{"id":517,"date":"2008-11-06T16:14:04","date_gmt":"2008-11-06T16:14:04","guid":{"rendered":"http:\/\/5.196.224.66\/?p=517"},"modified":"2015-03-24T17:03:58","modified_gmt":"2015-03-24T17:03:58","slug":"le-quattro-giornate","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.animaguzzista.com\/?p=517","title":{"rendered":"Le quattro giornate"},"content":{"rendered":"<p>di Enzo Nasto &#8220;enas84&#8221;<\/p>\n<p>Novembre 2008, non ti dimenticher\u00f2 mai. In una settimana ho fatto cose che mi hanno reso felice come poche altre volte in tutta la mia vita. E che mai scorder\u00f2. Ho aperto questo mese con l\u2019incontro Guzzifoggiano e con le sue tante belle sensazioni che ho gi\u00e0 raccontato.<br \/>\nGiusto una settimana dopo, il primo Uinterparti di Anima Guzzista, perla di una quattro giorni che di esperienze, di prime volte e di emozioni me ne ha regalate tante. Ma non voglio anticipare nulla, inizio subito il racconto\u2026<\/p>\n<p><strong>Giornata 1 \u2013 Gioved\u00ec 6 Novembre 2008<\/strong><\/p>\n<p>Alle 6.24, io e mio cugino Luigi che mi accompagna in questo viaggio, siamo nel treno che da Napoli ci porter\u00e0 a Milano, da li prenderemo un regionale per Lecco per poi arrivare a Rogeno, a casa dei nostri zii Luigi e Antonietta e di nostro cugino Paolo, che ci ospiteranno per questi quattro giorni. Questo viaggio per me ha pi\u00f9 di una meta e di uno scopo. Rappresenta anche un modo per allontanarmi dalla quotidianit\u00e0 che a volte diventa insopportabile, per lasciare lungo i binari lo stress dell\u2019ultimo periodo e per ricaricare le batterie.<br \/>\nI vari spostamenti ferroviari sono stati regolari e alle 19, dopo una veloce doccia, siamo tutti a tavola per la cena. Poi un breve giro in macchina e tutti a dormire, la stanchezza si sente e il giorno dopo sar\u00e0 davvero lungo\u2026<\/p>\n<p><strong>Giornata 2 \u2013 Venerd\u00ec 7<\/strong><\/p>\n<p>La sveglia suona presto per tutti. Oggi \u00e8 la giornata dedicata all\u2019EICMA, il salone del ciclo e del motociclo di Milano. Alla stazione di Molteno, io, Luigi e Paolo, prendiamo il treno diretto alla Stazione Garibaldi di Milano. Scendiamo a Sesto San Giovanni per prendere la metro che ci porter\u00e0 alla nuova fiera di Rho-Pero. Tutto fila liscio e alle 10.30 siamo gi\u00e0 in giro tra i padiglioni. Questa \u00e8 la prima volta che visito il salone della moto, e ammetto che per me potrebbe anche chiamarsi EIMG, cio\u00e8 Esposizione Internazionale Moto Guzzi. Infatti mi libero subito del primo padiglione per andare in quello dove c\u2019\u00e8 lo stand dell\u2019Aquila. Mi guardo intorno in continuazione, ma non lo vedo. Quando ad un tratto mi appare in lontananza un ovale rosso a me molto familiare, che diventa la stella cometa da seguire. I miei cugini hanno capito che il momento \u00e8 sacro e non aprono bocca\u2026<br \/>\nFinalmente sono nello stand della mia amata Moto Guzzi! Lo spazio secondo me \u00e8 poco, come al solito le moto sono a poca distanza una dall\u2019altra e diventa quasi difficile guardarle, anzi ammirarle perch\u00e9 lo meritano, con calma e attenzione. C\u2019era tutta la gamma 2009. E qui si potrebbe discutere all\u2019infinito sull\u2019opportunit\u00e0 di presentare varie versioni e colori dello stesso modello, sull\u2019assenza della moto che ognuno di noi a nei propri sogni, sull\u2019aria di crisi che si respira. Ma quando hai davanti queste Guzzi cos\u00ec belle, diventi come un bambino, non capisci pi\u00f9 nulla, e le vorresti tutte per te. Per me \u00e8 stato cos\u00ec. Se dovessi fare una mia personalissima graduatoria, ragionando col cuore, al primo posto del podio metterei, ovviamente diranno in molti, la California Vintage, che anche in questa veste bianca \u00e8 davvero fantastica. Ma da questo punto di vista sono completamente di parte. Poi la Stelvio \u201cTutto Terreno\u201d, e la Griso \u201cSpecial Edition\u201d, con i cerchi a raggi e una nuova colorazione. Ma se ne avessi la possibilit\u00e0, le comprerei tutte!