{"id":3205,"date":"2013-06-23T21:33:44","date_gmt":"2013-06-23T21:33:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.animaguzzista.com\/?p=3205"},"modified":"2015-04-23T21:48:35","modified_gmt":"2015-04-23T21:48:35","slug":"io-viaggio-da-solo","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.animaguzzista.com\/?p=3205","title":{"rendered":"Io viaggio da solo"},"content":{"rendered":"<p>di Riccardo Bartolini<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E\u2019 stato pi\u00f9 di un anno fa: rimesso a posto il Cali II, la \u201cVecchia Signora\u201d, moto della mia vita, a cui sono collegati tanti ricordi, mi \u00e8 frullata per la mente l\u2019idea di tornare a Capo Nord, meta di un gran numero di motociclisti e sogno, pi\u00f9 o meno vagheggiato, di un numero ancor maggiore di centauri.<br \/>\nCi ero gi\u00e0 stato, nel 1985, col Cali che aveva ancora le cromature brillanti ed io che ero un giovane leone rampante. Ci ero stato di contrabbando: ero militare ed ero pilota, e per andare in licenza all\u2019estero avrei dovuto ottenere il nulla osta dallo Stato Maggiore e non solo dal mio Ufficiale in comando; inoltre non avrei potuto avere pi\u00f9 di 15 giorni di licenza, a causa dei turni di servizio. Caricata la moto, partii alle 04:00 di una bella mattina di Giugno dal mio Reparto e percorsi tutta l\u2019Italia sino al Brennero, attraversai il Tirolo e mi fermai a Kempten, nella Germania meridionale. Ad ogni rifornimento, dall\u2019inizio alla fine del viaggio, telefonavo ad un mio collega consenziente (complice sembra troppo brutto!) per avere la certezza che non sorgessero problemi di servizio e che mi richiamassero, pronto a mollare la moto l\u00ec dove mi trovavo ed a prendere il primo aereo disponibile per tornare. Il viaggio mi \u00e8 costato pi\u00f9 in telefonate che in benzina. Il secondo giorno sono arrivato in Danimarca, dove mi sono imbarcato su un traghetto per Oslo, e una dozzina molto abbondante di ore dopo ho preso terra in quel della Norvegia. Tre giorni per risalirla, ed eccomi a Capo Nord!<br \/>\nLa prima cosa che mi \u00e8 venuta da pensare, durante l\u2019attraversamento della Germania e della Danimarca, \u00e8 stato:\u201d\u2026Ho problemi alla strumentazione della moto. Il tachimetro ed il contagiri segnano meno del reale; vado pi\u00f9 veloce, ed il motore gira di pi\u00f9, di quello che leggo. Ho percorso pi\u00f9 di ottocento kilometri ed ancora non \u00e8 arrivata sera\u2026.\u201d Poi mi sono reso conto di essere salito di questa ventina di gradi di latitudine e che il sole tramonta sempre pi\u00f9 tardi, e che infine rimane costantemente sopra l\u2019orizzonte una volta superati il Circolo Polare.<br \/>\nLa seconda cosa, assurda, che ho pensato una volta arrivato all\u2019agognata meta, \u00e8 stato di dare degli imbroglioni a quelli dell\u2019 Ente Turismo norvegese, che spacciano Capo Nord per l\u2019estremo lembo dell\u2019Europa continentale. Bugiardi! E\u2019 il promontorio, e nemmeno quello pi\u00f9 settentrionale, di un\u2019isola! In altri tempi unita alla terra ferma da un traghetto, ora da un tunnel! Poi, affascinato dalle desolata maestosit\u00e0 del luogo, con gli occhi persi sulle scogliere brulle e quel mare grigio piombo che sembrava quasi alieno, mi sono detto che era da imbecilli spolparsi un viaggio del genere e farsi venire certe idee\u2026<br \/>\nIl sole di mezzanotte? Manco a parlarne!&#8230; Nuvole, nuvole, e ancora nuvole\u2026<br \/>\nPer il ritorno: stessa strada, stessi tempi, stesso affanno\u2026.. Ma, all\u2019arrivo, che goduria!!!!! Unico neo: non ho potuto raccontare ai miei colleghi (a parte il complice) cosa avevo fatto. Sarei stato crocifisso dal mio Capo\u2026 E con i chiodi arrugginiti!!!<br \/>\n27 anni dopo (l\u2019anno scorso), e prossimo alla pensione, esterno il progetto ad un po\u2019 di amici (un bel numero, in realt\u00e0!): un anno di pianificazione\/preparazione, e poi partenza a Giugno 2013! Dalla Sardegna, dove ormai vivo, questa volta. Una parte di loro, molto realisticamente, declina l\u2019offerta guardando alla situazione familiare, a quella lavorativa o alle condizioni del ferro che cavalcano. Altri danno assicurazione della loro partecipazione, alcuni anche con frasi roboanti\u2026 E quindi, come mio solito, parto in tromba (tara caratteriale, o deformazione professionale?) con la pianificazione del viaggio: date, tragitto, tappe, soluzioni per l\u2019alloggio e per i pasti\u2026<br \/>\n\u2026 Peccato che con l\u2019avvicinarsi del giorno della partenza siano saltate fuori le migliori scuse per ritirarsi. E\u2019 mancato solo che venissero accusati sintomi di una qualche malattia dei pesci o dei polli per giustificarsi. Morale della favola: IO VIAGGIO DA SOLO!!!<br \/>\nAnzi: la \u201cVecchia Signora\u201d ed io viaggiamo da soli. Eh, s\u00ec! 28 anni dopo ci siamo tornati insieme: pi\u00f9 vecchi, pi\u00f9 saggi e\u2026 pi\u00f9 pieni di acciacchi!<br \/>\nQui sotto il diario del viaggio, se vi va di leggerlo, e qualche foto. Poche, in verit\u00e0.<\/p>\n<p>Venerd\u00ec 07 giugno 2013<br \/>\nGomme nuove:\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0 montate.<br \/>\nOlio motore:\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0 cambiato.<br \/>\nOlio cambio e cardano:\u00a0\u00a0\u00a0 cambiato.<br \/>\nCavi gas e frizione:\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0 lubrificati e scorrevoli\u2026.<br \/>\nLa moto \u00e8 un po\u2019 disarmonica, quindi la porto dal mio amico Vannino, meccanico in Telti. Meccanico automobilistico e di mezzi pesanti, non di moto; ma \u00e8 motociclista sfegatato, con una passionaccia per il suo lavoro e con una sensibilit\u00e0 ed una attenzione che molti meccanici moderni \u201ccomputerizzati\u201d manco se le sognano\u2026.<br \/>\n\u201c\u2026Vieni a prenderla verso le 17:00\u2026\u201d Ed io a quell\u2019ora vado\u2026<br \/>\nIl motore non sembra pi\u00f9 nemmeno il mio: accordato come un violino.<br \/>\nTorno a casa, carico il bagaglio, mi infilo la tuta e via verso il Traghetto. Il viaggio inizia senza nulla di rilevante. La faccenda sembra irreale\u2026<\/p>\n<p>Sabato 08 Giugno 2013<br \/>\nSono le 07:00: sbarco a Livorno con il sole che splende. Promette bene\u2026<br \/>\nHo appuntamento per pranzo Con Rugi56 a casa sua, a Montecchio Maggiore. Devo sbrigarmi\u2026 imbocco l\u2019autostrada e mi dirigo verso La Spezia, per poi proseguire per Parma, Modena, Verona, Montecchio. Sto per arrivare ad Aulla, e guardo le montagne di fronte: \u201c\u2026Azz\u2026 la Cisa! E che fai, te la vuoi perdere?&#8230;\u201d E\u2019 un attimo: svincolo, casello, pedaggio e via! Appena fuori dall\u2019abitato frusto i vecchi cavalli e mi godo le curve fino a Fornovo. A quel punto, con la Pianura Padana (non Padania, badate bene, come alcuni decerebrati amano dire\u2026) davanti, rientro in autostrada e apro quanto posso per riguadagnare i minuti perduti, ma non sprecati.<br \/>\nPranzo con Rugi e la sua bella famiglia, e riparto da Montecchio intorno alle 14:00 scortato dal mio anfitrione. Il Rugi mi accompagna da Montecchio sino a Recoaro e, nel lasciarmi alle falde delle Piccole Dolomiti, mi dice: \u201c\u2026 Quella l\u00ec \u00e8 la strada che porta a Rovereto: \u00e8 un po\u2019 curvosa. Vedrai che ti diverti\u2026\u201d E mi sarei anche divertito se non mi fossi beccato il diluvio universale!!!