un meccanico coi maroni. Oppure un passaggio di sola andata fino all\u2018aeroporto di Ankara.&#8221; Rispondo cos\u00ec e il palestrato d\u00e0 subito in escandescenze. Non lo reggo pi\u00f9.<br \/>\n&#8220;Non \u00e8 possibile: \u00e8 nuova! La d\u00f2 dentro! Io il prossimo anno mi prendo il GS&#8230; appena arrivo a casa la vendo! Trover\u00f2 pure un pirletta che vuole l\u2019XL per fare le penne!&#8221; Il palestrato ha nuovamente cambiato atteggiamento.<br \/>\nSembra che il suo culo immaginario sia gi\u00e0 sul nuovo BMW e lo sfoggia con orgoglio. Io mi domando come ho fatto a partire con un personaggio cos\u00ec. L\u2019Hondista deluso \u00e8 solo un ricordo:\u00e8 lanciato nei proclami di futura rivincita. E\u2019 gi\u00e0 un gran tifoso BMW.<br \/>\nTosco-Ducati intanto ha fatto quattro passi verso l\u2019officina. Tuta Blu \u00e8 chino su un enorme diesel, \u00e8 preso, sta lavorando e lo ignora. Lui rispettosamente staziona zitto sul portone e aspetta. Talvolta gli atteggiamenti valgono pi\u00f9 di mille parole.<br \/>\nOgni meccanico che si rispetti ha uno straccio in tasca, adesso Tuta Blu se lo passa sulle mani in modo ritmico, prima l\u2019una poi l\u2019altra, in piedi sotto il sole guarda muto l\u2019Honda muta. Non capisco cosa stia pensando. Ho come il sospetto che l\u2019occhio strabico sia dotato di strani poteri e che stia facendo una metallografia al motore.<br \/>\nIl suo pollice mima una nuova accensione, e il suo indice ne chiede una sola.<br \/>\nE\u2019 serio, immobile, distaccato, labbra serrate che celano denti che non si vedono pi\u00f9. Non incrocia i nostri sguardi. Guarda solo dove c\u2019\u00e8 da guardare.<br \/>\nLui sa<br \/>\nLui ha capito<br \/>\nLui sa fare<br \/>\nNell\u2019aria calda e immobile non dice nulla, l\u2019imbarazzo nostro \u00e8 palpabile. Abbiamo molto da farci perdonare. Spingiamo la moto nell\u2019antro buio della sua officina e ci fa cenno di uscire. Lo lasciamo cos\u00ec accosciato di fianco alla moto, con lo straccio in mano. Non ci guarda, non ci vede, \u00e8 gi\u00e0 da un\u2019altra parte.<\/p>\n<p>Diligentemente uno alla volta riprendiamo le nostre posizioni al bar. Un nuovo giro di \u00e7ai non richiesto \u00e8 l\u00ec che ci aspetta, tanti altri ne seguiranno. Abbiamo tempo, tempo di imparare il backgammon e di insegnare il tresette, di parlare di Italia e di ascoltare di Turchia. Tempo, abbiamo tempo, non da far passare ma tempo per provare a conoscere.<br \/>\nE\u2019 di nuovo mattina, ma stavolta non \u00e8 il minimo cardiaco dei diesel Dodge che ci sveglia e nemmeno lo sferragliare di vecchi trattori.<br \/>\nNell\u2019aria solo sgasate lente e piene di un mono di grossa cubatura.<br \/>\nE trentadue denti che brillano in un antro buio.<\/p>\n<p>Grazie Hazim.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Paolo Miolo &nbsp; LA STRADA DELL\u2019INFERNO \u201cMa guarda che sfiga parto insieme a un Ducati e a un Guzzi e si va a rompere l\u2019Honda\u201d Appena ascoltata la frase un pensiero un po\u2019 maligno mi si ferma tra i denti un attimo prima di diventare parola. Stronzo. 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