{"id":479,"date":"2010-01-16T15:13:19","date_gmt":"2010-01-16T15:13:19","guid":{"rendered":"http:\/\/5.196.224.66\/?p=479"},"modified":"2024-08-30T09:28:47","modified_gmt":"2024-08-30T09:28:47","slug":"traversata-delle-tre-americhe-in-moto-santa-monica","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.animaguzzista.com\/?p=479","title":{"rendered":"Traversata delle tre Americhe in moto &#8211; Santa Monica"},"content":{"rendered":"<p>di Claudio Giovenzana<\/p>\n<p>Da San Francisco a Santa Monica sono 600 km, diverse ore in sella con due possibilit\u00e0: o la strada costiera o la direttissima.<br \/>\nScegliere la strada pi\u00f9 veloce non sempre significa stancarsi meno. Viaggiare due ore in pi\u00f9 mantenendo i 90 km orari in mezzo a un paesaggio mozzafiato pu\u00f2 essere meno stancante di correre 40 km pi\u00f9 veloce su una highway per meno tempo. Hai meno vento contro e pi\u00f9 coinvolgimento con il paesaggio circostante, l&#8217;esperienza della moto si distingue maggiormente su questo genere di percorrenze. La costa di Santa Lucia misura 80 miglia, forse 90, \u00e8 fatta di curve adiacenti a pini marittimi e scogliere. L&#8217;odore della salsedine mescolato alle resine dei pini vale da solo la scelta di abbandonare la highway, mi inebrio con respiri profondi e mi immagino che se una persona mi chiedesse ora da dove provengo gli direi fieramente &#8220;Io sono l&#8217;uomo che viene dall&#8217;altro oceano&#8221;. Dall&#8217;atlantico al pacifico sono passati tanti giorni e tanti km, storie che a raccontarle si riempirebbero tranquillamente serate intere tra amici.<br \/>\nE sono solo all&#8217;inizio. Fantastico.<br \/>\nGli ultimi giorni a San Francisco sono stati un recupero dell&#8217; &#8220;anima pantofola&#8221; e una perdita momentanea dell'&#8221;anima del viaggiatore&#8221;, troppo tempo inchiodato al computer, troppi contatti con riviste e periodici, troppa amarezza e frequente la sensazione di non cavarne un ragno dal buco ma di essere invece preso per i fondelli. Fatte salve ovviamente alcune persone che hanno dimostrato partecipazione concreta, anche nei fatti, al mio viaggio. All&#8217;incirca il 5% di quelli contattati tramite mail e il 10% di quelli contattati tramite telefono.<br \/>\nPreparare la moto \u00e8 stato come uscire da un sonno letargico pieno di sogni non sempre belli. Una notte ho sognato Giorgio Bettinelli, non mi ricordo il contenuto del sogno, a giudicare dall&#8217;agitazione era forse una sorta di anticipazione onirica della sua morte che mi \u00e8 stata comunicata tre giorni dopo per mail. Al ricevimento della notizia le lacrime prima e poi una sorta di &#8220;effetto rimbalzo&#8221; che ha messo a tutta forza la sala macchine facendomi desiderare di nuovo la strada. L&#8217;idea che nasceva in quella vampata di desiderio e movimento interiore, dopo la triste notizia, era raccogliere il testimone da lui lasciato e iniziare a correre. O almeno continuare per un p\u00f2 in una staffetta simbolica dove venderesti l&#8217;anima al demonio pur di correre il tuo maledetto pezzo, viverlo, assaporarlo e raccontarlo. E cos\u00ec giorni dopo alzo finalmente il culo piatto dalla sedia e inizio a cinghiare zaino e tenda sulla schiena del ferro che si desta anch&#8217;esso con il suo fare da &#8220;monocilindrico&#8221; pigro. Quando dopo pochi secondi anche l&#8217;altra met\u00e0 di motore si accende non rimane che dare gas e allontanarsi.