{"id":2906,"date":"2010-04-22T20:48:21","date_gmt":"2010-04-22T20:48:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.animaguzzista.com\/?p=2906"},"modified":"2015-04-24T17:05:28","modified_gmt":"2015-04-24T17:05:28","slug":"una-mattina-da-guzzista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.animaguzzista.com\/?p=2906","title":{"rendered":"Una mattina da guzzista"},"content":{"rendered":"<p>di Fabio &#8216;Nemokid&#8217; Salvatori<br \/>\nDa dove si comincia quando si deve raccontare una storia? Beh dall&#8217;inizio direi, ma mica \u00e8 facile scrivere una storia per Anima Guzzista, un sito fatto di poeti con i cilindri a V. Vabb\u00e8 ci provo, d\u00e0i.<\/p>\n<p>C&#8217;era una volta un ragazzo come tanti, proprio uno qualunque, capelli normali, occhiali, insomma uno di quelli che quando si presenta ti dimentichi il suo nome mentre lo dice. Questo ragazzo dopo 28 anni di vita e uno di matrimonio decide di comprarsi una moto. Cerca che ti cerca, soppesa il portafoglio (piuttosto leggero) e alla fine se n\u2019esce con una moto economica e onesta: una Kawasaki ER-5, la prima usata \u00e8 stata una sfiga terribile, al secondo tentativo dopo pochi mesi con una nuova invece \u00e8 andata bene.<br \/>\nCome dicevo questo ragazzo un giorno, parlando di motori diesel su un forum ti finisce su un sito, tal &#8220;Anima Guzzista&#8221; a leggere l&#8217;intervista di un certo Carcano che parlava di motori diesel e di Moto Guzzi. Moto Guzzi &#8230; mah, cosa saranno mai &#8216;ste Moto Guzzi che hanno perfino un&#8217;anima, come possono due ruote e un po&#8217; d\u2019acciaio avere un&#8217;anima? Spinto dalla curiosit\u00e0, gira di qui naviga di l\u00e0, comincia a scoprire un mondo sconosciuto, fatto di uomini e moto con una lunga storia tanto che ad un certo punto decide pure di aggiungerci la sua di storia anche se di Guzzi in vita sua non ne aveva toccata nemmeno una.<\/p>\n<p>Fu cos\u00ec che dopo mesi passati a leggere le innumerevoli storie dei prodi guzzisti, i racconti delle leggendarie gesta di questi centauri e aver riempito l&#8217;hard disk di foto il nostro giovane capit\u00f2 ad una fiera in una grande citt\u00e0. Dovete sapere cari bambini (ehm, mi sono fatto prendere un attimo la mano) che questo ragazzo da sempre ama le moto nude, spoglie, essenziali, leggere e cattive, pure un po&#8217; sportive magari anche se lui non le sa guidare sul serio.<\/p>\n<p>Beh come vi dicevo a questa fiera il nostro eroe si avvicina per la prima volta dal vero a queste leggendarie moto; ne aveva gi\u00e0 incontrata qualcuna di sfuggita e, grazie ad internet, ormai conosceva tutti i dettagli di ogni moto quasi a memoria per\u00f2, purtroppo, non le aveva mai toccate, non le aveva mai abbracciate. Cos\u00ec, con fare timoroso, comincia ad avvicinarsi prima a quelle pi\u00f9 sportive, quelle nude e cattive con quei cilindroni a V, il serbatoio lungo e le marmitte grosse.<br \/>\nCercando di nascondere l&#8217;emozione, sale in sella, allunga le mani sul manubrio &#8230; eeeee&#8230;<\/p>\n<p>&#8230; strano, qualcosa non va!<br \/>\nNon capisce bene cosa ma qualcosa proprio non va; \u00e8 la stessa sensazione che si prova ad indossare una di quelle giacche che proprio non ti stanno, e per quanto le giri e le tiri non c&#8217;\u00e8 niente da fare, ti guardi e sembri un pirla. Ecco lui si sente cos\u00ec; le gambe che non sanno dove stare, il busto che soffre, insomma si sente fuori posto.