{"id":10198,"date":"2026-01-09T10:54:08","date_gmt":"2026-01-09T10:54:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.animaguzzista.com\/?p=10198"},"modified":"2026-01-09T10:54:08","modified_gmt":"2026-01-09T10:54:08","slug":"come-sono-diventato-guzzista-franco-di-schiena-2-2-2-2-2-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.animaguzzista.com\/?p=10198","title":{"rendered":"Come sono diventato Guzzista: Vladimiro Corbari"},"content":{"rendered":"<p>di Vladimiro Corbari<\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>LA MOTO DI ALDO<\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: medium;\">Avevo undici anni quando la casa in campagna, dove viviamo tutt\u2019ora, era stata appena costruita. Il terreno attorno era cosparso di detriti del cantiere e tra i resti di mattoni e la \u201cmolazza\u201d per impastare due mucchi, di sabbia e pozzolana, avevano ancora i segni della pista per le piccole automobili con cui giocavo . <\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: medium;\">Fu un giorno di quell\u2019estate del 1970 che sentii per la prima volta quel suono. Pi\u00f9 morbido e ovattato dei trattori e frese che spesso si sentivano borbottare nella campagna fuori Roma, pi\u00f9 fluido e \u201crotondo\u201d, pi\u00f9 forte e vicino, sempre pi\u00f9 vicino fino a spuntare, seguito da una nube di polvere, sul viale sterrato che dalla strada principale portava a casa. <\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: medium;\">Oh, era magnifica! Bianca, grande, grandissima, con ruote enormi e veniva da noi! Si ferm\u00f2 proprio accanto al mio mucchio di sabbia, spense il motore e scese Aldo, un amico di pap\u00e0, venuto a mostrargli il suo ultimo acquisto. Una moto!<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: medium;\">Sul serbatoio c\u2019era scritto Moto Guzzi e pi\u00f9 in basso, sotto la sella, vu sette. Ricordo, come fosse ora, che quasi intimidito mi avvicinai girandole attorno \u201ca debita distanza\u201d e mentre pap\u00e0 e Aldo si salutavano feci un passo in avanti avvicinandomi fino a toccarla.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: medium;\">Si, certo, durante la giornata Aldo mi fece sedere sulla moto e mettere le mani sulle manopole, poi la accese e io suonai il clacson. Quel giorno vidi e sentii cose mai viste e sentite che non ho pi\u00f9 scordato.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>Ovviamente non ero ancora diventato Guzzista.<\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>ARMANDO FIORINI<\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: medium;\">Il maestro delle elementari aveva un secondo lavoro: faceva il venditore di auto presso la concessionaria Raganelli, a Roma in largo Preneste, di Alfa Romeo e Moto Guzzi. Mio padre lo scopr\u00ec un giorno, venuto a prendermi davanti scuola dove lo incontr\u00f2. Fu cos\u00ec che tra un \u201c\u00e8 intelligente ma non si applica\u201d e \u201cpotrebbe fare di pi\u00f9\u201d, non so come, il discorso fin\u00ec sulle auto e il maestro Ruggeri convinse pap\u00e0 a comprarsi un\u2019Alfa Romeo.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: medium;\">In effetti, la vecchia R8 era ormai alla frutta ed era proprio ora di cambiarla. Andammo insieme alla concessionaria e, mentre lui trattava l\u2019acquisto del 1300 TI, io mi ero \u201cpiazzato\u201d come incantato accanto ad una moto esposta nella vetrina che d\u00e0 sulla piazza, tra le alfa dello showroom. Bianca, grande, lucidissima e Moto Guzzi sul serbatoio. Era proprio lei. Questa, addirittura, con la scritta \u201cspecial\u201d sul fianchetto.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: medium;\">Una voce alle mie spalle disse \u201cti piace, eh?\u201d, trasalii come succede a chi torna con i piedi per terra strappato all\u2019improvviso da un volo nel mondo dei sogni. Era Armando, un giovanotto dal sorriso aperto e simpaticissimo che inizi\u00f2 a parlare (proprio con me!) di come quella sarebbe stata presto la sua moto, che contava di andarci in ferie in giro per l\u2019Italia, che la macchina \u00e8 comoda, per\u00f2 in moto \u00e8 tutta un\u2019altra cosa, che si conosce un sacco di gente simpatica e poi \u00e8 proprio bella!