{"id":3983,"date":"2006-01-18T16:20:16","date_gmt":"2006-01-18T16:20:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.animaguzzista.com\/?p=3983"},"modified":"2015-05-18T16:27:16","modified_gmt":"2015-05-18T16:27:16","slug":"charles-krajka","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.animaguzzista.com\/?p=3983","title":{"rendered":"Charles Krajka"},"content":{"rendered":"<p>Sangue Rosso Guzzi<\/p>\n<p>di Goffredo Puccetti.<\/p>\n<p>Intervista a Monsieur Guzzi: Charles Krajka<\/p>\n<p>Foto: Massimo Viegi (Ledzep) 2006 e Archivio Krajka, grazie a Christian Guislain<\/p>\n<p>Tema: Descrivere il Guzzismo.<br \/>\nSvolgimento: Impossibile.<\/p>\n<p>Ecco come ci sente a rileggere gli appunti dopo un pomeriggio passato a intervistare la Moto Guzzi. E s\u00ec, perch\u00e9 Charles Krajka non \u00e8 un personaggio carismatico del mondo Guzzi. Non \u00e8 un ex pilota, campione, preparatore e storico importatore di Guzzi in Francia e adesso temuto ispettore della sicurezza della Federazione Motociclistica.<br \/>\nNo, no, quelli sono dettagli. Krajka \u00e8 la Guzzi. Charles Krajka \u00e8 lo zio che ogni Guzzista vorrebbe avere. Charles Krajka \u00e8 una Guzzi, di quelle che hai l&#8217;impressione che siano loro a guidarti: se la stradina laterale \u00e8 bella la prende. Se c&#8217;\u00e8 un curvone in fondo alla discesa, lascia passare l&#8217;altra moto per poi sverniciarla in staccata e quando vuole fare la pausa, si ferma e non c&#8217;\u00e8 verso. Guardo le pagine &#8211; quattordici &#8211; di appunti presi durante l&#8217;intervista e mi rendo conto di essere stato assolutamente inadeguato al ruolo. In ogni pagina una freccetta, una parentesi, una nota: mettere questo prima di questo, ridomandare questo, e cos\u00ec via&#8230; Niente da fare. La Guzzi Krajka mi ha seminato.<br \/>\nMe lo dovevo aspettare. Del resto mi aveva avvisato subito, ancora prima di farmi sedere:<br \/>\n&#8211; Parliamo di tutto ma attenzione che parlando di Guzzi io divago, va bene?<br \/>\nE via di seguito: &#8220;e questo, se per cortesia non lo scrive mi fa un favore&#8221; e poi ancora: &#8220;posi la penna che le racconto una cosa divertente&#8230;&#8221; Cos\u00ec, ogni cinque minuti.<br \/>\nE adesso che ci faccio con gli appunti? Provo a rimetterli in ordine? Ma quale ordine? Ma no, del resto, se lo spiegassi non mi capirei, quindi basta con le ciance e mettiamoci a seguire le tracce che la Guzzi Krajka ha lasciato sul bloc notes.<\/p>\n<p>Incontro Monsieur Krajka per un caff\u00e9 a casa sua, a Fontenay-sous-Bois a pochi chilometri da Parigi. Ancora non mi ero seduto che la Guzzi Krajka gi\u00e0 partiva in impennata:<\/p>\n<p>CK: e quella cosa sarebbe?<br \/>\nGP: \u00c8 la protezione dorsale, chi meglio di lei che&#8230;<br \/>\nCK: Proprio perch\u00e9 lo so, le dico che quella non \u00e8 una protezione dorsale, \u00e8 una barzelletta. La schiena ha un inizio e una fine, e va protetta tutta, non solo la parte lombare, capito?<br \/>\nPrima che inizi a scrivere, lasci che le spieghi perch\u00e9 sono cos\u00ec fissato sulla sicurezza.<\/p>\n<p>Bene, la prima figura da pirla in meno di dieci secondi&#8230; Mi fa posare la penna e mi racconta una storia fatta di sidecar, di velocit\u00e0, di questa passione folle capace di donare tanto e di chiedere il conto all&#8217;improvviso, senza piet\u00e0 per nessuno. Nell&#8217;era di internet \u00e8 una storia che \u00e8 si pu\u00f2 trovare altrove e della quale qui non parleremo oltre.<\/p>\n<p>GP: Signor Krajka, ho raccolto alcune domande&#8230;<br \/>\nCK: Andiamo!<\/p>\n<p>GP: Dunque dunque lei ha ricevuto l&#8217;anno scorso il premio Anima Guzzista..<br \/>\nCK: Bellissimo, grazie, ha visto come sta bene in libreria?<\/p>\n<p>GP: Per\u00f2 immaginiamo che molti dei guzzisti, soprattutto fra i pi\u00f9 giovani e fuori dai confini della Francia non sappiano tutto di lei. Facciamo un rapidissimo riassunto?