<br \/>\nDopo aver fatto un po\u2019 di foto, esprimo un desiderio che non sar\u00e0 esaudito: quello di far sparire tutta la gente e di restare da solo in mezzo alle mie Guzzi. Questo non si pu\u00f2, e cos\u00ec riprendiamo il giro e visitiamo tutti gli altri padiglioni. Ma il mio pensiero va sempre allo stand della mamma, dove ritorner\u00f2 pi\u00f9 volte, anche se magari per pochi minuti, richiamato da qualcosa che non so spiegare\u2026<br \/>\nVerso le 15.30 io e i miei cugini decidiamo di andar via. Ma loro ancora non sanno che non torner\u00f2 a casa con loro. Quando stiamo per prendere la metropolitana, gli dico che io scendo a Piazzale Cadorna. Mi devo vedere con un caro amico che non vedo da tanto tempo. Chi sa quando mi ricapiter\u00e0 l\u2019occasione di stare di nuovo dalle sue parti, non posso perderla. E non importa che la giornata in fiera \u00e8 stata stancante e che i miei piedi chiedono piet\u00e0, devo andarci. Di chi sto parlando? Di un\u2019altra Aquila Barista DOC, cio\u00e8 Andrea, alias Frizz. Alle ore 16.25 prendo il treno che da Piazzale Cadorna porta a Varese. Alle 17 circa sono alla stazione di Gerenzano-Turate, che \u00e8 proprio a due passi dalla sua abitazione. Ma lui non c\u2019\u00e8 ancora, devo aspettare un\u2019oretta. Poco male, ho ancora la forza di camminare e cos\u00ec ci scappa una passeggiata nelle vicinanze. Sono da poco tornato sotto casa sua quando ad un tratto si avvicina un furgone. All\u2019inizio non riconosco chi c\u2019\u00e8 dentro. Poi dico: E\u2019 lui!!! Appena scende, ci abbracciamo proprio come due vecchi amici che non si vedono da tempo. E\u2019 passato pi\u00f9 di un anno da quando ci siamo visti per la prima volta, e l\u2019occasione era importante, era il I\u00b0 Incontro Aquile Bariste, a Venturina (LI). Ci fermiamo un attimo dove lui lavora per sbrigare le ultime faccende della giornata che gli restano e poi, giusto per non smentirci, ci fermiamo in un bar per bere una bella birra! Inutile sottolineare che stiamo senza parlare giusto quando la bocca \u00e8 occupata con altro\u2026 Di cose da raccontarci ne avevamo tante.<br \/>\nDopo andiamo a casa sua. Li non solo ci aspetta Chiara, che io avevo gi\u00e0 conosciuto a Venturina, ma anche una nuova arrivata, la piccola Maia, nata quasi sei mesi fa. E visto che i bambini mi piacciono un sacco, mi faccio trascinare dalla sua allegria, cosa subito notata da Andrea. Il tempo che tutti ci sistemiamo un po\u2019 (io avevo una maglia di ricambio nello zaino\u2026) e andiamo, a piedi, ad un ristorante a poche centinaia di metri dalla loro casa. La cena \u00e8 davvero ottima, ma non ci tratteniamo pi\u00f9 del necessario per non fare troppo tardi, visto che poi Andrea mi deve accompagnare con l\u2019auto a casa di mia zia. Ma il tempo per un rito immancabile di ogni incontro tra aquile bariste lo troviamo\u2026 Cosa? Un bel bicchierino di nocino opera del mitico Frizz!<br \/>\nLa giornata sta per concludersi. Io e Andrea lasciamo Chiara e Maia a casa e ci mettiamo in macchina per tornare da mia zia. Arrivati qui ci salutiamo, ma sono saluti brevi. Domani sera ci rivedremo\u2026Si, sabato. Per me non sar\u00e0 un giorno qualunque.<\/p>\n<p><strong>Giornata 3 \u2013 Sabato 8<\/strong><\/p>\n<p>Mi alzo verso le 7 dopo aver dormito pochissimo, un po\u2019 per le belle emozioni vissute la sera prima, un po\u2019 per quello che mi attende la mattina dopo. Fosse stato per me, Andrea mi avrebbe potuto anche lasciare gi\u00e0 la\u2026La dove?<br \/>\nA Mandello del Lario, dove nascono le Moto Guzzi!