{"id":958,"date":"2006-03-26T17:23:08","date_gmt":"2006-03-26T17:23:08","guid":{"rendered":"http:\/\/5.196.224.66\/?p=958"},"modified":"2015-03-26T17:28:52","modified_gmt":"2015-03-26T17:28:52","slug":"report-sicilia","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.animaguzzista.com\/?p=958","title":{"rendered":"Report Sicilia"},"content":{"rendered":"<p>Di andre1100sport<\/p>\n<p>Sono tornato ormai da una settimana da un\u2019indimenticabile (anche perch\u00e9 per me \u00e8 il primo viaggio cos\u00ec lungo in termini di tempo e km) vacanza in Sicilia in due: io e il mio 1100 Sport.<\/p>\n<p>Cercher\u00f2 di non tediarvi con gli aspetti turistico-balnear-gastronomico-sentimentali, e di limitarmi invece agli aspetti pi\u00f9 strettamente tecnico-motociclistici e all\u2019itinerario (per sommi capi).<\/p>\n<p>Parto con due borse flosce laterali: da una parte tenda e sacco a pelo, dall\u2019altra tuta&amp;stivali antipioggia (mai usati, ha piovuto due o tre volte ma sempre di notte), scarpe da ginnastica e bottiglia di olio motore di scorta (neanche aperta a fine viaggio!); legato sopra una borsa laterale il materassino da campeggio. Nella borsa centrale, fissata sulla sella passeggero, tutti i vestiti. Il peso si sente, soprattutto nei cambi di direzione, ma la moto si guida bene lo stesso.<\/p>\n<p>Addosso tuta di pelle in due pezzi (marrone quasi nera, ideale sotto il sole), guanti e stivali, che user\u00f2 sempre nei trasferimenti e invece lascer\u00f2 in campeggio nei brevi spostamenti locali. Casco apribile, sar\u00e0 anche meno sicuro ma con l\u2019integrale sarei morto dal caldo.<\/p>\n<p>Primo giorno (5 agosto): autostrada da Bergamo a Parma (l\u2019unica che far\u00f2 fino al tratto che mi porter\u00e0 a Palermo) e poi solo strade normali fino a Castiglion della Pescaia (GR). Ma che bella \u00e8 la Cisa? non l\u2019avevo mai fatta; e le stradine tutte curve della Lunigiana e Garfagnana?<\/p>\n<p>km 570.<\/p>\n<p>Secondo giorno (6 agosto): via per le ancora pi\u00f9 splendide strade del senese e le altrettanto belle strade per Orte, Narni, Terni, Rieti e L\u2019Aquila, per arrivare per la seconda notte al raduno sul Gran Sasso chiamato &#8220;Piccolo Tibet&#8221; organizzato da Motociclisti Imprevisti, di cui avevo saputo grazie alla segnalazione di Dav850T3Cali sulla mailing list di AG.<\/p>\n<p>Ed ecco la prima magagna : poco prima di arrivare al raduno, mi fermo a chiedere un\u2019indicazione e, al momento di ripartire, premendo lo start il motorino gira ma non ingrana sulla ruota della frizione, ne esce un rumore tipo mitraglia e la moto non parte. Parto a spinta (in discesa) e arrivo a Fonte Vetica (nei pressi d Campo Imperatore), sede del raduno, quasi senza benza perch\u00e9 piuttosto che fermarmi al distributore e ripartire spingendo con la moto stracarica preferisco rimanere a piedi!<br \/>\nNeanche il tempo di arrivare (cazzo che posto, e s\u00ec che ne ho viste di montagne&#8230; sembra di essere su uno di quegli altopiani in Kyrghizistan, nel cuore dell\u2019Asia Centrale: avete presente, no?) e subito un team di meccanici preparatissimi e ben attrezzati comincia ad armeggiare intorno al 1100. Che sia la batteria scarica? Colleghiamo coi cavi la batteria a quella di un\u2019altra moto e proviamo, stesso risultato. Ma il capo meccanico (Marcellino Faletto su Yama XJ750 Turbo!!!) ha le idee chiare: nota che, dalla molla della serratura della sella passeggero, ad ogni tentativo di avviamento esce una fumatina e, prima ancora di averlo individuato fisicamente, capisce subito qual \u00e8 il problema: la batteria non \u00e8 collegata bene a massa e disperde. A questo punto \u00e8 fin troppo facile accorgersi che la treccia metallica della massa della batteria \u00e8 avvitata a un punto di attacco della piastra reggi batteria che si \u00e8 dissaldato dal telaio, quindi la corrente passa, attraverso la suddetta molla e gli altri punti di attacco della piastra al telaio (infatti la moto e tutti i servizi funzionano regolarmente), ma quando ne deve passare tanta (per l\u2019avviamento) disperde. Avvitata la treccia a un altro attacco della piastra reggi batteria, il problema \u00e8 bell\u2019e che risolto.<\/p>\n<p>km 1022.<\/p>\n<p>Terzo giorno (7 agosto; e qui mi sto sforzando per tenere fede alla parola data e evitare di dirvi qualcosa degli arrosticini, della grappa e del dopo grappa al raduno&#8230;): Marcellino non \u00e8 tipo che si accontenta di una soluzione di emergenza, sa che ho ancora tanta strada davanti e girare con la batteria che saltella nel sottosella non \u00e8 bello. Cos\u00ec mi invita a casa sua dove, come se fosse la cosa pi\u00f9 normale del mondo, crea dal nulla due piastrine a U di acciaio, le fora e mi rifissa perfettamente la piastra reggi batteria al telaio (penso che la terr\u00f2 sempre cos\u00ec, a imperituro ricordo della sua maestria). Non contento, mi invita a pranzo (e sua moglie cucina davvero bene) e mi dispensa saggi consigli per il percorso a venire.<\/p>\n<p>La prossima tappa \u00e8 a casa di una mia amica in Puglia, parto che \u00e8 gi\u00e0 pomeriggio ma resto fedele al progetto no autostrada e mi faccio le varie statali x Chieti, Popoli, Sulmona, Roccaraso, Isernia (quest\u2019ultima parte splendida; tra l\u2019altro non ci passa nessuno perch\u00e9, come mi spiega un benzinaio, hanno appena aperto una nuova strada a doppia corsia che copre lo stesso tratto; in pratica la strada vecchia \u00e8 diventata un circuito per motociclisti, particolarmente indicato per supermotard; peccato che una CBR uscita larga da una curva mi stava centrando in pieno, c\u2019\u00e8 mancato davvero un pelo!), Campobasso, Foggia e Ruvo di Puglia.<\/p>\n<p>km 1500.<\/p>\n<p>Un giorno di sosta a Ruvo di Puglia (8 agosto) e poi il quinto giorno (9 agosto) via per la Sicilia, passando da Matera, Metaponto e Sibari, poi scavalcando i monti della Calabria e sbucando sul Tirreno a Guardia Piemontese, a nord di Tropea. Sempre solo statali fino a Villa San Giovanni, breve traversata in traghetto e ancora statali da Messina fino a Riposto, \u201cIl porto dell\u2019Etna\u201d, pochi chilometri a nord di Catania (cazzo, ma che traffico nei paesini lungo la costa!).<\/p>\n<p>Si manifesta la seconda magagna (che poi si riveler\u00e0 essere dipendente dalla quarta, ma non anticipiamo i tempi&#8230;): in Calabria, scendendo verso il Tirreno, il freno dietro comincia a mollare. Sul 1100 Sport non \u00e8 rarissimo, ha una pinza dietro da motorino, la moto \u00e8 stracarica, io sono abituato ad usare tanto il pedale del freno dietro (retaggio della frenata integrale del Lario?), la discesa era lunga &#8230; insomma penso a una bolla d\u2019aria nel circuito idraulico.<\/p>\n<p>km 2105.