{"id":3942,"date":"2010-05-13T22:07:45","date_gmt":"2010-05-13T22:07:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.animaguzzista.com\/?p=3942"},"modified":"2015-05-13T22:08:18","modified_gmt":"2015-05-13T22:08:18","slug":"nuvolari-contro-il-terzo-reich","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.animaguzzista.com\/?p=3942","title":{"rendered":"Nuvolari contro il terzo Reich"},"content":{"rendered":"<p>Racconto di Bernini Michele &#8220;red27&#8221;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<figure id=\"attachment_3943\" aria-describedby=\"caption-attachment-3943\" style=\"width: 150px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/TazioNuvolari.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-thumbnail wp-image-3943\" src=\"http:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/TazioNuvolari-150x150.jpg\" alt=\"Nuvolari contro il terzo Reich\" width=\"150\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/TazioNuvolari-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/TazioNuvolari-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/TazioNuvolari-100x100.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-3943\" class=\"wp-caption-text\">Tazio Nuvolari con il suo celebre maglione giallo con le iniziali e con al collo il suo portafortuna regalatogli da Gabriele D&#8217;Annunzio, una tartaruga d&#8217;oro. Foto Wikipedia<\/figcaption><\/figure>\n<p>Quando Alfred Neubauer entro\u2019 in autodromo,la mattina del 28 luglio 1935,non pote\u2019 fare a meno di imprecare. Il cielo sul Nurburgring era color piombo, ed una pesante pioggia si era abbattuta sulla pista. Era sicuro che le sue automobili erano le piu\u2019 performanti e di gran lunga. Pure i suoi piloti erano ottimi e ve ne era qualcuno addirittura superlativo sul bagnato. Ma il problema era quel diavolo d\u2019un italiano. Col sole non avrebbe avuto speranza, nemmeno la classe poteva sopperire ai cavalli vapore&#8230; ma col bagnato cambiava tutto, la sua macchina meno potente era piu\u2019 docile, il suo stile spericolato perfetto per la situazione. Si ritrovo\u2019 a sorridere sarcasticamente&#8230; forse il Furher non sara\u2019 contento.<br \/>\nGia\u2019, il Furher&#8230;<br \/>\nIn mezzo al deliro del nazismo, in modo da affermare la superiorita\u2019 germanica anche nelle corse d\u2019auto, Hitler sovvenziono\u2019 la Mercedes e l\u2019Auto Union con 225.000 marchi ciascuna. Poco importa che quel denaro servi\u2019 appena per il progetto delle rispettive auto. Il risultato fu eccezionale, due tra le piu\u2019 belle auto da corsa mai viste. La Mercedes diede alla luce la W25. motore otto cilindri in linea di 3360 cc doppio albero a camme in testa, con quattro valvole per cilindro, 354 CV a 5800 giri\/min, fu portata poi fino a 4740 cc a 449 CV a 5800 giri\/min. La macchina, color argento, era di una bellezza commovente. E sembrava uscita dieci anni in anticipo. Se la AlfaRomeoP3 del 1934,per quanto bellissima, era nei tratti somatici non molto diversa dalla sua progenitrice p2 del 1925, la Mercedes sembrava in tutto e per tutto una macchina da Gran Premio come quelle che verranno negli anni 50. Il capo squadra Mercedes era il pingue e bisbetico Alfred Neubauer, ex pilota e dittatore del box tedesco, una figura che gia\u2019 ai tempi era leggendaria.