{"id":468,"date":"2010-01-16T15:04:01","date_gmt":"2010-01-16T15:04:01","guid":{"rendered":"http:\/\/5.196.224.66\/?p=468"},"modified":"2024-08-30T09:30:20","modified_gmt":"2024-08-30T09:30:20","slug":"traversata-delle-tre-americhe-in-moto-san-francisco","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.animaguzzista.com\/?p=468","title":{"rendered":"Traversata delle tre Americhe in moto &#8211; San Francisco"},"content":{"rendered":"<p>di Claudio Giovenzana<\/p>\n<p>Sono da ore su una sedia senza ruote e senza motore. Il tempo \u00e8 adatto a sedimentare pensieri e riprendere il filo con gli ultimi scritti. Giorni seduto nella sedia dello stesso bar dove mi sono guadagnato il diritto di entrare ogni mattina e chiedere \u201cil solito\u201d: una tazza di caff\u00e8 e un pezzo di torta che se va bene mi aspetta da solo un giorno, se va male anche da un paio. La cameriera dice ad alta voce il prezzo per farsi sentire dal titolare ma poi mi fa segno con le dita qual \u00e8 il \u201cprezzo amicizia\u201d che le devo. Altro piccolo traguardo dopo aver fatto amicizia parlando spagnolo.<br \/>\nLe chiacchiere diventavano spesso discorsi con la focale aperta sul mio viaggio di lungo raggio e sul suo, forse molto pi\u00f9 avventuroso, che inizi\u00f2 varcando la frontiera con gli States un anno prima. Ascolto cos\u00ec un\u2019altra storia di ricerca della felicit\u00e0, un altra fuga semicosciente verso un futuro migliore che porta i doni della novit\u00e0 e dell\u2019opportunit\u00e0 ma che costa il distacco dalle proprie radici. Cominci\u00f2 un luned\u00ec quando il fratello che viveva con lei in Messico le offr\u00ec l\u2019occasione di andare con lui negli States. Si trattava di un \u201cbiglietto di sola andata\u201d, a piedi e senza documenti, cercando di varcare uno dei confini pi\u00f9 controllati del mondo. Un confine chiamato \u201cla Grande Cicatrice\u201d sulla quale vengono uniti, con una chirurgia da dottor Frankenstein, due mondi troppo diversi. Lacrime e panico, una indecisione talmente pesante da non poterla sopportare sulle spalle, la fatidica partenza era fissata soltanto due giorni dopo. La decisione di partire le venne come un singhiozzo dopo i tanti dei giorni fatti a piangere e riflettere con la valigia mezza piena e mezza vuota che aspettava il verdetto. Inizi\u00f2 la marcia nei boschi e nelle montagne, di notte, correndo e sostando per ascoltare i rumori tra i cespugli. La paura di essere scovati e i ripensamenti mentre l\u2019ipotermia iniziava a strisciare su dai piedi e il fratello si svestiva per coprirla e le massaggiava le gambe. Arriv\u00f2 a San Francisco con un dollaro, un fratello e una sola lingua, quella sbagliata. Ci volle tempo.<br \/>\nAdesso lavora, non pu\u00f2 ancora permettersi un\u2019assistenza sanitaria ma pu\u00f2 permettersi di sorridere e di avere nuovi amici intorno. Io sono uno di questi, l\u2019ultimo arrivato. Mi d\u00e0 il numero di suo padre e mi promette che lui mi ospiter\u00e0 a Tijuana quando varcher\u00f2 la frontiera messicana. Tijuana, in una famosa canzone, f\u00e0 rima con \u201calcooldrogasessoemarijuana\u201d e probabilmente anche con tutto il corollario di malavita e povert\u00e0 che cinge il suo grande centro. Ora che ho la promessa di un tetto e un luogo dove parcheggiare la moto posso pensare di adottarla come meta futura, almeno per un p\u00f2. Questa citt\u00e0 \u00e8 la rampa di lancio per 10.000 messicani che ogni anno si preparano a lanciarsi oltre la frontiera con gli States.