{"id":10258,"date":"2026-01-19T09:09:25","date_gmt":"2026-01-19T09:09:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.animaguzzista.com\/?p=10258"},"modified":"2026-01-19T09:35:19","modified_gmt":"2026-01-19T09:35:19","slug":"come-sono-diventato-guzzista-franco-di-schiena-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-4-2-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.animaguzzista.com\/?p=10258","title":{"rendered":"Come sono diventato Guzzista: Pietro Motisi"},"content":{"rendered":"<p>di Pietro Motisi<\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>Premessa<\/i><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">In islandese antico, \u2018sogno\u2019 si dice <\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><i>draum<\/i><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">, plurale <\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><i>draumar<\/i><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">. Molti noteranno subito l\u2019assonanza con l\u2019anglosassone <\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><i>dream<\/i><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">, termine pi\u00f9 vicino a noi per chiare ragioni colonialistiche, ma\u2026<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">Da appassionato oltre che di moto anche di parole, dei loro significati, delle origini etimologiche e dei suoni, ho trovato molto interessante come dal grande repertorio norreno giunto fino a noi, col suo corollario di miti e di storie fatte di geografie magiche, grandi viaggi attraverso terre e dimensioni energetiche e grandi imprese, fino a tradimenti e paradossali scaramucce capricciose da parte di divinit\u00e0 grandiose, che esista anche un\u2019assonanza tra il sogno norreno <\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><i>draumar <\/i><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">e la parola trauma. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">Tale assonanza ha acquisito per me una valenza peculiare assieme a un manipolo di persone tra amici antropologi, studenti e scrittori, in particolare durante il periodo che rappresenta senza ombra di dubbio uno dei momenti in assoluto, nella nostra storia recente, di condivisione massima tra esseri della stessa specie di un unico evento, in tal caso traumatico appunto, che \u00e8 stato quello della pandemia. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">L\u2019occasione ci aveva portato ad analizzare e condividere delle riflessioni relative alle nostre strategie di sopravvivenza all\u2019evento traumatico attraverso i segni del mondo onirico, ma era sicuramente anche un\u2019occasione utile che ci ha permesso, in un momento materialmente piuttosto statico, di attraversare delle soglie personali grazie alla stimolazione del nostro immaginario e all\u2019osservazione e analisi dei sogni. Questa non \u00e8 affatto una novit\u00e0 nella storia della nostra specie. Esistono teorie congetturali piuttosto accreditate che dimostrano come espressioni dell\u2019immaginario, \u00e8 il caso ad esempio dell\u2019arte rupestre, risultino presenti in luoghi che erano dei \u2018cul de sac\u2019 geografici: dove il corpo non riusciva ad attraversare una soglia, un limite dello spazio materiale, ecco che interveniva l\u2019espressione immaginifica a sciogliere contorni fisici e orizzontali per crearne di nuovi, verticali e sacri. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">Il sacro e il profano, per me, non hanno confini che li separano e delimitano in modo netto e definitivo, cos\u00ec come non c\u2019\u00e8 confine netto e definitivo tra i concetti di bene e di male o tra le posizioni intellettuali pi\u00f9 sentite e profonde da un lato e il comportamento giocoso infantile e apparentemente superficiale dall\u2019altro, tanto che \u00e8 estremamente importante non prendersi mai troppo sul serio. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">E non \u00e8 forse la motocicletta, nella sua straordinaria totalit\u00e0, a racchiudere un po\u2019 tutta una serie di ragioni che la portano a rappresentare contestualmente la materializzazione di un sogno realizzabile, del mito, della meravigliosa complessit\u00e0 tecnica prestata a una serie di comportamenti apparentemente semplici e illuministi del suo pilota, tra sistemi di leve e manopole, che portano a uno dei giochi pi\u00f9 belli che conosciamo, fino ad arrivare al brivido, la paura e il trauma che condiscono e arricchiscono inevitabilmente tutto quanto, fino a ottenere la straordinaria nota commistione di desiderio, fascino ed eccitazione?