{"id":2990,"date":"2010-04-23T18:12:33","date_gmt":"2010-04-23T18:12:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.animaguzzista.com\/?p=2990"},"modified":"2015-04-24T17:04:14","modified_gmt":"2015-04-24T17:04:14","slug":"reportage-dal-biafra","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.animaguzzista.com\/?p=2990","title":{"rendered":"Reportage dal Biafra"},"content":{"rendered":"<p>di Gazzettiere<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nigeria, Biafra<\/p>\n<p>In Nigeria tutto \u00e8 rugginoso ed entr\u00f2pico. Sulle linee ferroviarie (abbandonate) cresce l\u2019erba. Rugginosa e rumorosa e approssimativa perfino la piattaforma Ima Frel 1 dalla quale si estrae il gas che poi va a liquefarsi Bonny Island. Nella polverosa sala mensa, a dispetto dell\u2019immagine degradata della piattaforma, c\u2019\u00e8 una sequenza di diplomi per i successi conseguiti nella sicurezza del lavoro dalla squadra di tecnici africani. Rugginosi ma efficienti.<br \/>\nAndiamo a vedere l\u2019ospedale di Obizie &#8211; anzi, Obizi, si scrive in nigeriano. Per arrivare a Obizi servono alcune ore per uscire dai sobborghi polverosi di Port Harcourt e per traversare la campagna fangosa. Dovunque \u00e8 pieno di gente, di persone. I nigeriani sono almeno 130 milioni, la popolazione pi\u00f9 numerosa dell\u2019Africa, ma si stima che possano essere almeno 150-180 milioni. Ogni famiglia \u2014 anche quelle ricche e urbanizzate \u2014 ha almeno cinque o sei figli.<br \/>\nI nigeriani guidano nel traffico pazzesco e polveroso delle citt\u00e0, o lungo le strade statali perse nella giungla, quattro tipologie di veicoli.<\/p>\n<p>Il traffico<br \/>\nCi sono le auto nuove: poche e rare.<br \/>\nPoi le strade sono intasate da una massa di vecchi catorci, in gran parte Peugeot o vecchissime Mercedes, piene di botte e buchi di ruggine.<br \/>\nLe ambulanze si usano per tutti i servizi, compreso il trasporto delle casse da morto con corteo al s\u00e8guito.<br \/>\nI poveri nelle campagne e i bambini usano la bicicletta. Sono grandi biciclette nere con i freni a bacchetta, come quelle che si usavano in Italia fino agli anni 50.<br \/>\nI giovani e chi ha pochi soldi usa la moto. Tantissime moto. Molte sono customizzate, lavorate, decorate e riempite di cromature e grossi paragambe. Nessuno usa il casco. E tutti vanno piano sulle dissestate strade che attraversano la giungla o nel traffico pazzo della citt\u00e0.<\/p>\n<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-2990 gallery-columns-2 gallery-size-thumbnail'><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='http:\/\/www.animaguzzista.com\/?attachment_id=2991'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Reportage-dal-Biafra038-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" aria-describedby=\"gallery-1-2991\" srcset=\"http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Reportage-dal-Biafra038-150x150.jpg 150w, http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Reportage-dal-Biafra038-300x300.jpg 300w, http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Reportage-dal-Biafra038-100x100.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<figcaption class='wp-caption-text gallery-caption' id='gallery-1-2991'>\n\t\t\t\tNegli incroci maggiori si formano grandi riunioni spontanee di motociclisti. Scendono dalla 250 e a decine tutti insieme passano le ore a chiacchierare bevendo la Fanta o una Maltine (un&#8217;orribile pseudobirra dolciastra e analcolica).\n\t\t\t\t<\/figcaption><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='http:\/\/www.animaguzzista.com\/?attachment_id=2992'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Reportage-dal-Biafra038_001-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" aria-describedby=\"gallery-1-2992\" srcset=\"http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Reportage-dal-Biafra038_001-150x150.jpg 150w, http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Reportage-dal-Biafra038_001-300x300.jpg 300w, http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Reportage-dal-Biafra038_001-100x100.