<\/p>\n<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-3205 gallery-columns-5 gallery-size-thumbnail'><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='http:\/\/www.animaguzzista.com\/?attachment_id=3206'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Io-viaggio-da-solo052-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" srcset=\"http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Io-viaggio-da-solo052-150x150.jpg 150w, http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Io-viaggio-da-solo052-300x300.jpg 300w, http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Io-viaggio-da-solo052-100x100.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='http:\/\/www.animaguzzista.com\/?attachment_id=3207'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Io-viaggio-da-solo052_001-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" srcset=\"http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Io-viaggio-da-solo052_001-150x150.jpg 150w, http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Io-viaggio-da-solo052_001-300x300.jpg 300w, http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Io-viaggio-da-solo052_001-100x100.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='http:\/\/www.animaguzzista.com\/?attachment_id=3208'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Io-viaggio-da-solo052_002-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" srcset=\"http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Io-viaggio-da-solo052_002-150x150.jpg 150w, http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Io-viaggio-da-solo052_002-300x300.jpg 300w, http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Io-viaggio-da-solo052_002-100x100.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='http:\/\/www.animaguzzista.com\/?attachment_id=3209'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Io-viaggio-da-solo052_003-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" srcset=\"http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Io-viaggio-da-solo052_003-150x150.jpg 150w, http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Io-viaggio-da-solo052_003-300x300.jpg 300w, http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Io-viaggio-da-solo052_003-100x100.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='http:\/\/www.animaguzzista.com\/?attachment_id=3210'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Io-viaggio-da-solo052_004-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" srcset=\"http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Io-viaggio-da-solo052_004-150x150.jpg 150w, http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Io-viaggio-da-solo052_004-300x300.jpg 300w, http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Io-viaggio-da-solo052_004-100x100.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure>\n\t\t<\/div>\n\n<p>Da Rovereto sino a Bolzano \u00e8 sembrato che il pomeriggio volgesse al meglio, e invece mi \u00e8 di nuovo piovuto addosso il mondo sino al Brennero. L\u00ec ho deciso che non ce la facevo pi\u00f9, mi son trovato un posto per dormire e per cenare, ed ora sto scrivendo queste cose. Anzi! Ho finito di scriverle. Buona notte.<br \/>\nDomenica 09 Giugno 2013<br \/>\nPartito dal Brennero, ho preso la statale per Innsbruck che, a met\u00e0 strada, era interrotta da una frana. E allora prendi l\u2019autostrada e annoiati sino ad Innsbruck! , Per\u00f2, anche dall\u2019autostrada il Tirolo \u00e8 uno spettacolo di montagne, di pascoli e di boschi, con questi paesini, che sembrano finti tanto sono lindi e pinti, incastonati nel verde.<br \/>\nA ovest di Innsbruck lascio l\u2019autostrada e mi immetto sulla statale che mi porter\u00e0 a Reutte, al confine austro-germanico, e poi a Fussen. L\u00ec avrei voluto andare a fotografare il Neuschwannstein, il castello pi\u00f9 famoso di Ludwig, il re pazzo di Baviera; ma il tempo, che sembrava buono, si \u00e8 messo al peggio e mi di nuovo \u00e8 arrivato addosso il diluvio. Saluti e baci al castello di Ludwig; lo fotografer\u00f2 al ritorno. Cerco di precedere il maltempo e mi fiondo sulla A7, una delle tre autostrade che attraversano la Germania da sud a nord. Il viaggio lo potete immaginare: una noia mortale, anche se con bei panorami. Viaggio rilassato: gli automobilisti tedeschi sono molto disciplinati; nessuno che mi viene sotto sino a sfiorarmi il parafango, nessuno che mi gratta il fianco sorpassandomi sulla mia stessa corsia, nessuno che cerca di spingermi avanti, quando sono sulla corsia di sorpasso, perch\u00e9 arriva in supersonico e non vuole rallentare; l\u2019ambiente \u00e8 irreale: niente clacsons impazziti e niente lampeggi fra il forsennato e l\u2019incazzato\u2026. Quasi come in Italia.<br \/>\nMi sono spolpato i miei 500 e rotti kilometri pianificati, e mi sono fermato in questo posto a nome Kircheim a riposare le mie stanche ossa. La \u201cVecchia Signora\u201d regge bene; anzi, sembra essere ringiovanita. Domani altri 500 km fino a Kiel, dove prender\u00f2 il traghetto per Goteborg, in Svezia. Buona notte\u2026<\/p>\n<p>Luned\u00ec 10 Giugno 2013<br \/>\nPartito da Kircheim alle 09:00, dopo una abbondante colazione. Tanto per cambiare piove ma, qualche kilometro dopo Kassel, smette e si alza questa tramontanina fredda fredda\u2026. Fortuna che ho indossato una felpa. Il paesaggio \u00e8 splendido: ha un andamento collinare dolce e mi ricorda le campagne in provincia di Pesaro, le coltivazioni sono ordinate e curate, come nelle Marche, solo che qui tra le fattorie ci sono dei boschi che l\u00e9vati; noi non abbiamo questa abbondanza di alberi. Fra Gottinga ed Hannover ci sono lavori in corso (pesanti) e rimango bloccato per strada (letteralmente fermo) per quasi un\u2019ora. E qui ho l\u2019ennesimo riscontro che i Tedeschi non sono proprio come gli Italiani: niente scene di impazienza, niente incazzature, bestemmie o parolacce, niente isteria e niente sceneggiate di morte per disidratazione. Stiamo messi l\u00ec, buoni buoni, a parlare ed a chiederci cosa sta succedendo; quelli con l\u2019auto sintonizzano la radio sulla isoradio tedesca per sentire se il loro CCISS d\u00e0 notizie sul perch\u00e9 del blocco, i motociclisti mettono le moto sul cavalletto e tutti l\u00ec, sull\u2019autostrada, a parlare del pi\u00f9 e del meno aspettando che la situazione si sblocchi. Nessun automobilista prova a fare il furbo sulla corsia d\u2019emergenza, nessun motociclista ha prova a fare la gimcana tra le auto in fila\u2026. Quasi come da noi, eehhh?<br \/>\nDopo aver attraversato tutta la Germania del nord arrivo a Kiel, industrioso porto sul Baltico. La gente \u00e8 educata ma inflessibile: un paio di volte, non conoscendo la citt\u00e0, cambio corsia senza segnalare e mi becco una collezione di vaffa in tedesco che mi baster\u00e0 fino al prossimo viaggio.