<br \/>\nCK: Rapidissimo? Dice? Proviamo, ma veda, se parliamo della mia attivit\u00e0 commerciale parliamo di un qualcosa nato nel 1961; se parliamo di corse dobbiamo risalire ancora di qualche anno e ad oggi, nonostante in teoria dovrebbero pensionarmi, sono ancora in giro come Commisario Tecnico con la Federazione&#8230; Lasciamo perdere il breve riassunto.<\/p>\n<p>GP: Va bene, allora a domanda risponda: Charles Krajka, campione di moto, come dove quando?<br \/>\nCK: Campione di Francia su Airone Sport, nel 1957, categoria 250. Che moto!<\/p>\n<p>GP: Bella?<br \/>\nCK: Bella? Un colpo di fulmine! Costava pi\u00f9 di una Golden Flash!<\/p>\n<p>GP: Ehm di una che?<br \/>\nCK: Una BSA Golden Flash! Una BSA, la referenza. Una 650! E l&#8217;Airone pur essendo una 250 costava di pi\u00f9! Ma era una moto eccezionale: Forcelle telescopiche rovesciate, regolabili! E poi il telaio elastico, le sospensioni posteriori a compasso fino ai meccanismi di regolazione della tensione molle valvole.. l&#8217;anticipo automatico&#8230; E quel motore! Tutti con i loro bei motori verticali et voil\u00e0 la Guzzi con il suo mono orizzontale&#8230; Diversa da tutte le altre. Me ne innamorai subito e ne comprai una usata, nel 1951, a prezzo di notevoli sacrifici.<\/p>\n<p>GP: Certo che l&#8217;Airone fu una moto straordinaria ma nel 1957 aveva gi\u00e0 una decina d&#8217;anni, sulle piste non c&#8217;erano gi\u00e0 avversarie pi\u00f9 agguerite?<br \/>\nCK: Certamente ma le ricordo che a vincere le gare \u00e8 un binomio composto da una moto e&#8230; un pilota! E poi dal punto di vista tecnico, era davvero un&#8217;altra epoca. Mi spiego: oggi nessuna gara si vince per un colpo di genio, per una invenzione estemporanea in un paddock. Dal punto di vista tecnico motoristico, da diversi anni siamo vicini alla soglia della perfezione. \u00c8 una questione economica.<br \/>\nVuoi mettere su un bel team? prendi il libretto degli assegni, un buon pilota e una buona moto e vai a farti una buona stagione. Non hai bisogno di preoccuparti di nulla. Le moto pronto-gara le puoi acquistare in negozio. La stagione \u00e8 garantita senza intoppi.<br \/>\nMa allora era diverso. Gli ingegneri non avevano ancora inventato tutto, anzi, il paddock era il regno delle invenzioni e delle sperimentazioni.<br \/>\nUna messa a punto sbagliata e la gara era bruciata. Il mio campionato lo vinsi grazie alla meticolosit\u00e0 con la quale mettevo a punto la moto. E poi, grazie ai freni e al telaio dell&#8217;Airone. Sempre dopo gli altri a frenare al limite. Cos\u00ec ho vinto.<br \/>\nE poi con il mio olio che&#8230;<\/p>\n<p>GP: Il suo olio?<br \/>\nCK: Certo. Venga che le faccio vedere una cosa.<\/p>\n<p>In un nanosecondo il distinto gentlement rider con papillon (sempre!) che mi ha accolto si \u00e8 trasformato in un garzone di officina che mi trascina correndo in giardino, improvvisa una scaletta con tre bidoni, si arrampica e tira gi\u00f9 dal ripiano pi\u00f9 alto una tanica d&#8217;olio.<br \/>\nVenga. Venga!<br \/>\nScendiamo in garage. Non ho nemmeno il tempo di posare lo sguardo sulle moto che Monsieur Krajka ha vestito i panni dell&#8217;ingegnere meccanico&#8230; Un trapano verticale viene acceso in un attimo. In una bacinella viene fatto colare dell&#8217;olio motore.<br \/>\nCK: Ecco, vede questo, guardi cosa succede appena entra in contatto con la punta del trapano&#8230; Vede? Effetto centrifugo da una parte e olio che tende a salire dall&#8217;altra, risultato? Con un olio cos\u00ec, il bol d&#8217;or non lo finisci, grippaggio sicuro. Olio buono per friggere questo&#8230;<br \/>\nOra proviamo col mio&#8230; stessa densit\u00e0 sulla carta ma attenzione&#8230; Et voil\u00e0. Il nuovo olio si lascia mescolare dal trapano come uno zabaione, ma \u00e8 incredibile notare come resti al suo posto, senza schizzare verso l&#8217;esterno n\u00e9 salire lungo la punta del trapano.<br \/>\nGli olii non sono tutti uguali, eh. Oggi forse&#8230; Ma ai miei tempi un olio giusto faceva la differenza. Ma bisognava sperimentarle di persona le cose, inventare.