<br \/>\nAttraverso un banco di nebbia e pioggerella che dura tutta la costa, il paesaggio \u00e8 ugualmente bello e percorrerlo \u00e8 una piccola goduria. Arrivo a Santa Monica che \u00e8 buio, mi fermo in un parcheggio e aspetto l&#8217;arrivo di Todd, fondatore di Guzzitech, il sito maggiorente frequentato dai Guzzisti americani. Arriva su una jeep e ci abbracciamo senza convenevoli. Sar\u00f2 ospite in casa sua per qualche giorno, con lui la sua compagna e i due figli di lei, gente a posto, gente della california meno vulnerabile alla frenesia della Est coast, forse perch\u00e8 temperata nel carattere dalla continua esposizione al sole, senza inverni depressivi.<br \/>\nI giorni sono trascorsi pi\u00f9 rapidamente che a San Francisco, sono riuscito a indaffararmi facendo il tagliando alla moto nell&#8217;officina- garage di Todd.<br \/>\nCambio degli oli, filtro olio e combustibile, registrazione valvole e la sostituzione del rubinetto della benzina con uno meccanico pi\u00f9 affidabile. Il vecchio casco mi lasciava un punto rosso costante sulla fronte e mi faceva perdere capelli quotidianamente. Ne ho comprato un&#8217;altro, pi\u00f9 comodo e leggero. La borsa da serbatoio che stava insieme con le spille da balia \u00e8 stata anch&#8217;essa rimpiazzata con una pi\u00f9 robusta. Invece i pantaloni antipioggia con la lampo rotta e &#8220;l&#8217;infiltrazione facile&#8221; con un paio a corpo unico pi\u00f9 leggero e senza cerniera. Ho comprato uno scotch nero robusto e ho iniziato ad avvolgere quasi ogni parte cromata della moto facendola diventare decisamente pi\u00f9 brutta e apparentemente danneggiata: non mi piace luccicare nel terzo mondo. Attiro abbastanza l&#8217;attenzione per una serie di motivi e non ne voglio aggiungere altri. Con Todd siamo andati a un motoraduno e infine su e gi\u00f9 per colline di Malibu, una volta abbiamo fatto una discesa di 5 minuti a motore spento che sembrava di condurre a vela. La moto di Todd \u00e8 il medesimo modello della mia ma leggermente &#8220;riveduta&#8221;: condotti scarico valvole centralina ed estetica sono stati personalizzati con il risultato di 90 cavalli alla ruota e un look fantastico. Non c&#8217;\u00e8 verso di starle dietro anche perch\u00e8 Todd nella guida sportiva non conosce molti rivali. Quando aveva due anni con il suo triciclo si \u00e8 buttato gi\u00f9 dalle scale che portavano in cantina, dopo aver rotolato sino a rovinare sul pavimento la prima cosa che gli \u00e8 uscita dalla bocca \u00e8 stata &#8220;Ancora!!&#8221;<br \/>\nRimaneggiando un&#8217;espressione di Bettinelli io mi considero un &#8220;guzzista di lungo raggio&#8221; perci\u00f2 accantono la guida sportiva e mi concentro sulla lunga gittata. Verr\u00f2 lasciato solo a casa con i figli per qualche giorno, poi anche loro se ne andranno, trascorrer\u00f2 da solo l&#8217;ultimo giorno approfittando dell&#8217;ultima connessione &#8220;facile&#8221; a internet per cercarmi articoli e documenti.<\/p>\n<p>La mattina della partenza compro una guida e una mappa del Messico e parto per attraversare la &#8220;grande cicatrice&#8221;.<\/p>\n<p>MESSICO<\/p>\n<p>&#8220;Quanto costa questo orecchino?&#8221;<br \/>\n&#8220;10 dollari.&#8221;<br \/>\n&#8220;Ah ah, buona questa, guarda che non sono un &#8220;gringo&#8221;&#8221;<br \/>\n&#8220;Ah vedo che sai come si tratta&#8230; &#8221;<br \/>\n&#8220;Si un poco, perch\u00e8 non facciamo in pesos ok?&#8221;<br \/>\n&#8220;Ok, ti faccio 60 pesos&#8221;<br \/>\n&#8220;No no, posso darti 20&#8221;<br \/>\n&#8220;50&#8221;<br \/>\n&#8220;40&#8221;<br \/>\n&#8220;No 50&#8221;<br \/>\n&#8220;ok va bene 50 la coppia&#8221;<br \/>\n&#8220;guarda che 50 \u00e8 il prezzo per uno solo&#8221;<br \/>\n&#8220;ahh.. io pensavo per due&#8230; senti ti d\u00f2 30 per uno solo&#8221;<br \/>\n&#8220;no no.. senti facciamo 45 per tutti e due, ok?