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<figcaption class='wp-caption-text gallery-caption' id='gallery-1-2992'>\n\t\t\t\tEcco un altro &#8220;raduno&#8221; di motociclisti fra i cumuli d&#8217;immondizia. I giovani nigeriani amano molto le loro moto e, in un paese scrostato, brilla la perfezione delle cromature delle 250.\n\t\t\t\t<\/figcaption><\/figure>\n\t\t<\/div>\n\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La cilindrata massima delle moto \u00e8 250 e le marche sono diversissime dalle nostre: moltissime Kymco e molte giapponesi (Suzuki e Honda, sempre 250 cc), ma non si contano le Nanfang, le Jingcheng, le Sinoki &#8220;Supra&#8221;, le Pogco, le Chanlin e le Qlink. Notata una moto con la scritta Jesus sul serbatoio, e non sembrava una personalizzazione ma una vera marca. Jesus non \u00e8 solamente la marca della moto: la religione \u00e8 molto sentita, in Nigeria.<\/p>\n<p>Il nord \u00e8 soprattutto musulmano, l\u2019interno \u00e8 animista, il resto \u00e8 cristiano in tutte le declinazioni in cui si pu\u00f2 adeguare il cristianesimo.<\/p>\n<p>Chiese e distributori<br \/>\nLungo le strade ci sono insegne polverose e rugginose con scritto: &#8220;Diocesis of Jesus King of All Heavens&#8221;, oppure &#8220;Church of Good Sheperd&#8221; o ancora &#8220;Joint to Archbishop for Freedom of Your Soul&#8221;.<\/p>\n<div id='gallery-2' class='gallery galleryid-2990 gallery-columns-2 gallery-size-thumbnail'><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='http:\/\/www.animaguzzista.com\/?attachment_id=2993'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Reportage-dal-Biafra038_002-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" aria-describedby=\"gallery-2-2993\" srcset=\"http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Reportage-dal-Biafra038_002-150x150.jpg 150w, http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Reportage-dal-Biafra038_002-300x300.jpg 300w, http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Reportage-dal-Biafra038_002-100x100.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<figcaption class='wp-caption-text gallery-caption' id='gallery-2-2993'>\n\t\t\t\tUn concessionario di rivendita delle moto. Nota (sopra il negozio) l&#8217;insegna biancha della Reedemed christian church of god, una delle chiese nigeriane di ispirazione cristiana. Da questo milieu sociale escono figure come monsignor Milingo.\n\t\t\t\t<\/figcaption><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='http:\/\/www.animaguzzista.com\/?attachment_id=2994'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Reportage-dal-Biafra038_003-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" aria-describedby=\"gallery-2-2994\" srcset=\"http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Reportage-dal-Biafra038_003-150x150.jpg 150w, http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Reportage-dal-Biafra038_003-300x300.jpg 300w, http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Reportage-dal-Biafra038_003-100x100.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<figcaption class='wp-caption-text gallery-caption' id='gallery-2-2994'>\n\t\t\t\tLa colonnina di un distributore. Ingabbiata in una blindatura di sbarre. E&#8217; uno dei distributori pi\u00f9 moderni\n\t\t\t\t<\/figcaption><\/figure>\n\t\t<\/div>\n\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Pi\u00f9 sul cartello \u00e8 lungo e articolato il nome della chiesa, e pi\u00f9 \u00e8 piccolo, rugginoso e povero l\u2019edificio sacro alle spalle del cartello, in genere una catapecchia.<br \/>\nLo stesso fenomeno curioso di proporzione inversa c\u2019\u00e8 alle stazioni di servizio. Pi\u00f9 lungo, articolato e magnificente \u00e8 il nome dipinto sull\u2019insegna, pi\u00f9 misero il distributore.<\/p>\n<p>Nel Paese dominato dalle societ\u00e0 petrolifere, sono una rarit\u00e0 le stazioni di servizio delle compagnie: ho individuato un Texaco e un distributore Total. Avvicinabili (ma sempre polverosi e rugginosi) ai distributori europei. Malconci quelli con insegne come Mbono Oil, cio\u00e8 con un nome gi\u00e0 pi\u00f9 articolato. Catapecchie rose dal clima umido, abbandonate, con le colonnine dal vetro sfondato sono quelle dei distributori con le insegne pi\u00f9 sontuose, come International Global Energy Services Ltd oppure Global Interworld Oil Co.