<br \/>\nE poi, come le dicevo, grazie al fatto che queste mani sono le mani di un meccanico prima e di un pilota poi; la mia prima moto fu una MR, diciamo che \u00e8 grazie a tutti suoi guasti che sono diventato meccanico!<br \/>\nNon conosce la MR?<\/p>\n<p>GP: Ehm&#8230;<br \/>\nCK: Una marca francese&#8230; Io lavoravo da Moto Bastille, pi\u00f9 che un negozio, uno dei negozi pi\u00f9 importanti d&#8217;Europa&#8230; Sa quante marche trattavamo?<\/p>\n<p>GP: Ehm.. Diec..<br \/>\nCK: Quarantadue marche! Se lo immagina un negozio con oltre quaranta marche diverse?! Le inglesi ovviamente: BSA, Sunbeam, Ariel, Matchless e poi le francesi, le tedesche, le italiane.<br \/>\nLa MR era una marca francese. Ottima per imparare a&#8230; riparare moto! Dopo di lei passai alla gigantesca 350 NZ, la moto dell&#8217;esercito tedesco. Va da s\u00e9 che \u00e8 necessario contestualizzare un pochino. Adesso un giovane fresco di patente che si avvicina a una moto guarda alle 600 come entry level&#8230; Mentre allora l&#8217;entry level era la 125. Poi c&#8217;erano le 175, le 250, le 350 e infine, le maxi, da 500cc in s\u00f9!<br \/>\nL&#8217;Airone Sport con cui ha vinto il titolo lo conserva ancora, giusto?<br \/>\nS\u00ec \u00e8 gi\u00f9 in garage. \u00c8 tornata qualche anno fa.<\/p>\n<p>GP: Prego?<br \/>\nCK: La comprai nel 1951 e la tenni fino al 1960, facendoci di tutto! Dal campionato velocit\u00e0 ai rally, alle corse in salita. Ad un certo punto la vendetti ad un mio amico. Un vero amico, come i fatti mi confermarono in seguito. Un mattino di qualche anno fa, verso Natale&#8230; Mia moglie mi dice di andare a prendere qualcosa in garage&#8230; Scendo e al centro, coperta da un telo Guzzi&#8230; Eccola l\u00ec, la mia Airone Sport! Perfettamente restaurata! A mia insaputa mia moglie aveva rintracciato il mio vecchio amico e gli aveva comprato la moto poi un collega era andato a ritirarla col furgone a Bourg Saint Maurice in Savoia&#8230; Un gran bel regalo di Natale, non c&#8217;\u00e8 che dire e &#8230;<\/p>\n<p>Ma che bella Guzziiiii!!!!!!<br \/>\nIl fulmine che interrompe la conversazione, facendomi un mucchio di complimenti per la mia Breva, parcheggiata davanti casa, \u00e8 Madame Titi Krajka o come ci tiene a precisare Monsieur Krajka: Madame Guzzi! Veda, questo le deve assolutamente scrivere! se \u00e8 vero che per un certo periodo in Francia &#8216;Moto Guzzi si pronunciava Krajka&#8217;, come diceva la pubblicit\u00e0 della mia concessionaria, in realt\u00e0 ogni volta che si citava Monsieur Guzzi ci si sarebbe dovuti ricordare anche di lei, di Madame Guzzi; senza di lei non ci sarebbe mai stato nessun Monsieur Guzzi! Dagli inizi cos\u00ec duri, e poi per trent&#8217;anni di carriera sportiva che si accavallava all&#8217;attivit\u00e0 commerciale, mai un rimprovero, mai una critica. Sempre dalla mia parte! E sapesse quante volte ha gestito lei il concessionario mentre io ero in ospedale dopo qualche gara andata storta. Iniziammo nel 1961. Un gigantesco locale di ben 24m2!!<\/p>\n<p>GP: E che moto vend&#8230;<br \/>\nCK: Moto? Ma che moto? All&#8217;inizio era solo officina. E per dirle, si aspettava di vendere una candela per comprare la baguette la sera. La mia prima vacanza a mia moglie l&#8217;ho offerta dopo 11 anni di attivit\u00e0. Per settimane e settimane si arrivava a lavorare pi\u00f9 di 100 ore. Aprivo prima che passasse il carretto del lattaio. Pausa di 15 minuti a pranzo e via. Mai aperto in ritardo. E il weekend si partiva per le corse. Anche a credito!<\/p>\n<p>GP: Prego?<br \/>\nCK: Una volta ho fatto un Bol d&#8217;Or pagando l&#8217;iscrizione a fine anno.. Gli organizzatori mi volevano, io soldi non ne avevo, feci prima la corsa e poi pagai! Fu una straordinaria epoca, Moto, pane, sardine e patate. Non rimpiango nulla e rifarei tutto, ma era davvero dura.<br \/>\nPer pagarmi le modifiche e la manutenzione della moto da corsa poi si partecipava a tutto quello che si poteva. Tra una gara e l&#8217;altra, si faceva magari anche il passeggero nei sidecar.