<\/p>\n<p>Ma torniamo a San Francisco, alle strade pazze dove passeggiamo con la macchina fotografica nascosta cercando di sfuggire agli sguardi di giocolieri, mercanti e artisti. Allegria e festa intorno al porto, marmaglia di gente che serpeggia sullo \u201cshore\u201d vicino all\u2019oceano e vicino ai gabbiani che si fanno avvicinare sino alla distanza di un braccio prima di scappare. Ci troviamo un posto al chiuso, un tazza di caff\u00e8 e due sedie imbottite, il tempo di raccontarci un p\u00f2 ancora e poi via di nuovo tra la folla cercando di avvistare le chiatte sulle quali le foche si sdraiano a prendere il sole. Torniamo con il pullman su fin sopra alle colline, lontano dalla \u201cdowntown\u201d, diventa buio. Ogni pullman di San Francisco mostra chiaramente il mix di culture e razze che ha reso famosa la citt\u00e0: afro, chino, italo, latino sono solo alcuni strati etnici che animano i quartieri. Seduti sulla panca sentiamo urlare 5 metri dietro di noi: due stanno litigando, vengono alle mani, la gente \u00e8 paralizzata, il pullman si ferma il mio sguardo cade sulla ringhiera che chiude il pilota nella sua piccola cabina. Si apre di colpo come fosse la mezza porta di un Saloon dei film western e ne sbuca fuori una donnona di colore di 100 Kg, si piazza in mezzo al corridoio passeggeri e con una voce tipo Aretha Franklin urla: \u201cc\u2019\u00e8 qualche cazzo di problema li in fondo ah? Portate il vostro culo fuori da qui che chiamo la polizia\u201d<br \/>\nAdesso dopo averla vista sono terrorizzato anche io pur essendo dalla parte dei \u201cbuoni\u201d. I due si defilano immediatamente e magari diventeranno anche amici accomunati dall\u2019esperienza con la temibile autista. La donnona riprende il suo sedile, scuote la testa e dice a bassa voce, quindi che possiamo sentirla solo fino a met\u00e0 pullman, \u201cfanculo\u201d.<\/p>\n<p>Arriviamo e la mia amica mi invita a seguirla in un locale \u201cparticolare\u201d, perch\u00e8 no&#8230; Appena entrati vengo abbracciato da un signore con uno strano accento portoghese che mi grida in spagnolo \u201cDio ti ama\u201d \u201c..ah\u201d \u201cDio ti benedice\u201d \u201cah..che devo fare?\u201d \u201cEntra e canta\u201d. Sono approdato a una comunit\u00e0 cristiana apostolica di portoghesi; la gente canta con le mani alzate, io rimango a custodire il mio angolo semipartecipe ma ad ogni modo incuriosito, in questo luogo non ci sono bisbigli e genuflessioni ma chitarra acustica e batteria, persone in piedi che dondolano nella musica con gli occhi chiusi. Arriva il momento della predica e mi trovo la mia amica a tradurmi dal portoghese in spagnolo nell\u2019orecchio sinistro, nel destro c\u2019\u00e8 la vicina di sedia che aggiunge in inglese alcuni dettagli per farmi capire il libretto che tento di decifrare. Dopo 45 minuti sono esausto, ho perso la mia lingua madre e chiacchierando in strada mescolo spagnolo e inglese come fossero un nuovo Esperanto. Conosco cos\u00ec il Ministro di questa chiesa apostolica, il secondo dall\u2019inizio del viaggio, questo non sembra fumarsi marijuana come l\u2019altro ma \u00e8 anch\u2019egli gentilissimo, amichevole e accogliente. Mi racconta del Brasile, della strada che dovrei percorrere per attraversare centinaia di km di foresta amazzonica.. poi mi da del pazzo con una pacca sulla spalla e infine mi benedice e invita a visitare la sua terra.<\/p>\n<p>Il giorno dopo mi dirigo alla comunit\u00e0 \u201cfigli di Italia\u201d giusto per salutare qualche connazionale, suono e arriva una giapponese che mi reindirizza \u201call\u2019associazione italiana\u201d di via russia. Ci vado, entro e chiedo \u201cC\u2019\u00e8 qualcuno che parla italiano?\u201d \u201cNo\u201d.<br \/>\nNon importa, parlo con il cuoco in inglese, mi racconta la storia della loro associazione, di italiano ci sono i piatti di pasta e le memorie dei loro nonni e bisnonni arrivati in America ad inizio secolo. Ma l\u2019idioma si \u00e8 perso nel tempo, qualche parola \u00e8 resistita alle censure dei loro padri che li rimproveravano quando sentivano che tra di loro \u201cnon si sforzavano di parlare la lingua del luogo\u201d.