&#8221;<br \/>\n&#8220;ok&#8221;<br \/>\nE cos\u00ec da 10 dollari (120 pesos) per un orecchino pago 45 per due, un sesto del prezzo di partenza per la coppia. Questo \u00e8 ci\u00f2 che mi tocca fare, a volte con gran piacere e a volte meno, nei mercati dei paesi meno modernizzati. In queste realt\u00e0 la strada diploma gli individui meglio che la scuola e i mercati sono le prime universit\u00e0. Non \u00e8 solo il luogo degli affari ma anche di perle di cultura e folklore, una palestra per i modi di fare e una vetrina per vedere il bello e il brutto come il vero e il falso. Anche questo \u00e8 Messico, &#8220;l&#8217;altra parte del confine&#8221;, il nemico-amico degli States. Appiccicato come un gemello monozigote condivide interessi commerciali e giochi economici dove per\u00f2 quelli che &#8220;stanno sopra&#8221; sono sempre gli Stati Uniti.<br \/>\nArrivo la notte a Tijuana, tanto per cambiare, il cellulare non funziona e non riesco a contattare Juan, cerco a spanne di trovare il suo indirizzo chiedendo tra chioschi che vendono &#8220;birri&#8221; avvolti nell&#8217;odore delle carni e delle spezie. Trovo la strada dopo qualche tentativo alla cieca e qualche indicazione approssimativa. Conosco cos\u00ec Juan, gentilissimo, mi mette subito a mio agio e mi offre un letto degno di questo nome e il bagno per la doccia.<br \/>\nIniziano a cambiare i connotati esterni e interni delle case: portoni arrugginiti e intonachi scrostati, cortili polverosi con materassi e cianfrusaglie accatastate. Mi sento bene, \u00e8 questo il mondo che cercavo, la povert\u00e0 che risalta sostanza e semplicit\u00e0, le superfici rovinate e la polvere danno pi\u00f9 smalto alle persone e agli incontri. Ci sar\u00e0 tempo per contemplare la bellezza della natura ma per il momento ho solo occhi per un mondo cos\u00ec diverso e affascinante. Lo stesso che visitai tre anni prima per poche settimane con lo zaino in spalla. Ora ho il tempo che voglio e una moto per andare dove voglio. Inizio concretamente dal bagno di casa sua.<br \/>\nLa luce si accende avvitando la lampadina, le cucrachas con sei zampette e due antennine seguono i loro percorsi sulle pareti, non fanno male a nessuno.<br \/>\nLa doccia \u00e8 del modello: &#8220;Scegli la tua morte&#8221;<br \/>\nBusta A: giri una manopola e muori ibernato da un getto assomigliante a una stalagmite che si protunde fino a intrappolarti in una prigione di ghiaccio.<br \/>\nBusta B: giri l&#8217;altra manopola e muori bruciato da un getto di acqua a 90 gradi.<br \/>\nLe manopole non sono contrassegnate altrimenti tutti sceglierebbero l&#8217;ibernazione.<br \/>\nCon la delicatezza e il polso di uno scassinatore di cassaforte si tratta di trovare la combinazione giusta per un flusso d&#8217;acqua di umana sopportazione. Trovare il flusso giusto dopo 2 giorni senza doccia \u00e8 come per il surfista cavalcare l&#8217;onda perfetta.<br \/>\nDopo un paio di ustioni superficiali ho successo e mi godo il mio flusso.<br \/>\nLa moto \u00e8 parcheggiata fuori. Juan mi assicura che non corre pericoli, i tre cani che ci fanno le feste quando entriamo appena ce ne andremo diventeranno tre Gargoyle impiantati a sorvegliare la propriet\u00e0. Se qualcuno dovesse entrare verrebbe assalito immediatamente&#8230; anche dall&#8217;ultimo dei tre che assomiglia a un salsicciotto semovente di due spanne. Una sera quando sono tornato da solo ho aperto il cancello e mi sono chiesto in cuor mio se i tre avessero gi\u00e0 registrato il mio odore a sufficienza per considerarmi un amico. Fortunatamente mi sono venuti incontro scodinzolando.. bene.. Il pi\u00f9 grande dei tre, sguardo triste e pelo nerissimo, si chiama &#8220;negro&#8221; che in castigliano significa semplicemente &#8220;nero&#8221;, \u00e8 affettuoso e mansueto ma per difendere il suo territtorio \u00e8 capace anche di saltare il cancello coronato da punte di ferro rischiando di sventrarsi.