{"id":564,"date":"2008-09-23T17:44:32","date_gmt":"2008-09-23T17:44:32","guid":{"rendered":"http:\/\/5.196.224.66\/?p=564"},"modified":"2015-03-26T18:26:43","modified_gmt":"2015-03-26T18:26:43","slug":"cronaca-di-unavventura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.animaguzzista.com\/?p=564","title":{"rendered":"Cronaca di un\u2019avventura"},"content":{"rendered":"<p>di Enzo Nasto (enas84)<\/p>\n<p>23\/09\/2008<\/p>\n<p>La sveglia biologica mi fa alzare verso le 7 dopo un\u2019altra notte un po\u2019 tormentata. Questo periodo \u00e8 uno dei pi\u00f9 turbolenti della mia vita. Una notizia non proprio piacevole mi ha travolto, sono tornato ad essere single, un lupo solitario come una volta, come mi piace definirmi, e, dulcis in fundo, la mia California, la mia Splendida, \u00e8 ferma col cambio completamente fuori uso. Insomma, ce ne \u00e8 abbastanza per non dormire la notte. Ma se la vita e il destino con me spesso crudeli mi hanno insegnato a fare a meno di \u201cqualcosa\u201d di veramente importante, ancora non sono riusciti a farmi passare la passione per l\u2019Aquila, e non ci riusciranno mai. E\u2019 una bella mattinata quasi primaverile, e io apro gli occhi con un nuovo sole dentro e con la voglia di riappropriarmi della mia California e della mia passione. Decido, senza pensarci troppo, di smontarla io per poter sistemare il cambio. Ha inizio la mia avventura di meccanico, un\u2019avventura fatta di passione, di mani scassate, di scottature e di perni tagliati con la forza.<br \/>\nM\u2019impossesso di un parte del garage destinata alle \u201cvarie ed eventuali\u201d (appunto), e ci porto la moto. Recupero alcuni semplici \u201cferri del mestiere\u201d, che ripongo in maniera un po\u2019 grezza, lo ammetto, in un contenitore di legno per la frutta, e mi siedo per qualche minuto accanto alla moto. Confesso di averla guardata in maniera un po\u2019 sconfortata. La volont\u00e0 e l\u2019arte di arrangiarsi non mi mancano, ma non mi sono mai cimentato con qualcosa del genere. Pap\u00e0 mi guarda e dice: &lt;&lt;Sei ancora in tempo per portarla da un meccanico&gt;&gt;. Gli rispondo, scacciando via quelle paure: &lt;&lt; No, lo faccio io&gt;&gt;. E mi metto all\u2019opera!<br \/>\nAnche se col senno di poi sarebbe stato meglio lasciare \u201cattaccati\u201d quanti pi\u00f9 pezzi possibile, inizio a smontare con l\u2019idea di separare ogni pezzo da quello che gli sta vicino\u2026<br \/>\nTolgo subito gli specchietti, la sella, la batteria, il serbatoio, gli scarichi e il telaietto posteriore che comprende il porta pacchi, lo schienale per il passeggero e i supporti per le borse, e anche il parafango. E vedendo Splendida cos\u00ec, che perde i pezzi, mi viene il primo colpo di una lunga serie. Devo proprio avere un cuore forte! E cos\u00ec, pian piano, i pezzi della mia moto si separano e tornano liberi, com\u2019erano nella fabbrica di Mandello pi\u00f9 di dieci anni fa. Poi passo al gruppo \u201cairbox-collettori-carburatori, e qui cominciano i problemi. I due perni che fissano al telaio la staffa che fa da supporto alla sella, al serbatoio e all\u2019airbox, non si svitano nemmeno bestemmiando in tutte le lingue del mondo. Mio malgrado, sono costretto ad usare la forza, e a \u201cdecapitarli\u201d con la smerigliatrice. Dopo aver tolto l\u2019odiato airbox (che non rimetter\u00f2 pi\u00f9\u2026), praticamente vedo solo motore, telaio, ruote e cablaggi vari. A questo punto creo un basamento con dei mattoni e dei pezzi di legno sotto il motore, per poter smontare le ruote, anche quella anteriore, visto che ho un disco spaccato causa blocca disco dimenticato, episodio che mi ha fatto giurare che non lo avrei usato mai pi\u00f9, e di tornare alla cara, vecchia catena!<br \/>\nE\u2019 ormai ora di pranzo, e prima di concludere questa mia prima (mezza) giornata di lavoro tolgo anche il forcellone. Intorno al motorone, quella V ormai simbolo mistico per noi guzzisti, rimangono sempre meno pezzi.