<\/p>\n<p>Triste il nostro ragazzo scende da quegli animali possenti, sentendosi respinto e quasi per dispetto, per ripicca nei loro confronti si avvicina all&#8217;altra (in quel momento era ancora l&#8217;altra), una moto strana, pi\u00f9 lunga, pi\u00f9 comoda, con quel color argento satinato ed un nome che evoca spiagge lontane e metalli leggeri. Si siede quasi con sufficienza gettando sguardi nervosi alla sportiva che non lo voleva e, come per magia, si sente assorbire, rapire da un mondo che non conosceva, e le gambe trovano il loro posto da sole, le mani cercano il manubrio e d&#8217;improvviso sente il rumore dell&#8217;asfalto che scorre veloce e tramonti che ti aspettano ad un orizzonte che si sposta sempre pi\u00f9 in l\u00e0.<\/p>\n<p>E questi moscerini che ti colpiscono, sempre pi\u00f9 grossi &#8230; ma che moscerini sono per dare botte del genere &#8230;<br \/>\nahi &#8230;<\/p>\n<p>&#8230; \u00e8 solo un sogno, altro che tramonti e moscerini, \u00e8 il suo compare che lo schiaffeggia allegramente per farlo scendere, che non si pu\u00f2 stare tutto il giorno seduti li, non sta bene &#8230;<\/p>\n<p>Che fatica scendere e tornare a casa dalla sua Kawa gialla, certo lei lo aveva sempre trattato con rispetto, mai un problema o una lamentela e in fondo era anche bella nella sua semplicit\u00e0, ma l&#8217;altra, l&#8217;altra gli fa battere il cuore.<\/p>\n<p>Cos\u00ec che per la prima volta in vita sua (beh forse non proprio la prima, dai) il nostro ragazzo fa una follia, si registra per una prova su strada della moto dei suoi sogni. Cio\u00e8 mica bruscolini, mai guidato niente fino a 28 anni salvo il Garelli del nonno per qualche mese e cos\u00ec all&#8217;improvviso decide di provare una cavalcatura di acciaio di 250 kg. Ci vuole coraggio, mica cazzi.<\/p>\n<p>Il giorno della prova si alza presto. E&#8217; nervoso, sente nella pancia quella sensazione come quando stava per baciare per la prima volta la sua ragazza (poi fidanzata e quindi moglie, in continua evoluzione). Porta la moglie al lavoro, sbriga qualche faccenda domestica ma la sua mente \u00e8 gi\u00e0 altrove, \u00e8 gi\u00e0 per strada, sta gi\u00e0 correndo verso i monti.<br \/>\nFinalmente \u00e8 il momento; giubbotto, caschi, guanti.<br \/>\nLa fida cavalcatura con cui divide gioie e paure da un po&#8217; si accende subito, senza problemi. Lei sa dove sta andando ma capisce, non si lamenta, sa che al cuore non si comanda.<\/p>\n<p>Partenza! Il ragazzo parte felice, passa a prendere prima un amico con una vecchia cugina del suo sogno, un V35 piccolo ma con un rumore che al confronto la sua parla sottovoce, poi un altro amico con una cosa giapponese che fischia dalla marmitta e via. Sbagliano strada e fanno 20 km in pi\u00f9 ma non importa, \u00e8 bello correre fra le montagne e quando finalmente trovano la strada giusta si lanciano decisi verso la meta. Terza, seconda e via tutte le curve a salire (la sua fedele cavalcatura ha bisogno di cantare sempre a voce alta per dare il meglio) fino in cima.<\/p>\n<p>Finalmente si arriva, il primo turno \u00e8 perso ma nel secondo turno lei \u00e8 libera.<br \/>\n&#8220;Dove devo firmare?&#8221;<br \/>\n&#8220;Qui, s\u00ec s\u00ec, firmo tutto quello che vuoi!&#8221;<br \/>\nVia tutte le formalit\u00e0 lei deve essere sua.