<\/p>\n<div id='gallery-2' class='gallery galleryid-3205 gallery-columns-5 gallery-size-thumbnail'><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='http:\/\/www.animaguzzista.com\/?attachment_id=3211'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Io-viaggio-da-solo052_005-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" srcset=\"http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Io-viaggio-da-solo052_005-150x150.jpg 150w, http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Io-viaggio-da-solo052_005-300x300.jpg 300w, http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Io-viaggio-da-solo052_005-100x100.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='http:\/\/www.animaguzzista.com\/?attachment_id=3212'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Io-viaggio-da-solo052_006-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" srcset=\"http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Io-viaggio-da-solo052_006-150x150.jpg 150w, http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Io-viaggio-da-solo052_006-300x300.jpg 300w, http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Io-viaggio-da-solo052_006-100x100.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='http:\/\/www.animaguzzista.com\/?attachment_id=3213'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Io-viaggio-da-solo052_007-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" srcset=\"http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Io-viaggio-da-solo052_007-150x150.jpg 150w, http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Io-viaggio-da-solo052_007-300x300.jpg 300w, http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Io-viaggio-da-solo052_007-100x100.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='http:\/\/www.animaguzzista.com\/?attachment_id=3214'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Io-viaggio-da-solo052_008-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" srcset=\"http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Io-viaggio-da-solo052_008-150x150.jpg 150w, http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Io-viaggio-da-solo052_008-300x300.jpg 300w, http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Io-viaggio-da-solo052_008-100x100.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='http:\/\/www.animaguzzista.com\/?attachment_id=3215'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Io-viaggio-da-solo052_009-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" srcset=\"http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Io-viaggio-da-solo052_009-150x150.jpg 150w, http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Io-viaggio-da-solo052_009-300x300.jpg 300w, http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Io-viaggio-da-solo052_009-100x100.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure>\n\t\t<\/div>\n<br \/>\nComprato il biglietto per il traghetto sino a Goteborg, in Svezia, fatta cena con una delle pietanze spacca fegato che usano da queste parti, finisco di scrivere, mi butto in branda e domani mi imbarco per la civilissima Scandinavia. Buona notte (si dice per dire: sono le 22:00 ed il sole ancora non ha toccato l\u2019orizzonte).<\/p>\n<p>Marted\u00ec 11 Giugno 2013<br \/>\nOggi, in attesa di imbarcarmi, ho visitato Kiel e dintorni. E\u2019 la tipica citt\u00e0 anseatica: architettura nordica, tutta a mattoni e quindi toni di marrone su marrone, pavimentazione stradale a pav\u00e8 (nel centro storico), niente di antico, poco di storico. Le uniche cose notevoli sono il porto ed il suo accesso al mare, il Canale di Kiel (appunto). Il porto \u00e8 stato per tutte e due le guerre mondiali la principale base di U-Boot della Kriegsmarine, e durante l\u2019ultimo conflitto anche base navale. E si vede ancora oggi: infatti esso \u00e8 strutturato in maniera estremamente compartimentata. Il Canale \u00e8 una cartolina: su entrambe le sponde i boschi arrivano fino all\u2019acqua; mentre la riva occidentale \u00e8 pi\u00f9 industrializzata e dedicata al porto commerciale, quella orientale \u00e8 residenziale, con questi cottages e queste ville in stile attrezzate di porticciolo. Le barche a vela non si contano.<\/p>\n<p>Ora sono sul traghetto. La nave \u00e8 il doppio di quelle della Tirrenia; pulitissima ed attrezzatissima (QUASI come quelle della Tirrenia); con due ristoranti a buffet, non self service aziendale, ed uno a l\u00e0 carte che servono dell\u2019ottimo cibo (QUASI come su quelle della Tirrenia); il biglietto per moto, passeggero e cabina in esclusiva, per una tratta corrispondente ad un Livorno-Cagliari, se esistesse, mi \u00e8 costato \u20ac 187 e spiccioli (QUASI come con la Tirrenia); il personale \u00e8 gentilissimo, educato e parte di esso raggiunge, per i maschietti interessati, l\u2019ottavo o il nono grado della Scala Gnokker (QUASI come quello della Tirrenia); il personale non parla italiano (PROPRIO COME QUELLO DELLA TIRRENIA!!!). Continua domani, in terra di Svezia\u2026<\/p>\n<p>Mercoled\u00ec 12 Giugno 2013<br \/>\nSbarcato a G\u00f6teborg perfettamente in orario. Fatto un giro per la citt\u00e0, che \u00e8 bella e vivibile ma non ha nulla di particolarmente interessante. In Svezia la rete stradale \u00e8 molto ben tenuta, sebbene qui la neve ed il ghiaccio debbano far danni non da poco. La segnaletica \u00e8 spartana ma chiara e la lingua \u00e8 un casino anche solo a leggerla, per cui chi viaggia deve stare all\u2019 occhio; in compenso gli Svedesi sembrano essere ancora pi\u00f9 pazienti dei Tedeschi.<br \/>\nSono stato a fare un giro per la regione, mentre mi avvicinavo alla citt\u00e0 dove abita un mio collega di corso, ed ho consolidato l\u2019 opinione che mi ero fatto sul traghetto prima, e poi stamane a G\u00f6teborg: gli Svedesi sono educati, gentili, seri, e anche fisicamente bellocci, ma SONNOLENTI!!!<br \/>\nLe campagne sono ottimamente tenute, ed allevano un sacco di cavalli e bovini di varie razze. Mai visti cos\u00ec tanti in Europa.<\/p>\n<div id='gallery-3' class='gallery galleryid-3205 gallery-columns-4 gallery-size-thumbnail'><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='http:\/\/www.animaguzzista.com\/?attachment_id=3216'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Io-viaggio-da-solo052_010-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" srcset=\"http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Io-viaggio-da-solo052_010-150x150.jpg 150w, http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Io-viaggio-da-solo052_010-300x300.jpg 300w, http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Io-viaggio-da-solo052_010-100x100.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='http:\/\/www.animaguzzista.com\/?attachment_id=3217'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Io-viaggio-da-solo052_011-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" srcset=\"http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Io-viaggio-da-solo052_011-150x150.jpg 150w, http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Io-viaggio-da-solo052_011-300x300.jpg 300w, http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Io-viaggio-da-solo052_011-100x100.