<\/p>\n<p>GP: Il sidecar \u00e8 noto, \u00e8 la sua grande passione. Una passione e un impegno che ha portato dei frutti, a giudicare dal numero di sidecar che si vedono ancora in Francia rispetto agli altri paesi europei, nei circuiti e sulle strade.<br \/>\nCK: Effettivamente&#8230; nel 1962 proposi una serie per il Bol d&#8217;Or. Dovetti garantire la presenza di almeno 12 equipaggi. Li andammo a convincere uno a uno! Negli anni seguenti si arriv\u00f2 ad edizioni con ben 45 equipaggi!<br \/>\nPoi c&#8217;era il sidecar-cross e soprattutto le corse in salita&#8230;<\/p>\n<p>GP: Le sue preferite?<br \/>\nCK: Eh, una grande epoca, col sidecar su base V7&#8230; Veda, per una gara in salita, la cosa pi\u00f9 importante \u00e8 saper disconnettere completamente il cervello per due minuti e mezzo. Non serve altro. Tieni tutto aperto, non pensi a niente e vai. In quello ero bravino&#8230;<br \/>\nCerto, come le dicevo, partecipavo alle gare in condizioni economiche molto risicate&#8230; A Calais, non avendo i soldi per affittare un furgone ci andai in treno!!! A spinta fino a Gare de l&#8217;Est et voil\u00e0! E al ritorno riuscii a piazzarla sul rimorchio di un collega e me ne tornai in autostop&#8230; Mano a mano che l&#8217;attivit\u00e0 prendeva spazio, i weekend di gare lasciarono il posto ai viaggi in Italia.<\/p>\n<p>GP: Ovvero?<br \/>\nCK: Per i ricambi!<\/p>\n<p>GP: In che senso?<br \/>\nCK: Nel senso che per vendere moto bisogna vendere e continuare a vendere. Ovvero bisogna mantenere il cliente contento. E come si fa a mantenere il cliente contento? Lo si fa andare in moto! Il che significa: un magazzino ricambi sempre fornitissimo, la soluzione pronta e immediata per ogni piccolo inconveniente. Cos\u00ec si mantiene un cliente che continua ad avere fiducia nel marchio.<\/p>\n<p>GP: Qual&#8217;era la ricetta Krajka?<br \/>\nCK: Come dicevo: i miei pellegrinaggi in Italia. Con l&#8217;Italiani gli affari non si fanno per telefono. Bisogna guardarsi in faccia, no? Si partiva in furgone il sabato. Domenica sera, si arrivava a Mandello. Luned\u00ec, giro in Guzzi, per essere al corrente di tutto, marted\u00ec i fornitori in zona e in giro. Direttamente alla fonte, eh! Sempre. Servivano scarichi? Pistoni? Dischi frizione? E io partivo e andavo a parlare direttamente con i Gandini, i Lafranconi, da Adige&#8230; E poi sempre con un occhio sui cataloghi dei ricambi per automobili, eh! Ma questi cuscinetti&#8230; Non sono gli stessi della 131 Fiat? E queste valvole Alfa Romeo non sono identiche a quelle della Guzzi? E le molle? Ma le vado a comprare direttamente in Fiat! E cos\u00ec via. Mercoled\u00ec poi, tappa obbligata a Bologna, alla Casa del carburatore, da Malossi: gioved\u00ec Milano e, dogana permettendo, sabato si vuotava il camion in negozio.<\/p>\n<p>GP: E questi viaggi avvenivano con che frequenza?<br \/>\nCK: Almeno una volta al mese, ogni due settimane, anche pi\u00f9 di frequente se necessario. E poi spesso c&#8217;erano gli imprevisti o le occasioni da cogliere al volo. Una volta comprai trecento steli forcella, pagati in contanti e la domenica notte, lucidati, incremati, e incellophanati erano pronti in stock. Ed ecco che, magari nei mesi invernali, a rifornire clienti e concessionari ero direttamente io, che avevo pi\u00f9 stock della casa madre! Da Vigan\u00f2 una volta presi cento parabrezza per il California tutti in una volta.<\/p>\n<p>GP: Una routine infernale.<br \/>\nCK: S\u00ec ma indispensabile. E piacevolissima, anche. Le relazioni in Italia sono ancora basate sul contatto umano, sul sorriso. Un magazziniere si affrettava a farmi un pacchetto e io al viaggio successivo gli portavo un vino francese. Mi ricordo una volta dalla Adige che non volevano vendermi i dischi frizione per non so quale accordo di esclusiva con Guzzi. Prendo un disco frizione, esaminiamo la finitura&#8230;<br \/>\n&#8211; E se me li fa con una finitura diversa? Se non lucidiamo qui e qui&#8230;. Non \u00e8 pi\u00f9 lo stesso disco, no&#8230; Insomma non \u00e8 pi\u00f9 lavorato come quelli che fa in esclusiva per Guzzi, giusto?<br \/>\nInsomma, per farla breve, la Adige mi faceva dei dischi frizioni direttamente per me.