<\/p>\n<p>Il sesto giorno (10 agosto) vado a Catania a cercare un\u2019officina, un gentilissimo Guzzista locale su T3Cali mi accompagna prima dal concessionario Guzzi (chiuso), poi in un\u2019officina multimarche, che mi indirizza a sua volta all\u2019officina autorizzata Guzzi Nunzio Moto di Acireale (il cui meccanico mi mostra con giusto orgoglio un Daytona Limited Edition che hanno in officina). Qui prima tentano di rimbalzarmi in un\u2019altra officina, poi di fronte alla mia disperazione mi lasciano fare da me lo spurgo dell\u2019impianto (fornendomi molto gentilmente cavalletto, attrezzi, liquido freni e il cosiddetto &#8220;cicciamerda&#8221;, cio\u00e9 una tanichetta con tubetto dove far defluire il liquido che esce). Risultato scarso: il freno frena solo dopo una prima pedalata a vuoto, e dopo un po\u2019 di chilometri ricomincia a non frenare pi\u00f9 del tutto come prima. Pace, c\u2019\u00e8 sempre il freno motore!<\/p>\n<p>km non pervenuti (2200?)<\/p>\n<p>Settimo giorno (11 agosto) dedicato alla visita dell\u2019Etna: sono arrivato fino in cima (anche se purtroppo la Guzzi l\u2019ho dovuta lasciare alla partenza della cabinovia! ) , ed \u00e8 davvero uno spettacolo. Peccato che il tanto camminare tolga spazio alla guida, perch\u00e9 la strada che sale da Zafferana Etnea al rifugio Sapienza sembra un circuito x moto: larga, bell\u2019asfalto (che in Sicilia \u00e8 un po\u2019 una rarit\u00e0, purtroppo) e disegnata da uno che non pu\u00f2 non essere un appassionato di moto.<\/p>\n<p>Freno dietro sempre assente, in pi\u00f9 ( terza magagna ) inizio a sentire uno strano rumore dalla ruota (o dai freni?) davanti, la sera in campeggio smonto un po\u2019 di roba e credo di capire che il responsabile sia un cuscinetto del perno ruota. Niente da fare, siamo a gioved\u00ec sera, luned\u00ec prossimo \u00e8 ferragosto e ho gi\u00e0 constatato che in questi giorni le officine sono tutte chiuse.<\/p>\n<p>km 2305.<\/p>\n<p>Ottavo giorno (12 agosto): sperando che il cuscinetto regga, parto per la prossima tappa, l\u2019angolo sud-est della Sicilia, localit\u00e0 Isola delle Correnti (zona Portopalo di Capo Passero). Giusto a met\u00e0 strada, appena fuori Siracusa, su una superstrada a circa 120 km\/h, il cuscinetto se ne va. L\u2019effetto \u00e8 simile a quello di una foratura prima che inventassero le gomme tubeless, la moto di colpo diventa incontrollabile, ma per fortuna \u00e8 un 1100 Sport, la moto pi\u00f9 stabile del mondo: resto in piedi, mi fermo e do un\u2019occhiata, dal cuscinetto escono pezzi della guida delle sfere triturata, sembra anche che manchino alcune sfere. Trotterello a 30 km\/h fino alla prima uscita, con la ruota che sfarfalla vistosamente e anche i freni davanti che, di conseguenza, non frenano pi\u00f9; disperato, trovo un\u2019officina auto, mi ci fermo frenando coi piedi come si faceva con la bicicletta da ragazzini e imploro i meccanici di aiutarmi. Tra l\u2019altro \u00e8 quasi l\u2019una e stanno chiudendo per il pranzo. Sulle prime mi dicono di lasciare l\u00ec la moto e tornare dopo pranzo (ed \u00e8 gi\u00e0 una pacchia, mi aspettavo che mi cacciassero via; tra l\u2019altro in fondo all\u2019officina vedo fare capolino una Monster S4, sta a vedere che tra i meccanici di questa officina c\u2019\u00e8 qualche appassionato motociclista&#8230;), poi decidono di cominciare a vedere che cos\u2019\u00e8 e dopo neanche un\u2019ora il cuscinetto morto \u00e8 sostituito con un altro nuovo fiammante&#8230; anzi, prelevato dalla cassa del rottame e proveniente dall\u2019albero a cammes di una Ford Mondeo! Il tutto per l\u2019esorbitante prezzo di 15 Euro (roba da non credersi; ho gi\u00e0 scritto a Motoschifismo per ringraziare).<\/p>\n<p>Riparto e arrivo alla meta (Isola delle Correnti, gran bel posto) neanche troppo tardi.<\/p>\n<p>km 2563.