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='http:\/\/www.animaguzzista.com\/?attachment_id=3218'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Io-viaggio-da-solo052_012-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" srcset=\"http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Io-viaggio-da-solo052_012-150x150.jpg 150w, http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Io-viaggio-da-solo052_012-300x300.jpg 300w, http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Io-viaggio-da-solo052_012-100x100.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='http:\/\/www.animaguzzista.com\/?attachment_id=3219'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Io-viaggio-da-solo052_013-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" srcset=\"http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Io-viaggio-da-solo052_013-150x150.jpg 150w, http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Io-viaggio-da-solo052_013-300x300.jpg 300w, http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Io-viaggio-da-solo052_013-100x100.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure>\n\t\t<\/div>\n<br \/>\nIl diario si interrompe qui, per il momento. Riprender\u00f2 il viaggio, ed a scrivere, il 17 p.v.<br \/>\nLuned\u00ec 17 Giugno 2013<br \/>\nMi sono svegliato tardi, poi ho preparato i bagagli, fatto i saluti ed \u00e8 arrivato mezzogiorno! E che vuoi partire senza niente nello stomaco? Il mio amico e collega Marcos, da bravo Italiano, non me lo permette. E cos\u00ec si risolve che parto alla una, ed invece che farmi in surplace i 700 e spiccioli kilometri preventivati ne percorro solamente 550, e col rischio di farmi strappare la patente dalla polizia svedese.<br \/>\nIn compenso lascio il V\u00e4ster Gotland, terra di fattorie, anche se separate da ampi boschi, e mi avvio verso nord attraversando il G\u00e4vleborg per addentrarmi nel V\u00e4sternorrland. Ci sono sempre meno coltivazioni e sempre pi\u00f9 foreste anche se la flora, a causa del clima pi\u00f9 freddo, \u00e8 sempre pi\u00f9 nana. Anche la tipologia degli alberi cambia con l\u2019andare sempre pi\u00f9 verso nord: la percentuale delle conifere diminuisce ed aumentano le betulle.<br \/>\nCon la moto attraverso paesaggi veramente belli ma, per via della partenza ritardata, mi fermo poco e scatto solo due o tre foto durante il viaggio. Tra l\u2019altro la met\u00e0 del tragitto \u00e8 sulla costa, ma non ci sono spiagge: solo alberi che mettono le radici a mollo nell\u2019acqua. I colori, sia il verde delle foreste che l\u2019azzurro dell\u2019acqua, sono cupi; ma prendono il cuore lo stesso.<\/p>\n<p>Mi sono fermato in questo alberghetto sulla riva sulla riva di una specie di \u2026. Fiordo? Canale? Budello? (non so definirlo)\u2026 Con queste casette color pastello che si specchiano nell\u2019acqua. Mentre sto scrivendo sono le 22:30 ed il sole \u00e8 ancora alto e c\u2019\u00e8 luce come da noi alle 18:00. Io sono abbastanza stanco, compatite un povero vecchietto, e vado a dormire. Continua domani.<br \/>\nMarted\u00ec 18 Giugno 2013<br \/>\nColazione abbondante e parto da Herrskog, dove ho dormito, alla volta di Rovaniemi, in Finlandia. La giornata \u00e8 soleggiata ma ventosa e, anche col tutone in goretex e le imbottiture, la temperatura non proprio italiana si sente! Attraverso il V\u00e4sterbotten ed il Norrbotten godendomi il freddo ed un panorama sempre uguale: foreste, foreste ed ancora foreste. Anche se sono sulla costa del Baltico il mare non si vede: gli alberi precludono la vista, a parte un paio di scorci. Un territorio cos\u00ec boscoso che, se fosse un po\u2019 pi\u00f9 secco, farebbe la felicit\u00e0 di quei bei tipi che d\u2019estate, in Italia, giocano con i fiammiferi\u2026<br \/>\nEntro in Finlandia dalla citt\u00e0 di Tornio. Nulla a che fare con le officine meccaniche\u2026 la Finlandia: il paese europeo dove, a detta di tutti i sondaggi, si vive meglio. In effetti \u00e8 tutto curato, pulito e perfettamente in ordine; la gente \u00e8 educata e civile, ma mi sembrano un po\u2019 pi\u00f9 chiusi degli\u00a0 Svedesi. Volgo il muso della moto verso nord-est e mi faccio gli ultimi 100 km con in faccia questo venticello che arriva da Polo Nord, affilato come un rasoio, e col cielo che si va rannuvolando. Arrivo a Rovaniemi (foto 8), il paese di Babbo Natale, poco prima che inizi a piovere: salvo!!! Super sauna (siamo in Finlandia, belli!!!), doccia e vado a cena, ad assaggiare la cucina finlandese: ho aggiunto alla collezione di carni mangiate in giro per il mondo anche quella di renna e di alce. Buone. Ora sono a letto a finire di scrivere della giornata, e fra un po\u2019 mi addormento. Domani sveglia presto: ultima tratta verso Capo Nord, e non sto nella pelle.<\/p>\n<p>Mercoled\u00ec 19 Giugno 2013<br \/>\nPartenza da Roveniemi alle 07:30, e ci sono: vento freddo da Grecale, nuvole basse e quella pioggerellina fine fine, quasi nebulizzata, che quando ti arriva addosso non ti bagna ma evapora praticamente all\u2019istante, abbassandoti drasticamente la temperatura corporea. Una goduria. 5 km dopo Rovaniemi c\u2019\u00e8 questo paesino attraversato dal Circolo Polare, e segnato sulla pavimentazione della piazza principale. Non mi va di perdere tempo in deviazioni, cos\u00ec mi accontento di fare la fotografia al portale in legno, che identifica lo stesso Parallelo, sulla strada che sto percorrendo. Sono entrato nell\u2019Artico! Dove d\u2019inverno c\u2019\u00e8 la notte perenne, e d\u2019estate il giorno perg\u00ec (una notte che dura sei mesi non \u00e8 perenne, ma il calambour \u00e8 riuscito bene!)!!!<br \/>\nLa Lapponia \u00e8 una regione affascinante e selvaggia: \u00e8 territorio dalle migliaia di laghi, e la maggior parte di essi sono estremamente piccoli, ma molto belli. Il terreno che divide i laghi \u00e8 principalmente permafrost: d\u2019inverno ghiacciato e duro come la roccia, d\u2019estate cedevole ed imbevuto di acqua; se ci finisci dentro, mi sa che gli archeologi ti troveranno tra diecimila anni e si chiederanno che ci facevi l\u00ec. Ma dove c\u2019\u00e8 tanta acqua ci sono anche tante zanzare, a milioni. E non sono fastidiose o aggressive. SONO VORACI!!!! Mi sono fermato un paio di volte per fare pip\u00ec, e mi anno attaccato ANCHE LI\u2019!!!<\/p>\n<p>Arrivato a Kaamanen svolto verso la Norvegia. Il territorio cambia: diviene ancora pi\u00f9 boscoso e collinare e, al riparo dei rilievi che separano Norvegia e Finlandia, anche la temperatura migliora, anche se di poco. Entrato in Norvegia, volto verso nord, verso CAPO Nord, per i rimanenti 290 km. Per gli ultimi 200 costeggio il Porsanger Fj\u00f8rden, che \u00e8 il secondo del Paese in ordine di lunghezza, e finalmente, dopo 3976 km dal primo giro di ruota, arrivo, per la seconda dopo 28 anni, alla meta. E con la stessa moto!!!!<\/p>\n<p>Faccio un po\u2019 di fotografie e poi \u201cvolto la capa al ciuccio\u201d per andare a cercare da dormire e mangiare. Torner\u00f2 per le 23:30, per immortalare il sole di mezzanotte: nel \u201985 non ce l\u2019ho fatta per via delle nubi. Speriamo bene.<br \/>\nGioved\u00ec 20 Giugno<br \/>\nImmortalato il sole di mezzanotte, me ne sono andato dopo 10 minuti: c\u2019era il mondo!!!<br \/>\nPer inciso, mi prendo lo sfizio di guidare fra mezzanotte e la una, per la seconda volta in vita mia e per 35 km di curve, tornanti e saliscendi, COMPLETAMENTE A LUCI SPENTE!!!!!