<br \/>\nTijuana \u00e8 pericolosa.<br \/>\nMi sveglio la mattina, accendo la televisione: questa notte sono stati 10, uno in pi\u00f9 della media. Nove secondo la classica regolazione di conti a pallettoni e uno misteriosamente trovato in scatola di montaggio in mezzo all&#8217;immondizia. Braccia, gambe e testa staccate dal tronco.<br \/>\nFaccio due passi nella Avenida Revolucion, un tempo talmente piena di turisti e militari americani alla ricerca di divertimento che non si poteva passare; i 4000 negozi aperti e il continuo movimento dentro e fuori il confine ne facevano una delle citt\u00e0 pi\u00f9 turistiche del Messico. Adesso dei 4000 negozi 2500 hanno chiuso, la gente \u00e8 preoccupata e fugge, Juan pensa che la criminalit\u00e0 attraverso una &#8220;politica del terrore&#8221; stia tentando di spopolare quartieri interi costringendo i cittadini a vendere le propriet\u00e0 a prezzi ribassati per andarsene il pi\u00f9 in fretta possibile. Molti hanno gi\u00e0 accettato di vendere la propria casa alla met\u00e0. Il sindaco dice che \u00e8 un momento &#8220;di passaggio&#8221; ma sono parole che non lasciano eco, molta gente continua a vivere con paura, io sono in una parte della citt\u00e0 relativamente sicura, su di me vegliano i Gargoyle e quando cammino per il centro ho un occhio supplementare che come una telecamera indaga i volti, gli angoli tra le strade e le penombre sotto le costruzioni pi\u00f9 alte. Si riesce sempre a essere rilassati e sereni, basta un poco di prudenza. Come in molte pericolose citt\u00e0 ci sono comportamenti che con un p\u00f2 di buon senso riducono i rischi considerevolmente. Ricordo alcuni Statunitensi e le loro raccomandazioni idiote sul saltare il messico per intero come fosse un anello di fuoco da imbucare con la moto dopo la rincorsa sulla rampa per poi atterrare in Guatemala. Per ogni paese dell&#8217;america centrale e latina ho raccolto sconsigli e diffide, purtroppo per me non ho intenzione di fare il giro d&#8217;Italia. Provo paura alcune volte ma il desiderio di vedere e conoscere prevale, non sono mai stato incosciente tuttavia.<br \/>\nOltre alla cosmetica per abbruttire la moto su questa non ci sono adesivi della bandiera a stelle e strisce, sar\u00e0 stupido ma la reputazione dei &#8220;Gringo&#8221; (&#8220;Green&#8221; riferito alla divisa verde militare &#8220;Go&#8221; come vattene a casa) non \u00e8 certo stata costruita su scambi amichevoli e cooperazione internazionale, ci sono nefandezze nella storia dei rapporti tra questi paesi che fanno accapponare la pelle, la bilancia delle colpe naturalmente non pende verso un solo Stato, c&#8217;\u00e8 sempre stata una complicit\u00e0 di alcuni individui e governi anche nell&#8217;altro. Perci\u00f2, nonostante molti luoghi e persone degli States siano stati una bellissima esperienza, non intendo caricarmi dei loro simboli nel viaggio.<br \/>\nTra parentesi: oggi ai militari statunitensi \u00e8 proibito entrare in Tijuana.<br \/>\nLe altre raccomandazioni per aumentare la propria sicurezza riguardano dove tieni i soldi, cosa ti porti in giro e dove lo metti, come cammini e in che parti della citt\u00e0.<br \/>\nI morti sono sempre collegati alla mafia locale, i turisti rischiano solo per i soldi che i loro oggetti valgono.<br \/>\nJuan lavora in un chiosco dove vende fiori, o monta e smonta ogni giorno, domenica compresa e continua a lavorarci nonostante la crisi economica abbia decimato i suoi guadagni.