<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>Nemmeno quel giorno diventai Guzzista. <\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>7 ANNI IN STANDBY<\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: medium;\">Poi, mio padre, si trasfer\u00ec a Milano per lavoro e, poco dopo, anche noi lo seguimmo. Furono anni di Graziella (si, la bici, spiritosi!) e dei primi giri sui motorini degli amici finch\u00e9 pap\u00e0 non decise di farsi\u2026 una Moto Guzzi!<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: medium;\">Mia madre era scettica e forse fu per questo che mio padre mi coinvolse chiedendomi di accompagnarlo dal concessionario Guzzi di via Trivulzio. Cos\u00ec, mentre io indugiavo seduto sul Dingo Cross, pur sapendo che non me lo avrebbero mai comprato, lui, quello l\u00e0, l\u2019infame, ma si, dai, mio padre! Chiedeva costi e tempi di consegna per\u2026 un Airone 250 col sidecar!<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: medium;\">Per fortuna mamma la ebbe vinta, cos\u00ec finimmo io comunque senza il Dingo e lui senza sidecar\u2026<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>Avrei voluto solo un motorino, uno qualunque, qualsiasi cosa che fosse anche appena meglio della Graziella, invece niente. No, ancora non ero diventato Guzzista.<\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>ARMANDO FIORINI 2<\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: medium;\">Nel 1976 tornammo a Roma, fin\u00ec il liceo e poco dopo presi la patente. Armando aveva ragione, la macchina era comoda e non persi occasione per guidare quella di famiglia e, a dire il vero, alla moto non ci pensavo proprio pi\u00f9. <\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: medium;\">Sono anni intensi: la maturit\u00e0 e poi l\u2019universit\u00e0, poi no, basta studiare voglio lavorare e poi da casa a Roma a quella in campagna a Zagarolo, dove risiedo tuttora e anche Anima Guzzista ha avuto sede per i nove anni in cui ne sono stato Presidente.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: medium;\">Intanto il lavoro, pian pianino, cresce ed inizio a dovermi muovere tra casa e Roma quotidianamente tra clienti e tipografie, ed \u00e8 qui che scatta \u201cquel \u201cqualcosa quando mi convinco che la moto sarebbe la soluzione perfetta. Agile nel traffico, si parcheggia ovunque e\u2026 ooops, ma si dai, tutte \u2018ste cose le sapete gi\u00e0, no?<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: medium;\">Fu cos\u00ec che spesi due anni in sella ad una Honda 350 four di quinta mano (oh! Il lavoro andava sempre meglio ma i guadagni mi permettevano solo usato sicuro, pochi km, ottimo stato, poco prezzo, anzi fammi uno sconto\u2026) che dopo 60 mila chilometri ho rivenduto quasi a peso tanto era conciata male e fu allora che mi torn\u00f2 in mente Armando.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: medium;\">Due mesi dopo uscivo dal concessionario in sella ad un V65 grigia nuova di zecca ed un po\u2019 di rate da pagare . Era il 1983 ed ancora non sapevo che mi stava aspettando un anno fatto di gioie e dolori, rabbia e felicit\u00e0 ma che avrebbe messo in dubbio anche il solo pensare ad un mezzo su due ruote.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: medium;\">Dopo 23 mila km in un anno avevo bruciato le guarnizioni delle teste, avuto un sacco di problemi di carburazione e messa a punto, rotto la coppia conica, rifatta frizione con relativa perdita d\u2019olio dalla flangia, un vero disastro. Ma era anche vero che c\u2019ero andato per la prima volta a Mandello del Lario, partecipato a tanti raduni e guidato ogni santo giorno per Roma e dintorni.