{"id":3973,"date":"2010-01-18T16:08:52","date_gmt":"2010-01-18T16:08:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.animaguzzista.com\/?p=3973"},"modified":"2015-05-18T16:14:33","modified_gmt":"2015-05-18T16:14:33","slug":"naco","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.animaguzzista.com\/?p=3973","title":{"rendered":"Naco"},"content":{"rendered":"<p>di Vanni Bettega<\/p>\n<p>PREMESSA<\/p>\n<p>Poich\u00e9 i fatti che vado a narrare sono accaduti negli anni 20, io non ero ancor nato, mi avvalgo di racconti che ho raccolto in particolare da Piero Pomi che conobbe Naco e da Forni, che mi lascia spulciare i documenti conservati presso il Moto Club Carlo Guzzi di Mandello dove \u00e8 pure conservata la moto del Naco.<\/p>\n<p>\u201c Per quasi 2 ore vado errando pei monti senza meta fissa,senza guida, solo preoccupato di imprimere nella mente nuovi paesaggi, nuovi panorami, nuovi spettacoli di natura.\u201d<br \/>\nIng. Giuseppe Guzzi<br \/>\nIl fratello di Carlo Guzzi si chiamava Giuseppe.<br \/>\nCome s\u2019usava dalle nostre parti, gli venne affibbiato gi\u00e0 in famiglia un soprannome, Naco appunto.<br \/>\nAnche Carlo aveva il suo bravo soprannome ma veniva usato solo in famiglia: veniva chiamato Taj.<br \/>\nNaco era uno strano tipo, molto diverso da Carlo sia nella corporatura che nel carattere.<br \/>\nMentre Carlo era un vispo donnaiolo, Naco era tranquillissimo, quasi ascetico. Naco l\u2019anima della Guzzi turistica, Carlo l\u2019anima della Guzzi sportiva.<br \/>\nSi narra che volendo dare in permuta la vecchia motocicletta adducendo a Carlo che era stata usata pochissimo, Carlo cos\u00ec rispondesse:<br \/>\n\u201cAnca el Naco l\u2019ha mai dopr\u00e0a, per\u00f2 l\u2019\u00e8 diventaa vecc e \u2018l voeur piu nis\u00f9n! \u201c (anche il Naco non l\u2019ha mai adoperato ma adesso \u00e8 vecchio e non lo vuole pi\u00f9 nessuno!).<br \/>\nNaco era grande e grosso, aveva dita con cui non riusciva a comporre i numeri al telefono e faticava pure a trattenere la matita.<br \/>\nSoffriva tantissimo il caldo, tant\u2019\u00e8 che nel suo ufficio costru\u00ec un impianto di raffreddamento, facendo correre a serpentina lungo le pareti i tubi in cui scorreva l\u2019acqua potabile.<br \/>\nD\u2019estate per contattarlo bisognava attendere che si rimettesse la camicia, poich\u00e9 disegnava a torso nudo.<br \/>\nEra ingegnere civile, aveva progettato parte dei capannoni aziendali oltre alla centrale idroelettrica dello Zerbo, per fornire energia all\u2019azienda.<br \/>\nD\u2019estate aspettava con ansia le ferie per poter effettuare i suoi giri in moto.<br \/>\nAveva una Sport 500 (oggi si dice Sport 13 perch\u00e9 \u00e8 nata prima della Sport 14 , ma Naco non lo sapeva e la chiamava solo Sport 500) molto personalizzata con cui si ciment\u00f2 nei seguenti raids:<\/p>\n<p>1923 Mandello-Parigi 2000 km<br \/>\n1924 Mandello-Tolosa-Pirenei 2500 km<br \/>\n1925<br \/>\n1926 Mandello-Vienna\u2013Budapest-Carpazi 3000 km<br \/>\n1927 Mandello-Slesia 3000 km<br \/>\n1928 Mandello-Stoccolma-Lapponia-Oslo-Berlino 6200 km<br \/>\n1929 Mandello-Amburgo 2200<br \/>\nTutte queste date sono incise su una targa applicata al parafango anteriore della moto.<\/p>\n<p>Nel 1926 mentre si trovava sui Carpazi ruppe il telaio rigido della Sport.<br \/>\nDa bravo ingegnere, Naco si aiut\u00f2 con delle vecchie coperture e camere d\u2019aria a collegare il triangolo posteriore alla zona della sella e allo zoccolo del motore.<br \/>\nFu cos\u00ec che se ne torn\u00f2 a Mandello col triangolo posteriore della moto che sballonzolava come se sulla sua moto rigida avesse montato un retrotreno elastico (Pi\u00f9 elastico di cos\u00ec!&#8230;).<br \/>\nQuando infine arriv\u00f2 in fabbrica confid\u00f2 a Carlo:<br \/>\n\u201cte set che la va mej insc\u00ec?\u201d (Sai che va meglio cos\u00ec?).<br \/>\nGli frull\u00f2 quindi nella testa di fare una moto elastica partendo dall\u2019idea di far muovere tutto il retrotreno, non come facevano gli altri con le ruote guidate, che se prendevano un po\u2019 di gioco non si stava pi\u00f9 in strada! Si mise al tecnigrafo, disegn\u00f2 il forcellone oscillante e un pacco molle posizionate sotto il motore. Si trattava di una trentina di molle le pi\u00f9 dure delle quali entravano in azione man mano che le pi\u00f9 deboli andavano a pacco. Nacque cos\u00ec la GT 500.