<br \/>\nSiamo seduti su una cassa in plastica nel parco &#8220;Torre agua caliente&#8221;, in mezzo a fiori in vendita e ai suoi conigli che scorrazzano nel prato. Parliamo e scopro una volta ancora un uomo di grande fede. Non \u00e8 la prima persona che incontro in cui la ricerca della felicit\u00e0 si mischia e confonde con i percorsi della fede. Juan \u00e8 un profondo credente; in una citt\u00e0 dove sangue e pallottole sono il bollettino quotidiano, la preghiera, il lavoro e la famiglia sono le sponde entro le quali continuare la propria vita. &#8220;La felicit\u00e0 \u00e8 come un contagocce&#8221; mi dice, non arriva mai tutta insieme, arriva a gocce che cadono nel presente, non nel passato o nel futuro. &#8220;Nella mia vita la ricerca della felicit\u00e0 \u00e8 iniziata quando ho intrapreso un cammino di fede&#8230;in carcere&#8221;.<br \/>\nUna notte del &#8217;79 lo assalirono in quattro, aveva una pistola. L&#8217;ha usata.<br \/>\nHa ucciso una persona e gli hanno dato 12 anni per pensarci sopra.<br \/>\nConobbe una monaca in carcere, le fischiava e le urlava di andarsene, questa continuava a parlare di Ges\u00f9, non si fermava, tornava spesso e parlava ancora di Gesu&#8217;. Un giorno entr\u00f2 in carcere e prima di iniziare a parlare ai detenuti scrisse una lettera e gli diede imbustata. Scoppi\u00f2 un terremoto che dur\u00f2 alcuni minuti.<br \/>\nI detenuti erano terrorizzati e stavano per precipitarsi fuori dallo stanzone. Lei url\u00f2 di rimanere dove erano che non avrebbero corso alcun pericolo. Il terremoto fini e lui venne invitato ad aprire la busta. C&#8217;era scritta l&#8217;ora esatta di inizio e di fine del terremoto e la sua intensit\u00e0 comprovata dal notiziario successivamente trasmesso in televisione.<br \/>\n&#8220;Dio mi ha detto che non ci sarebbe stato pericolo per voi&#8221; Le disse mentre lo guardava con dolcezza. Dopo 4 anni dall&#8217;inizio della condanna lo rilasciarono, non ci credeva, piangeva, rideva e sospettava uno scherzo, ma sua madre era veramente fuori dal carcere ad aspettarlo, era vero! And\u00f2 a studiare teologia a Chicago, ritorn\u00f2 in Messico e inizi\u00f2 una nuova vita.<br \/>\nMi ha invitato in chiesa ma ho rifiutato cordialmente, volevo stare a scrivere e riposare. E&#8217; stata una giornata piena, tra mercati dell&#8217;artigianato, mostre di fotografia e passeggiate nel centro. Il giorno seguente \u00e8 il mio compleanno, il primo della mia vita lontano da tutto e tutti, non fa cos\u00ec male come sembra. Qualche telefonata e ci si riannoda affettivamente a chi sta lontano. Fa pi\u00f9 male per\u00f2 passarne la met\u00e0 tra uffici doganali per cercare di ottenere timbri sul passaporto e documenti di importazione. Cercando il timbro di uscita dagli states mi dirigo alla frontiera statunitense insieme a una fila di messicani, uno che st\u00e0 due persone avanti a me dopo il controllo dei documenti viene appoggiato al bancone e ammanettato. Dopo un minuto tocca a me, l&#8217;agente mi perfora con lo sguardo senza sbattere le palpebre una volta soltanto, e io a cercare di farle capire che non sto cercando di entrare negli States ma solo di ottenere un cazzo di timbro per dimostrare che sono uscito prima che scada il permesso. Non hanno timbri di uscita ma solo di entrata e quindi un agente mi accompagna contro la corrente della folla indietro verso il messico. Sistemo tutto quando faccio l&#8217;importazione temporanea del veicolo, finiscono cos\u00ec i problemi per me e iniziano quelli della moto:<br \/>\n&#8220;Motoguzzi California&#8221;<br \/>\n&#8220;Moto que???