{"id":4466,"date":"2015-07-01T13:38:16","date_gmt":"2015-07-01T13:38:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.animaguzzista.com\/?p=4466"},"modified":"2015-08-10T21:03:59","modified_gmt":"2015-08-10T21:03:59","slug":"verso-sud","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.animaguzzista.com\/?p=4466","title":{"rendered":"Verso sud"},"content":{"rendered":"<p>di nedo<\/p>\n<p>\u201cCambio direzione vado verso sud\u201d. Scrivevo un tempo quando sognavo di mollare tutto e sperdermi \u201cnei mari del sud\u201d. Come se si potesse semplicemente cambiare vita cambiando luogo. Ma come diceva Lello Arena nel film Ricomincio da tre, \u201cuno sa che cosa lascia, ma non sa! Che cosa trova!\u201d.<br \/>\nNe avevo le palle piene. Di tutto, anche di me stesso. Su un foglio sulla scrivania a lavoro avevo fatto un elenco di luoghi verso i quali andare per togliermi un po\u2019 fuori dai coglioni da questo ginepraio di scazzi che la vita si diverte a mettere sul cammino di ognuno di noi.<br \/>\nIn cima all\u2019elenco la Normandia, subito sotto la Sicilia. L\u2019occasione si presenta \u201cuozappando\u201d con il Califoggiano (Fabio) una sera, il quale ha in progetto di scendere in Sicilia lungo costa col nuovo falcone (!).<br \/>\nE cos\u00ec in una assolata mattina di tarda primavera dirigo le mie ossa a cavallo della mia amata in direzione ostinata e contraria: sud profondo dove non avevo mai osato scendere.<\/p>\n<p>A dire il vero il viaggio in buona parte \u00e8 motociclisticamente parlando, noioso. No, non per l\u2019andatura che il Califoggiano va pi\u00f9 forte di me anche col monocilindrico, ma per le strade abbastanza dritte, trafficate soprattutto intorno Roma. Comincio a godere sotto al promontorio del Circeo: da l\u00ec in poi mi appare un\u2019Italia che non mi aspettavo, piena di luoghi dove mi garberebbe fermarmi per un po\u2019: Terracina, Sperlonga, Gaeta\u2026poi saltiamo Napoli prendendo l\u2019autostrada e ci fermiamo a Paestum per la prima tappa. Il secondo giorno riprendiamo da Castellabbate, lungo costa passando da luoghi incantevoli che ci hanno stoppato una miriade di volte rallentando il cammino. Ma ogni sosta valeva la pena e gi\u00f9 attraverso Pisciotta, Marina di Camerota, Sapri, Maratea dove ci facciamo una pausa pranzo con bagno in una spiaggia di ghiaia esagerata. Sarei vicino al Nirvana se non fossero per un paio di tette ignude che mi turbano\u2026<br \/>\nCalifoggiano ha bisogno di stabilire un piano: dove arriviamo? Io no, non ho quel bisogno. Non me ne fotte un cacchio della meta; potrei decidere di andare ovunque o di fermarmi per sempre l\u00ec. Ma siccome sono in debito di riconoscenza verso Fabio, mi adeguo (o cerco di adeguarmi) alle sue scelte. E allora inizia una lunga rincorsa, complici le strade per lo pi\u00f9 dritte e con poco traffico, lungo la Calabria per arrivare in Sicilia. Intravedo Praia a mare, Scalea, Diamante, Paola, Amantea. Poi addirittura Marina di Palmi per un errore di \u201cnavigazione\u201d, quindi Scilla ed infine nel tardo pomeriggio Villa S. Giovanni dove ci imbarchiamo per la Sicilia.