<br \/>\nE ad ogni modo, al di l\u00e0 dell&#8217;aspetto commerciale, c&#8217;era la frequentazione con la casa madre, con Mandello, che era indispensabile. Una volta ricordo un viaggio in una tirata sola! Io con la V7, mia moglie con l&#8217;Aermacchi. Non c&#8217;era mica l&#8217;autostrada, eh? Arrivati di sera a Abbadia Lariana mia moglie si butta su un prato: io di qui non mi muovo pi\u00f9!&#8221; Io che le dicevo: ti giuro, ancora solo due curve e siamo arrivati!!<\/p>\n<p>GP: Ci racconti la sua amicizia con Tonti.<br \/>\nCK: Un personaggio straordinario. Straordinario. Tenga presente che la crisi della Guzzi di cui tutti parlano ora \u00e8 iniziata senza ambiguit\u00e0 alla fine degli anni 60. Con la creazione della SEIMM, \u00e8 inutile negarlo, si \u00e8 interrotto quel qualcosa di magico che aveva costituito l&#8217;unicit\u00e0, la leggenda della Guzzi dalla sua fondazione. L&#8217;inerzia che voi lamentate alle dirigenze attuali ha radici antiche. La meravigliosa eccezione fu Lino Tonti, che in quel periodo difficile, \u00e8 stato di una importanza capitale. Era davvero un genio. Il suo progetto di un V4 era un gioiello! Tra noi nacque un amicizia profonda, sincera, fatta di rispetto reciproco assoluto. Sapeva che per il suo lavoro aveva bisogno dell&#8217;opinione di chi veniva dalla pista. Quando andavo a trovarlo al reparto esperienze, mi lasciava vedere anche i bozzetti, i prototipi. Tutto! Sapeva che una volta uscito di l\u00ec, non avrei parlato con nessuno. E sapeva ascoltare e fare tesoro dei consigli. Anche se, a modo suo, da genio insomma&#8230;<\/p>\n<p>GP: Ovvero?<br \/>\nCK: Beh per esempio i rinforzi laterali al cannotto delle V7 sportive, del Telaio Tonti, ha presente?&#8230; In fase prototipale&#8230; glieli suggerisco perch\u00e9 in pista il telaio derivato dalla V7 special ballava, eh&#8230; e lui nicchia: &#8220;mah&#8230; non saprei&#8230;caro Charles, credi davvero servano?&#8221;&#8230; Due mesi dopo ecco il telaio del V7 Sport con i suoi bravi rinforzi!!<br \/>\nMa ancora pi\u00f9 spettacolare fu quando andai a trovarlo mentre stavano uscendo le T&#8230; Vedo il giro complicato che deve fare l&#8217;operaio per assemblare il faro posteriore, chiacchieriamo del pi\u00f9 e del meno lungo la linea di montaggio e gli dico che bucando il parafango qui e qui, si farebbe prima e il tutto risulterebbe anche pi\u00f9 protetto&#8230; Lo vedo che annuisce, e mi fa: &#8216;adesso per\u00f2 andiamo a mangiare!&#8217; Andiamo al Grigna e rientriamo nel pomeriggio e ti vedo un operaio che era gi\u00e0 intento a bucare i parafanghi esattamente nel punto indicato! Con due gesti e uno sguardo, Tonti aveva aggiornato una procedura in catena di montaggio, cos\u00ec al volo! Tonti davvero fu il personaggio chiave di quell&#8217;epoca straordinaria per la Guzzi: Il lancio della V7 e gli anni in cui grazie al suo genio se ne testarono le potenzialit\u00e0 in pista&#8230; con il Bold d&#8217;Or che finalmente tornava a rivivere, dopo ben nove anni di abbandono&#8230;<\/p>\n<p>GP: Come mai?<br \/>\nCK: Eravamo pi\u00f9 in pista che sulle tribune alla fine degli anni 50!!! 8 categorie, 3 classi, una infinit\u00e0 di manches&#8230; E poi gli incidenti, i morti, l&#8217;abbandono delle tre grandi marche italiane, l&#8217;immagine della motociclismo ai minimi storici&#8230; Ma nel 1969, si riprende grazie a Moto Revue, Jean Murti, al Sidecar Club di Marcel Seurat e al MotoClub Chatillone, dove ero dirigente.<\/p>\n<p>GP: Il 1969, uno degli anni pi\u00f9 importanti della storia della Moto Guzzi.<br \/>\nCK: Che annata! le due sessioni di record a Monza, il Bol d&#8217;Or! Ma anche l&#8217;anno successivo con l&#8217;iscrizione formale della Moto Guzzi e poi l&#8217;anno dopo ancora con l&#8217;evento a Monza per i cinquant&#8217;anni del marchio. Peccato solo la sfortuna perch\u00e9 per due volte andammo vicinissimi alla vittoria al Bol d&#8217;Or. Due moto ottavo e decimo posto, l&#8217;anno dopo a Montlhery noni&#8230; E se penso a come arrivarono le moto al primo Bol d&#8217;Or!