&#8221;<br \/>\n&#8220;Motoguzzi&#8221;<br \/>\n&#8220;te pongo como marca &#8220;otro&#8221; porque no hay motogusi en la computadora&#8221;<br \/>\n&#8220;Esta bien&#8221; &#8211; sti ca..<br \/>\nE poi<br \/>\n&#8220;los numeros de titulo no corresponden&#8221;<br \/>\n&#8220;mire que no hize nada a la moto!! es original! &#8221;<br \/>\nTorno a casa e ritorno con la moto per dimostrare che i numeri di telaio sono gli stessi che sul libretto. Ottengo il documento.<br \/>\nVado a comprarmi una torta per festeggiare il compleanno con Juan, la sua compagna e un ragazzo di strada che vive con loro e dorme nel terrazzo.<br \/>\nC&#8217;\u00e8 l&#8217;usanza di mordere la torta per intero, cosi immergo la faccia dentro e do inizio al festeggiamento&#8230;e buon compleanno a me! Sono 29 e sono sereno, tanta strada da fare e tanta soddisfazione di aver mollato il canovaccio che vivevo prima di partire, per tanto tempo o per poco dipende da troppi fattori per parlarne ora. Penso solo a mandar via idee troppo complicate per un compleanno e a mandar su gli zuccheri con la torta.<br \/>\n&#8220;Happy Birthday Asshole&#8221; mi scrivono Ken e Maureen dal Canada.<\/p>\n<p>Raggiungo con la moto carica il giardino centrale a tijuana dove Juan ha il suo chiosco di fiori. Ogni giorno arriva con la sua jeep arrugginita e ne estrae tavolo, ceste di plastica, secchi e fiori, monta tutto in 10 minuti e libera i suoi conigli nel prato per farli mangiare. E&#8217; il momento di andarsene. Ci abbracciamo e lo ringrazio sentitamente per l&#8217;ospitalit\u00e0, ci auguriamo di rivederci un giorno e prima che me ne vada mi consiglia di richiamarlo non appena raggiunger\u00f2 Guadalajara, metter\u00e0 qualche buona parola per farmi ospitare da alcuni suoi amici.<br \/>\nMi allontano da Tijuana e inizio a entrare nel deserto, la strada che percorre la bassa california \u00e8 una sola, la seguo per qualche centinaia di km fino a sera, seguo le indicazioni per un hotel in riva al mare, la strada che vi porta diventa un viale delimitato da file di palmeti una per lato della carreggiata. Suona lusso sfrenato e invece in fondo vi trovo alcune roulotte e due cani che si lanciano abbaiando ai lati della moto, uno persino davanti alla ruota. Continua a correre a un metro dal pneumatico anteriore sino a costringermi a fermarmi. A piedi raggiungo la prima roulotte e guardandomi intorno vedo che l&#8217;hotel non \u00e8 altro che una costruzione scheltetrica in cemento poco pi\u00f9 alta delle fondamenta. Alle roulotte chiedo se posso fermarmi a piantare la tenda e la risposta \u00e8 &#8220;dove vuoi gringo&#8221;. Puntualizzo che non sono un gringo e che ringrazio molto per l&#8217;ospitalit\u00e0, mi piazzo a 30 metri dalla spiaggia, prendo la moto e vado a cercarmi un posto dove mangiare qualcosa. Scorgo una piccola roulotte al lato della strada polverosa, sterzo e parcheggio di fronte, scambio quattro chiacchiere con la signora ai fornelli e ordino un paio di tacos con gamberoni. Compro tre lattine di coca cola da regalare ai messicani che mi hanno ospitato sulla spiaggia, saluto e me ne vado. La notte inizia in mutande e finisce con il pile. Mi sveglio alle quattro di mattina con quel brivido costante a fior di pelle che ricorda il canada&#8230; non me lo aspettavo dal Messico! E&#8217; colpa del vento che corre lungo l&#8217;oceano atlantico sino a raffreddarsi e ventilare le coste con una brezza fresca che dura tutta la notte.