<\/p>\n<div id='gallery-4' class='gallery galleryid-3205 gallery-columns-5 gallery-size-thumbnail'><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='http:\/\/www.animaguzzista.com\/?attachment_id=3220'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Io-viaggio-da-solo052_014-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" srcset=\"http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Io-viaggio-da-solo052_014-150x150.jpg 150w, http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Io-viaggio-da-solo052_014-300x300.jpg 300w, http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Io-viaggio-da-solo052_014-100x100.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='http:\/\/www.animaguzzista.com\/?attachment_id=3221'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Io-viaggio-da-solo052_015-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" srcset=\"http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Io-viaggio-da-solo052_015-150x150.jpg 150w, http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Io-viaggio-da-solo052_015-300x300.jpg 300w, http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Io-viaggio-da-solo052_015-100x100.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='http:\/\/www.animaguzzista.com\/?attachment_id=3222'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Io-viaggio-da-solo052_016-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" srcset=\"http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Io-viaggio-da-solo052_016-150x150.jpg 150w, http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Io-viaggio-da-solo052_016-300x300.jpg 300w, http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Io-viaggio-da-solo052_016-100x100.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='http:\/\/www.animaguzzista.com\/?attachment_id=3223'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Io-viaggio-da-solo052_017-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" srcset=\"http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Io-viaggio-da-solo052_017-150x150.jpg 150w, http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Io-viaggio-da-solo052_017-300x300.jpg 300w, http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Io-viaggio-da-solo052_017-100x100.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='http:\/\/www.animaguzzista.com\/?attachment_id=3224'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Io-viaggio-da-solo052_018-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" srcset=\"http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Io-viaggio-da-solo052_018-150x150.jpg 150w, http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Io-viaggio-da-solo052_018-300x300.jpg 300w, http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Io-viaggio-da-solo052_018-100x100.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure>\n\t\t<\/div>\n\n<p>Stamane sono partito da Honningsvag alla volta di Narvik. Tira un forte vento da sud che, non ostante sia meridionale, \u00e8 freddo ed affilato come una lama. Il paesaggio \u00e8 bellissimo e desolato: non c\u2019\u00e8 un albero, non c\u2019\u00e8 un\u2019anima in giro; solo il mare dai colori quasi mediterranei (non fosse per la neve sulle colline lungo il fiordo\u2026), io, la motociclona e\u2026. LE RENNE!!!! Fatta una curva me ne trovo un gruppetto che non sta attraversando sulle strisssie! Fortuna che andavo piano: mi fermo, prendo la macchina fotografica ed immortalo l\u2019evento.<\/p>\n<p>Altri 200 km di nulla sino ad Alta; passata la citt\u00e0 percorro il K\u00e5fj\u00f8rd, dove \u00e8 stata affondata la corazzata tedesca Tirpitz dalla Royal Air Force nel 1944; dopo un po\u2019 inizia a piovere, ma la cosa \u00e8 sostenibile; dopo un po\u2019 ancora si mette a piovere ancora pi\u00f9 forte, e la cosa diventa meno sostenibile, anche se ancora fattibile; dopo un altro po\u2019 la pioggia continua e diventa violenta, come in un temporale estivo, ed \u00e8 gelida, come d\u2019inverno, e la faccenda diviene insostenibile! Vado avanti percorrendo kilometri di foresta, ed alla fine mi fermo davanti ad un albergo, a Bardufoss, e chiedo una stanza: la receptionist, gentile ma spietata, mi notifica che non ci sono stanze disponibili e, con una punta di crudelt\u00e0, mi suggerisce di proseguire per Narvik, che \u00e8 una \u201cgrande\u201d citt\u00e0 SOLO 100 e fischia km pi\u00f9 avanti, ed ha disponibilit\u00e0 di alberghi.<br \/>\nScoraggiato, risalgo in moto e mi faccio forza. Dopo una sessantina di kilometri ho una visione: a lato della strada c\u2019\u00e8 questa bella casona con davanti un cartello, e sul cartello la parola magica\u2026 ROM! CAMERE! Mi infilo nello spiazzo con la motociclona, e prego mentre suono alla porta. Mi apre questo signore sulla settantina e, alla mia richiesta di alloggio, mi fa cenno di entrare ed annuisce. Sono salvo! Sua moglie mi chiede se gradisco un caff\u00e8 o del t\u00e8, ma io gli chiedo solo una doccia bollente ed un letto caldo; lei, gentilissima mi mostra la camera ed il bagno e mi lascia. Penso di avergli consumato tutta l\u2019acqua calda, ed ora sono sotto un piumone e sto scrivendo queste righe. Sono stremato e penso che tra poco mi addormenter\u00f2.<br \/>\nE invece non mi addormento. Bussano alla porta, ed il padrone di casa mi invita a cena. Parlando, durante il pasto, gli dico che sono stato in Aeronautica e lui mi risponde che ha servito nell\u2019Esercito norvegese. Una tradizione di famiglia: c\u2019era anche suo padre, ed \u00e8 stato uno dei sopravvissuti alla battaglia di Narvik, nell\u2019inverno 1940: un corpo di spedizione anglo-francese, assieme a Reparti dell\u2019Esercito norvegese, \u00e8 stato sbaragliato dalla Whermacht tedesca durante l\u2019occupazione della Norvegia. L\u2019uomo mi racconta un sacco di altre cose: ha una gran voglia di parlare. Credo che non vedano molta gente, non ostante affittino camere.<br \/>\nOra sono a letto, e credo che tra un paio di minuti perder\u00f2 conoscenza.<\/p>\n<p>Venerd\u00ec 21 Giugno<br \/>\nHo dormito 10 ore filate. Non mi accadeva da anni. Caricata la motociclona, riprendo la mia strada verso il meridione: percorsi una cinquantina di kilometri passo da Narvik: il posto, d\u2019estate, \u00e8 incantevole, soprattutto perch\u00e9 ormai sono ben al di sotto della linea di crescita degli alberi e lo Oforfj\u00f8rd, alla cui fine sorge la citt\u00e0, \u00e8 circondato da boschi. Proseguo il mio viaggio lungo la costa che costa non sembra, perch\u00e9 il mare nei fiordi sembra essere lago, e perch\u00e9 boschi di betulle e di pini si tuffano in quel mare che non pare mare. Paesaggi alpini che sorgono dall\u2019oceano.<\/p>\n<p>Dopo un\u2019altra ottantina di kilometri arrivo a Skarberger, dove la strada si interrompe per\u2026 Fiordo! E\u2019 l\u2019unica interruzione di una strada di circa 2000 km che unisce il nord al sud del Paese. Da qui ci vogliono circa trenta minuti di traghetto sino a Bognes, sull\u2019altra riva.