{"id":631,"date":"2010-03-04T20:01:36","date_gmt":"2010-03-04T20:01:36","guid":{"rendered":"http:\/\/5.196.224.66\/?p=631"},"modified":"2015-06-08T19:48:36","modified_gmt":"2015-06-08T19:48:36","slug":"il-giro-del-mondo-di-uros-e-metka-il-cammello-di-mandello","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.animaguzzista.com\/?p=631","title":{"rendered":"IL GIRO DEL MONDO DI UROS E METKA &#8211; Il Cammello di Mandello"},"content":{"rendered":"<p>di Uros Blazko<\/p>\n<p>Introduzione di Sostene Chiaranda<\/p>\n<p>Con questa prima puntata, iniziamo una serie di racconti, relativi ad un viaggio molto particolare fatto da amici Sloveni; Uros Blazko e sua moglie Metka Salehar.<br \/>\nA seguito di un buon guadagno in Borsa, Uros decide che questi soldi li \u201cuser\u00e0\u201d per un viaggio in giro per il mondo a bordo di una Moto Guzzi.<br \/>\nUros viene aiutato da dei \u201csupporters\u201d nell\u2019acquisto di una Moto Guzzi Quota 1100 ES, ed inizia i lavori di allestimento del motociclo per affrontare il suo viaggio. Quindi prepara anteriormente dei supporti per due taniche da 20 litri cadauna, una per la benzina ed una per l\u2019acqua, che poi una volta superato il Deserto del Sahara saranno eliminate, cos\u00ec da poter spostare il carico della moto sull\u2019anteriore, e monta posteriormente una coppia di borse in alluminio di notevole capacit\u00e0.<br \/>\nPer quanto riguarda il primo continente, e cio\u00e8 l\u2019Africa, il viaggio ha toccato i seguenti Paesi:<br \/>\nMarocco, Mauritania, Mali, Costa d\u2019Avorio, Ghana, Togo, Benin, Nigeria, Camerun, Repubblica CentroAfricana, Congo, Uganda, Kenia, Tanzania, Malawi, Zambia e Zimbabwe.<br \/>\nIl viaggio ha inizio il 5 settembre 1999, e mentre nell\u2019emisfero nord dall\u2019autunno si passava all&#8217;inverno, in quello sud stava nascendo la primavera. Basta girare nel globo alla giusta velocit\u00e0 ed ecco che possiamo viaggiare in un\u2019estate eterna!<br \/>\nSiamo in Marocco, il nastro nero d\u2019asfalto ci porta in uno spazio immenso di sabbia giallastra, il sole si sposta nel cielo cos\u00ec in alto che non ostacola lo sguardo, ma \u00e8 cos\u00ec forte e lucente da dare l\u2019impressione che splender\u00e0 per sempre!<br \/>\nL\u2019Atlantico si trova alla nostra destra, il Deserto ci circonda, mentre la Guzzi ingoia i chilometri attraversando il Marocco verso Dakhla, citt\u00e0 nell\u2019estremo sud del Marocco e luogo dove i viaggiatori si radunano prima di attraversare il Deserto del Sahara.<br \/>\nDa qui si procede in convogli che vengono scortati per motivi di sicurezza da militari dell\u2019Esercito Marocchino. Ma questi ultimi hanno anche il compito di evitare che viaggiatori \u201cparticolari\u201d abbiano dei contatti con gli abitanti di quella che una volta era una Colonia Spagnola, e che ora \u00e8 il Sahara Occidentale. Essi lottavano per la liberazione ed ora vivono confinati, nei pressi delle rare Oasi nel Sahara. La pista che stiamo percorrendo \u00e8 minata a destra e a sinistra.<br \/>\nIl convoglio parte due volte la settimana e si perde un giorno intero solo per procurarsi il lasciapassare e i permessi dell\u2019esercito e della dogana marocchina. Il mattino seguente i militari controllano tutti i documenti e organizzano la colonna dei veicoli; la partenza avviene a mezzogiorno, e quando arriviamo al confine con la Mauritania \u00e8 gi\u00e0 buio. Ci portano a dormire in una fortificazione militare composta da poche costruzioni vuote e prive di arredamento, e al chiarore dei fuochi e al canto dei Mauritani ci addormentiamo in un sonno profondo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n\r\n                <style type=\"text\/css\">\r\n                    \r\n                    #tdi_1  .td-doubleSlider-2 .td-item1 {\r\n                        background: url(https:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/Il-Cammello-di-Mandello-1-80x60.jpg) 0 0 no-repeat;\r\n                    }\r\n                    #tdi_1  .td-doubleSlider-2 .td-item2 {\r\n                        background: url(https:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/Il-Cammello-di-Mandello-2-80x60.jpg) 0 0 no-repeat;\r\n                    }\r\n                <\/style>\r\n\r\n                <div id=\"tdi_1\" class=\"td-gallery td-slide-on-2-columns\">\r\n                    <div class=\"post_td_gallery\">\r\n                        <div 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Dentro la borsa c\u2019erano degli attrezzi e le cartine stradali, cose che per il ladro non avevano nessun valore, ma per me erano importantissime, e malgrado la denuncia fatta al Comandante del convoglio e la susseguente perquisizione fatta sui mezzi del convoglio stesso, non si trov\u00f2 niente. Disperati per la perdita del materiale, ripartiamo alla volta della Mauritania, dove incontriamo per la prima volta la sabbia e per attraversare il confine bisogna oltrepassare un alto mucchio di ghiaia.<br \/>\nLe tre motociclette del convoglio superano l\u2019ostacolo senza problemi, mentre i fuoristrada hanno bisogno di una spinta. Proseguiamo per circa sessanta chilometri fino alla citt\u00e0 di Nouadhibou, dove termina la scorta del convoglio e ognuno \u00e8 lasciato libero di proseguire da solo.<br \/>\nLa Mauritania \u00e8 un Paese poco sviluppato e quasi privo di turismo; la maggior parte della popolazione vive nel sud del Paese, dove si dedica all\u2019agricoltura vicino al fiume Senegal.<br \/>\nLe citt\u00e0 sono composte da case basse col tetto piano, e sono collegate da ampie vie raramente asfaltate, e dove terminano le case terminano le vie e comincia la sabbia. La gran parte degli abitanti della Mauritania sono Mauri, discendenti dagli Arabi e dai Berberi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n\r\n                <style type=\"text\/css\">\r\n                    \r\n                    #tdi_2  .td-doubleSlider-2 .td-item1 {\r\n                        background: url(https:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/Il-Cammello-di-Mandello-3-80x60.jpg) 0 0 no-repeat;\r\n                    }\r\n                    #tdi_2  .td-doubleSlider-2 .td-item2 {\r\n                        background: url(https:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/Il-Cammello-di-Mandello-4-80x60.jpg) 0 0 no-repeat;\r\n                    }\r\n                <\/style>\r\n\r\n                <div id=\"tdi_2\" class=\"td-gallery td-slide-on-2-columns\">\r\n                    <div class=\"post_td_gallery\">\r\n                        <div class=\"td-gallery-slide-top\">\r\n                           <div class=\"td-gallery-title\"><\/div>\r\n\r\n         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href=\"https:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/Il-Cammello-di-Mandello-3.jpg\" title=\"Il Cammello di Mandello 3\"  data-caption=\"\"  data-description=\"Uros Blazko\">\r\n                                <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/Il-Cammello-di-Mandello-3.jpg\" srcset=\"https:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/Il-Cammello-di-Mandello-3.jpg 624w, https:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/Il-Cammello-di-Mandello-3-600x396.jpg 600w, https:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/Il-Cammello-di-Mandello-3-300x198.