<\/p>\n<p>Messina ci accoglie stracolma di traffico e giovent\u00f9. Guido cercando di non distrarmi, ma i troppi culi e la stanchezza mi portano ad accumulare l\u2019ennesimo distacco dal Califoggiano. Stiamo puntando a sud verso Catania ma \u00e8 tardi ed appena fuori Messina ci mettiamo alla ricerca di un luogo per la notte. A Capo Scaletta fermiamo un signore in una piazzetta. La buona sorte vuole che sua cognata abbia un agriturismo \u201cnella campagna\u201d a due chilometri salendo su da l\u00ec. Saliamo per una stradina piena di brecciolino che sembra un serpente raggomitolato ed arriviamo in un luogo magnifico con visuale sullo stretto di Messina. Sotto di noi adagiata lungo mare c\u2019\u00e8 Reggio Calabria.<\/p>\n<p>Il giorno dopo l\u2019obiettivo per me \u00e8 salire all\u2019Etna. Ma lungo la strada pioviscola e nel traffico di un paese perdo il mio \u201cCaronte\u201d. In compenso trovo le indicazioni per andare in vetta e mi diverto! O come mi diverto. Bello il tracciato e bello il fondo, curvo e piego e mi sento garoso. Su fa freddo parecchio. Dopo un po\u2019 Fabio arriva e scendiamo perch\u00e9 la pioggia sta aumentando. Pi\u00f9 sotto vaghiamo m\u00e9zzi di strizzo alla ricerca di un luogo dove pranzare ed attendere che spiova un po\u2019. Finiamo in un ristorante dove festeggiano un paio di comunioni. Ci piazzano in una saletta con tv e ci guardiamo la motogp. Mangio troppo. Non sto una sega bene. Ripartiamo direzione Ragusa per strade interne veloci e piacevoli. Voliamo. L\u2019obiettivo \u00e8 Kamarina dove Sweetly Brutal ha prenotato per noi una stanza per quella notte dentro uno dei residence utilizzati dalle Aquile dell\u2019Etna. Il gruppo siciliano ha organizzato il raduno di area mediterranea del MGWC e noi cogliamo l\u2019occasione per fare un saluto. E cos\u00ec giungiamo nel tardo pomeriggio al raduno. C\u2019\u00e8 una bella aria, tante belle Guzzi e rigorosamente Guzzi e facce conosciute. Assistiamo alla serata finale del raduno. Per me \u00e8 un ambiente sostanzialmente nuovo del quale le dinamiche sono un mistero. C\u2019\u00e8 una bella aria familiare e pare strano che tutto questo possa esistere solo per la passione per una determinata marca di moto. Ma tant\u2019\u00e8.<\/p>\n<p>La mattina dopo, Califoggiano punta verso nord all\u2019appuntamento coi suoi amici per i quali \u00e8 sceso in Sicilia. Ed io proseguo da solo il mio viaggio.<br \/>\nPrima di partire mi ero documentato su quanto la Sicilia poteva offrirmi. E mi ero reso \u201cfinalmente\u201d conto di quanta ricchezza quella terra ha. Veramente \u00e8 come per un golosone entrare in una mega pasticceria e non sapere da dove cominciare. In quei casi l\u00ec o ti blocchi, o mangi alla rinfusa ci\u00f2 che ti capita a tiro. Ben consapevole di non poter vedere che una piccolissima parte dell\u2019isola, scelgo di girarla tutta alla zingara senza programmi, un po\u2019 come se fossi in volo, un motonauta nello spazio. L\u2019obiettivo \u00e8 quindi farmi un\u2019idea di massima, immaginando poi, magari in un\u2019altra vita, di tornare per visitare meglio qualche determinata zona.<br \/>\nPer cominciare mi voglio guardare i luoghi di \u201cMontalbano\u201d. Ho amato prima i libro di Camilleri poi la fiction televisiva. E cos\u00ec Punta Secca, Donna Lucata, Ragusa, Plaja Grande\u2026poi mi dirigo verso Agrigento sempre lungo costa. Zona di viticoltori e di produzione massiva di ortaggi. Trovo un gruppo di guzzisti ellenici e faccio un po\u2019 di strada con loro. Attraverso l\u2019abitato di Gela e sfioro Licata e proseguo su. Valle dei Templi, pausa pranzo, troppi turisti.