<\/p>\n<p>GP: In che senso?<br \/>\nCK: Beh, \u00e8 una storia che ho raccontato mille volte, diciamo solo che per telefono non ci capimmo con Mandello, io parlavo di endurance, di durata&#8230; ed ecco che al mio arrivo a Mandello mi trovo una V7 pronta per&#8230; La Milano-Taranto!!! A momenti svengo: valigetta per gli attrezzi, kit per le forature, gomme da strada, manubrio largo, comandi non arretrati&#8230;E quindi, cambio di programma, si resta una settimana a Mandello: smonta tutto e rifacciamo le moto per la pista! Il serbatoio da Endurance lo prendemmo da una Linto, con un bel cuscinetto sopra, perch\u00e9 ci si passava parecchio tempo sdraiati sopra, senn\u00f2 ai semimanubri non ci si arrivava proprio!<\/p>\n<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-3983 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail'><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='http:\/\/www.animaguzzista.com\/?attachment_id=3984'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/AnimaGuzzista-Protagonisti-Charles-Krajka-_-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" aria-describedby=\"gallery-1-3984\" srcset=\"http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/AnimaGuzzista-Protagonisti-Charles-Krajka-_-150x150.jpg 150w, http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/AnimaGuzzista-Protagonisti-Charles-Krajka-_-300x300.jpg 300w, http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/AnimaGuzzista-Protagonisti-Charles-Krajka-_-100x100.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<figcaption class='wp-caption-text gallery-caption' id='gallery-1-3984'>\n\t\t\t\t1957. Charles Krajka in azione sulla sua Airone Sport\n\t\t\t\t<\/figcaption><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='http:\/\/www.animaguzzista.com\/?attachment_id=3985'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/AnimaGuzzista-Protagonisti-Charles-Krajka-__001-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" aria-describedby=\"gallery-1-3985\" srcset=\"http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/AnimaGuzzista-Protagonisti-Charles-Krajka-__001-150x150.jpg 150w, http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/AnimaGuzzista-Protagonisti-Charles-Krajka-__001-300x300.jpg 300w, http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/AnimaGuzzista-Protagonisti-Charles-Krajka-__001-100x100.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<figcaption class='wp-caption-text gallery-caption' id='gallery-1-3985'>\n\t\t\t\t1969. Un cambio pilota al Bol d&#8217;Or Douniax, accucciato cede il posto a Krajka\n\t\t\t\t<\/figcaption><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='http:\/\/www.animaguzzista.com\/?attachment_id=3986'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/AnimaGuzzista-Protagonisti-Charles-Krajka-__002-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" aria-describedby=\"gallery-1-3986\" srcset=\"http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/AnimaGuzzista-Protagonisti-Charles-Krajka-__002-150x150.jpg 150w, http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/AnimaGuzzista-Protagonisti-Charles-Krajka-__002-300x300.jpg 300w, http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/AnimaGuzzista-Protagonisti-Charles-Krajka-__002-100x100.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<figcaption class='wp-caption-text gallery-caption' id='gallery-1-3986'>\n\t\t\t\t2006. Monsieur Krajka, fotografato all&#8217;Eicma, stand Moto Guzzi\n\t\t\t\t<\/figcaption><\/figure>\n\t\t<\/div>\n<br \/>\nGP: Partendo da Mandello, passando ai giorni nostri: sa delle voci sempre pi\u00f9 confuse sul futuro della fabbrica di Via Parodi?<br \/>\nCK: Beh, s\u00ec ho degli amici che mi rassicurano, per\u00f2. Pare che il momento sia difficile, con la cassa integrazione, ma che la Piaggio non pensi a chiudere Mandello, giusto?<\/p>\n<p>GP:Non saprei cosa dirle, certo in molti siamo pessimisti. \u00c8 ormai certo che l&#8217;attuale dirigenza contempli anche questa possibilit\u00e0.