<\/p>\n<p>Nono giorno (13 agosto): torno verso nord fino a Siracusa e, quando ci arrivo, noto ( quarta e ultima magagna ) che anche un cuscinetto della ruota dietro (quello lato disco freno) ha deciso di imitare il collega all\u2019anteriore: gira male e fa un brutto rumore. Provo invano a girare un po\u2019 di officine, ma \u00e8 il venerd\u00ec pre-ferragosto, e quando finalmente ne trovo una disposta a guardarci sono le dodici e mezza e i ricambisti sono gi\u00e0 chiusi, dove lo trovo un cuscinetto di ricambio?<\/p>\n<p>Decido di fare come per l\u2019altro cuscinetto (l\u2019esperienza insegna!): non si pu\u00f2 riparare? Fanculo, proseguo la visita di Siracusa e incrocio le dita.<\/p>\n<p>km non pervenuti<\/p>\n<p>Decimo e undicesimo giorno (14 e 15 agosto): tutto bene, giro nei dintorni di Siracusa (assolutamente da vedere, oltre ai soliti posti che sono su tutte le guide, la valle del fiume Anapo e l\u2019annessa necropoli preistorica di Pantalica) e Ragusa.<\/p>\n<p>km 3076.<\/p>\n<p>Dodicesimo giorno (16 agosto): mi trasferisco oltre Agrigento, a Eraclea Minoa.<\/p>\n<p>km 3338.<\/p>\n<p>Tredicesimo giorno (17 agosto): visito Agrigento e la Valle dei Templi.<\/p>\n<p>km 3388.<\/p>\n<p>Quattordicesimo giorno (18 agosto): mi sposto con armi e bagagli a Selinunte (con strizza incredibile sui tornanti in discesa che da Menfi portano verso la foce del Belice: l\u2019asfalto sembra di vetro e, avvicinandomi al primo tornante, che gira a destra, ogni tentativo di frenare si risolve in un bloccaggio della ruota anteriore; per fortuna riesco ugualmente a impostare la curva senza invadere pi\u00f9 di tanto l\u2019altra corsia). Appena arrivato in centro di Marinella di Selinunte, mentre vado a 5 km\/h dietro una fila di auto, la ruota dietro di colpo si inchioda (\u00e8 la definitiva conferma della quarta magagna ). Il cuscinetto ha fatto la fine di quello davanti, ma da come si \u00e8 bloccata di colpo temo il peggio, cio\u00e8 che si sia danneggiata la coppia conica! Per fortuna proprio l\u00ec davanti abita un Guzzista (mi pare Nevada), che almeno mi aiuta a spostare la moto a lato della strada e mi d\u00e0 indicazioni sui meccanici della zona. Per\u00f2 siamo a gioved\u00ec della settimana post ferragosto, officine chiuse fino a luned\u00ec.<\/p>\n<p>Troppo incazzato per guardare i km, ma cos\u00ec a occhio direi 3500-3550.<\/p>\n<p>Tanto per non starmene con le mani in mano, il 19 vado in treno a Trapani e in traghetto sull\u2019isola di Favignana, poi il 21 me ne torno a Selinunte in treno.<\/p>\n<p>Diciottesimo giorno (22 agosto): alle 14 il meccanico del posto (Castelmoto di Castelvetrano, bravo e gentile) viene a recuperare il 1100 col furgone. Peccato che in questo periodo lavorano solo mezza giornata, al pomeriggio l\u2019officina \u00e8 chiusa.<\/p>\n<p>Diciannovesimo giorno (23 agosto): la mattina, di buon\u2019ora, mi presento in officina e smonto la ruota dietro. Tolta la ruota, provo timidamente a far girare a mano l\u2019albero di trasmissione, pronto al peggio, e invece gira tutto come l\u2019olio, era solo il maledetto cuscinetto, la coppia conica \u00e8 OK! Con l\u2019aiuto del meccanico cambio il cuscinetto, anzi gi\u00e0 che ci siamo li cambiamo tutti e due, per un totale (compreso il recupero della moto col furgone e i due cuscinetti) di 75 Euro. Altro bell\u2019esempio di onest\u00e0. Magicamente, anche il freno dietro torna a funzionare normalmente: evidentemente la magagna n. 2 dipendeva dalla n. 4, nel senso che il bastardo cuscinetto stava gi\u00e0 cominciando a partire fin dalla Calabria, faceva sfarfallare la ruota, e quindi anche il disco freno, le cui oscillazioni impedivano al circuito idraulico di funzionare correttamente (infatti, come ho gi\u00e0 detto, anche quando era saltato il cuscinetto della ruota davanti non funzionavano pi\u00f9 i rispettivi freni).