{"id":2543,"date":"2002-05-29T20:28:03","date_gmt":"2002-05-29T20:28:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.animaguzzista.com\/?p=2543"},"modified":"2015-04-07T20:30:14","modified_gmt":"2015-04-07T20:30:14","slug":"douce-france","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.animaguzzista.com\/?p=2543","title":{"rendered":"DOUCE FRANCE"},"content":{"rendered":"<p>di Roberto Ruggeri (Dondolino)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Non \u00e8 un bel mattino quello del 29 maggio 2002, dalle parti di Wiesbaden. Cielo del miglior grigioscuro, le previsioni dicono pioggia in mattinata.<br \/>\nComunque lieto per la vacanza in moto che sta per incominciare, carico di buon&#8217;ora il fido Ombromanto (Guzzi 1000 SP2 &#8220;Spada&#8221;, in versione personalizzata) con le borse preparate la sera e prima delle 8 sono in partenza per Saarbr\u00fccken. I 200 km di noiosa autostrada che ci separano (la strada alternativa, molto bella, non viene in considerazione per ragioni di tempo) sono anch&#8217;essi grigi, circa 50 km prima di Saarbr\u00fccken arrivano le prime gocce di pioggia. Presto smettono: saranno anche le ultime.<\/p>\n<p>All&#8217;arrivo vicino Saarbr\u00fccken mi aspetta il mio amico Manfred, felice proprietario di una BMW R85RT del 1990 pressoch\u00e8 nuova (nemmeno 20.000 km) e tenuta con teutonica cura. La mia aquilotta, sporca gi\u00e0 all&#8217;inizio del viaggio, mostra con eleganza le diversee aree culturali di appartenenza&#8230;.<br \/>\nAd attendermi per\u00f2 c&#8217;\u00e8 non Manfred, ma &#8230; sua madre, presso la quale il Nostro, che lavora a Monaco, lascia la moto. La BMW ha problemi, Manfred \u00e8 gi\u00e0 dal meccanico, torner\u00e0 tra poco.<\/p>\n<p>Dopo una mezz&#8217;ora appare il compagno di viaggio: la moto \u00e8 stata un p\u00f2 &#8220;rispolverata&#8221; dopo la lunga inattivit\u00e0: carburatori smontati e ripuliti, nuove candele, ora il motore gira tondo e rassicurante, con quell&#8217;aria di sfida al tempo che il boxer BMW trasmette cos\u00ec bene.<\/p>\n<p>Si parte subito in direzione Francia, e qui purtroppo non potr\u00f2 essere molto d&#8217;aiuto al lettore perch\u00e9 io seguivo, ma insomma si viaggia per piacevoli strade statali e provinciali, con pochissima autostrada, in direzione Digione. Dalle parti di quest&#8217;ultima il paesaggio cambia, i vigneti si fanno pi\u00f9 frequenti, il paesaggio molto &#8220;sudeuropeo&#8221;, tra l&#8217;altro c&#8217;\u00e8 una bella luce pomeridiana che molto dona ai vigneti. A Beaune, il centro vinicolo della Borgogna (perch\u00e8 \u00e8 qui che ci troviamo) ci fermiamo per la prima vera pausa dopo il pranzo &#8220;al sacco&#8221;, ci godiamo davanti a un caff\u00e8 l&#8217;atmosfera rilassata della cittadina piena di turisti (soprattutto tedeschi per via del &#8220;ponte&#8221; della festivit\u00e0 del Frohnleichnam, (che credo sia il Corpus Domini ma forse no), poi ci mettiamo per tempo a cercare un posto per la notte. Manfred ha un altro modo di intendere la vacanza in moto: faticatore e spaccachilometri io, rilassato e vacanziero lui. Questa vacanza abbiamo deciso di prenderla comoda, pi\u00f9 vacanza &#8220;con la moto&#8221; che vacanza &#8220;in moto&#8221;. La mia vera natura verr\u00e0 fuori prima della fine del viaggio&#8230;.<\/p>\n<p>A Meursault, dalle parti di Beaune, troviamo una degna possibilit\u00e1 di pernottamento e un molto migliore ristorante nella forma dell&#8217;Hotel Du Centre, membro di quella meritevole organizzazione chiamata &#8220;Logis de France&#8221; e che in generale mi sento di consigliare. Della serata mi restano in mente, oltre alla piacevole conversazione con un amico di molti anni che causa trasferimento vedo solo raramente e al pasto impeccabile, la discussione di un gruppo di tedeschi a un tavolo vicino, prima quieti e sereni in stile vacanziero, poi pi\u00f9 accesi, poi decisamente agitati, infine pi\u00f9 o meno apertamente urlanti. Clima mediterraneo, insomma. Concludo la giornata dicendo che segna i primi 10.000 km da me fatti con la mia aquilotta, A.D. 1986, ritirata il 1. febbraio e usata solo nel tempo libero.