<br \/>\nL\u2019Auto Union era da meno, anzi, con la sua Type C era se possibile ancor piu\u2019 stupefacente. Col suo motore centrale v16, 4.358cc con compressore, 375CV, cambio a sbalzo e serbatoio tra motore e posto guida avanzatissimo, sembrava addirittura spostare i riferimenti piu\u2019 in la. Il motore posizionato dietro al pilota la rendeva qualcosa di diverso e moderno che si sarebbe replicato solo negli anni 50, dalla rediviva Bugatti, ma con scarso successo, e poi dalla Cooper. A capo del progetto un uomo che avrebbe fatto strada, Ferdinand Porsche.Quando i bolidi furono pronti per scendere in pista, i migliori piloti tedeschi del periodo vi si cimentaronoi. La Mercedes aveva la sua bandiera in Rudolf Caracciola, mentre la Auto Union poteva annoverare tra i sui piloti lo spericolato Bernd Rosemeyer. Diversi nel carattere e nel modo di essere, stilista sopraffino e mago del bagnato il primo, irruente e volubile il secondo, erano i Varzi e Nuvolari della Germania. E gli unici che potevano ergersi al livello dei nostri campioni.<br \/>\nIl Gp di Germania 1935 si tenne sul tracciato del Nurburgring, forse il piu\u2019 severo banco di prova per gli uomini ed i mezzi mai creato.Ventidue chilometri di salite,curve, picchiate e veri e proprio salti. Un solo lunghissimo rettifilo dava tregua ai piloti, che si dovevano prodigare in uno sforzo non comune, per completare i 20 massacranti giri di gara. All\u2019impegno della pista si aggiungeva quello di pilotare le auto dell\u2019epoca. Con la formula del peso massimo consentito, 750kg, la federazione internazionale, l\u2019A.I.A.C.R., credeva di rallentare le auto. Pensavano ingenuamente che con un limite molto basso, si sarebbero per forza dovute costruire auto con motori piccoli e poco potenti. Ma l\u2019inganno, se cosi\u2019 puo\u2019 essere chiamato, fu presto trovato. Facendo ricorso alla siderurgia piu\u2019 avanzata dell\u2019epoca, e con un largo uso di leghe leggere, Mercedes e Auto Union e poi Alfa Romeo diedero vita ad autentici mostri, in grado di superare agevolmente i 280 orari. Le stesse auto, adeguatamente carenate, superarono addirittura i 400 kmh in vari tentativi di record. Provate a pensare cosa volesse dire, scendere in pista nel 1935 con tali mezzi, su gomme strette di mescola durissima, con freni inesistenti, senza le norme di sicurezza oggi piu\u2019 elementari. E andare a 280 all\u2019ora. Roba da temerari.<br \/>\nQuando le auto furono schierate l\u2019imponenza di mezzi dei tedeschi fu chiara a tutti. La Mercedes schiero\u2019 5 macchine, per Caracciola, Lang, Fagioli, von Brauchitsch e Geiger, e la Auto Union 4,per Rosemeyer, Varzi, Stuck e Pietsch . L\u2019opposizione ai bolidi d\u2019argento faceva sorridere i gerarchi nazisti sulle tribune. Nuvolari,Brivio Chiron e Balestrero erano lo schieramento dell\u2019Alfa Romeo, ed aggiunta vi erano una Bugatti 59, una Era e un paio di maserati. Tazio Nuvolari era l\u2019ariete di questa debole compagine. Il mantovano volante era rimasto fedele al marchio italiano Alfa Romeo ed al direttore della sua Scuderia, Enzo Ferrari. Ma era un lotta impari, non tanto contro i piloti avversari, ma nei confronti di quella differenza di 100 e piu\u2019 cavalli, tutti a disposizione del pedale dell\u2019acceleratore dei bolidi d\u2019argento. Nemmeno l\u2019asso italiano poteva sopperire a tanto.Il mantovano guidava l\u2019ultimissima evoluzione della Alfa Romeo P3, la meravigliosa creatura di Vittorio Jano. Il motore della sua macchina era stato portato a 3500cc e la potenza aumentata, ma questo causava problemi di affidabilita\u2019, soprattutto alla trasmissione. Pertanto il cambio fu portato da 4 a 3 marce. Questo rendeva l\u2019auto forse piu\u2019 prestazionale nei suoi valori massimi, ma meno flessibile. Nonostante tutto Nuvolari si sarebbe messo