<br \/>\nSulla parete ci sono i quadri con i nomi di tutti i membri dell\u2019Associazione, sono pittoreschi perch\u00e8 associano nomi americani a cognomi italiani, sembra di leggere i titoli di coda di un \u201cmafia movie\u201d. Dal cuoco passo a parlare con Marco e da Marco alla sua intera tavolata dove vengo accolto da brindisi con calici di vino, bene. In un momento di silenzio Marco prende la parola e dice \u201cNon abbiamo abbastanza soldi per offrirti da mangiare perch\u00e8 li abbiamo investiti in stock dell\u2019Alitalia\u201d. Scoppio a ridere con tutti i commensali. E\u2019 stata una piacevole, finta, re-impatriata all\u2019italiana, chiacchiere, sorsi di vino e racconti tra le nostre due nazioni amiche. E\u2019 il mio turno di parola, inizio ripetendo quasi a memoria i primi 10.000 km di strada, il Canada e le frontiere, i miei viaggi in Centro e Sud America come \u201cbackpackers\u201d e ora la nuova attraversata da confine a confine su gomma, con il mio \u201cferro\u201d..ecc..ecc. Poi entriamo nello specifico, recupero un dettaglio non trascurabile: \u201cla felicit\u00e0\u201d. Spiego il progetto del viaggio e l\u2019intento di raccogliere storie che possano disvelare le forme culturali o soggettive di questa strana parola, felicit\u00e0, che tutto e niente pu\u00f2 indicare ma che spesso \u00e8 molto pi\u00f9 presente nei copioni di vita delle persone di quanto non lo sia in quelli di Hollywood. Cosi il viaggio da frontiera a frontiera diventa anche un viaggio da storia a storia, da \u201chistory a history\u201d ma anche da \u201cstory a story\u201d.<br \/>\n\u201cSounds good\u201d dice uno di loro e dopo poco mi passa per telefono una giornalista americana di San Mateo che mi intervista per 10 minuti. Finita intervista e pasta lascio l\u2019associazione con la pancia piena promettendo a tutti che sarei passato a salutare prima di lasciare la citt\u00e0. Torno dal pastore della chiesa apostolica a salutare anche lui, ma non ho scampo, un attimo dopo essere entrato inizio ad attaccare bottone prima con i suoi amici e poi privatamente con lui, seduti come commilitoni sui gradini di quello che costituisce il loro spartano altare di fronte a un centinaio di sedie vuote.<br \/>\nMi da il suo numero di telefono, la mail e inizia a disegnarmi su un volantino della sua associazione una mappa geografica del Brasile, mi spiega dove passare via terra e dove no, come comportarsi con un anaconda e come non sottovalutare un piranha lungo anche solo 5 cm. La \u201ccarretera\u201d dal Venezuela infatti entra nella foresta amazzonica per mille km prima di incontrare una strada asfaltata percorribile. Tengo a mente tutto e quello che la mente non tiene viene appuntato sul foglietto patinato che inizia a riempirsi di sagome dei paesi sudamericani.<br \/>\nNon so grazie a quale calamit\u00e0 naturale o psicologica ma ogni posto che vado \u00e8 una religione che trovo, cosi \u00e8 stato a Cuba quando mi trovai \u201cscelto\u201d da un Santero per una cerimonia in mezzo a un cerchio di 30 persone in una periferia di Santiago, cos\u00ec \u00e8 stato in Africa quando sono stato ospitato da due donne musulmane e ancora a Thunderbay, in Canada, nella casa del Ministro che cercava di dimostrarmi come un versetto della Genesi contenesse un invito al consumo di marijuana.<br \/>\nBe, parlando di felicit\u00e0 il pastore mi consegna gli indizi per una bella storia.