{"id":697,"date":"2010-03-09T21:17:46","date_gmt":"2010-03-09T21:17:46","guid":{"rendered":"http:\/\/5.196.224.66\/?p=697"},"modified":"2015-03-24T21:18:52","modified_gmt":"2015-03-24T21:18:52","slug":"moto-burro-e-marmellata-a-volte-e-bello-fermarsi","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.animaguzzista.com\/?p=697","title":{"rendered":"Moto, burro e marmellata (a volte \u00e8 bello fermarsi)"},"content":{"rendered":"<p>di Ponant<\/p>\n<p>Ho in bocca un sapore che non sentivo pi\u00f9 da anni, quello di un panino pane burro e marmellata, fatto con un burro giallo che non credevo neanche esistesse pi\u00f9, un burro profumato di fiori, di stalla con le taniche del latte in alluminio.<\/p>\n<p>E la commessa del Bar guarda divertita la mia faccia mentre mangio, lentissimo,<br \/>\nquesto panino che sembra arrivi da un altro pianeta e invece sono a Massa Lombarda, vicino a IMOLA, e con quel sapore in bocca la lunga strada intervallata da paesi garibaldini della bonifica mi sembra ancora pi\u00f9 bella, ho diminuito i &#8216;giri&#8217; di Osvaldo e da Anita a Comacchio sui fianchi del delta, il Po comincia a muovere la sua bacchetta magica, e con il casco aperto<br \/>\ncomincio a sentire quell&#8217;odore&#8230;..<\/p>\n<p>il sole, dopo tre lunghissimi giorni di pioggia comincia a riscaldare il delta e LUI come la schiena di un contadino curvo in mezzo al campo comincia a &#8216;rilasciare&#8217; il suo sudore&#8230;<\/p>\n<p>guardo la cartina sulla borsa del serbatoio e provo a immaginare traiettorie improbabili e ottimali in una regione che alterna strade dritte ed infinite a canali con ponti obbligati&#8230;<\/p>\n<p>Comacchio, Pomposa, Bosco Mesola&#8230;.e girata una strada dietro ad una abbazia la biscia cementata della Romea scompare&#8230; e ricompare il delta.<\/p>\n<p>A quel punto non so se la velocita di Osvaldo e pi\u00f9 vicina a quella di una bici o di una moto, ma non mi importa, ci\u00f2 che mi importa e che ho ritrovato il &#8216;MIO&#8217; passo ideale, quello che mi piace avere quando seguendo la strada non devo preoccuparmi di essere troppo veloce o troppo lento.<\/p>\n<p>Sento che la velocita \u00e8 quella giusta. Giusta per ricevere le immagini che corrono sullo schermo&#8230; come in un film girato a manovella scorrono davanti agli occhi Goro ,Gigliola, Ariano e passato sopra a un ponte a pagamento (che rumore le tavole di legno sotto le ruote&#8230;) e poi dallo schermo normale, esplode il technicolor della sacca degli Scardovari&#8230; e a quel punto il film si ferma.<\/p>\n<p>Spengo il motore.<\/p>\n<p>Metto il cavalletto, scendo, mi siedo sul bordo della strada, tolgo il casco e appoggio la schiena sulla ruota di OSVALDO.<\/p>\n<p>20 minuti, una ora? che differenza fa? Sono qua seduto sul ciglio di una strada e guardo svassi e aironi cinerini, nutrie disturbate dal volo dei gabbiani che schiamazzano per rubarsi fra di loro un pezzo di un pesce di laguna.<\/p>\n<p>Sono qua, fermo. Non c&#8217;\u00e8 il prima, n\u00e9 il dopo, c&#8217;\u00e8 solo il calore del sole, l&#8217;odore dell&#8217;acqua salmastra \u00e8 il mio &#8216;contatto&#8217; con il Delta, con un microsistema unico e bello che gi\u00e0 avevo sfiorato altre volte, ma che mai prima d&#8217;ora avevo &#8216;sentito&#8217; cos\u00ec forte.<\/p>\n<p>A questo punto, dovrei ricominciare ridescrivendo la strada del ritorno. E invece la testa, il film restano li dagli scardovari&#8230; e la strada del ritorno, pur molto bella, sembra la sagra senza fine dei titoli di coda&#8230; e allora permettemi di aggiungere il mio modesto contributo alla fine di questa lettura.<\/p>\n<p>I titoli di coda:<\/p>\n<p>itinerario<br \/>\nImola-Scardovari-Imola<\/p>\n<p>KM percorsi<br \/>\n285<\/p>\n<p>Driver<br \/>\nMaurizio &#8216;ponant&#8217; Vallebona classe 1964<\/p>\n<p>Moto utilizzata<br \/>\nGuzzi T5 &#8216;il burbero&#8217; OSVALDO classe 1985<\/p>\n<p>Carburanti Utilizzati<br \/>\nBenzina super 98 ottani<br \/>\nPane burro e marmellata<br \/>\nPiadina e squaquerone (a mezzogiorno)<\/p>\n<p>Durata dell&#8217;itinerario<br \/>\n8, forse 9, magari anche dieci (ore)<\/p>\n<p>Registi lungometraggio<br \/>\nSig Tonti Lino<br \/>\nIng Carcano G.C.<\/p>\n<p>Colonna sonora<br \/>\na cura del centro di produzione audio-video<br \/>\nMoto guzzi S.p.A. di Mandello del Lario (LC)<\/p>\n<p>Durante le riprese di questo film non sono stati utilizzati animali in cattivit\u00e0, o addestrati, o soggetti a pressione psicologica alcuna salvo il lancio di un pezzo di pane (senza burro)<\/p>\n<p>Si ringraziano nell&#8217;ordine:<\/p>\n<p>&#8211; il consorzio della bonifica<br \/>\n&#8211; il benzinaio della shell di ANITA<br \/>\n&#8211; la barista di Massalombarda<br \/>\n&#8211; l&#8217;agente polstrada sulla Romea che non mi ha fatto la multa per il sorpasso<br \/>\n&#8211; il colonnello Giuliacci delle previsioni del tempo<br \/>\n&#8211; il Vds Tiziano Nicastro<br \/>\n&#8211; La grullaia Assunta Loreti<\/p>\n<p>I fatti riprodotti in questo film sono tutti realmente esistiti si tratta di luoghi, persone, sapori, odori che invito caldamente tutti a visitare e conoscere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Ponant Ho in bocca un sapore che non sentivo pi\u00f9 da anni, quello di un panino pane burro e marmellata, fatto con un burro giallo che non credevo neanche esistesse pi\u00f9, un burro profumato di fiori, di stalla con le taniche del latte in alluminio. 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