<br \/>\n24\/09\/2008<\/p>\n<p>Stacco gli ultimi cablaggi che erano ancora al loro posto e sono pronto per sollevare la parte superiore del telaio, lasciando letteralmente a terra il gruppo motore-cambio con le due semiculle inferiori e il cavalletto centrale. Visto che pap\u00e0 \u00e8 a lavoro, mi faccio aiutare da mamm\u00e0, che si presta ben volentieri a fare da collaboratrice (ogni tanto le chiedevo un bel caff\u00e8), dubitando per\u00f2, anche se col sorriso sulle labbra, che io riesca a ricomporre quel puzzle incredibile che \u00e8 diventata la mia moto! E\u2019 ormai ora di pranzo, e anche se mi dispiace non poco, devo per forza fermarmi, visto che mi attende un bel po\u2019 di lavoro allo studio (le disgrazie non vengono mai sole).<br \/>\n25\/09\/2008<\/p>\n<p>Come al solito riprendo di buon ora, ma devo fare qualcosa di pi\u00f9 soft. Smonto velocemente il cavalletto centrale, le due semiculle e il motorino di avviamento, e non mi resta che svitare i sei perni che mantengono uniti motore e cambio. Tutto questo avviene senza difficolt\u00e0. Ora per\u00f2 il mio lavoro \u00e8 finito, non me la sento di aprire il cambio, e cos\u00ec chiamo un mio caro amico, che era stato preventivamente \u201callertato\u201d, il Sig. Vincenzo Pascariello, per me San Vincenzo da Sarno. Devo portare il cambio da lui, prendiamo appuntamento per il giorno seguente.<br \/>\nAlle 9.30 stiamo gi\u00e0 aprendo il cambio, mai termine chirurgico fu pi\u00f9 azzeccato, pregando che i danni siano limitati. Dopo un\u2019attenta ispezione la sentenza \u00e8 questa: cuscinetto dell\u2019albero primario rotto, e una forchetta con curvatura preoccupante. Sostituiamo questi due pezzi e richiudiamo. Potrei anche ritornare gi\u00e0 a casa con il cambio, ma preferiamo ricontrollare con calma. Ci rivediamo il giorno dopo\u2026<br \/>\n28\/09\/2008<\/p>\n<p>E\u2019 domenica, \u00e8 ovviamente la passo lavorando. Inizio a rimontare solo il minimo indispensabile, visto che si tratta di una prova, in quanto la certezza che il cambio vada bene non posso averla. Nel pomeriggio sono pronto permettere in moto, e non nascondo che un po\u2019 di emozione c\u2019era. Premo il pulsante \u201cStart\u201d, la V riprende subito vita, ma dopo pochi secondi succede qualcosa che mi lascia senza parole: il motore sale di giri senza che io acceleri. Spengo e riaccendo pi\u00f9 volte, ottenendo sempre lo stesso sgradevole risultato. Lo sconforto mi prende, gli smadonnamenti non si contano pi\u00f9. Cos\u00ec decido di chiamare l\u2019amico guzzista Pasquale (Pask73), che mi suggerisce di controllare che i cavi del gas stiano al loro posto, senza essere tesi. Visto che la giornata era ormai finita, lo faccio il giorno dopo. Sistemati i cavi, che apparentemente non presentavano problemi, cos\u00ec come lo sdoppiatore, avvio e il motore non fa pi\u00f9 brutti scherzi. Posso finalmente provare il cambio. Il battito cardiaco aumenta, il piede sinistro trema quando sta per toccare il bilanciere. La prima entra senza problemi, e faccio girare per qualche attimo cos\u00ec. Provo ad inserire la seconda. Che non entra. Prima-folle, folle-prima tutto ok, ma la seconda non ne vuole sapere. C\u2019\u00e8 ancora qualcosa che non va, ed \u00e8 inutile che vi descriva il mio stato d\u2019animo in quel momento\u2026 Un po\u2019 per la rabbia, un po\u2019 per gli impegni di lavoro, fermo i lavori per qualche giorno. Poi chiamo il Sig. Vincenzo e gli racconto tutto, e rimane senza parole. Ci vediamo la domenica mattina, \u00e8 il 3 ottobre, ma con poche speranze di ottenere miracoli. E infatti il miracolo non avviene. Devo smontare di nuovo. Gli dico che il cambio sar\u00e0 di nuovo da lui quanto prima. Detto fatto, e cos\u00ec nel tardo pomeriggio ci rivediamo. Direi miracolosamente, visto che quel giorno avevo tra le mani anche il vino. Non chiedetemi come ho fatto a fare tutto questo in quella giornata perch\u00e9 non lo so nemmeno io\u2026<br \/>\nIl luned\u00ec pomeriggio il cambio \u00e8 di nuovo aperto, non c\u2019\u00e8 nulla di rotto, i vari pezzi sono perfettamente integri. Forse il problema c\u2019\u00e8 stato nel rimontaggio. Sono cose che possono capitare, purtroppo. La mattina dopo questo benedetto cambio arriva a casa mia con tanto di consegna a domicilio. Il sig. Vincenzo \u00e8 sempre gentile e disponibile!