Lettera aperta ai dirigenti Piaggio sulla situazione della Moto Guzzi.

In questi ultimi mesi abbiamo assistito ad uno stillicidio di notizie riguardanti la Moto Guzzi che ci ha profondamente allarmato.
In primis la liquidazione della Moto Guzzi SpA che cessa di esistere e che rende di fatto Moto Guzzi nulla più che un marchio vuoto come Laverda o Gilera, senza alcun legame con una realtà produttiva unica e specifica.
E poco dopo l'annuncio della cassa integrazione per due mesi a Mandello per via dei lavori di "ristutturazione"del sito di Via Parodi. Le virgolette sono quelle che si leggono su tutti i giornali, giacché la bontà delle intenzioni di Piaggio è palesemente contestata da stampa e dai sindacati che paventano che si tratti di un licenziamento mascherato, del primo passo per sbarazzarsi definitivamente di Mandello.
Con questa lettera aperta vorremmo esprimere da un lato la nostra vicinanza ai lavoratori e alle loro famiglie colpiti da questa cassa integrazione così anomala, e dall’altra il nostro sgomento nel
constatare come, in un periodo cruciale - a ridosso dei due più importanti saloni motociclistici d'Europa,
la Piaggio non sappia precisare la propria posizione ma lasci che la ridda di voci su Mandello si espanda
a dismisura arrecando l'ennesimo danno di immagine al marchio Moto Guzzi.

Troviamo allucinante il perdurare ed il moltiplicarsi sui giornali e sul web di voci quanto più divergenti sulle strategie di Piaggio in materia e l'assenza pressoché totale di risposte nette da parte di
Piaggio che ad oggi si è limitata ad una goffa smentita di circostanza che non ha convinto nessuna delle parti in causa.
Vorremmo che i dirigenti Piaggio dicessero forte e chiaro cosa hanno in mente: si descriva dettagliatamente il restauro in corso e la tempistica e si chiarisca una volta per tutto quale è il futuro che
Piaggio immagina per la fabbrica al 57 di Via Parodi: quali attività, quanti addetti, con quali mansioni
e in quanto tempo intende farlo.

Si chiariscano subito i punti ambigui: nessuno crede che per rinnovare una fabbrica servano davvero 5 anni né che 12.5 milioni di euro rappresentino un investimento tale da giustificare tempi così
lunghi. Piaggio chiarisca, faccia luce e spazzi via i dubbi.

Chiediamo quindi a chi di dovere in Piaggio, un intervento deciso, chiaro, che dimostri se e quanto la Piaggio abbia intenzione di investire nel rilancio della Moto Guzzi di Mandello del Lario:
di quello che è a tutti gli effetti un Patrimonio dell'Italia tutta che può e deve essere difeso e rilanciato con forza e non mortificato e ridotto ad un badge senza valore.
Riteniamo che la Fabbrica di Mandello del Lario sia un imprescindibile elemento del valore aggiunto
che al nome Moto Guzzi viene riconosciuto in tutto il mondo. Come sede produttiva e cuore propulsivo
della Moto Guzzi e non già come vuoto involucro museale dal destino incerto.

 

Ass. Anima Guzzista, ottobre 2008

Sottoscrivono la lettera:

 ( sul forum di Anima Guzzista, l'elenco dei firmatari)

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