<br \/>\nCK: Chiudere Mandello sarebbe una catastrofe. Una catastrofe! Una ca-tas-tro-fe!! Per il marchio Moto Guzzi, ovviamente e per l&#8217;indotto della zona. Ma diciamolo, per tutto il Motociclismo!<\/p>\n<p>GP: La Culla del motociclismo italiano, come diceva Duilio Agostini.<br \/>\nCK: Ma certamente! La Guzzi non \u00e8 una marca come le altre perch\u00e9 \u00e8 la Guzzi di Mandello del Lario. Se si leva Mandello, il marchio diventa uno dei tanti. E signori miei, il mercato generale \u00e8 in mano ai giapponesi e agli orientali in genere, le marche europee per sopravvivere devono far tesoro della loro differenza.<\/p>\n<p>GP: Cosa farebbe un Charles Krajka con budget illimitato per risanare il marchio?<br \/>\nCK: Io? Ma cosa vuole che farei? Riaprirei il reparto corse, chiamiamo i migliori giovani che ci sono e via in pista. Cercherei il Tonti dei giorni nostri. C&#8217;era quell&#8217;americano, Wittner ma non so pi\u00f9 che fine abbia fatto&#8230;<\/p>\n<p>GP: Eh, non bazzica pi\u00f9 Mandello da anni, diciamo. Ma del resto, fino a un paio d&#8217;anni fa, c&#8217;era anche Ghezzi se per questo, il pap\u00e0 della MGS-01 ma lo hanno lasciato partire&#8230; La sua idea \u00e8 agli antipodi di quanto sta facendo Piaggio<br \/>\nCK: Sulle strategie attuali non sono molto informato, glielo dico francamente. Ho visto una bella gamma ma continuo a non sentir parlare di Guzzi. Non so di strategie, forse ma su come si promuove un marchio di moto qualcosa l&#8217;ho imparato&#8230; E personalemente penso che abbiano iniziato a sbagliare gi\u00e0 molto tempo fa. Con l&#8217;arrivo delle SEIMM e la gestione De Tomaso. A parte l&#8217;eccezione Tonti, che aiutato da un paio di manager riusc\u00ec per un po&#8217; a far passare certe idee, da allora \u00e8 iniziato il declino. Ma se lo immagina un progettista che vede i suoi disegni buttati nella spazzatura da un capo che arriva con le brochure della concorrenza dicendo: da oggi si fa cos\u00ec! Vidi personalmente trenta telai da gara preparati da Tonti per creare una serie per moto da corsa che ci avevano chiesto alcuni clienti, mandate alla pressa da De Tomaso, per far capire che diceva sul serio, che con tutto ci\u00f2 che aveva a che fare con le corse si doveva chiudere una volta per tutte! Trenta telai alla pressa: Niente gare qui, capito?! Come dite voi in questi casi: Mavaf&#8230; (nota: Monsieur Krajka sa farsi capire in perfetto italiano quando serve&#8230;) Senza contare la miopia commerciale. Io avevo clienti che venivano da me anche dal sud della Francia. Io gli garantivo un&#8217;assistenza adeguata, evidentemente e loro continuavano ad essere clienti soddisfatti del marchio. Ebbene dall&#8217;Italia puntualmente mi telefonavano perch\u00e9 il concessionario di tale o tal&#8217;altra citt\u00e0 si era risentito! Anzich\u00e9 chiedersi come mai in certe aree proprio la Guzzi non la si riusciva ad imporre, mi rimproveravano di venderne troppe e fuori dalla mia zona. Mi creda, il declino del marchio Guzzi ha ragioni antiche. Senza prestigio e credibilit\u00e0 un marchio di moto muore. E il prestigio e la credibilit\u00e0 si ottengono in pista. Vinci il Bol d&#8217;Or, e fai la lista dei nomi di quelli che hai battuto, quando viene in negozio qualcuno a chiedere informazioni. E ripetigliela quando esce. Ecco come si vendono le moto.<br \/>\nQuesto contava allora e questo conta oggi! Una volta che si ha prestigio e credibilit\u00e0 si pu\u00f2 recuperare terreno, cercare di sconfiggere i pregiudizi. Non \u00e8 questo ci\u00f2 che ha fatto Ducati? E Aprilia anche ci sta provando, no?<br \/>\nE pensa che le giapponesi si siano imposte sui cataloghi da subito? Le dico la verit\u00e0: quando arrivarono le giapponesi i meccanici italiani e inglesi ridevano&#8230; E poi sappiamo come \u00e8 andata. E mi fa male dirlo&#8230; Ma se non si capisce questo, ecco che gli affanni continuano.<\/p>\n<p>GP: Ad esempio?