<br \/>\nMi copro e mi faccio le ultime ore rotolandomi nel sacco a pelo facendo un kamasutra di posizioni per trovare quella perfetta senza torcicollo. La mattina me ne vado e continuo lungo la &#8220;1&#8221; attraversando diversi posti di blocco, i militari si piazzano in punti privi di asfalto e con qualche manichino e qualche cono di plastica indirizzano le machine verso un posto di vedetta. Non attiro particolarmente il loro interesse e mi lasciano andare. Nei primi posti di blocco erano in tuta mimetica .. poi con il crescere della temperatura avvicinandosi al mar di cortes li trovo gocciolanti di sudore in pantaloncini e t-shirt. Faccio benzina pochi km pi\u00f9 avanti e scorgo un cartello che indica &#8220;prossimo rifornimento 320 km&#8221; !!! Credevo il problema rifornimenti fosse passato con il Canada ma a quanto pare ho da attraversare quasi tutto il deserto di V. prima di trovare una nuova pompa. Dovrei riuscire ad arrivare &#8220;dall&#8217;altra parte&#8221; se non esagero con la manetta, trotterello a 90 all&#8217;ora e dopo ore e ore mi fermo finalmente in una pompa di benzina. Quando mi avvicino c&#8217;\u00e8 qualcosa di strano.. Ci sono le insegne ma sotto il tetto enorme in cemento armato non ci sono pompe.. ci sono bidoni arrugginiti con rifiuti bruciati. Incontro un uomo con il sombrero poco lontano e gli compro a 50 pesos 5 litri di benzina. Riprendo la marcia e mi fermo esausto a mangiare in un piccolo bar nel mezzo del nulla, ci sono tre americani dentro e uno di questi sgrana gli occhi al vedermi arrivare con una motoguzzi. Appena mi fermo mi viene incontro, &#8220;\u00e8 la prima che vedo qui.. anche io ne ho una&#8221; Mi presenta i suoi due amici e mi racconta delle spiagge di Loreto, a un paio di giorni di strada, proprio dove loro hanno una casa e proprio dove io sono diretto. Mi lascia su un biglietto qualche indicazione per raggiungerla e mi promette ospitalit\u00e0, perfetto! Li saluto, finisco il mio tacos e quando chiedo di pagare scopro che lo hanno fatto loro per me, mi sdebiter\u00f2 tra qualche giorno, che sorpresa! Seguo le indicazioni per una spiaggia, sta facendo buio e sono solo le 6 di sera, all&#8217;imbrunire ho percorso qualche km di quello che rimane della carreggiata arsa dal sole e sparpagliata in manciate di pezzi d&#8217;asfalto. Mi stufo e 100 metri dopo l&#8217;ultimo lampione chiedo a un signore di lasciarmi piantare la tenda fuori dalla sua propriet\u00e0, detto fatto. Mi godo un tramonto meraviglioso nel mezzo del deserto, poi crollo in tenda. Mi sveglio in un paio d&#8217;ore, guardo l&#8217;orologio e sono solo le 20.30, mi metto a leggere le ultime pagine stampate sugli Stati Unti Messicani e poco altro. Dormo e mi sveglio insolitamente presto. Alle 8.30 sono gi\u00e0 in sella, ottimo, potr\u00f2 percorrere tanta strada oggi. Imbocco di nuovo la carretera distrutta per ritornare sulla &#8220;1&#8221;. Scorgo una stradina insabbiata che scorre a lato, sembra pi\u00f9 morbida e percorribile, abbandono quella che sto percorrendo sterzando dolcemente. Il bordo della strada si infossa in cumuli di sabbia, la ruota anteriore scivola e mi ritrovo per terra. Poco male, succede a cadenza settimanale ormai, sono abbonato. Alzo il ferro e mi accorgo della sorpresa: l&#8217;aggancio di metallo della borsa laterale nell&#8217;urto con la sabbia si \u00e8 spaccato, la borsa \u00e8 al suolo. Con una cinghia l&#8217;assicuro al telaio e continuo sino a raggiungere il mio primo caff\u00e8 dopo tre giorni, \u00e8 li nel bar che mi aspetta. Con un p\u00f2 di liquidi in corpo riesco a ragionare, adesso si tratta di riparare la borsa. Mi cercher\u00f2 un ferramenta nella prossima citt\u00e0. Riparto ma mi accorgo che i guanti mancano all&#8217;appello, ritorno nella strada schifosa e la ripercorro sino a ritrovarne uno insabbiato, faccio dietrofront e trovo accartocciato anche l&#8217;altro. Adesso la mia armatura \u00e8 al completo. Parto. A Guerrero