<\/p>\n<p>Arrivano le moto e lei \u00e8 li, grande, muscolosa, sinuosa, dolce e cattiva allo stesso tempo, tenera e bastarda come solo una donna pu\u00f2 essere. Il nostro prode eroe (ehm, licenza poetica &#8230;) ci sale sopra, con calma, cerca e trova la giusta posizione, la pancia trema sempre di pi\u00f9 eppure la moto \u00e8 ancora spenta.<br \/>\nInforca il casco, gira la chiave con un po&#8217; di fatica, l&#8217;emozione fa tremare le mani, e lei si accende con un tremito e comincia a pulsare, lenta e costante, e il tuo cuore si adegua perch\u00e9 \u00e8 lei che da il ritmo.<br \/>\nLe manopole sono un po&#8217; grosse, le leve dure ma non importa: si parte. All&#8217;inizio \u00e8 spaventato, chiss\u00e0 come sar\u00e0 pesante!<br \/>\n&#8220;E questo cambio, come si usa questa leva cos\u00ec strana?&#8221;<br \/>\nLe prime curve, le prime accelerate e subito senti che spinge, non importa in che marcia sei, cosa stai facendo: tu chiedi e lei risponde, sempre generosa, forte. E il peso lentamente scompare, la strada diventa facile, le curve si fanno mangiare, si raddrizzano al suo cospetto e quando la strada si allarga e giri la manopola dell&#8217;acceleratore l&#8217;asfalto comincia a scorrere veloce, l&#8217;aria ti accarezza, anche troppo, meglio non esagerare, l&#8217;esperienza \u00e8 poca e non vuoi farle del male.<\/p>\n<p>Il tempo, i km, i paesi, le curve &#8230; tutto passa veloce!<\/p>\n<p>&#8220;quanto tempo \u00e8 passato?&#8221;<br \/>\n&#8220;Gi\u00e0, cos\u00ec tanto?&#8221;<br \/>\n&#8220;Come ora potete scambiarvi le moto?&#8221;<br \/>\n&#8220;Ma lei \u00e8 mia, e di nessun altro, me lo ha detto lei. &#8221;<br \/>\n&#8220;Non mi credete? Devo salire su quell&#8217;altra? Sicuri?&#8221;<\/p>\n<p>La accarezza mentre scende, la guarda come a dire &#8220;non ti preoccupare, non potranno dividerci&#8221; mentre sale su una cugina pi\u00f9 piccola, pi\u00f9 sbarazzina.<br \/>\nLei soffre, gli manca gi\u00e0 il suo cavaliere infatti con il nuovo ospite si rifiuta di accendersi, ma dopo un po&#8217; deve cedere, \u00e8 li per quello.<br \/>\nE allora il nostro amico riparte, con una nuova cavalcatura pi\u00f9 agile, con meno motore, meno vibrazioni ma divertente, si beve le curve, il motore sale bene, pulito, regolare. Si lascia buttare a destra e a sinistra ubbedendo fedele, l&#8217;ultima salita, dove la sua fedele compagna di tutti i giorni doveva usare tante marce, la fa tutta con la stessa marcia, dai 2000 ai 6000 giri senza paura e via su fino in cima.<\/p>\n<p>E&#8217; finita, lo sapeva che sarebbe finita. Era solo una prova, un assaggio, niente di pi\u00f9. Lei \u00e8 li per questo, altri saliranno, altri rimarranno stregati, qualcuno non la capir\u00e0 ma lei lo sa, \u00e8 qui per questo per insegnare che ci sono tanti modi di andare in moto e il suo \u00e8 fatto di cuore, di ritmo, di sensazioni forti ma dolci.<\/p>\n<p>Il ragazzo deve andare: la vita, quella vera lo aspetta ai piedi del monte, dall&#8217;altra parte del fiume sacro alla patria. Ci torna con la sua moto, che non \u00e8 come lei, non corre come lei, non ha un cuore che batte come il suo ma che in fondo gli vuole bene e lo porta in giro fedele e anche se a volte fa fatica va avanti lo stesso.