<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">Non \u00e8 forse questa possibilit\u00e0 di affrontare in modo unico il rapporto tra spazio e tempo, immersi come parte della scena e non come osservatori, con l\u2019asfalto che corre a pochi centimetri dai nostri piedi, per dirla alla Pirsig, cogliendo cos\u00ec l\u2019occasione di sgomberare i canali della nostra coscienza, che rende per noi irrinunciabile l\u2019essere motociclisti? <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">Chiaro, il rapporto e la ricerca nel mito della moto \u00e8 un percorso sempre soggettivo e personalizzato in base alla vita di ognuno di noi, secondo le nostre abitudini, i desideri, i percorsi, e il nostro modo di condividerli. Ma anche per quelli di noi che non comprendono nulla di meccanica e il funzionamento delle cose \u00e8 soltanto un mistero, esiste la consapevolezza del fatto che il rapporto con la moto non \u00e8 soltanto qualcosa che si consuma e si conclude nel guidarla. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">Anche il pi\u00f9 estraneo al gesto di svitare una candela o il tappetto di una gomma da gonfiare riconosce il fascino e il gusto di mettere le mani dentro quell\u2019oggetto tanto mitologico quanto personale, allo scopo di renderlo ancora pi\u00f9 nostro, di farlo funzionare come ci piace, di farlo andare con noi, dove desideriamo.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">Questo \u2018mettere le mani\u2019 diventa, anche se in modo \u2018non praticante\u2019, un\u2019allegoria del mettere le mani in noi stessi, di far andare bene un\u2019estensione di noi stessi, magari per ripararne un\u2019altra che sentiamo un po\u2019 storta dentro di noi, o magari solamente per tornare a sentire quella ebbrezza del gioco puro, come quando siamo stati bambini, nel desiderio intrinseco di continuare ad alimentare questi sacri pezzi d\u2019infanzia che ancora ci abitano e che trovano nella motocicletta il pi\u00f9 grande catalizzatore. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">Molti di noi, durante un periodo in cui d\u2019improvviso non era pi\u00f9 possibile in modo spensierato compiere dei semplici gesti come inforcare la propria moto, girare la chiave nel quadro, mettere in moto e uscire dal garage, rimanendo vincolati in quello spazio chiuso, hanno riposto nell\u2019incertezza una speranza viva per il dopo insieme, contando sul fatto che il mitologico oggetto, per sua stessa essenza, catalizzava molteplici ricordi di imprese compiute insieme. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">\u00c8 accaduto qualcosa del genere anche a me, qualcosa che mi ha portato a raccogliere tutta una serie di riflessioni, mentre dentro al silenzio del mio garage e delle mie emozioni modificavo la mia Guzzi, realizzando come rispetto ad altre esperienze, rispetto ad altre motociclette possedute, la mia tendenza a essere solitario come motociclista ma anche nella vita virava in direzione diversa grazie all\u2019incontro con Anima Guzzista. L\u00e0 dentro, quel mezzo riusciva a evocare in me una maggiore profondit\u00e0 di sentimenti, esattamente come si percepisce la differenza tra il pesante bicilindrico mille tra le gambe e un quasi elettrico quattro cilindri in linea giapponese. La pressione percepita nel petto e il suono cupo dei due grossi cilindri in moto al minimo in quel garage accompagnavano armonicamente la densit\u00e0 di differenze tra amici tanto diversi tra loro per storia, professione, provenienze geografiche, gusti eppure vicini nel desiderio di fare un pezzetto di strada insieme, nell\u2019organizzarsi, nell\u2019incontrarsi, nella importantissima condivisione del convivio, nel gioco, nella volont\u00e0 di farlo ancora e ancora. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">A quel punto ho compreso il valore della cosa, il fatto di aver trovato un prezioso allineamento tra il dentro e il fuori di s\u00e9, un fatto che non \u00e8 mai semplice o scontato. Diventava importante, allora, quasi un bisogno necessario, condividere.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">Le parole per dire come nella tua vita hai vissuto un\u2019epifania vengono fuori fresche come l\u2019aria dei passi di montagna, vengono fuori belle e sincere e riguardano tutti, per assonanza o per contrasto. Inoltre quel periodo rappresent\u00f2 per tantissimi l\u2019occasione di fare un viaggio in moto a ritroso tra le proprie emozioni originarie, quelle fondative, permettendoci di attraversare soglie proibite grazie all\u2019immaginario, grazie al ricordo, grazie al mito di un mezzo che \u00e8 per tutti noi la concreta realizzazione di uno dei sogni pi\u00f9 belli che possiamo vivere e condividere da svegli, attendendo il momento che infine ci ha riportato in strada, per ricongiungerci con i nostri fratelli elettivi motociclisti.<\/span><\/p>\n<p align=\"right\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">PM<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Pietro Motisi Premessa In islandese antico, \u2018sogno\u2019 si dice draum, plurale draumar. 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