<br \/>\nRipartito da Bognes continuo lungo la strada dei fiordi sino a dopo Fauske; da qui la strada per Mo i Rana sale in montagna, un altopiano brullo, ventoso ed innevato per nulla attraente. A circa 100 km da Mo i Rana, nel bel mezzo del nulla, si erge questo edificio a pagoda circondato da un mucchio di auto, campers e roulottes; pi\u00f9 mi avvicino e meno ci capisco, poi un cartello mi apre la mente: Circolo Polare Artico. E\u2019 il corrispettivo norvegese, ma molto meno romantico, del finlandese villaggio di Babbo Natale; tutti e due\u00a0 prosaici centri commerciali per turisti babbioni.<br \/>\nSto uscendo dall\u2019artico, dunque, e scendo dall\u2019altopiano desolato verso Mo i Rana e la costa, dove riprendono i bei panorami di mare e boschi che si lambiscono. Dopo la citt\u00e0 si rannuvola e comincia a gocciolare: non vorrei ripetere il numero di ieri\u2026 Decido quindi di fermarmi a Mosj\u00f8en e trovare riparo, ed ho fatto bene: ora sono in albergo che sto scrivendo e fuori piove niente male. Le previsioni per domani non sono buone: nuvolosit\u00e0 consistente e piogge pi\u00f9 o meno forti su quel pezzo di Norvegia che devo percorrere. In Svezia, oltre le montagne che fanno da barriera alle perturbazioni atlantiche, il tempo \u00e8 buono. Sto contemplando l\u2019idea di attraversare le montagne e rientrare in Svezia per l\u2019ultima parte del mio tragitto in Scandinavia: sono stufo della pioggia. Domani vedr\u00f2\u2026<\/p>\n<p>Sabato 22 Giugno<br \/>\nPartito da Mosj\u00f8en con una leggera pioggia. A qualche kilometro dalla citt\u00e0 smette, anche se rimane nuvoloso e freddo. Percorro circa 300 km senza prendere una goccia d\u2019acqua attraversando le Alpi scandinave, che hanno da invidiare alle nostre solamente l\u2019altezza. Per il resto sono di uguale bellezza e fascino: addirittura in alcuni scorci ci si accorge della differenza solo perch\u00e9 le case che punteggiano i pascoli sono di stile diverso dal nostro. In certi momenti mi sembra invece di essere in Canada, con questi fiumi ampi, con qualche isolotto irto di abeti, e le foreste di conifere che si tuffano in acqua; o con il fondale roccioso, costellato di grandi massi, ed il corso pi\u00f9 stretto a formare una serie di cascate e di rapide che farebbero la felicit\u00e0 di qualunque rafter. Anche se a malincuore, non mi fermo a prendere foto: c\u2019\u00e8 in atto una gara ciclistica sulla strada che percorro, una specie di maratona lunghissima, ed il traffico automobilistico ci deve convivere; se mi fermo sono perduto.<br \/>\nAnche se rimane nuvoloso, il tempo regge; decido quindi per il programma originale di attraversamento della Norvegia tutta e supero il fatidico bivio che mi porterebbe in Svezia e verso un cielo sicuramente pi\u00f9 limpido. PRECISO!!!!! Percorsi una quarantina di kilometri, appena a nord di Trondheim, si aprono le cateratte. Comincio a bagnarmi e incazzarmi, ma ormai ci sono, e decido di continuare verso Lillehammer, 300 km pi\u00f9 gi\u00f9, sperando che la pioggia diradi o smetta. Giove Pluvio mi ascolta e riduce la portata d\u2019acqua ad un livello quasi accettabile, ma il fantasma del barone De Goubartain insiste nel mantenere alto lo spirito agonistico dei ciclisti, dilettanti di tutte le et\u00e0 ed ambo sessi, i quali non mollano non ostante la pioggia ed il vento freddo e continuano ad incasinare il traffico. Morale della favola: rinuncio a raggiungere Lillehammer, tanto sono in anticipo sulla tabella di marcia, e mi fermo in un improbabile motel in un borgo dal nome ancora pi\u00f9 improbabile: Kvam.<br \/>\nMentre scrivo queste righe la roba che ho steso, zuppa a dire il vero, si sta asciugando, e di l\u00e0 in sala stanno approntando per la cena: stasera men\u00f9 norvegese\u2026 Serviranno bistecche di balena e grasso di tricheco, oppure cibo pi\u00f9 civile? Ve lo sapr\u00f2 dire\u2026.<\/p>\n<p>Domenica 23 Giugno<br \/>\nIl men\u00f9 norvegese non era niente di speciale: una zuppa di asparagi visti col binocolo (gli asparagi, non la zuppa), uno pseudo prosciutto di Praga di produzione locale e due pomodori. In compenso il tempo stamane promette\u2026 ACQUA!!!, come i giorni scorsi. Mi faccio forza e mi metto in moto, iniziando il mio attraversamento della parte sud delle Alpi scandinave. I paesaggi sono la replica di quelli visti ieri: in sostanza, bellissimi e selvaggi. Peccato per questo diluvio continuo che non me li fa godere. Percorro i primi 300 km passando Domb\u00e5s, Lillehammer e Hamar, che sono i tre centri maggiori che hanno ospitato le Olimpiadi invernali del \u201994; costeggio un fiume sbarrato nel suo corso da varie dighe a formare bellissimi laghi, ma me ne sbatto perch\u00e9 l\u2019acqua viene gi\u00f9 a catinelle. Ad Hamar non ce la faccio pi\u00f9: abbandono la strada per Oslo e volto verso la Svezia, dove le previsioni del tempo sono migliori. I temporali mi inseguono (e tartassano) sino a Charlottenberg, citt\u00e0 confinaria tra Norvegia e Svezia. Appena passato il confine le nubi si diradano e la pioggia cessa, come se il dio nordico delle tempeste, Thor, fosse rimasto confinato in Norvegia. Io esulto e lo mando italianamente a cag@re fuggendo verso una terra pi\u00f9 ospitale e lui, bastardissimo vikingo (giusto per non dire cornuto), con un ultimo colpo del suo mitico martello, mi manda un ultimo super temporale giusto a cento kilometri dal mio arrivo! Morale: mi inzuppo in una sola volta come nei precedenti giorni messi assieme!!!<br \/>\nArrivo a casa del mio amico e collega Marcos bagnato come un pulcino, non ostante gli ultimi 60 km li abbia fatti col sole (foto 21). Per\u00f2, che belle estati che hanno in Scandinavia\u2026. Mi faccio un doccione caldo ed usciamo con la famiglia a mangiarci una pizza svedese preparata e consumata in un locale gestito da irakeni: viva la globalizzazione! Per\u00f2 almeno la birra \u00e8 un prodotto locale, ed \u00e8 buona. Ora, come al solito, sto scrivendo queste righe prima di addormentarmi. Domani viaggio (corto) sino a G\u00f6teborg, traghetto, e dopodomani un Germania. Ci vediamo.<\/p>\n<p>Luned\u00ec 24 Giugno 2013<br \/>\nPartito da casa di Marcos Musmeci a mezzogiorno tra abbracci , baci e promesse di rivederci presto, magari in Italia e con la moto (lui \u00e8 mukkista. Ma tant\u2019\u00e8\u2026). Mentre inforco la motociclona lui mi fa: \u201c\u2026 Oggi viaggi tranquillo: guarda che bel sole\u2026\u201d. Si! Proprio! Mentre durante il viaggio mi prendo la mia passata d\u2019acqua quotidiana, vorrei telefonargli per dirgli: \u201cGuarda che, dalle mie parti, Tranquillo ha fatto una brutta fine! Li mortacc\u2026\u201d.<br \/>\nArrivo al porto di G\u00f6teborg alle 14:00 o gi\u00f9 di l\u00ec; faccio il biglietto per la nave (sempre quella QUASI tipo Tirrenia), che pago con banconote umide, e mi imbarco. Un motociclista tedesco, che\u00a0 si \u00e8 imbarcato con me, mi dice di stare tranquillo: in Germania fa tanto caldo, e c\u2019\u00e8 tanto sole, che l\u2019asfalto sta saltando via dalle strade. Io sono un po\u2019 scettico: vista la maledizione di Giove Pluvio (o dovrei dire quella di Thor, visto dove mi trovo) che mi sto portando appresso da una settimana, magari da domani l\u2019aria in Tedeschia rinfresca e l\u2019asfalto rimane compatto nella sua sede\u2026 Magari anche un po\u2019 bagnato!