<br \/>\nVerso le 8.30 io e i miei cugini siamo pronti per partire. Paolo vorrebbe prendere il navigatore perch\u00e9 non \u00e8 mai stato a Mandello. Io lo guardo e gli dico: &lt;&lt;No, a Mandello vi ci porto io&gt;&gt;. Io, che a Mandello non ci sono mai stato\u2026 Siamo sulla statale, abbiamo da poco superato Lecco quando ad un tratto compare un cartello, c\u2019\u00e8 scritto che la prossima uscita \u00e8 quella per Mandello. L\u2019emozione comincia a crescere in maniera esponenziale. Divento insofferente, non vedo l\u2019ora di arrivare davanti a quella fabbrica, dove sono nate le mie due Guzzi. Passiamo per Abbadia Lariana, poi una di quelle classiche indicazioni stradali ci dice che siamo sul territorio di Mandello. E mi verrebbe voglia di baciare il suolo. Ad un tratto arriviamo ad un incrocio, e un piccolo cartello con su scritto \u201cstabilimento Moto Guzzi\u201d ci invita a girare a destra. La strada passa sotto la ferrovia, e subito dopo si mostrano a me quei muri carichi di storia che riconosco immediatamente, pur non avendoli mai visti prima.<br \/>\nSiamo in via Parodi, davanti alla mecca dei guzzisti.<br \/>\nLa macchina non \u00e8 ancora ferma del tutto e io sono gi\u00e0 con la portiera aperta. Mi catapulto davanti al cancello rosso. Dopo 3 anni di guzzismo sono riuscito a realizzare il sogno di vedere \u201cla fabbrica\u201d. Forse farei meglio a non scrivere nulla, sarebbe meglio non provarci proprio a raccontare le emozioni e i brividi che ho provato in quei momenti. Ma qualcosa sento di doverlo scrivere. Perch\u00e9 certe cose sono pi\u00f9 belle se hai la fortuna di poterle condividere con qualcuno.<br \/>\nPoggio la mano sul cancello ed \u00e8 come fare un viaggio nel tempo e nella storia. I miei primi pensieri sono andati alle due Aquile che ho la fortuna di possedere. \u201cImoletta\u201d e \u201cSplendida\u201d, che hanno lasciato Mandello rispettivamente da 24 e 10 anni. E non ho alcuna difficolt\u00e0 ad ammettere che i miei occhi sono diventati lucidi pensando che sotto quei capannoni, pezzo dopo pezzo, hanno preso anima e corpo quelle 2 moto che dopo anni sarebbero diventate mie. Averi voluto averle li con me, anche per farle rivedere il loro nido!<br \/>\nPoi ho pensato a tutta la storia che \u00e8 li dentro. A tutto quello che quei muri hanno visto, a tutti i personaggi straordinari che hanno creato dei miti a due ruote. Guzzi, Carcano, Todero e tantissimi altri uomini pi\u00f9 o meno noti hanno lavorato e vissuto tra quelle pareti, che fosse per me non andrebbero nemmeno tinteggiate. Ma si sa, i monumenti vanno restaurati. Si, ho usato la parola monumento, e allora? Per me quella fabbrica \u00e8 un monumento, e ora andatelo a spiegare a chi non la pensa cos\u00ec e che magari vorrebbe liberarsi di Mandello\u2026<br \/>\nDopo aver passato diversi minuti in un&#8217;altra dimensione, ritorno sulla terra e scatto alcune foto. Ovviamente, in qualcuna ci sono anche io! Mi sento cos\u00ec strano e felice che se lo spiegassi non mi capirei\u2026<br \/>\nLasciamo momentaneamente la mecca per recarci presso un vero e proprio santuario del guzzismo, la concessionaria Agostini, che dista qualche centinaio di metri. Qui ci accoglie Alis Agostini, figlia del leggendario Duilio, insieme ad alcuni del suo staff, tra cui il mitico meccanico Ube, e a quello di Anima Guzzista. Ci sono, tra gli altri, il Presidente Alberto Sala e Goffredo Puccetti, autore del bellissimo libro da me ribattezzato \u201cvangelo grigio\u201d. Inutile sottolineare che anche qui si respirano storia e passione. Pian piano arrivano gli tutti i partecipanti al privo evento invernale di Anima Guzzista. Come accade in tutti gli incontri come questo, finalmente si danno un volto e una voce a tante persone mai viste prima e conosciute sul web! Rivedo con piacere Fabio il Califoggiano e Sam, conosciuti una settimana prima in Puglia. Chiamo anche a casa, per dire ai miei genitori dove sono\u2026Con la speranza che un giorno possano capire fino in fondo cosa rappresenta per me questa passione.<br \/>\nTra le tante moto nuove e storiche esposte nella concessionaria due attirano in maniera particolare la mia attenzione, anche se per motivi opposti. La prima \u00e8 la moto che ha portato l\u2019Ing. Giuseppe \u201cNaco\u201d Guzzi a Capo Nord, per questo ribattezzata Norge. La seconda invece \u00e8 una gemella della mia Imoletta!