<\/p>\n<p>Chiss\u00e0 se il ragazzo potr\u00e0 realizzare il suo sogno un giorno; come tutti i sogni di questo mondo anche questo ha il suo prezzo. Per ora si tiene il suo sogno ed una foto che conserver\u00e0, come si conservano le foto di quegli amori estivi che durano poco forse ma che non si scordano mai.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Con tutti questi inconvenienti, alla fine di questa prima giornata nel Sahara abbiamo percorso solo un terzo del tragitto. Mangiamo qualcosa e ci sdraiamo sfiniti dentro ai sacchi a pelo, addormentandoci sotto il chiarore delle stelle.<br \/>\nE\u2019 mattino, ci svegliamo coperti dallandello\u201d. A questo punto bisognava festeggiare, e cos\u00ec, insieme alla gente che ci ha soccorso, siamo andati al vicino villaggio di Seyumojock ed abbiamo offerto loro da bere.<br \/>\nLe mie impressioni<\/p>\n<p>California Aluminium<\/p>\n<p>Poich\u00e8 non ho mai scritto la recensione di una moto improvviser\u00f2, abbiate quindi un po&#8217; di pazienza se il mio approcio risulter\u00e0 un po&#8217; confuso e poco razionale.<br \/>\nDal punto di vista estetico la California mi piace troppo, le linee sinuose e allo stesso tempo muscolose, il mix fra la forza espressa dal motore e la tranquillit\u00e0 espressa dalla linea cruiser.<br \/>\nPoich\u00e8 per\u00f2 a me piacciono le moto nude, essenziali e sportive non tutte le California mi piaciono allo stesso modo. La EV non mi piace, troppo americana, troppe cromature, troppo insomma.<br \/>\nLa Aluminium\/Titanium mi piace molto: in particolare per il manubrio dritto, per il colore satinato, per il cupolino della Titanium, apprezzo il doppio disco anteriore e la frenata integrale. Non mi piacciono invece i comandi a pedale troppo da custom (troppo grossi), il parafango posteriore troppo avvolgente, le teste dorate.<br \/>\nLa Stone \u00e8 la pi\u00f9 essenziale e per questo \u00e8 forse quella che preferisco, mi piace la pulizia delle linee, la mancanza di orpelli, la grafica del serbatoio (amo il grigio con la banda nera centrale).<br \/>\nCi farei per\u00f2 alcune modifiche: manubrio e cupolino stile Titanium, doppio freno a disco e accorcerei il parafango posteriore rendendola un po&#8217; pi\u00f9 cattiva, e ci monterei la strumentazione della Titanium che mi piace di pi\u00f9.<br \/>\nDiciamo che (a parte il monosella che non mi piace) la farei assomigliare un po&#8217; alla Todd&#8217;s Jackal di questo sito (soprattutto l&#8217;anteriore) Ma torniamo alla mia prova.<br \/>\nPer quanto riguarda la guida inizialmente ho avuto un po&#8217; di problemi con le leve a pedale e con le manopole.<br \/>\nLe manopole le ho trovate grosse e con i guanti facevo un po&#8217; fatica a gestire in scioltezza i pulsanti delle frecce, mi dava la sensazione di non avere la presa salda; col tempo la sensazione \u00e8 diminuita ma le trovo comunque un po&#8217; grosse.<br \/>\nLe leve di freno e frizione non mi sono piaciute, quella del freno \u00e8 grossa e scomoda, dovevo alzare il piede ogni volta che dovevo frenare e abituato al minuscolo pedale della mia ogni tanto mi sono trovato in difficolt\u00e0. Per quanto riguarda il cambio non avevo mai provato una moto (d&#8217;altronde ho praticamente guidato solo la mia) con il cambio a bilanciere, all&#8217;inizio cercavo di fare tutto con la punta del piede e mi sono incasinato un po&#8217; di volte, poi ho cominciato ad usare il tallone e la situazione \u00e8 decisamente migliorata anche se ho fatto troppo poca strada per prenderci mano, anzi piede.