<br \/>\nDopo qualche giorno di inattivit\u00e0, riesco ad unire motore e cambio, monto di nuovo solo lo stretto necessario e provo. Questa volta va tutto bene! E che rumore che fa la mia moto senza silenziatori! Essendo ora pi\u00f9 tranquillo, mi dedico a sistemare e lavare tutti i pezzi ancora smontati che ne hanno bisogno. L\u2019assemblaggio procede bene, anche se un po\u2019 a singhiozzo. Nel frattempo ho anche comprato i cornetti di aspirazione, visto che come avrete capito, l\u2019airbox mi sta proprio antipatico\u2026 Tra le tante cose, ho sostituito il disco anteriore, e anche qui \u00e8 dovuta intervenire la smerigliatrice, visto che i perni volevano restare al loro posto\u2026<br \/>\nE\u2019 il 17 ottobre ormai, e nonostante sia di venerd\u00ec, Splendida esce dalla \u201csala operatoria\u201d sulle sue ruote, anche se ancora incompleta. Infatti, visto che il tempo \u00e8 pi\u00f9 che primaverile, continuo a lavorare all\u2019aria aperta. Unica nota dolente \u00e8 l\u2019impianto frenante integrale, visto che non riesco a fare lo spurgo a causa delle viti che sono completamente bloccate (la maledizione continua). Ma in questo momento di questo problema non mi preoccupo affatto. Luned\u00ec 20 \u201clei\u201d \u00e8 pronta per un veloce giro di collaudo. E io? Si, sono pronto anche io, emozionato come quando l\u2019ho guidata per la prima volta. Pochi chilometri per controllare tutto, faccio molta attenzione perch\u00e9 posso contare solo sul freno anteriore. Va tutto bene, tutto funziona, ma soprattutto non perdo pezzi per strada! Manca solo una messa a punto generale (carburazione, punterie, freni), e a chi rivolgermi se non a lui, a San Vincenzo da Sarno? Splendida resta da lui per 24 ore. La vado a prendere il 23 ottobre, \u00e8 gioved\u00ec, giusto in tempo per il fine settimana. E infatti ci scappano un paio di giri in costiera, e la domenica vado, anzi andiamo, io e \u201clei\u201d, all\u2019incontro di Morino (AQ) organizzato da Daniele \u201cSinSp1910Le\u201d. Quasi 800 km in tre giorni senza il bench\u00e9 minimo problema, posso essere orgoglioso del lavoro che ho fatto.<br \/>\nForse se la mia moto potesse parlare mi ringrazierebbe, perch\u00e9 mi sono preso cura di lei, perch\u00e9 l\u2019ho \u201caggiustata\u201d, ridandole la possibilit\u00e0 di macinare chilometri. Sono io invece che devo ringraziare lei e questa passione, che mi fanno stare bene pi\u00f9 di ogni altra cosa al mondo. Pensavo ad una delle persone che mi hanno insegnato di pi\u00f9, che mi hanno fatto crescere. Ambrogio Fogar, uno dei miei miti. Queste sue parole le ho sempre davanti agli occhi, cos\u00ec quando proprio la vita diventa dura, le posso rileggere senza avere bisogno di un libro: &lt;&lt;&#8230;basta una bolla d\u2019aria rubata ad una grotta ideale, sommersa dal mare, per dare la forza di continuare\u2026&gt;&gt;<br \/>\nGrazie all\u2019Aquila di Mandello, che mi afferra e mi fa volare con lei, io di \u201cbolle d\u2019aria\u201d ne ho tante. Premere il pulsante e sentire la V che si rianima, stringere il manubrio a corna di bue, poggiare i piedi sulle pedane larghe e con il sinistro azionare il bilanciere.<\/p>\n<p>E potrei continuare ancora\u2026<\/p>\n<p>Ringrazio tutti coloro che hanno letto queste mie righe, spero di non avervi annoiato troppo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-564 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail'><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.animaguzzista.com\/?attachment_id=573'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2008\/09\/Cronaca-di-un\u2019avventura-1-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"Cronaca di un\u2019avventura\" srcset=\"https:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2008\/09\/Cronaca-di-un\u2019avventura-1-150x150.jpg 150w, 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