<br \/>\nIl programma della mattinata prevede due gustose alternative. La prova delle moto e la visita al museo della Guzzi, che, per chi non lo sapesse, si trova all\u2019interno della fabbrica. Io scelgo la seconda, anche perch\u00e9 avremo un cicerone d\u2019eccezione, Vanni Bettega, memoria storica degli ultimi quarant\u2019anni di vita della Moto Guzzi. Io e gli altri visitatori ci ritroviamo all\u2019ingresso della fabbrica verso le 10. Prima di entrare nel museo, sento il bisogno di parlare con qualche amico guzzista che non \u00e8 li per raccontargli le mie emozioni. Chiamo il guzzzifoggiano Carmine, che subito si accorge che la mia voce \u00e8 rotta dall\u2019emozione.<br \/>\nL\u2019apertura del cancello mi da un\u2019altra scarica di adrenalina\u2026Anche se per poche decine di metri, stiamo camminando all\u2019interno della fabbrica. Quando finalmente siamo nel museo, la prima moto esposta non pu\u00f2 che essere la prima costruita da Carlo Guzzi, la G.P. 500, e subito Vanni comincia ad inondarci di informazioni tecniche e curiosit\u00e0.<br \/>\nE\u2019 un susseguirsi senza pause di moto che hanno fatto la storia sia in pista che in strada, come in cielo cos\u00ec in terra. Sar\u00f2 banale, ma per me il pezzo pi\u00f9 pregiato \u00e8 la Otto Cilindri 500. E penso che sia cos\u00ec per tutti. Pensata dall\u2019Ing. Giulio Cesare Carcano, \u00e8 da molti considerata \u201cla pi\u00f9 straordinaria macchina a due ruote di sempre\u201d, che con il suo frazionamento cos\u00ec spinto \u00e8 la prova del grandissimo livello raggiunto dal Reparto Progettazione.<br \/>\nOltre che meraviglia e venerazione, provo anche rabbia, perch\u00e9 nel corso degli anni si \u00e8 dispersa una gran quantit\u00e0 di energia e di forza creativa, e cos\u00ec l\u2019Aquila \u00e8 stata spesso costretta a svolazzare a bassa quota, mentre il suo posto \u00e8 nell\u2019olimpo delle moto. Con mia grande sorpresa, anche qui ho visto una moto identica, anche nel colore, alla mia V35 Imola II.<br \/>\nAltra moto che non pu\u00f2 lasciarmi indifferente \u00e8 la California 850. Posseduta da mio padre, \u00e8 stata la freccia di cupido che mi ha fatto innamorare della Guzzi\u2026 Non so che darei per poterla guidare, e chiss\u00e0 magari un giorno riuscir\u00f2 a trovarne una e a comprarla (sognare non costa nulla).<br \/>\nLa visita al museo si conclude, purtroppo i reparti e la galleria del vento non si possono visitare. Confesso candidamente che ho pensato di nascondermi da qualche parte e di restare li.<br \/>\nTorniamo tutti da Agostini. Giusto il tempo di salutare i nuovi arrivati e di comprare qualche gadget di Anima, e io e i miei cugini torniamo a casa per il pranzo. Ma torner\u00f2 presto tra i miei amici guzzisti. In serata c\u2019\u00e8 il momento forse pi\u00f9 atteso del uinterparti, la cena.<br \/>\nIl pomeriggio sembra non voler passare. La voglia di essere al ristorante al pi\u00f9 presto \u00e8 tanta. Come concordato la sera prima, verso le 18.30 mi viene a prendere a casa di mia zia Andrea. Unica differenza, il mezzo di trasporto. Non l\u2019auto, ma il suo bellissimo V11 Sport. Oltre che del sellino, dovr\u00f2 essere ospite di un suo casco! Viaggiamo tranquilli verso Mandello, il ristorante \u00e8 li, e con mia grande gioia passiamo anche per via Parodi. La parte finale della strada per raggiungere il ristorante non \u00e8 proprio bellissima, con delle discese molto ripide, che evidentemente al ritorno saranno salite\u2026<br \/>\nSbrigate le questioni finanziarie (il Tatuato non faceva passare nessuno gratis alla dogana\u2026), siamo tra i primi ad entrare nella sala, e pian piano arrivano tutti gli altri. Come ho gi\u00e0 scritto pi\u00f9 sopra, questa \u00e8 l\u2019occasione buona per conoscere tanta gente mai vista prima. Vedo per la prima volta Katia la Piratessa, Antonio \u201cIce966\u201d (visto ant\u00f2, ci siamo incontrati!), Lori \u201cBreeze\u201d, Giordano \u201cil pirata\u201d, Cinzia \u201cCinCin\u201d, e ci sono anche Francesco \u201cPessimo elemento\u201d