<br \/>\nIn ogni caso, le pompe sono ingabbiate dentro solide sbarre d\u2019acciaio verniciato (e in genere anche scrostato e rugginoso).<br \/>\nObizi (o Obizie all\u2019inglese) \u00e8 una borgata in mezzo alla giungla di palme nello Stato di Imo, uno degli stati federati della Nigeria che quarant\u2019anni fa erano parte del Biafra. Qui \u00e8 nato l\u2019ospedale del dottor Nnadozie. Tornato in Nigeria dopo un master in biochimica negli Usa, Nnadozie apr\u00ec per la gente del suo paese una baracca-ospedale. In queste condizioni Nnadozie conobbe Arnd Klinge, il pilota tedesco. Il quale cominci\u00f2 a raccogliere collette in germania e a promuovere in azienda il progetto dell\u2019ospedale di Obizi.<\/p>\n<p>Vivere poveri<br \/>\nNel 2001 era stato costruito il primo piano, ora l\u2019edificio \u00e8 formato da tre piani. Per lo standard europeo, sarebbe un ospedale illegale. La camera operatoria, al pian terreno, ha le finestre aperte sul giardino, protette da tende azzurre, ed \u00e8 piastrellata di bianco. Al centro c\u2019\u00e8 un lettino da studio medico foderato di scai polveroso. Non ha attrezzature, se non l\u2019armadietto per i medicinali, la sterilizzatrice per i ferri e alcuni ventilatori a soffitto, unico sollievo nel clima equatoriale.<\/p>\n<figure id=\"attachment_2995\" aria-describedby=\"caption-attachment-2995\" style=\"width: 150px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Reportage-dal-Biafra038_004.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" td-modal-image wp-image-2995 size-thumbnail\" src=\"http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Reportage-dal-Biafra038_004-150x150.jpg\" alt=\"Un altro meccanico. Bastano una tettoia di lamiera ondulata e pochi attrezzi per creare una nuova microazienda.\" width=\"150\" height=\"150\" srcset=\"http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Reportage-dal-Biafra038_004-150x150.jpg 150w, http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Reportage-dal-Biafra038_004-100x100.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-2995\" class=\"wp-caption-text\">Un altro meccanico.<br \/> Bastano una tettoia di lamiera<br \/> ondulata e pochi attrezzi per<br \/> creare una nuova microazienda.<\/figcaption><\/figure>\n<p>L\u2019illuminazione della sala operatoria viene dalla finestra spalancata e da alcuni tubi di neon: una lampada operatoria non reggerebbe la tensione incerta erogata da una delle compagnie elettriche pi\u00f9 disastrate, la societ\u00e0 statale Nepa (National electric power authority). In Nigeria anche le grandi citt\u00e0 restano spesso al buio per minuti, per ore: in qualche caso per giorni interi. \u00abL\u2019elettronica non funziona con questi continui cali di tensione\u00bb, aggiunge sua altezza reale Igwe Obi, a capo di una comunit\u00e0 di 14mila biafrani a Nkpologwu nello Stato di Anambra.<br \/>\nA Obizi \u00e8 ancora peggio. \u00abAbbiamo la macchina per le radiografie, ma non possiamo usarla perch\u00e9 questa corrente ce la spaccherebbe subito\u00bb, spiega Nnadozie. Come non funzionano le altre apparecchiature donate alla casa di cura di Obizi dagli ospedali tedeschi tramite il pilota volontario.<br \/>\nCos\u00ec per far funzionare la piccola sala operatoria (il dottor Nnadozie mostra soddisfatto un vaso di plastica che una volta conteneva mostarda e oggi conserva, nella formalina, un fibroma grande come un pollo da due chili) si usano alcuni pannelli solari che caricano le batterie e un generatore a gasolio. Ma il gasolio costa troppo, nel Paese dove basta fare un buco per terra per trovare greggio.<br \/>\nBenzina, cherosene e gasolio costano fra le 50 e le 60 naira al litro, pari a circa mezzo euro. In Italia sarebbe una pacchia, in Nigeria, dove il Pil pro capite \u00e8 800 dollari l\u2019anno contro i circa 20mila dollari dell\u2019Italia. Solo pochi fra gli oltre 150 milioni di nigeriani si possono permettere di usare l\u2019auto tutti i giorni. E cos\u00ec, il generatore dell\u2019ospedale di Obizi funziona solo quando arrivano soldi.