al volante di una macchina non italiana solo quando si sarebbe estinta l\u2019ultima possibilita\u2019 di vittoria. Di tutt\u2019altro avviso era Achille Varzi che all\u2019inizio dell\u2019anno firmo\u2019 per l\u2019Auto Union. Sapeva ovviamente che gli italiani l\u2019avrebbe considerato un venduto, ma nella sua mente di calcolatore utilitarista questo contava come il due di picche. E quando le Auto si schierarono, con la griglia di partenza stabilita a sorteggio, i due incrociarono i loro sguardi, e Varzi saluto\u2019 con un cenno l\u2019eterno rivale. La folla di 250.000 anime fece altrettanto, con una ovazione enorme, salutando quella figura claudicante fasciata dall\u2019usuale divisa:aI collo il nastro tricolore, la maglietta gialla, le braghe celesti, e la tartaruga d&#8217;oro, l\u2019amuleto donatagli da D&#8217;Annunzio. E quel giorno fu fortunato, col sorteggio partiva in prima fila a fianco a Stuck.<br \/>\nAl via su pista umida il piu\u2019 lesto, come da previsione, fu Caracciola. Quello era il bersaglio di Nuvolari, che cerco\u2019 subito di mettersi alla sua ruota, al punto di mettere due ruote sull\u2019erba bagnata verso la curva sud e sopravanzare Fagioli, che lo incalzo\u2019 al via. Per tutto il primo giro i due si misurarono al massimo delle loro possibilita\u2019. Caracciola guadagnava nei tratti veloci, il Fugplatz, i curvoni di Bergwerk e verso il ponte di Brunnchen, ma Nuvolari gli arrivava dietro come un predatore nei tratti piu\u2019 guidati. Solo nel rettilineo lunghissimo prima del traguardo il tedesco stacco\u2019 leggermente il mantovano, forte di una mercedes in grado di toccare i 280 orari, contro i soli 240 dell\u2019alfa. Ma Nuvolari non si preoccupo\u2019, in quel primo giro volle capire se stesso ed il rivale, e ,dopo aver visto quali erano le sue possibilita\u2019, decise di fare una gara di attesa, senza strapazzare la macchina. Pertanto si fece passare sia da Rosemayer che da Von Brauchitsch e si impegno\u2019 solo a contenere il distacco entro i 30-40 secondi, ma guidando a strada libera, senza pressione e senza schizzi in faccia delle auto davanti. Al 4\u00b0 giro addirittura Chiron passo\u2019 Nuvolari, ma solo per fermarsi ai box con la trasmissione fuori uso. Brivio per lo stesso problema era fermo da un pezzo. Anche Rosemeyer era attardato per un problema, ed alla fine della 4\u00b0 tornata Caracciola conduceva su Fagioli, Von Brauchitsch e appunto Nuvolari. Sinch\u00e8 al 6\u00b0 giro Nivola ruppe gli indugi e lancio\u2019 l\u2019attacco. Il suo stile inimitabile gli dava un vantaggio considerevole. Semplicemente il tutto consisteva nel entrare in curva fortissimo ,frenare bruscamente, e altrettanto bruscamente dare gas, facendo fare all\u2019auto tutta la curva in un unica e controllata sbandata. Era l\u2019unico a riuscirci col gas a tavoletta. Gli altri lo facevano telegrafando sul pedale, ma lui no. Cosi\u2019 facendo si ritrovava col muso che puntava al rettilineo successivo prima degli altri, percorreva meno metri e poteva uscire piu\u2019 forte dalle curve. Con l\u2019avvento delle sospensioni indipendenti un po\u2019 del vantaggio di quella tecnica al limite era andato perso. Ma quando il tracciato era guidato e bagnato come quel giorno sul Ring, non c\u2019era storia. Passo\u2019 il redivivo Rosemeyer e von Brauchitsch, poi al 9\u00b0 giro la sosta ai box di Fagioli gli diede il 2\u00b0 posto. Al 10\u00b0 passaggio, quando tutti si aspettavano Caracciola, fu l\u2019Alfa col cavallino rampante sul cofano a passare per prima sul rettifilo delle