con Michela, il gruppo anconetano e tantissimi altri che purtroppo non posso citare per problemi di spazio. Eravamo pi\u00f9 di cento!!! E cos\u00ec la cena diventa una serie di incontri nell\u2019incontro, ad esempio ci sono parecchie Aquile Bariste e frequentatori del Bar di Tulla, che puntualmente si siederanno vicino, creando come sempre scompiglio, mangiando pi\u00f9 di ogni altro settore della sala, e facendo volare via le bottiglie di vino come se arrivassero al tavolo gi\u00e0 vuote\u2026Non manca la telefonata ad un amico lontano, e stavolta tocca a Salvatore Accardo, che risento sempre con piacere.<br \/>\nLa cena \u00e8 stata ottima, la compagnia fantastica, cos\u00ec come la musica della band ufficiale di Anima Guzzista! Insomma, spero si sia capito, \u00e8 stata una serata indimenticabile. La mezzanotte \u00e8 passata da un pezzo, abbiamo preso anche la torta e il caff\u00e8, e io e Andrea decidiamo che \u00e8 meglio andar via, visto che io sono ospite di mia zia e non di un albergo, e lui la mattina seguente deve lavorare. Anche se \u00e8 difficile e un pizzico di tristezza ci assale, cerchiamo di salutare quanta pi\u00f9 gente \u00e8 possibile e andiamo verso il V11. Quando stai cos\u00ec bene vorresti che serate come queste durassero di pi\u00f9, molto di pi\u00f9.<br \/>\nCi mettiamo in marcia con andatura calma, sembra che vogliamo allontanarci dal ristorante il pi\u00f9 lentamente possibile. Quando poi arriviamo davanti alla fabbrica, alziamo entrambi la mano sinistra in segno di saluto, e di rispetto. Andrea quasi si ferma e fa un\u2019accelerata col motore in folle, quasi volesse che l\u2019urlo della sua moto arrivasse fino ai reparti pi\u00f9 lontani dalla strada. Non so nemmeno io il perch\u00e9, ma quella sgasata mi ha dato un\u2019emozione quasi violenta. Anche questo non lo dimenticher\u00f2 mai.<br \/>\nDopo una mezz\u2019oretta scarsa siamo sotto la casa che mi ospita. E stavolta non \u00e8 come la sera precedente, quando i saluti erano stati pi\u00f9 leggeri. Ci tocca salutarci come fanno due amici che sanno di dover aspettare molto tempo prima di rivedersi. Grazie di tutto, Andrea!<br \/>\nMa soprattutto, grazie a tutti quelli che come me hanno l\u2019Anima Guzzista!<\/p>\n<p><strong>Giornata 4 \u2013 Domenica 9<\/strong><\/p>\n<p>Nonostante abbia dormito pochissimo, alle 9 io e Luigi siamo gi\u00e0 pronti per salutare calorosamente i nostri cari zii che ci hanno ospitato. Causa sciopero delle FS, abbiamo anticipato la partenza da Milano dalle 15.10 alle 11.10, alle 10 siamo gi\u00e0 in stazione accompagnati da Paolo. Non ci resta che aspettare il nostro treno. Il viaggio \u00e8 meno tranquillo dell\u2019andata, arriviamo anche con un\u2019ora di ritardo a Napoli.<br \/>\nDurante il tragitto non ho fatto altro che ripensare a ci\u00f2 che avevo fatto, visto e vissuto. Spesso controllavo a fatica il sorriso che in automatico si mostrava sul mio volto. Tra un cruciverba e qualche canzone ascoltata col lettore mp3, ho scritto una bozza di questo racconto, sentendomi rigenerato. E subito \u00e8 tornata nella mia mente questa frase, che ho fatto subito mia e che riporto integralmente, con la quale saluto affettuosamente tutti voi che avete letto queste mie (tante) righe:<\/p>\n<p><em>Il personaggio che ha scritto questi appunti \u00e8 morto quando \u00e8 tornato a posare i piedi sulla terra d\u2019Argentina, e colui che li riordina e li ripulisce, io, non sono pi\u00f9 io; per lo meno, non si tratta dello stesso io interiore. Quel vagare senza meta per la nostra \u201cMaiuscola America\u201d mi ha cambiato pi\u00f9 di quanto credessi.<\/em><\/p>\n<p><em>Ernesto Che Guevara.