<br \/>\nRiparto e seguo le indicazioni per la Scala dei Turchi. Ma non scendo dalla moto, sto ancora riflettendo su come impiegare il mio tempo in questo viaggio. Non ho ancora deciso che \u201cstrategia\u201d adottare per fare strada e nel contempo godermela. Quindi torno indietro e salgo lungo costa e passo sotto Siculiana adagiata su un colle. Nell\u2019interno tuona, c\u2019\u00e8 un temporale in corso. Il \u201cnero\u201d si sposta verso la mia direzione. Decido di spingere la mia moto ancora un po\u2019 verso ovest sperando di schivare i nuvoloni. Sciacca, Menfi e Selinunte. Stop a Selinunte. Mi giro il sito archeologico. Intanto il temporale non \u00e8 completamente schivato ma conto di avere almeno un\u2019oretta di tempo prima che venga gi\u00f9 il mondo anche qui. Quindi riparto verso Mazara del Vallo e poi Marsala ed il rischio pioggia finisce del tutto. Devo decidere dove fermarmi ma ancora \u00e8 presto. Vedo Marsala imbandierata per la festa della Repubblica. Garibaldi a Marsala e la barzelletta sui carabinieri che assaggiano la benzina sono le uniche cose che la mia cpu riesce a trovare nel mio ridotto hard disk. Esco dalla citt\u00e0 e mi dirigo verso Trapani e devio per lo Stagnone dove c\u2019\u00e8 l\u2019isola (credo sia privata) dove un tempo sorgeva Mozia antica citt\u00e0 fenicia. Sullo sfondo l\u2019Isola Grande che semichiude lo Stagnone ed i molini delle saline al cala sole. Spettacolo. Riprendo il mio cammino e salgo verso Trapani cercando di trovare un posto dove dormire. Seguo delle indicazioni e capito in un albergo dentro Trapani sotto Erice.<br \/>\nIl tempo di scaricare, fare una doccia e scendo in moto al porto per cenare e guardarmi la citt\u00e0. Questa falce di terra che si insinua nel mare ha una collocazione meravigliosa: al sud la zona delle saline; davanti ad ovest le Egadi, a nord le spiagge ed il litorale che va verso S.Vito lo Capo e a est il monte dove c\u2019\u00e8 Erice. Ed ha pure tanta storia alle spalle come tutta la Sicilia, dalla preistoria ai giorni nostri passando dai fenici, romani, normanni etcetc\u2026meriterebbe almeno 3 giorni di sosta. E meriterebbero pure le Egadi e la tonnara di Favignana.<br \/>\nNon ho quel tempo a disposizione: sono un motonauta e devo muovermi.<\/p>\n<p>Cos\u00ec la mattina dopo parto presto per salire ad Erice e godermi questo luogo straordinario ed il panorama circostante. Compresa una splendida colazione con un paio di \u201cgenovesi\u201d al pistacchio e alla crema di limone\u2026dopo Erice scendo lungo la litoranea e mi imbatto nella tonnara di Bonagia. Poi punto verso S.Vito lo Capo; c\u2019\u00e8 tanta gente. Si \u00e8 fatta una certa e mi accatto un panino e mi dirigo verso una spiaggia che avevo visto arrivando. Moto a vista mi tuffo in un acqua gelida e splendida che mi ritempra e ricarica istantaneamente. Guardo la mia guzzi california poggiata sul cavalletto laterale e carica come un mulo e mi viene voglia di farci un giro. Rimonto e punto alla riserva dello zingaro. Mi godo il panorama straordinario che questo tratto di Sicilia offre. Come il giorno prima per la Scala dei Turchi, non posso fermarmi e farmi la camminata necessaria. Non me la sento di mollare la moto l\u00ec lontana dai miei occhi. Per cui riprendo la mia strada lentamente voltando il capo ovunque. Anche qua torner\u00f2 con l\u2019obiettivo di andare al mare.