tribune, accolta dallo sbigottito silenzio dei tifosi germanici. Il corpsfuher Hunlein ando\u2019 personalmente al box di Neubauer, chiedendogli cosa stesse andando storto, asserendo che Hitler non l\u2019avrebbe presa bene. Neubauer minimizzo\u2019, ma l\u2019italiano non mollava. Sinch\u00e8 non avvenne il disastro. Nuvolari entro\u2019 ai box all11\u00b0 giro per il cambio gomme e rifornimento. Normalmente la pompa Alfa Romeo con leva manuale dava un certo vantaggio. Ma l\u2019addetto quella volte ruppe la leva. Dopo un attimo di concitazione i meccanici decisero di travasare il carburante in due taniche piu\u2019 piccole ed seguire il rifornimento per caduta. Il tutto mentre un agitatissimo Nuvolari gesticolava, saltava intorno all\u2019auto e gridava in dialetto a squarciagola di fare presto. 2 minuti e 35 di rifornimento contro i 47 di Von Brauchistch. 87 secondi li dividevano sul tracciato. Lo speaker, tradendo una certa soddisfazione,diede per spacciato l\u2019italiano. Anche perch\u00e9 era 6\u00b0 dietro a Von Brauchitsch, Caracciola,Rosemayer,Stuck e Fagioli e tutti loro sembravano in grado di competere per la vittoria. Se non che loro erano campioni. Lui era Nuvolari. L\u2019azione del mitico Tazio fu ancora piu\u2019 impetuosa di quella nella prima parte di gara. Furente per il tempo perso decise di mettere da parte ogni prudenza e ripasso\u2019 i bolidi d\u2019argento uno a uno, piombando sugli avversari come un gatto col topo, rodendo nel frattempo il distacco del battistrada Von Brauchitsch, cui la freddezza iniziava a difettare. 2 minuti prima, poi 47 secondi, 43, infine 30 secondi a due giri dalla fine. Il prussiano ebbe anche la forza di rispondere, mettendo altri 3 secondi tra se e l\u2019italiano. Ma dovette portare la macchina all\u2019estremo e quando passo sul traguardo per l\u2019ultimo giro, Neubauer noto \u2018 uno strano colore nei pneumatici dell\u2019auto, unito al concitato gesticolare verso le gomme del pilota. Non tutti capirono ma lui si rese conto che erano spacciati. Quei gesti ed il colore significavano che le gomme posteriori dell\u2019auto erano ormai alle tele.<br \/>\nVon Brauchitsch spinse finch\u00e8 le gomme posteriori esplosero. L\u2019auto si imbarco\u2019 paurosamente e con uno sforzo estremo il pilota la controllo\u2019 sino a fermarsi quasi. Ma l\u2019unica ricompensa che ricevette fu il veder passare e scomparire nelle nebbia Nuvolari a 4 km dall\u2019arrivo.<br \/>\nIl mantovano taglio\u2019 il traguardo in un silenzio irreale, con lo speaker che balbettava frasi sconnesse. Solo dopo un attimo il pubblico gli conferi\u2019 quell\u2019onore che meritava. L\u2019ultima beffa per i tedeschi prima di salire sul podio. Al momento della premiazione, venne riferito che non poteva essere suonato l\u2019inno italiano. Gli organizzatori erano cosi\u2019 certi della vittoria di un loro pilota che non se ne erano procurati una copia. Nuvolari rispose senza scomporsi che non c\u2019era problema, e filo\u2019 personalmente a prendersi il disco con l\u2019inno che portava sempre con se, prima di farsi cingere dalla corona d\u2019alloro<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Racconto di Bernini Michele &#8220;red27&#8221; &nbsp; Quando Alfred Neubauer entro\u2019 in autodromo,la mattina del 28 luglio 1935,non pote\u2019 fare a meno di imprecare. Il cielo sul Nurburgring era color piombo, ed una pesante pioggia si era abbattuta sulla pista. Era sicuro che le sue automobili erano le piu\u2019 performanti e di gran lunga. 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