Negro dopo un altro posto di blocco militare faccio staffetta tra negozietti &#8220;riparatutto&#8221; costruiti sotto lamiere arroventate dal sole. Smontando pezzi di stereo un ragazzo mi trova tre viti della dimensione giusta. Torno dal meccanico al quale avevo lasciato il ferro ma nel frattempo aveva gi\u00e0 riparato l&#8217;aggancio con tre viti della giusta misura saltate fuori da qualche parte. &#8220;Sono 100 pesos&#8221; &#8220;naa.. facciamo 50&#8221; Mi svuoto le tasche con monetine messicane, quarti di dollaro e un paio di dollari canadesi. Ci salutiamo dopo esserci fumati una sigaretta e aver fatto due chiacchiere accovacciati all&#8217;ombra in mezzo ai rottami. Il sole \u00e8 cocente, anche guidando a 100 all&#8217;ora il vento sembra solo aggravare l&#8217;equilibrio termico, anche il ferro ci mette del suo e mi scarica sulle gambe la sua brezza a 60 gradi, sono costretto a guidare con le ginocchia all&#8217;infuori, i piedi talvolta appoggiati sui paramotori talvolta al bordo estremo delle pedane. Altro posto di blocco, stavolta in mezzo a cactus impennati come antenne, militari in tenuta quasi da mare mi perlustrano con cenni del capo e chiedono da dove provengo e dove vado. &#8220;Sud America?!!&#8230;andale andale!&#8221;.<br \/>\nArrivo in un piccolo paesino sulle costa del mar di cortes, mi trovo per 5 dollari un posto dove mettere la tenda e una doccia. Ho dimenticato ancora l&#8217;asciugamano!! Mi asciugo con la maglietta, questa volta la scelta cade su quella Guzzitech, regalatami una settimana f\u00e0 da Todd. Dopo due giorni e mezzo senza acqua corrente mi trovo fresco come una rosellina, nel bar mi avvento su una birra e scambio quattro chiacchiere con 3 ciclisti, una coppia partita dal canada e l&#8217;ultimo dei tre, uno spagnolo, partito dall&#8217;Alaska. Mesi e mesi di viaggio senza motore sotto il sedere. Una birra in compagnia e quattro chiacchiere sul mio viaggio e sul loro. Poi \u00e8 tempo di andare a riposare di nuovo.<\/p>\n<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-479 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail'><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='http:\/\/www.animaguzzista.com\/?attachment_id=486'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Traversata-delle-tre-Americhe-in-moto-Santa-Monica-6-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" srcset=\"http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Traversata-delle-tre-Americhe-in-moto-Santa-Monica-6-150x150.jpg 150w, http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Traversata-delle-tre-Americhe-in-moto-Santa-Monica-6-300x300.jpg 300w, http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Traversata-delle-tre-Americhe-in-moto-Santa-Monica-6-100x100.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 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landscape'>\n\t\t\t\t<a href='http:\/\/www.animaguzzista.com\/?attachment_id=484'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Traversata-delle-tre-Americhe-in-moto-Santa-Monica-2-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" srcset=\"http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Traversata-delle-tre-Americhe-in-moto-Santa-Monica-2-150x150.jpg 150w, http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Traversata-delle-tre-Americhe-in-moto-Santa-Monica-2-300x300.jpg 300w, http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Traversata-delle-tre-Americhe-in-moto-Santa-Monica-2-100x100.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='http:\/\/www.animaguzzista.com\/?attachment_id=483'><img loading=\"lazy\" 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