<br \/>\nPunto a farmi la strada interna per Alcamo saltando Palermo. Ma incoccio le indicazioni per Scopello. E che non mi faccio un caffeino a Scopello? La baia coi faraglioni \u00e8 purtroppo intasata di imbarcazioni da diporto, ma il panorama resta strepitoso. Sorvolo Castellammare del Golfo con la mega spiaggia e punto su Alcamo e Partinico. Salto purtroppo Monreale che meriterebbe invece una sosta almeno per il duomo. Mi ritrovo ai margini di Palermo e cerco di evitare l\u2019autostrada per uscire ma all\u2019altezza di Bagheria mi arrendo e mi butto sulla A19. Nella mia testa si materializza la meta di giornata: Cefal\u00f9. Ci arrivo e sono le sette di sera. Il passaggio a livello \u00e8 gi\u00f9 da almeno mezz\u2019ora e si \u00e8 creata una coda luuunga di traffico in entrata. In paese c\u2019\u00e8 un casino che la met\u00e0 basta. Varie peripezie per trovare una sistemazione; poi alla fine mi sistemo in un albergo in riva al mare. Dalla mia camera godo di uno spettacolo meraviglioso al cala sole e la mia moto parcheggiata sotto l\u00ec ci sta d\u2019incanto.<br \/>\nE\u2019 una tiepida sera di giugno. Sono sul terrazzino di camera davanti al mare seminudo dopo essermi goduto una doccia di mezz\u2019ora. Sogno una cena di pesce e magari una donna. Bussano alla porta con discrezione. Apro e mi appare Alessia la simpatica ragazza della reception con un cannolo appena fatto in un piatto\u2026vado a cena dove lei mi consiglia. Passeggio per il borgo e posso dire di essere felice. A mezzanotte sul terrazzino mi pappo il cannolo e tutto \u00e8 cos\u00ec dolce come solo quando stavo dentro il ventre di mia madre.<\/p>\n<p>It was an early morning yesterday, I was up before the dawn<br \/>\nAnd I\u2019ve really enjoied my stay, but I must be moving on<br \/>\nSupertramp, Goodbye Stranger 1979<\/p>\n<p>Parto presto. Ho in mente il Parco delle Madonie. Al santuario della Gibilmanna sono completamente solo. L\u2019aria \u00e8 tiepida e splendente e c\u2019\u00e8 tanto sole e tanto silenzio. Mi fermo l\u00ec davanti con la moto e lascio svanire le mie velleit\u00e0 spirituali nel fumo della sigaretta. Riparto e salgo. Freschino. Tracciato bello. Asfalto pessimo. Ma mi diverto cmq col cali. Non \u00e8 una moto da corsa e le buche le regge bene. Piano Battaglia, Petralia Soprana, Gangi, Sperlinga, Nicosia in provincia di Enna\u2026posti incantati che non ti aspetti. In lontananza il versante nord dell\u2019Etna, ancora innevato(?). C\u2019\u00e8 Bronte da raggiungere, ma ho un po\u2019 freddo ed ho voglia di andare al mare. Quindi attraverso il parco dei Nebrodi e torno sulla costa. Non prima di aver incontrato un cerbiatto sul ciglio della strada ed un falco ad ali spiegate e coda aperta in posizione di stallo che osserva dall\u2019alto una qualche preda. Lo colgo con lo smartphone in qualche foto purtroppo rivelatasi poi scadente e sgranata.<br \/>\nAttraverso un paese e mi faccio fare un panino in un negozietto di prodotti tipici dove c\u2019\u00e8 una ragazza strepitosa, credetemi stre-pi-to-sa (e simpatica), che mi consiglia. Sono di nuovo sulla Ss113 litoranea nord in direzione est e cerco un modo per passare oltre la ferrovia e tuffarmi nel mare blu. Spiaggia di ghiaia, non c\u2019\u00e8 nessuno. Mi spoglio e mi tuffo. Acqua pi\u00f9 calda. Nuoto e mi perdo ad osservare il fondo con la maschera dietro una scogliera. Esco ed in spiaggia sono scese quattro o cinque persone dalle villette che stanno l\u00ec. Il panino con un salume tipico dei Nebrodi e la scamorza affumicata \u00e8 strepitoso e \u201cforte\u201d. Sono di nuovo in paradiso con la moto l\u00ec sulla stradina sterrata a dieci metri da me. Poi il sole comincia a picchiare un po\u2019 troppo. Mi rituffo veloce e mi rivesto semi bagnato e riprendo il mio viaggio.