<br \/>\nBuonanotte, Ombromanto&#8230;.<\/p>\n<p>La mattina seguente \u00e8 bellissima. Dopo una buona ma in stile francese non troppo abbondante colazione ci mettiamo in marcia verso sud. Ai vigneti della prima parte del viaggio, molto belli nella mattina di primavera avanzata (passiamo anche per Cluny, che ci impressiona ma non abbastanza da spingerci a fermarci a lungo) seguono paesaggi via via pi\u00f9 aspri, quando da Macon decidiamo di aggirare Lione da ovest e scendere verso sud dalla parte di Clermont Ferrand non senza una breve sosta a Cluny.<br \/>\nQuello che segue \u00e8 un bellissimo pomeriggio di curve nel territorio chiamato comunemente &#8220;Ard\u00e8che&#8221;, anche se per me lo spasso \u00e8 cominciato gi\u00e0 nel dipartimento Haute Loire ed \u00e8 proseguito, dopo il dip. Ard\u00e8che, in quello di Drome. Ma il tempo passa e abbiamo una camera gi\u00e0 prenotata molto pi\u00f9 a sud; ci buttiamo sull&#8217;autostrada e ne usciamo ad Orange dopo una rapida cavalcata.<br \/>\nQui il paesaggio \u00e8 completamente cambiato. Fa pi\u00f9 caldo nonostante la sera che inizia, la vegetazione \u00e8 diversa, pi\u00f9 cespugliosa (ma non mancano i vigneti), pochi alberi, in un modo strano mi ricorda la campagna romana ma non rendo l&#8217;idea. Mi dice il mio esperto amico che questo paesaggio si chiama &#8220;garrigue&#8221; ed \u00e8 tipico del posto, mi ha detto anche da dove viene il termine ma Alzheimer avanza&#8230;. Alle otto e mezza circa e dopo circa 640 km arriviamo a destinazione, una incantevole casa colonica ristrutturata ad albergo dalle parti di Al\u00e8s. L&#8217;albergo-ristorante viene gestito da una ex collega di Manfred, che ha lasciato baracca e burattini a Monaco per venire a stare qui col suo uomo. Dopo avere mangiato abbondantemente e chiacchierato fino a ora tarda in un misto di tedesco e francese di qualit\u00e0 variabile (bene lui, male io&#8230;) poniamo termine al secondo giorno di viaggio. Fin qui in 2 giorni 1200 km, bei percorsi, bel tempo, bei posti, tutto a posto.<\/p>\n<p>La mattina del terzo giorno essi si riposarono, perch\u00e8 la mattina era bella, il giorno prima avevamo girato molto e fatto molto tardi, e una chiacchierata di qu\u00e0, un ricordo dei vecchi tempi di l\u00e0, quando partiamo sono le 11 e 40 e il sole picchia gi\u00e0 duro.<br \/>\nCos\u00ec tanto che d\u00e0 alla testa al buon boxer, che all&#8217;improvviso regola autonomamente il minimo sui 4500 giri senza apparente motivo. Constatato che il cavo del gas (mia prima diagnosi ahim\u00e8 frutto dell&#8217;esperienza) non \u00e8 il responsabile, arrivati nel vicino, idillico paesino di *****-la romaine (nota per le rovine romane e per la disastrosa inondazione del settembre 1992, su cui Manfred rifer\u00ec come inviato della radio tedesca) ci affidiamo ad un meccanico non ufficiale.<br \/>\nDottore, \u00e8 grave? No, no, solo un colpo di sole dei carburatori dovuto alla differenza di temperatura con la Germania. Il nostro &#8220;medicine man&#8221; procede semplicemente a una nuova regolazione e messa a punto, dopodich\u00e8 ce ne andiamo soddisfatti. Stimato lettore Guzzista, l&#8217;episodio ci insegna due cose. Primo: le vecchie moto hanno un grosso vantaggio: ripari tutto in loco e puoi sempre ripartire, invece provate a rompere una moderna centralina elettrica nel sud della francia e mi raccontate. Secondo: se una Guzzi e una BMW, entrambe non pi\u00f9 giovanissime, sono in missione e una delle due ha problemi, non \u00e8 per forza la Guzzi..:-))).