<br \/>\nHo trovato scomodo da alzare e abbassare il cavalletto laterale ma forse \u00e8 solo questione di abitudine.<br \/>\nIl motore \u00e8 fantastico, in qualunque marcia fossi bastava accelerare e lui andava, non ho mai girato completamente la leva dell&#8217;acceleratore perch\u00e8, essendo la prima volta che salivo su una moto di questa cilindrata, ero un po&#8217; timoroso; comunque la spinta \u00e8 notevole ma mai incontrollabile (per un neofita come me intendo).<br \/>\nLe vibrazione ci sono, inutile negarlo, ma ho fatto troppo poca strada per valutare se sono fastidiose, sicuramente diminuiscono l&#8217;efficienza degli specchietti retrovisori.<br \/>\nLa posizione in sella \u00e8 buona anche se all&#8217;inizio ho fatto un po&#8217; fatica a capire come tenere le gambe, ho avuto la sensazione che le pedane fossero troppo centrali, cio\u00e8 le avrei preferite o pi\u00f9 indietro (infatti ho guidato tenendo quasi sempre le punte dei piedi sulle pedane) o al limite pi\u00f9 avanti, con gambe pi\u00f9 distese. Nessun problema di interferenza coi cilindri.<br \/>\nLe cose che pi\u00f9 mi spaventavano erano peso e dimensioni, si tratta comunque di una moto che pesa 70kg pi\u00f9 della mia, nemmeno con il passeggero arrivo al peso di quella moto da sola e a serbatoio vuoto. E&#8217; stata quindi una sorpresa scoprire dopo pochi metri che superati i 5 km\/h (in pratica appena la moto \u00e8 in movimento) la moto sembra perdere peso, diventa molto maneggevole, certo non si pu\u00f2 buttare qui e l\u00e0 come la mia, per\u00f2 non oppone resistenza nei cambi di direzione e riuscivo a stare dietro (fatti salvi i miei limiti di guida) al resto del gruppo con le varie V11. Inoltre la frenata integrale, che comunque ho sfruttato poco essendo abituato a frenare molto di pi\u00f9 con l&#8217;anteriore, ha fatto si che nonostante la mole per me non abituale, non mi sia mai trovato in difficolt\u00e0 su nessuna curva (vero \u00e8 che non abbiamo fatto tornanti particolarmente stretti).<br \/>\nLa cosa pi\u00f9 bella per\u00f2 \u00e8 la sensazione che da correre con una moto cos\u00ec (qui entriamo naturalmente in opinioni ancora pi\u00f9 personali delle precedenti, poich\u00e8 immagino che ogni tipo di moto dia un&#8217;emozione particolare ma unica), la posizione seduta, col busto eretto, la sensazione di avere sempre motore da spendere e andare sentendosi l&#8217;aria addosso mentre il paesaggio (bellissima la zona del Monte Grappa) ti scorre attorno.<br \/>\nQuando ho visto un lungo pezzo di rettilineo leggermente in discesa in mezzo agli alberi e ho girato l&#8217;acceleratore con un po&#8217; pi\u00f9 di tranquillit\u00e0 mi \u00e8 sembrato di trovarmi in una delle highway che portano a verso le cascate del Niagara. Insomma la California ha un forte potere evocativo su chi guida.<br \/>\nConcludendo la moto mi \u00e8 piaciuta un sacco, nella mia breve carriera motociclistica ho capito che il motore giusto per me (ribadisco: per me, onde evitare diatribe) ha le caratteristiche di questi due cilindri a V (mi riferisco a cavalli, coppia e regime) e con mio grande stupore mi sono reso conto di apprezzare questo tipo di moto (custom\/cruiser) che fino ad oggi avevo sempre scartato a priori (al salone di Milano ho persino provato a salire su tutte le Harley).