<\/em><\/p>\n<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-517 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail'><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='http:\/\/www.animaguzzista.com\/?attachment_id=530'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Le-quattro-giornate-10-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"Le quattro giornate\" srcset=\"http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Le-quattro-giornate-10-150x150.jpg 150w, http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Le-quattro-giornate-10-300x300.jpg 300w, http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Le-quattro-giornate-10-100x100.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='http:\/\/www.animaguzzista.com\/?attachment_id=529'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Le-quattro-giornate-7-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"Le quattro giornate\" srcset=\"http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Le-quattro-giornate-7-150x150.jpg 150w, http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Le-quattro-giornate-7-300x300.jpg 300w, http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Le-quattro-giornate-7-100x100.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='http:\/\/www.animaguzzista.com\/?attachment_id=528'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Le-quattro-giornate-8-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"Le quattro giornate\" srcset=\"http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Le-quattro-giornate-8-150x150.jpg 150w, http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Le-quattro-giornate-8-300x300.jpg 300w, http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Le-quattro-giornate-8-100x100.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='http:\/\/www.animaguzzista.com\/?attachment_id=527'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Le-quattro-giornate-6-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"Le quattro giornate\" srcset=\"http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Le-quattro-giornate-6-150x150.jpg 150w, http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Le-quattro-giornate-6-300x300.jpg 300w, http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Le-quattro-giornate-6-100x100.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='http:\/\/www.animaguzzista.com\/?attachment_id=526'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Le-quattro-giornate-12-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"Le quattro giornate\" aria-describedby=\"gallery-1-526\" srcset=\"http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Le-quattro-giornate-12-150x150.jpg 150w, http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Le-quattro-giornate-12-300x300.jpg 300w, http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Le-quattro-giornate-12-100x100.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<figcaption class='wp-caption-text gallery-caption' id='gallery-1-526'>\n\t\t\t\tEnzo e Katia\n\t\t\t\t<\/figcaption><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='http:\/\/www.animaguzzista.com\/?attachment_id=525'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Le-quattro-giornate-11-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"Le quattro giornate\" aria-describedby=\"gallery-1-525\" srcset=\"http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Le-quattro-giornate-11-150x150.jpg 150w, http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Le-quattro-giornate-11-300x300.jpg 300w, http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Le-quattro-giornate-11-100x100.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<figcaption class='wp-caption-text gallery-caption' id='gallery-1-525'>\n\t\t\t\tEnzo, Francesco, Andrea, Antonio\n\t\t\t\t<\/figcaption><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='http:\/\/www.animaguzzista.com\/?attachment_id=524'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Le-quattro-giornate-1-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"Le quattro giornate\" aria-describedby=\"gallery-1-524\" srcset=\"http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Le-quattro-giornate-1-150x150.jpg 150w, http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Le-quattro-giornate-1-300x300.jpg 300w, http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Le-quattro-giornate-1-100x100.