<br \/>\nMentre ceno il traghetto salpa alla volta della Germania. Finito di abbuffarmi, passo davanti al Duty Free e vedo delle bottiglie di acquavite danese: ne compro una per il Calincontro Eridico. Visto che Fabio il Califoggiano \u00e8 cos\u00ec gentile da occuparsi della mia sistemazione, il minimo che io possa fare \u00e8 offrire da bere. Ora sono a cuccia, pieno come un otre e, come finisco il resoconto giornaliero, cio\u00e8 ORA, chiudo baracca e burattini e stacco i contatti. Buona notte nordica: tanta luce e poco buio\u2026<br \/>\nMarted\u00ec 25 Giugno<br \/>\nLA MALEDIZIONE DI THOR SI E\u2019 AVVERATA!!!!!!!!!!!!!!!<br \/>\nAlla faccia delle temperature africane e dell\u2019asfalto che salta. Sceso dal traghetto, a Kiel, guardo il cielo e vedo nuvole a perdita d\u2019occhio, la temperatura non \u00e8 certo estiva, ed io ho certezza di incontrare pioggia, tanto per cambiare\u2026.<br \/>\nInfatti, fino ad Hannover viaggio bello fresco e non vedo sole; da l\u00ec in poi inizia il calvario: 30 km di pioggia e 30 km di vento freddo, e cos\u00ec via. Ne ho le tasche piene: do gas alla motociclona, mi metto a 140 e decido di non fermarmi fino a F\u00fcssen, ai confini con l\u2019Austria. In 10 ore mi sono spolpato 955 km, mandando a quel paese l\u2019andatura turistica, i panorami e le fotografie\u2026.<br \/>\nOra sto cenando, in questo ristorante a F\u00fcssen, mangiando specialit\u00e0 balcaniche (il proprietario ed il cuoco sono Serbi), e tra una portata ed un\u2019altra sto aggiornando il diario di viaggio. Finito di cenare mi aspetta una docciona super, e mi sa che anche qui gli consumo tutta l\u2019acqua bollente, ed una cuccia calda calda. Intanto mi sto intontendo con un litrozzo di weissbier\u2026 Poi si vedr\u00e0\u2026 Domani attraverso il Tirolo ed invado l\u2019Italia, mi fermo a Riva del Garda un giorno a fare il turista, e poi\u00a0 mi incontro con Rugi per andare al Calicontro Eridico. Non vedo l\u2019ora di rivedere Fabio e gli altri amici. E poi, dopo due settimane a parlare inglese ed a mangiare strano, un (bel) po\u2019 di sana italianit\u00e0\u00a0 ci vuole!!!<br \/>\nDomani mattina, se il tempo \u00e8 bello, vado a fotografare il castello di re Ludwig, che ho mancato all\u2019andata. Se il tempo \u00e8 cattivo\u2026 A quel paese Ludwig, il suo castello e la Baviera tutta!!! Per ora ho finito di cenare, ed anche di scrivere. Ci rivediamo domani, magari pi\u00f9 sereni, pioggia permettendo.<br \/>\nMercoled\u00ec 26 Giugno<br \/>\nCredo che il castello di Ludwig non lo fotografer\u00f2. Mi sono svegliato alle 06:00 ed ho guardato fuori dalla finestra: nuvole basse e pioggia battente. Non ce la faccio pi\u00f9: \u00e8 una settimana che non faccio che beccarmi acqua. Ma che estate \u00e8 mai questa?<br \/>\nMi metto in viaggio verso le 09:00: non piove, ma fa freddo; mi dirigo non ostante le precedenti intenzioni, verso il K\u00f6nigschlosser, il castello di Ludwig di Baviera. Anche qui niente pi\u00f9 cultura, ma solo turismo di massa: per parcheggiare, \u20ac 5,00; non puoi andare da solo sino al castello, ma solo con la navetta, e sono altri soldi; al bar ti vendono cibo e beveraggi a prezzi da usura; il biglietto per la visita pare che costi, cos\u00ec ho sentito ma non mi sono accertato, \u20ac 20,00. E poi ci sono i negozietti che vendono i ricordini paccottiglia, tipo quelli che si vedono sulle bancarelle davanti al Colosseo. Solo che, e scusate si \u00e8 poco, er Colosseo fa tutta \u2018n\u2019antra figura!!!<\/p>\n<div id='gallery-5' class='gallery galleryid-3205 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail'><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='http:\/\/www.animaguzzista.com\/?attachment_id=3225'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Io-viaggio-da-solo052_019-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" srcset=\"http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Io-viaggio-da-solo052_019-150x150.jpg 150w, http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Io-viaggio-da-solo052_019-300x300.jpg 300w, http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Io-viaggio-da-solo052_019-100x100.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='http:\/\/www.animaguzzista.com\/?attachment_id=3226'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Io-viaggio-da-solo052_020-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" srcset=\"http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Io-viaggio-da-solo052_020-150x150.jpg 150w, http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Io-viaggio-da-solo052_020-300x300.jpg 300w, http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Io-viaggio-da-solo052_020-100x100.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='http:\/\/www.animaguzzista.com\/?attachment_id=3227'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Io-viaggio-da-solo052_021-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" srcset=\"http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Io-viaggio-da-solo052_021-150x150.jpg 150w, http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Io-viaggio-da-solo052_021-300x300.jpg 300w, http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/AnimaGuzzista-Racconti-Io-viaggio-da-solo052_021-100x100.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure>\n\t\t<\/div>\n\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019omino al parcheggio, col suo cappellino da Tirolese e il naso a bulbo da persona avvezza all\u2019alcohol, si \u00e8 permesso di incazzarsi quando, alla sua richiesta di \u20ac 5,00 per il parcheggio, gli ho risposto che nemmeno sarei sceso dalla moto, figurarsi poi spegnere il motore, per prendere una foto del castello. L\u2019ho mandato a quel paese con una delle pi\u00f9 forbite espressioni nel miglior dialetto romanesco. Il tutto accompagnato dalla migliore gestualit\u00e0 trasteverina.<br \/>\nParto per il confine austriaco (nemmeno 2 km da dove mi trovo), l\u2019attraverso ed invado il Tirolo. Memore dei grandiosi risultati della 1^ Guerra Mondiale, intimo agli autoctoni di arrendersi ma, chiss\u00e0 com\u2019\u00e8, nessuno mi da retta. Attraverso Reutte, poi valico il passo di Fassberg per scendere nella valle dell\u2019Inn; il cielo \u00e8 sempre nuvoloso e spira un vento freddo da settentrione, ma non piove. Supero Innsbruck e sono costretto a prendere l\u2019autostrada perch\u00e9 la statale del Brennero \u00e8 interrotta, autostrada che abbandono per la SS 12 appena superato il confine. Gi\u00f9 per la valle dell\u2019Isarco sino a Bolzano. Avvicinandomi alla citt\u00e0 le condizioni meteorologiche migliorano nettamente: finalmente un po\u2019 di caldo e di sole. Mangio un boccone e poi proseguo per Trento e Riva del Garda; arrivato qui mi dico: \u201c\u2026 Perch\u00e9 non arrivare sino ad Idro, visto che l\u00ec ho appuntamento con Rugi per il Calicontro?&#8230;\u201d. Detto e fatto: risalgo la Val di Ledro, supero il lago omonimo, sconfino in Provincia di Brescia e finalmente arrivo al lago d\u2019Idro dove, indovinate un po\u2019? Prendo la mia bella passata di pioggia quotidiana!