<\/p>\n<p>Pronti via, me ne vado a Palermo: sono in ritardo sul programma e quindi, dopo essere passato dai ruderi del paese di Gibellina, distrutto dal terremoto del Belice del \u201968, mi concedo il secondo tratto di autostrada della vacanza (il primo era stato Bergamo-Parma!). Monto la tenda all\u2019Isola delle Femmine (un nome ingannevole, non se ne vede una&#8230;) e vado subito al porto di Palermo per prenotare la nave x Genova della sera dopo. Poi mi getto nella Palermo by night, davvero intrigante.<\/p>\n<p>Troppo felice per guardare i km, ma cos\u00ec a occhio direi 3800<\/p>\n<p>Ventesimo giorno (24 agosto): la mattina in campeggio vedo un Hayabusaro che lubrifica la catena e gli chiedo da dove viene, in un italo-inglese malcerto ma efficace quello mi risponde: da Finlandia tutto on the road except boat from Zara to Ancona!!! La mia autostima per i tanti km fatti cade sotto zero.<\/p>\n<p>Palermo by day mi intriga un po\u2019 meno della sera prima, comunque sempre molto bella e mille cose da vedere. La sera a malincuore mi imbarco.<\/p>\n<p>km 3840.<\/p>\n<p>Il ventunesimo giorno (25 agosto) non si conta neanche: nave Palermo-Genova, arrivo alle 17 e via in autostrada fino a Bergamo. Minaccia pioggia, quindi vado allegro e, sulle curve della Milano Genova, sono anche tentato di gettarmi all\u2019inseguimento di una Hornettina volante che mi passa beffarda; ma poi mi chiedo: chi me lo fa fare, con borse, borsoni e 4000 km sul groppone, di rischiare la vita per star dietro a un pirla? Non mi riconosco pi\u00f9, sta vedere che \u2018sta vacanza mi ha maturato!<\/p>\n<p>km finali 4040.<\/p>\n<p>Bilancio: ho lasciato in Sicilia (e ci metto anche il Piccolo Tibet-Gran Sasso) un pezzo di cuore e due cuscinetti. Ho conosciuto gente splendida, generosa, disponibile e cordiale. Ho scoperto (a 34 anni!) che una vacanza in moto (naturalmente Guzzi) &amp; tenda, specialmente se in solitaria, \u00e8 un\u2019esperienza da fare nella vita.<\/p>\n<p>P.S.: Ma \u2019sti cavolo di cuscinetti del perno ruota, \u00e8 cos\u00ec comune che si rompano? Due in un viaggio di 4000 km? Forse che, in un periodo di magra, a Mandello al posto delle sfere gli operai nei cuscinetti ci mettessero le caccole del naso? Credo proprio di essermi strameritato sul campo i galloni di Gran Maestro della Loggia del Cuscinetto.<\/p>\n<p>Ci si vede alle GMG (se riesco a arrivarci&#8230; mi porter\u00f2 dietro un paio di cuscinetti di scorta)!<\/p>\n<p>In Guzzi we trust<\/p>\n<p>Andre1100Sport<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/5.196.224.66\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Report-Sicilia.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-thumbnail wp-image-959\" src=\"http:\/\/5.196.224.66\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Report-Sicilia-150x150.jpg\" alt=\"Report Sicilia\" width=\"150\" height=\"150\" srcset=\"http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Report-Sicilia-150x150.jpg 150w, http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Report-Sicilia-300x300.jpg 300w, http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Report-Sicilia-100x100.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di andre1100sport Sono tornato ormai da una settimana da un\u2019indimenticabile (anche perch\u00e9 per me \u00e8 il primo viaggio cos\u00ec lungo in termini di tempo e km) vacanza in Sicilia in due: io e il mio 1100 Sport. 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