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<figcaption class='wp-caption-text gallery-caption' id='gallery-1-524'>\n\t\t\t\tEnzo\n\t\t\t\t<\/figcaption><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='http:\/\/www.animaguzzista.com\/?attachment_id=523'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Le-quattro-giornate-3-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"Le quattro giornate\" srcset=\"http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Le-quattro-giornate-3-150x150.jpg 150w, http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Le-quattro-giornate-3-300x300.jpg 300w, http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Le-quattro-giornate-3-100x100.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='http:\/\/www.animaguzzista.com\/?attachment_id=521'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Le-quattro-giornate-4-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"Le quattro giornate\" aria-describedby=\"gallery-1-521\" srcset=\"http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Le-quattro-giornate-4-150x150.jpg 150w, http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Le-quattro-giornate-4-300x300.jpg 300w, http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Le-quattro-giornate-4-100x100.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<figcaption class='wp-caption-text gallery-caption' id='gallery-1-521'>\n\t\t\t\tEnzo\n\t\t\t\t<\/figcaption><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='http:\/\/www.animaguzzista.com\/?attachment_id=522'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Le-quattro-giornate-2-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"Le quattro giornate\" srcset=\"http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Le-quattro-giornate-2-150x150.jpg 150w, http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Le-quattro-giornate-2-300x300.jpg 300w, http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Le-quattro-giornate-2-100x100.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure>\n\t\t<\/div>\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Enzo Nasto &#8220;enas84&#8221; Novembre 2008, non ti dimenticher\u00f2 mai. In una settimana ho fatto cose che mi hanno reso felice come poche altre volte in tutta la mia vita. E che mai scorder\u00f2. Ho aperto questo mese con l\u2019incontro Guzzifoggiano e con le sue tante belle sensazioni che ho gi\u00e0 raccontato. Giusto una settimana [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":526,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[6,42],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.animaguzzista.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/517"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.animaguzzista.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.animaguzzista.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.animaguzzista.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.animaguzzista.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=517"}],"version-history":[{"count":3,"href":"http:\/\/www.animaguzzista.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/517\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":532,"href":"http:\/\/www.animaguzzista.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/517\/revisions\/532"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.animaguzzista.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/526"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.animaguzzista.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=517"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.animaguzzista.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=517"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.animaguzzista.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=517"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}