<br \/>\nNon so se la comprer\u00f2, sicuramente non ora, le mie finanze non mi permettono di spendere tali cifre per una moto, e quando avr\u00f2 i soldi magari qualche altra moto mi avr\u00e0 conquistato, per\u00f2 per ora rimane la moto che sogno, soprattutto con le modifiche di cui parlavo prima.<br \/>\nBreva<\/p>\n<p>Nello stesso giorno ho provato pure la Breva (troppa grazia signore).<br \/>\nAltro mondo rispetto alla California, sicuramente molto pi\u00f9 vicino alle mie abitudini provenendo io da una ER-5, moto quindi simile per dimensioni e prestazioni.<br \/>\nLa moto mi \u00e8 sembrata piccolissima e leggerissima, persino pi\u00f9 della mia anche se la sensazione credo fosse dovuta al fatto che ero appena sceso dal California. Le manopole mi sembravano perfino troppo piccole.<br \/>\nLa posizione di sella \u00e8 molto buona, la sella forse \u00e8 leggermente pi\u00f9 stretta della mia quindi agevola l&#8217;appoggio a terra dei piedi. La distanza sella\/manubrio consente una postura molto naturale che da la sensazione di controllare bene la moto, le pedane sono ben distanziate ed i cilindri che sporgono sono affascinanti ma non interferiscono in alcun modo con le gambe che si inseriscono bene nei fianchi del serbatoio (io sono 1.80).<br \/>\nLa moto \u00e8 rossa ed \u00e8 molto bella, ha una linea molto snella ma allo stesso tempo personale, personalmente mi ricorda un po&#8217; la Bulldog (infatti entrambe le trovo stilisticamente ben riuscite) ma \u00e8 decisamente pi\u00f9 snella.<br \/>\nDi negativo noto la mancanza del cavalletto centrale, dell&#8217;indicatore della benzina e delle leve non regolabili; tutte cose a cui sono abituato e che, in una moto che costa 3000 euro in pi\u00f9, onestamente mi sarei aspettato (a dire il vero, le leve regolabili la Kawasaki \u00e8 una delle poche a metterle su quasi tutte le moto).<br \/>\nAnche il cruscotto poteva essere pi\u00f9 bello secondo me, cos\u00ec \u00e8 un po&#8217; plasticoso. In compenso tutto il resto trasmette un&#8217;eleganza e una sensazione di &#8220;buona progettazione&#8221; superiore alla mia (che comunque secondo me del lotto delle 500 economiche \u00e8 ancora la pi\u00f9 bella), e poi si nota che \u00e8 un progetto stilisticamente 15 anni pi\u00f9 giovane.<br \/>\nMa veniamo alla guida che parlando di mezzi di trasporto \u00e8 forse l&#8217;aspetto che pi\u00f9 ci interessa, ero molto curioso di scoprire l&#8217;effetto di 250cc in pi\u00f9 su una moto leggera come la mia. Beh la differenza si sente, eccome, non tanto in termini di prestazioni che sono praticamente uguali ma in termini di facilit\u00e0 di guida, dove la mia deve scalare con la Breva non serve.<br \/>\nIl motore \u00e8 reattivo da subito, si pu\u00f2 salire tranquillamente in quarta passando dai 2000 ai 7000 giri senza problemi senza andare mai in crisi di motore (la stessa salita con la mia per tenere il ritmo l&#8217;ho dovuta fare passando continuamente da terza a quarta). Inoltre per chi come me non \u00e8 molto pratico un motore del genere risulta molto pi\u00f9 intuitivo, infatti, pur avendo una potenza simile, per avere la stessa spinta il motore della Kawasaki va tenuto sopra i 5000 giri che, quando sei concentrato nel fare tornanti (e magari hai pure il passeggero), pu\u00f2 diventare un problema se non sei esperto poich\u00e8 quando rallenti prima del tornante non hai la prontezza di spirito di tenere sempre il motore su di giri cos\u00ec ti pianti a 2\/3000 giri con la moto che non vuol saperne di salire. Con la Breva invece tenere il ritmo \u00e8 pi\u00f9 facile, si cambia meno e si pu\u00f2 sfruttare meglio il motore concentrandosi di pi\u00f9 sulla traiettoria da seguire che sul regime del motore, tanto la moto risponde sempre.