<br \/>\nLa moto di Naco era per\u00f2 la stessa del 1926. Aveva applicato alla moto le modifiche della GT e con questo allestimento and\u00f2 dapprima a Slesia nel 27, poi si butt\u00f2 nell\u2019impresa della Lapponia nel 1928. Sull\u2019onda delle emozioni procurate da Umberto Nobile e Amundsen nel 1926 che col dirigibile Norge, partiti da Roma, sorvolarono con successo il Polo Nord, la fantasia popolare ribattezz\u00f2 quel modello col nome di NORGE. Ovviamente lo si pronuncia all\u2019italiana, esattamente come lo si scrive!<br \/>\nPer la verit\u00e0, la moto del Naco era molto personalizzata, sotto il faro, in posizione trasversale, c&#8217;\u00e8 montato un tubo col tappo per contenere le carte geografiche e le mappe, un po&#8217; come si conservano i disegni tecnici; sul lato destro c&#8217;\u00e8 una fondina, fissata per contenere la sua pistola, c&#8217;\u00e8 un pesantissimo cavalletto laterale e ganci di fissagio un po&#8217; dovunque. Il cavalletto centrale si pu\u00f2 azionare da entrambi i lati della moto.<\/p>\n<p>Si narra che una volta uscito dal cancello della fabbrica, con gli operai sulla soglia a salutarlo, il Naco for\u00f2 una gomma nel sottopasso della ferrovia che immette sulla statale.<br \/>\nGli operai accorsero offrendosi di riparare lo pneumatico ma lui li ferm\u00f2. \u201dSono gi\u00e0 partito\u201d afferm\u00f2 \u201cdurante il viaggio tocca a me sbrigarmela! Andate al lavoro che qui ci penso io!\u201d e cos\u00ec fece!<br \/>\nNon ebbe la Norge grande successo commerciale, si diffidava delle sospensioni posteriori ritenendole antisportive, comunque ne vennero vendute 75 esemplari del modello civile e 245 esemplari del militare, per un totale di 320 veicoli.<br \/>\nNel 1931 come voleva la moda dettata dagli inglesi, si adott\u00f2 il cosiddetto serbatoio a sella, non pi\u00f9 sottocanna.<br \/>\nLa GT 500 civile si chiam\u00f2 GT16 e la versione militare GT 17.<br \/>\nNel 1935 la Moto Guzzi decise di partecipare al TT, viste le esperienze positive fatte col modello molleggiato, si partecip\u00f2 in entrambe le categorie con moto molleggiate.<br \/>\nStanley Woods in sella alle Guzzi vinse entrambe le gare.<br \/>\nQuesta vittoria fu di risonanza mondiale, mai nessuna motocicletta straniera aveva vinto il TT prima d\u2019allora!<br \/>\nVa da s\u00e9 che queste vittorie sfatarono la credenza che il molleggio fosse antisportivo, la Guzzi propose tutti i modelli in versione molleggiata e cos\u00ec da quell\u2019anno fecero pure tutte le aziende al mondo.<br \/>\nNegli anni &#8217;50 Naco si decise ad aggiornare la sua moto. Alloggi\u00f2 il motore che era sempre lo stesso dal 1926, quello della Sport 500, in un telaio della GT16 modificato. Voleva vedere fin quando sarebbe durato quel motore. Non lo sapr\u00e0 mai.<br \/>\nEra nato il 6 agosto 1882 e mor\u00ec il 14 giugno 1962.<br \/>\nGiuseppe Guzzi ha scritto anche un libricino stampato nel 1942, dal titolo &#8221; LA MOTOCICLETTA E IL MOTOCICLISTA&#8221;, dove spiega il funzionamento dei vari organi componenti la motocicletta ed alcuni consigli sul come portarla.<\/p>\n<p>La sua moto fu donata dalla vedova di Ulisse Guzzi (figlio di Carlo) al Moto Club Carlo Guzzi di Mandello, dove \u00e8 tuttora conservata.<br \/>\nE\u2019 bella l\u2019idea di chiamare Norge il nuovo modello, per\u00f2 si potrebbe chiamare anche Naco un modello turistico e Taj un modello sportivo!<br \/>\nLa moto del Naco \u00e8 stata utilizzata nel 1991 per rievocare il viaggio in Lapponia.<br \/>\nIn quella occasione \u00e8 stata messa a punto da Giovan Battista Zucchi che ha affrontato lo stesso viaggio del 1928 senza alcun problema.<br \/>\nIl motore va ancora e credo che neppure io sapr\u00f2 mai fin quando dura!<\/p>\n<p>PS: Questa lettera \u00e8 la traduzione di un articolo apparso su un giornale di Oslo.<br \/>\nNaco scrisse un report del suo viaggio che venne pubblicato suddiviso in 3 spezzoni su 3 numeri di Motociclismo, nel luglio 1929.<\/p>\n<p>Nel 1991 il moto club Carlo Guzzi stamp\u00f2 una cartolina ricordo con la piantina del viaggio.<\/p>\n<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-3973 gallery-columns-4 gallery-size-thumbnail'><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='http:\/\/www.animaguzzista.com\/?attachment_id=3974'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/AnimaGuzzista-Protagonisti-_-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" srcset=\"http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/AnimaGuzzista-Protagonisti-_-150x150.jpg 150w, 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