<br \/>\nLa gente viene all\u2019ospedale del dottor Nnadozie da tutto il circondario di Obizi, 25mila abitanti, e qualcuno anche dal vicino Stato di Abia, anch\u2019esso biafrano. Ne verrebbero molti di pi\u00f9, perch\u00e9 in quella zona dell\u2019Abia non c\u2019\u00e8 ospedale. Montano sulla bici o sulla moto e arrivano fino al ponte sul fiume Imo, che divide la regione Abia da quella dell\u2019Imo.<\/p>\n<figure id=\"attachment_2996\" aria-describedby=\"caption-attachment-2996\" style=\"width: 150px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Reportage-dal-Biafra0381.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" td-modal-image wp-image-2996 size-thumbnail\" src=\"http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Reportage-dal-Biafra0381-150x150.jpg\" alt=\"Un meccanico per motociclette. Come Crea, come Pellegrini, come Tecnomoto, come Scola. Ma tu lasceresti a un meccanico nigeriano fare un intervento sulla tua amata?\" width=\"150\" height=\"150\" srcset=\"http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Reportage-dal-Biafra0381-150x150.jpg 150w, http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Reportage-dal-Biafra0381-300x300.jpg 300w, http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Reportage-dal-Biafra0381-100x100.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-2996\" class=\"wp-caption-text\">Un meccanico per motociclette.<br \/> Come Crea, come Pellegrini,<br \/> come Tecnomoto, come Scola.<br \/> Ma tu lasceresti a un meccanico<br \/> nigeriano fare un intervento<br \/> sulla tua amata?<\/figcaption><\/figure>\n<p>Il fiume \u00e8 limaccioso e di color ruggine come il resto del Paese. Lo attraversa un vecchio ponte di ferro; il tavolato del ponte \u00e8 di legno, e gli assi sono rotti e sbilenchi. Pu\u00f2 essere attraversato a piedi soltanto con la luce, pena il piombare nel fiume attraverso i buchi, oppure in bicicletta o in moto lungo passerelle di assi che sono state gettate lungo il paiolato del ponte. In automobile, impossibile.<br \/>\nCos\u00ec la gente dello Stato di Abia raramente riesce a raggiungere l\u2019ospedale.<br \/>\nEd \u00e8 cos\u00ec da quarant\u2019anni, dai tempi della guerra del Biafra, quella che fu accompagnata da una tragica carestia che aggiunse ai morti altri morti. Distrutto dalla guerra, il ponte. Per il pilota tedesco Klinge e per i suoi amici \u00e8 questo il prossimo progetto, ricostruire il ponte sul fiume Imo.<br \/>\nIl fratello del medico di Obizi si chiama Victor Nnadozie, \u00e8 un operatore umanitario, ha una moglie bellissima \u2014 come sono altere le donne nigeriane \u2014 ed \u00e8 un indipendentista biafrano. \u00abNon ha senso che il nostro Paese venga sfruttato dalla Nigeria. Qui, lo Stato di Imo, e quello di Abia e gli altri Stati che compongono il Biafra hanno un\u2019altra cultura, un altro modo di pensare. Il Biafra dev\u2019essere indipendente. Ma il Governo non conceder\u00e0 mai l\u2019autonomia perch\u00e9 qui c\u2019\u00e8 il petrolio e vogliono tenerselo bene stretto\u00bb, dice.<\/p>\n<p>Pensando a lui<br \/>\nUn biafrano, questo Victor. Grosso, alto quanto me. Forte. Con la camicia di taglio inglese fradicia sulle spalle per il sudore equatoriale. Mi vengono in mente ricordi infantili, e per accertarmene gli chiedo quanti anni abbia. \u00abQuaranta\u00bb, risponde. Faccio due conti a mente, e quindi nel 1968 aveva tre anni. Quando c\u2019era la guerra. Quando sul telegiornale del canale nazionale (non si chiamava RaiUno) Tito Stagno in bianco-e-nero illustrava i servizi con i bambini africani dalla pancia orribilmente gonfiata dalla fame.<br \/>\nPosso dire che l\u2019ho conosciuto, il bambino pensando al quale durante l\u2019infanzia ho dovuto mangiare tante minestrine. \u00abMangia e pensa ai bambini del Biafra\u00bb. \u00c8 lui, \u00e8 Victor, il bambino del Biafra.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Gazzettiere &nbsp; Nigeria, Biafra In Nigeria tutto \u00e8 rugginoso ed entr\u00f2pico. Sulle linee ferroviarie (abbandonate) cresce l\u2019erba. Rugginosa e rumorosa e approssimativa perfino la piattaforma Ima Frel 1 dalla quale si estrae il gas che poi va a liquefarsi Bonny Island. 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