<br \/>\nPer quanto riguarda la guidabilit\u00e0 effettivamente sembra pi\u00f9 maneggevole della mia, credo dipenda da un telaio pi\u00f9 bilanciato e da una migliore distribuzione dei pesi per cui la Breva sembra pi\u00f9 facile da far piegare (forse dipende anche dal fatto che la moto non era mia quindi qualche rischio in pi\u00f9 potevo prendermelo), nei limiti delle mie capacit\u00e0 si intende.<br \/>\nMi ha un po&#8217; deluso il reparto freni. Frena come la mia che in quanto a freni sulla carta non pu\u00f2 certo essere giudicata un esempio da seguire (disco piccolo davanti e tamburo dietro), gli spazi e la potenza dei freni sembrano gli stessi (almeno alla velocit\u00e0 a cui andavo), l&#8217;unica differenza l&#8217;ho notata nella resistenza alla sollecitazione; nella mia il tamburo dietro dopo un po&#8217; si stanca di lavorare e l&#8217;escursione della leva si allunga sensibilmente.<br \/>\nIl cambio funziona bene anche se in questo particolare devo dire che la Kawa \u00e8 un po&#8217; migliore, l&#8217;escursione delle leva della Breva \u00e8 pi\u00f9 lunga ed gli innesti un po&#8217; pi\u00f9 rumorosi. La precisione invece \u00e8 buona anche se qualche volta mi sono ritrovato in folle senza volerlo (\u00e8 proprio necessario avere la folle in mezzo a ogni marcia?).<br \/>\nConcludendo si tratta di una moto molto godibible e usabile soprattutto per chi come me non \u00e8 ancora un motociclista provetto, questo grazie alle notevole elasticit\u00e0 del motore e alla quantit\u00e0 di cavalli; sufficienti per divertirsi e troppo pochi per metterti in crisi. L&#8217;ottimo telaio e la distribuzione dei pesi fa s\u00ec che la moto sia molto intuitiva da guidare.<br \/>\nPersonalmente la trovo molto bella, nettamente superiore alla media delle moto nude di media cilindrata (i gusti si sa sono sempre personali comunque).<br \/>\nOnestamente per\u00f2 a fronte della differenza di prezzo rispetto alla mia moto (per alcune cose comprensibile: telaio, linea, iniezione, catalizzatore) mi sarei aspettato un po&#8217; di pi\u00f9 soprattutto dall&#8217;impianto frenante e da alcuni dettagli (cavalletto centrale, indicatore benzina, leve regolabili), stiamo sempre parlando di quasi 300 euro di listino di differenza.<br \/>\nIn ogni caso avendo i soldi io l&#8217;avrei presa a prescindere dal discorso prezzo\/prestazioni\/dotazione, solo che non avendo proprio i soldi il discorso non si pone. Comunque visto gli obiettivi di vendita (sia quelli previsti che quelli raggiunti) non credo che la mancanza degli acquirenti come me sia un gran problema.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Fabio &#8216;Nemokid&#8217; Salvatori Da dove si comincia quando si deve raccontare una storia? Beh dall&#8217;inizio direi, ma mica \u00e8 facile scrivere una storia per Anima Guzzista, un sito fatto di poeti con i cilindri a V. Vabb\u00e8 ci provo, d\u00e0i. 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