<br \/>\nSaranno le 4 del pomeriggio e non so bene cosa fare. Ho varie opzioni in mente, nessuna prevale sulle altre. Quindi proseguo lungo costa fino a Capo D\u2019Orlando. Pausa e passeggiata. Il posto meriterebbe un altro bagno ma c\u2019\u00e8 vento e non \u00e8 pi\u00f9 cos\u00ec caldo. Devo decidere come tornare a casa, se prendere un traghetto a Messina o farmela come all\u2019andata. L\u2019incertezza svanir\u00e0 al porto di Messina non trovando la biglietteria aperta per fare un conto di quanto mi costerebbe il traghetto notturno per Salerno. Cos\u00ec torno in Calabria e mi fermo per la notte nell\u2019incantevole Scilla.<br \/>\nL\u2019albergo stavolta \u00e8 da battaglia. Ci sono 3 motociclisti inglesi attempati anzich\u00e9 no, che hanno spedito le loro (brutte) moto da Londra a Prato e poi sono scesi in Sicilia e ora sono di ritorno.<br \/>\nIl lungomare \u00e8 straordinario. La cena no. Scarsa qualit\u00e0 e prezzi esosi. Non comprendo che politica turistica hanno scelto da queste parti. Dubito che sia la via giusta quella di fregare i turisti.<\/p>\n<p>La mattina dopo i 3 inglesi sono in partenza come me. Hanno due Gs ed una triumph enduro (non so che modello, ma non la tiger). Vanno a Terracina dove hanno prenotato per la notte. Io invece sono atteso all\u2019ostello di Salerno. Sono l\u00ec che carico la mia moto in garage quando i 3 mettono in moto. Che cacofonia! Due frigider ed una lavastoviglie. Credetemi soprattutto il motore Triumph emette un suono schifoso, con dei sibili e fischi che sembra ci sia uno stadio l\u00ec che disapprova! E io ho i conati di vomito ma per fortuna se ne vanno ed il suono rotondo e musicale del mio bicilindrico rimbomba nel garage e mi torna il buonumore. L\u2019aria mattutina \u00e8 fresca. Cerco di rifarmi la strada che ho fatto all\u2019andata e pi\u00f9 o meno ci riesco. A mezzogiorno ho fame e sono ad Amantea. Mi fermo ad un bar. Stanno uscendo dal forno degli arancini che rilasciano un profumo da lacrime e sbavo come un neonato. Me ne accatto un paio e riparto cercando una spiaggia. Non \u00e8 difficile trovare una spiaggia in Calabria ovviamente. Deserta poi. Stessa scena del giorno prima: moto a dieci metri coi miei vestiti sopra. Maschera, boccaglio e nuotata. Mi gusto gli arancini bevendomi una birra fresca.<br \/>\nIl tempo di annoiarmi del luogo e del sole e riparto lungo costa verso nord.<br \/>\nSosta a Praia a mare. Scendo proprio gi\u00f9 che all\u2019andata sono passato veloce. Sono l\u00ec davanti all\u2019Isola di Dino o come si chiama. C\u2019\u00e8 un bel paio di figliole stese al sole. Gelato e caff\u00e8 al bar. Il barista dice che di estate \u00e8 stracolma quasi sempre. E quasi tutti napoletani. Immagino sia il classico posto che d\u2019estate eviterei come la peste, non per i napoletani sia chiaro, potrebbero essere pure marziani sarebbe lo stesso. Odio i posti affollati.<br \/>\nMa adesso \u00e8 splendido con la sua sabbia e gli scogli scuri e la ferrovia a ridosso.