<br \/>\nCK: Beh penso ai tentativi ricorrenti di rinascita di marche francesi che non riescono mai a imporsi. Anche se in questo caso c&#8217;\u00e8 anche un&#8217;altra ragione.<\/p>\n<p>GP: Cio\u00e8 la spiegazione non \u00e8 quella appena enunciata?<br \/>\nCK: Certo. Ma aggiungerei poi nello specifico anche perch\u00e9 siamo dei coglioni!<\/p>\n<p>GP: Ah! E.. che faccio, lo scrivo cos\u00ec?<br \/>\nCK: Scriva, scriva. Lo deve scrivere! Le faccio alcuni esempi: si ricorda la BMG?<\/p>\n<p>GP: Certo, motore boxer, pesantiss&#8230;<br \/>\nCK: Ecco, Tipico!! Ma l&#8217;ha mai provata?<\/p>\n<p>GP:Ehm.. no ma&#8230;<br \/>\nCK: Per\u00f2 si ricorda che la BMG era pesantissima! Et voil\u00e0! La Honda tira fuori un catafalco come la Goldwing ma nessuno si sogna di dire che \u00e8 pesantissima, anzi! Tutti a dire: eccezionale maneggevolezza! Una moto cos\u00ec pesante eppure cos\u00ec maneggevole: brava Honda! Se una marca francese fa una moto che pesa uguale e va pure meglio, niente da fare: \u00e8 pesaaaaantiiiiisssima e basta!! Come vede, senza argomenti non si sconfiggono i giudizi acquisiti e non ci si impone nel mercato. Il pubblico non si fida, i pregiudizi non si scalfiscono.<\/p>\n<p>GP: E tornando a Guzzi? Si ritorna alle corse e poi?<br \/>\nCK: Si fa quello che si \u00e8 fatto ininterrottamente fino agli anni 70: si inventa, si sperimenta.<\/p>\n<p>GP: lei vedrebbe bene anche motorizzazioni diverse dal bicilindrico a V in gamma?<br \/>\nCK: E perch\u00e9 no? Guzzi ha fatto talmente tante motorizzazioni che ogni sperimentazione \u00e8 plausibile.<\/p>\n<p>GP: la sua sfacciata predilezione per la Guzzi \u00e8 ormai leggendaria in seno alla Federazione&#8230;<br \/>\nCK: Io? Ma quando mai? \u00c8 un caso! Ma lo sa che ieri mi sono punto e guardando il sangue mi son detto: toh, \u00e8 rosso Guzzi! Ma uguale, uguale, eh!<\/p>\n<p>GP: non lo dubito! Certo \u00e8 che quando lei nega di essere partigiano dell&#8217;aquila, nessuno le crede. Eppure lei sostiene di attenersi solo ai fatti, il suo ormai famoso ragionamento&#8230;<br \/>\nCK: Eh, ma non lo sa a memoria?!&#8230;<\/p>\n<p>GP: s\u00ec ma \u00e8 sempre un piacere risentirlo, ci spieghi.<br \/>\nCK: Allora premettiamo che non ho assolutamente nessunissima preferenza per la Guzzi! Da motorista, ritengo che il motore bicilindrico sia il migliore che ci sia per l&#8217;utillizzo motociclistico, va bene?<br \/>\nRaffreddato ad aria, per la semplicit\u00e0 meccanica e quindi affidabilit\u00e0. Dal punto di vista termodinamico il miglior motore bicilindrico \u00e8 quello con i cilindri disposti trasversalmente, per garantire un raffreddamento uniforme;<br \/>\nCome architettura, la migliore per un bicilindrico montato trasversalmente \u00e8 la disposizione a V, ovviamente di 90 gradi,<br \/>\nStante questa configurazione, la trasmissione finale ottimale \u00e8 quella a cardano.<br \/>\nDetto questo, possiamo aggiungere che le moto italiane sono senz&#8217;altro le pi\u00f9 belle esteticamente. Giusto?<br \/>\nDunque ricapitolando, obiettivamente, la moto ideale \u00e8 italiana, con trasmissione cardanica, dotata di un motore bicilindrico a v di 90 gradi, raffreddata ad aria. Che combinazione, la mia Guzzi!<\/p>\n<p>GP: non fa una grinza! Monsieur Krajka, le ho rubato gi\u00e0 troppo tempo, la chiacchierata si ferma qui. Le anticipo i ringraziamenti da parte di tutta la comunit\u00e0 di Anima Guzzista per il tempo che ci ha concesso.<br \/>\nCK: Ma si figuri. Quando vuole, io sono qui, e come vede parlando di Guzzi non ci si accorge nemmeno del tempo che passa.<br \/>\nChiamo mia moglie e l&#8217;accompagniamo alla sua moto, \u00e8 sempre un piacere vedere partire una Moto Guzzi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sangue Rosso Guzzi di Goffredo Puccetti. Intervista a Monsieur Guzzi: Charles Krajka Foto: Massimo Viegi (Ledzep) 2006 e Archivio Krajka, grazie a Christian Guislain Tema: Descrivere il Guzzismo. Svolgimento: Impossibile. Ecco come ci sente a rileggere gli appunti dopo un pomeriggio passato a intervistare la Moto Guzzi. 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