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: medium;\">Cos\u00ec avevo scoperto che viaggiare in moto mi piaceva parecchio e fu proprio durante un raduno che incontrai Armando, vestito di tutto punto in tuta di pelle nera, guanti e casco su un meraviglioso 1000 SP rosso e bianco con tanto di borsa da serbatoio e tris di borse krauser. Rimasi come fulminato. Era \u201clei\u201d. L\u2019immagine di viaggiatrice potente, grande, comodissima e veloce era tutto quello che avrei voluto per vivere la moto a \u201cmodo mio\u201d. Parlammo molto ed iniziai a venire \u201cedotto\u201d sulla differenza tra serie \u201cgrossa\u201d e serie \u201cpiccola\u201d, mi illustr\u00f2 tutte le caratteristiche meccaniche e di guida ma, cosa pi\u00f9 importante, alla fine me la prest\u00f2 per un breve giro di assaggio del paese. Non c\u2019era bisogno di altro. Quella sarebbe stata la mia moto. E cos\u00ec, di nuovo, tornai da Armando Fiorini per una permuta ed il 1mo luglio del 1984, ritirai la moto da Biaschelli, concessionario Moto Guzzi, per non dover aspettare i tre giorni necessari al trasporto da Raganelli, ultimo SP rosso e bianco disponibile a Roma. Mi accompagn\u00f2 Michele Buonanni, direttore della rivista Fotografare dove lavoravo, e quella fu l\u2019unica volta in vita mia in cui salli su una bmw.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: medium;\">L\u2019SP mi piaceva molto ma proprio Guzzista ancora non mi ci sentivo, al massimo\u2026 simpatizzante.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>L\u2019SP<\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: medium;\">Devo dire che, dopo la brutta esperienza col V65, qualche magagna me l\u2019aspettavo\u2026 e invece niente. Cos\u00ec cominciammo a capirci e mentre la fiducia aumentava anche le \u201cavventure\u201d si moltiplicavano: dal giro del Mediterraneo fino a Gibilterra ed il Marocco e, dalla parte opposta, Yugoslavia,Ungheria e Cecoslovacchia prima della caduta del muro di Berlino, ma anche da casa al lavoro quotidiano fino alla vita da libero professionista per Roma tra clienti e fornitori (ancora non erano arrivati gli scooter che oggi regnano sovrani nell\u2019uso cittadino), e poi raduni, vacanze ed uscite di pochi giorni, praticamente visitando quasi ogni angolo della nostra bella Italia.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: medium;\">Quindi? Quando sono diventato Guzzista?<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: medium;\">Dopo tanti anni di \u201cturismo\u201d ho scoperto di poter guidare anche in un altro modo. Era il mio lato \u201coscuro\u201d che a tratti veniva fuori nelle strade tortuose dove, nel tempo, avevo preso sempre pi\u00f9 confidenza con andature pi\u00f9 \u201csciolte\u201d che, grazie all\u2019SP modificato ed \u201caggiornato\u201d (pi\u00f9 noto come LeSPans), si sono rivelate molto meno oscure e rivalutate pi\u00f9 come \u201cupgrade\u201d, di quel mototurista che sono stato, fino a che ho incontrato\u2026 Anima Guzzista nel 2004 nell\u2019Incontro di Primavera a Trevignano. <\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: medium;\">Quel giorno ho incontrato tante persone e con molti ho stretto legami d\u2019amicizia sincera e con alcuni \u201caddirittura\u201d lo stesso modo di intendere e vivere il motociclismo con in pi\u00f9, la ciliegina sulla torta, di essere Guzzisti. Tra le strade \u201ccurvose\u201d verso Tolfa e nella splendida serata dove nacque la Guzzisti Liberi Blues Band ho capito di essere nel posto giusto. Da l\u00ec in poi non mi sono pi\u00f9 fermato e voltandomi indietro nel vedere dove ero arrivato \u00e8 stato chiarissimo che ero nel posto giusto a fare cose semplici, normali ma anche spettacolari e davvero \u201cgajiarde\u201d. <\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: medium;\">Bocca Serriola, Colli di Montebove, La Buddus\u00f2 Bitti, la Pescasseroli Scanno, La Futa, la Cisa, il Passo del Bracco, il Colle della Maddalena, da Alleghe a Passo Giau e potrei proseguire per altre mille pagine. Su tutte mi sono sempre divertito un sacco, si a guidare e piegare, a vedere panorami mozzafiato e a bere birrini defaticanti ma soprattutto perch\u00e9 ero con altri motociclisti&#8230; tutti Guzzisti.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: medium;\">Sono diventato Guzzista nel 1970.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: medium;\">Nel 2004 l\u2019ho scoperto anche io.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: medium;\">Vladimiro ed il LeSPans<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: medium;\">41 anni e 530.000 km di motociclismo addirittura Guzzista<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Vladimiro Corbari LA MOTO DI ALDO Avevo undici anni quando la casa in campagna, dove viviamo tutt\u2019ora, era stata appena costruita. 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