<\/p>\n<p>Con le moto a posto si pu\u00f2 affrontare il clou della giornata: Mont Ventoux. Lo prendiamo dalla parte opposta a quella del Tour, poche scritte per strada e di ciclisti sconosciuti. La strada \u00e8 molto bella, non molto impegnativa perch\u00e8 molto larga ma sempre interessante. Arrivati in cima il panorama \u00e8 di quelli rari, fino alle Alpi (e si vedono) e al mare (non si vede, leggera foschia).<br \/>\nLa discesa dal Mont Ventoux mostra ci\u00f2 per cui il posto \u00e8 famoso: il gotha del doping su pedali italiano e internazionale (allez Virenque! Pantani!) \u00e8 immortalato per terra; lo sfortunato Tommy Simpson, qui morto, \u00e8 invece immortalato da una lapide.<\/p>\n<p>La discesa invece delude: catrame liquido in mezzo ai tornanti, brecciolino non ancora pigiato dallo schiacciasassi ovunque, condotta prudente e guida poco divertente.<br \/>\nContinuando dopo il Mont Ventoux facciamo una strada bellissima verso sud che pare non finire mai. A Lourmarin, paese molto idillico e gi\u00e0 noto al mio amico esperto di cose francesi, finiamo prima noi e decidiamo di fare tappa. Alloggiamo nell&#8217;altrettanto idillica Villa Saint-Louis, idillico alberghetto ex sede della Gendarmerie, con un giardino, una terrazza e un panorama da sogno. In questo posto (Lourmarin, non l&#8217;albergo&#8230;) \u00e8 sepolto Albert Camus e qui vive sua figlia; dopo un p\u00f2 capisci che \u00e8 non solo un bellissimo posto per esserci seppelliti, ma anche prima. La serata \u00e8 piacevolissima e prevede aperitivo al tavolino, passeggiata, cena al locale ristorante &#8220;La r\u00e9creation&#8221; (molto buono), altra passeggiata, altro liquorino. Quasi a mezzanotte non c&#8217;\u00e8 ancora bisogno del maglioncino, una bellissima serata di inizio estate che mi ricorder\u00f2.<\/p>\n<p>E venne l&#8217;ora fatale, l&#8217;ora segnata dal destino, l&#8217;ora ecc.. ecc..<br \/>\n\u00c8 l&#8217;alba del quarto giorno, i nostri eroi sono in ritardo sulla tabella di marcia: rinunciare alla costa e tornare indietro oppure marciare avanti imperterriti, incuranti delle conseguenze?<br \/>\n!Allons enfant de la Patrie!&#8221; Decidono i nostri. Ca ira, ca ira, ca ira!<br \/>\nCi dirigiamo verso sud, arriviamo alla costa a St. Raphael. Cemento ovunque, corruzione a gog\u00f2, &#8220;le mani sulla citt\u00e0&#8221; in versione viveur. Mano a mano che ci allontaniamo dal centro di St.Raphael, il cemento lascia il posto a ville nel verde e sul mare di una bellezza discreta ma ciononostante quasi abbagliante; il giorno bellissimo, il mare, il cielo fanno il resto, la Germania vince gi\u00e1 3 a 0 contro l&#8217;Arabia Saudita, peccato che sotto le tute di pelle faccia un tantino caldo&#8230;<br \/>\nIncontriamo l&#8217;Esterel, con le rocce rossastre stranissime, e arriviamo fino a Cannes.<br \/>\nQuivi giunti, dopo l&#8217;obbligatorio giro per un anonimo, ipercementificato pezzo di lungomare noto come &#8220;Croisette&#8221; e dopo una pausa di rifornimento per destrieri e prodi cavalieri, proseguiamo per prendere, di l\u00ec a poco, la strada che tu, lettore benigno e paziente, hai gi\u00e0 immaginato: la Route Nationale 85, meglio nota come Route Napoleon.<br \/>\nChe dire di questa strada? Una cosa sola: ci torner\u00f2, e di belle strade ne ho viste non poche.