<br \/>\nHo solo un nome parziale e con questo inizio le mie ricerche su internet, dopo aver sfogliato pagine finalmente trovo quanto cercavo:<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/5.196.224.66\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Traversata-delle-tre-Americhe-in-moto-San-Francisco-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" td-modal-image aligncenter wp-image-475 size-thumbnail\" src=\"http:\/\/5.196.224.66\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Traversata-delle-tre-Americhe-in-moto-San-Francisco-1-150x150.jpg\" alt=\"Traversata delle tre Americhe in moto - San Francisco 1\" width=\"150\" height=\"150\" srcset=\"http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Traversata-delle-tre-Americhe-in-moto-San-Francisco-1-150x150.jpg 150w, http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Traversata-delle-tre-Americhe-in-moto-San-Francisco-1-300x300.jpg 300w, http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Traversata-delle-tre-Americhe-in-moto-San-Francisco-1-100x100.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a><\/p>\n<p>La storia del Team Hoyt.<br \/>\nDick Hoyt si accorse presto che suo figlio nascituro aveva qualcosa che non andava, i medici diagnosticarono un problema cerebrale dovuto a una carenza di ossigeno; il destino per la medicina era segnato e alquanto negativo. Il padre per\u00f2 non si rassegn\u00f2 a lasciarlo in un istituto, lo prese con s\u00e8 e inizio a costruirgli un interfaccia per comunicare attraverso un computer con i movimenti della testa. Dopo anni le prime parole digitali di Rick, dopo aver visto una partita di hockey, furono \u201cGo!!\u201d. Dick prese questo come un segno della predilezione del figlio per lo sport e inizi\u00f2 a portarlo con s\u00e8 nelle sue sessioni di jogging spingendolo sulla carrozzina. L\u2019allenamento e la passione crebbero, Rick attraverso il computer diceva che \u201canche se sono disabile correre con mio padre mi fa sentire vivo\u201d, iniziarono le prime gare, le prime lunghe distanze. Il padre spingeva la carrozzina del figlio per miglia e miglia, lo portava su una bicicletta speciale per partecipare alle gare di Triathlon e lo trainava in un gommone legato alle spalle quando nuotava. Nel 1992 percorsero insieme 3.735 miglia tra bici e corsa lungo gli Stati Uniti per 45 giorni, ad oggi hanno partecipato a 229 Triathlon e 66 maratone. Quando chiesero a Rick cosa avrebbe voluto regalare a suo padre rispose \u201cvorrei far sedere mio papa sulla sedia e spingerlo almeno una volta\u201d.<br \/>\nArchivio mentalmente questa storia insieme a quella di Terry Fox, Ken, Maureen e Sue che vi ho raccontato nei post precedenti. Interessanti le cose che le persone fanno per cercare la felicit\u00e0 vero?<\/p>\n<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-468 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail'><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='http:\/\/www.animaguzzista.com\/?attachment_id=474'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Traversata-delle-tre-Americhe-in-moto-San-Francisco-5-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"Traversata delle tre Americhe in moto - San Francisco\" srcset=\"http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Traversata-delle-tre-Americhe-in-moto-San-Francisco-5-150x150.jpg 150w, http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Traversata-delle-tre-Americhe-in-moto-San-Francisco-5-300x300.jpg 300w, http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Traversata-delle-tre-Americhe-in-moto-San-Francisco-5-100x100.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='http:\/\/www.animaguzzista.com\/?attachment_id=473'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Traversata-delle-tre-Americhe-in-moto-San-Francisco-2-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"Traversata delle tre Americhe in moto - 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