<br \/>\nPer strada ci sono molti banchetti che vendono maglie e bandiere della Juventus. A dire il vero tutta questa parte del sud compresa la Sicilia, pare essere popolata da tifosi juventini. Sul ciglio della strada una mega pubblicit\u00e0 mi invita a comprare la maglia commemorativa della Juventus campione d\u2019Europa! Mi sono perso qualcosa\u2026pochi giorni fuori dal mondo e la Juve ha vinto la Champions? Non mi torna tanto. Nuvole nere nella mia testa e nuvole nere sopra la mia testa. Cos\u00ec mi accoglie la Basilicata. Pi\u00f9 su a Sapri pioggerella che mi accompagner\u00e0 lungo tutto il Cilento. Punto verso Paestum dove c\u2019\u00e8 di nuovo il sole. Quindi verso Salerno alla ricerca dell\u2019ostello che \u00e8 in pieno centro storico ed ammattisco per arrivarci.<br \/>\nIl centro di Salerno mi sorprende parecchio. La Salernitana ha vinto il campionato e tutto \u00e8 imbandierato. L\u2019ostello \u00e8 felicemente abitato da ragazzi e ragazze pi\u00f9 o meno giovani e pi\u00f9 o meno stranieri. Cena dal \u201cDuca\u201d, pizzaiolo napoletano consigliato direttamente da mio fratello, che mi spiega l\u2019arcano delle maglie commemorative juventine: vale la pena investire e provare. Se va male con le vendite di prima della partita pi\u00f9 o meno ci vai in pari. Se va bene guadagni una decina di volte quanto hai investito. Ma mi rassicura che la Juve non ha vinto la Champions.<br \/>\nDue passi in centro poi nanna che sono sfatto.<\/p>\n<p>Dormo come un sasso e parto presto. Ultimo giorno, in serata vorrei essere a casa. Ma fa caldo. Un caldo afoso terrificante. Salerno \u00e8 avvolta nella foschia e l\u2019aria \u00e8 ferma. Prendo l\u2019autostrada e volo verso Orte che \u00e8 la mia uscita preferita quando torno su da questo lato. Due ore di autostrada belle pesanti per via del caldo. Fino al giorno prima viaggiavo con giubbotto estivo e felpa sotto. Oggi starei nudo. Da Orte punto Viterbo sulla superstrada e poi devio per la Cassia ed il lago di Bolsena. Da l\u00ec Pitigliano, Manciano, Scansano e mi diverto come un bambino in quelle strade deserte, perfette di asfalto e divertenti come tracciato. Alle due pausa pranzo a Scansano nel solito luogo dove mi fermo di solito. Sono rientrato a casa mia, sulle mie strade, quelle che conosco meglio.<br \/>\nPoi variante aurelia noiosissima fino a casa.<br \/>\nQuasi 3.500 km in otto giorni. Nessun problema di nessun tipo alla mia splendida stone del 2003 che alla partenza segnava 104 mila km e rotti e all\u2019arrivo \u00e8 sopra i 108mila. Goduria pura ancora una volta\u2026io aspetto ancora che mi lasci a piedi almeno una volta. Temo che sar\u00f2 io a lasciarla ferma prima o poi, quando smetter\u00f2 questa mia carriera da motonauta.<\/p>\n<p>Gerico Benedetti \/ nedo<\/p>\n<p>Foto di <a title=\"Nedo\" href=\"https:\/\/imageshack.com\/a\/xr24\/1\" target=\"_blank\">Nedo<\/a> e <a title=\"Califoggiano\" href=\"https:\/\/picasaweb.google.com\/103038146917877039929\/InSiciliaColFalconeMinchia?feat=directlink\" target=\"_blank\">Califoggiano<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di nedo \u201cCambio direzione vado verso sud\u201d. Scrivevo un tempo quando sognavo di mollare tutto e sperdermi \u201cnei mari del sud\u201d. Come se si potesse semplicemente cambiare vita cambiando luogo. Ma come diceva Lello Arena nel film Ricomincio da tre, \u201cuno sa che cosa lascia, ma non sa! Che cosa trova!\u201d. 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