<br \/>\nDalla costa verso Cogne, da l\u00ec verso Digne, tutto un susseguirsi di curve in un paesaggio che dire spettacolare e pittoresco \u00e8 banale, ma inevitabile. Incrociamo les Gorges du Verdon, che non abbiamo il tempo di percorrere e questo \u00e8 l&#8217;unico cruccio del viaggio. A Digne andiamo avanti e arriviamo a Sisteron, dove ci facciamo accogliere dal locale &#8220;Logis de France&#8221; che ha anche il parcheggio recintato (attenzione: nel Sud della Francia il furto \u00e8 una realt\u00e0). Sisteron si rivela una cittadina molto piacevole, anche se non cos\u00ec mediterranea come Lourmarin. La Francia ha perso col Senegal, la giovent\u00f9 locale beve per dimenticare o forse avrebbe bevuto lo stesso, non lo so, non lo chiedo, con modestia mi accontento che abbiano perso&#8230;<br \/>\nDecidiamo il da farsi. L&#8217;indomani \u00e8 l&#8217;ultimo giorno, io devo tornare a Wiesbaden, Manfred a Saarbr\u00fccken, in pi\u00f9 ha un appuntamento con un amico vicino Lione per fare il resto della strada assieme. Per me \u00e8 un allungo notevole, in pi\u00f9 \u00e8 tutta autostrada, decido di prendere la strada &#8220;diretta&#8221; verso nordest, ma condirla il pi\u00f9 possibile a modo mio.<\/p>\n<p>Domenica mattina, dopo essermi salutato con Manfred, comincia la giornata pi\u00f9 incredibile della mia carriera motociclistica. Prima parte: 5 ore e 330 km, prima una stupenda Route Napoleon fino a Grenoble, poi strade statali per Chambery, Annecy, quasi fino a Nantua.<\/p>\n<p>Da qui comincia la seconda parte: 710 km quasi tutti di autostrada fino a casa, anzi sarebbero stati tutti ma sbaglio l&#8217;uscita a Mulhouse, mi incasino credendo che Gourzwiller sia in Germania, poi faccio la statale fino a Colmar, da dove rientro in Germania. Il traffico del ritorno da un ponte festivo mi rallenta, ma non pu\u00f2 frenare la corsa mia e di Ombromanto, purosangue di Mandello lanciato contro il vento come un eroe futurista, in autostrada fino a 180 di tachimetro (da prendere con le molle, diciamo 165 effettivi).<br \/>\nDopo 13 ore e mezza di viaggio, senza avere nemmeno mangiato perch\u00e8 quando guido non ho fame e anche per evitare sonnolenze, con l&#8217;unico aiuto di 3 lattine di Coca Cola non dopate e di un fantastico, incredibile Ombromanto, arrivo a casa senza nemmeno avere male al sedere (apparso brevemente un paio d&#8217;ore prima, poi scomparso: Mr. Endorfina, I suppose?&#8230;).<br \/>\nMentre, in fase di arrivo, procedo al graduale raffreddamente del motore rallentando progressivamente e poi lasciando il motore girare al minimo per un paio di minuti per evitare lo shock termico, penso a che materiale ho per le mani, quanto \u00e8 adatto al turismo, quanto \u00e9 affascinante il suono, come \u00e8 adatto il motore, come \u00e8 robusto il telaio.<br \/>\nLa Guzzi non produce pi\u00f9 moto da turismo.<br \/>\nChe volete farci. Non piace al marketing.<\/p>\n<p>Bella vacanza, con un caro amico, bel tempo e una moto eccellente.<br \/>\nDa domani si torna al lavoro. Ma con dei ricordi in pi\u00f9.<\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<\/p>\n<p>Appendice<br \/>\nConsigli utili per chi viaggia in Francia<\/p>\n<p>a) paese sostanzialmente disabitato tranne i grandi centri, pochissimo traffico, fantastico.<br \/>\nb) asfalto molto duro nella francia centrale e orientale, ottimo perch\u00e8 non bisognoso di rammendi col catrame.<br \/>\nc) fare benzina presto, anzi prima, anzi adesso! S\u00ec, proprio quel benzinaio l\u00ec! Avere sempre dietro banconote da 5 e 10 euro. Pregare che il prossimo benzinaio sia aperto (se la preghiera era intensa, alle volte succede&#8230;..).<br \/>\nd) stare attenti ai furti.<\/p>\n<p>Ciao<br \/>\nDondolino<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Roberto Ruggeri (Dondolino) &nbsp; Non \u00e8 un bel mattino quello del 29 maggio 2002, dalle parti di Wiesbaden. Cielo del miglior grigioscuro, le previsioni dicono pioggia in mattinata. 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