<br \/>\nOra sono qui, docciato e rilassato, a completare la pagina quotidiana di questo mio travel log, diario che interromper\u00f2 per la durata del Calincontro, evento complementare ma estraneo al mio raid a Capo Nord, per riprenderlo poi per il tratto di rientro in Sardegna, e chiuderlo con il mio arrivo a casa. Saluti dalla Lombardia: terra di gente che ce l\u2019ha duro\u2026.<br \/>\nDomenica 30 Giugno<br \/>\nRiparto da Brescia, dopo tre giorni di Calincontro, per rientrare in Sardegna. Mi lascio convincere da Rotondo, anche lui al Calincontro, di imbarcarci assieme a Genova.<br \/>\nLa prima parte del viaggio \u00e8 senza cronaca: autostrada sino a Piacenza; sotto Cremona attraversiamo il Po, dove vedo l\u2019ampolla, riempita dal Senat\u00f9r e dai suoi accoliti sul Monviso, che galleggia placida nella corrente verso l\u2019Adriatico\u2026 O \u00e8 una bottiglia di plastica???&#8230; A Piacenza usciamo ed imbocchiamo la SS45 verso Bobbio e poi Genova: ecco un\u2019altra strada dove riesco di nuovo ad usurare anche i lati delle mie gomme!<br \/>\nPercorriamo la Val Trebbia vedendoci sfilare gradevolissimi scorci del fiume e dei colli circostanti, sino a quando Sandro non si ferma per un caff\u00e8. Ad un tavolino del bar ci sono due coppie di mukkisti che ci guardano con aria di sufficienza, le loro moto tirate fuori dal lavaggio 5 minuti prima, le nostre piuttosto sporche (la mia specialmente); passando loro davanti li saluto e loro manco rispondono. A quel punto esprimo ad alta voce a Sandro che ci\u00f2 che si diceva sulla maleducazione e sulla spocchia dei BMWisti e degli Harleyisti era fondato, e quei signori non fanno nemmeno una piega: senza dignit\u00e0, oltre che senza educazione. Preso il caff\u00e8 (e Sandro anche la sua droghetta tabacchifera) ci rimettiamo in moto verso Genova, dove arriviamo verso le 19:00, e l\u00ec, al porto, comincia il bello: c\u2019\u00e8 la ressa!! Dicono che c\u2019\u00e8 la crisi ma l\u2019Italia va in vacanza. Andiamo alla biglietteria della Moby Lines, per il cui traghetto Sandro ha gi\u00e0 il biglietto, e ne chiedo uno anch\u2019io: io si, ma la moto no! Son gi\u00e0 pieni di veicoli. Allora vado alle Grandi Navi Veloci, ma il traghetto parte l\u2019indomani. Non mi rimane che la Madre Di Tutte Le Compagnie Di Traghetti: la TIRRENIA!!!! La signora allo sportello mi guarda scettica poi decide che possiamo salire a bordo, me e la motociclona, e ci vende il biglietto. Sono salvo! Solo che, invece di sbarcare ad Olbia, prender\u00f2 terra a Porto Torres. Pazienza. Vuol dire che mi fermer\u00f2 a farmi pagare la colazione da Bos Taurus.<br \/>\nOra sono sul traghetto (QUASI come quello preso per attraversare il Baltico) in attesa di avere una sistemazione migliore della poltrona che ho acquistato, ed intanto finisco di scrivere questo mio report. Se riesco ad avere una cuccetta potr\u00f2 stendermi, dopo tante ore in sella. Speriamo bene\u2026.<br \/>\nLuned\u00ec 1 Luglio<br \/>\nE\u2019 andata bene: sono riuscito ad avere una cuccetta, ed ho dormito decentemente. Sbarco dal traghetto alle 08:15 e mi avvio verso Sassari. La giornata \u00e8 soleggiata ma non calda, ed \u00e8 un vero piacere sentirsi di nuovo a casa e percorrere itinerari gi\u00e0 noti, e subito riscopro il fatto che noi siamo, come scritto sul frontone del Palazzo delle Civilt\u00e0 all\u2019EUR, un\u00a0 popolo di poeti, di scienziati, di navigatori, di eroi\u2026. Ed anche un popolo di incivili maleducati al volante!!! Appena uscito dal porto, non rispettano la mia precedenza ed provano a farmi fuori; dopo un po\u2019, sulla strada per Sassari, mentre sorpasso un camion, avverto l\u2019onda d\u2019urto di quest\u2019auto che mi arriva da dietro in supersonico e che, non ostante io non abbia ancora terminato il sorpasso, non accenna minimamente a rallentare. Pi\u00f9 tardi sulla strada che da Sassari porta ad Olbia, un signore tanto bravo e carino mi sorpassa in curva, con la doppia striscia continua, e spingendomi all\u2019esterno per cercare di farsi spazio. Alle mie rimostranze si permette anche di arrabbiarsi e continua per la sua strada. Lo ribecco qualche kilometro pi\u00f9 avanti, fermo in coda per degli autocarri in manovra. Mi affianco, gli\u00a0 stampo un dito medio sul finestrino e gli chiedo, con una delle mie espressioni pi\u00f9 gentili ed educate, di scendere dall\u2019auto a discutere del suo bel sorpasso. Sgrana gli occhi come un gufo e mi risponde che non l\u2019ha fatto apposta; alla mia domanda, molto interessata, su quali siano i sistemi di bordo che permettono alla sua auto di sorpassare senza il consenso ed il controllo del conducente, mi guarda evidentemente in difficolt\u00e0 ma, certa gente \u00e8 proprio fortunata, il traffico si sblocca e lui riparte. Va via inseguito da una espressione molto colorita, ed anche io proseguo, per i pochi kilometri che mi rimangono, il mio viaggio. Altri 20 minuti e sono davanti la porta di casa e, dopo 8602 km (traghetti esclusi), il mio viaggio finisce. Un viaggio che mi ha portato ad attraversare terre che gi\u00e0 conoscevo, ed altre da scoprire. Un\u2019avventura rivissuta dopo 28 anni, ma che mi ha fatto sentire giovane, vista con occhi pi\u00f9 saggi ed animo pi\u00f9 pacato. Guardo la motociclona, che ha retto cos\u00ec bene: \u00e8 sporca, lercia da fare pena, ma esprime ancora, non ostante i suoi trent\u2019anni di et\u00e0, una forza indomabile. La guardo ed il mio cuore scoppia di orgoglio: \u00e8 la mia moto! La moto della mia vita\u2026<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Riccardo Bartolini<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Riccardo Bartolini &nbsp; E\u2019 stato pi\u00f9 di un anno fa: rimesso a posto il Cali II, la \u201cVecchia Signora\u201d, moto della mia vita, a cui sono collegati tanti ricordi, mi \u00e8 frullata per la mente l\u2019idea di tornare a Capo Nord, meta di un gran numero di motociclisti e sogno, pi\u00f9 o meno vagheggiato, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":3218,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[6,42],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.animaguzzista.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3205"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.animaguzzista.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.animaguzzista.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.animaguzzista.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.animaguzzista.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3205"}],"version-history":[{"count":1,"href":"http:\/\/www.animaguzzista.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3205\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3228,"href":"http:\/\/www.animaguzzista.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3205\/revisions\/3228"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.animaguzzista.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/3218"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.animaguzzista.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3205"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.animaguzzista.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3205"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.animaguzzista.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3205"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}