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 624px) 100vw, 624px\" alt=\"Il Cammello di Mandello\">\r\n                            <\/a>\r\n                            <figcaption class = \"td-slide-caption td-gallery-slide-content\"><span>Uros Blazko<\/span><\/figcaption>\r\n                        <\/figure>\r\n                    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Ad un certo punto egli incomincia a spiegare i diritti delle donne musulmane, e allora Metka si alza e se ne va, e il nostro colloquio si interrompe bruscamente.<br \/>\nE\u2019 giunta l\u2019ora di attraversare il Deserto del Sahara; nel convoglio ci sono dei commercianti con degli autocarri carichi di vecchie automobili che devono vendere in Senegal delle auto e oltre al nostro Quota ci sono anche altre due moto.<br \/>\nSubito c\u2019\u00e8 una discussione per il costo della guida:\u201cDuecento Franchi Francesi per ogni veicolo sono davvero troppi!\u201d dice uno dei motociclisti; \u201cLa guida guadagna pi\u00f9 di me!\u201d.<br \/>\n\u201cNon \u00e8 troppo per chi apprezza la propria vita!\u201d gli risponde il suo passeggero, e gli ricorda cos\u2019era successo la volta scorsa, quando hanno tentato di attraversare il Deserto da soli: ad un certo punto avevano perso l\u2019orientamento, e avevano girovagato per due giorni, l\u2019acqua era finita ed erano in preda alla disperazione quando per caso furono trovati da un indigeno che passava di l\u00ec!<br \/>\nFadel era la migliore guida, e in fondo cos\u2019erano duecento Franchi in confronto alla vita?<br \/>\nCon l\u2019altra moto (un\u2019Honda Africa Twin) c\u2019\u00e8 Fred, un Sudafricano che ritorna a casa dall\u2019Inghilterra, con cui mi accordo per fare un viaggio insieme in futuro.<br \/>\nCi aspettano cinquecento chilometri di sabbia per attraversare il Deserto del Sahara, e quindi decidiamo di partire l\u2019indomani di buon mattino.<br \/>\nSi parte, ma i problemi cominciano immediatamente. La nostra Guzzi sovraccarica di bagagli e delle due taniche di benzina e d\u2019acqua affonda nella sabbia, non riesco a farla andare dritta.<br \/>\nFadel ci dice che la moto \u00e8 troppo carica e con questa andatura rallentiamo tutto il convoglio, cosicch\u00e9 decidiamo di caricare il bagaglio, le taniche e anche Mekta su un\u2019auto.<br \/>\nAlleggerita la moto e superati i sessanta chilometri all\u2019ora, la moto si solleva sulla superficie della sabbia e ora sembrava di volare.<br \/>\nLe auto, quasi tutte molto vecchie, con il vento che soffiava forte da dietro rispetto al senso di marcia cominciano a surriscaldarsi, e allora bisogna fermarsi e girare le auto verso il vento con il cofano aperto, in modo che si raffreddi il radiatore.<br \/>\nFadel, molto preoccupato, ci raccomanda di restare vicini per aiutarci nei frequenti insabbiamenti.<\/p>\n\r\n                <style type=\"text\/css\">\r\n                    \r\n                    #tdi_3  .td-doubleSlider-2 .td-item1 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Mangiamo qualcosa e ci sdraiamo sfiniti dentro ai sacchi a pelo, addormentandoci sotto il chiarore delle stelle.<br \/>\nE\u2019 mattino, ci svegliamo coperti dalla sabbia portata dal vento, e dopo una rapida colazione si parte per compensare il ritardo accumulato il giorno prima. Tutto il giorno a guidare, spingere veicoli insabbiati, riparare i guasti sulle auto dovuti all\u2019alta temperatura, e alla sera finalmente il riposo, mangiando dei grossi pesci acquistati sulla costa Atlantica, e poi via dentro il sacco a pelo.<br \/>\nIl terzo giorno di questa dura attraversata del Deserto del Sahara ci ritroviamo a viaggiare sulla costa Atlantica, ma in una zona coperta di ar\u00e9na, (una sabbia finissima che quando si bagna diventa molto insidiosa), con da un lato il mare e dall\u2019altro alti mucchi di ar\u00e9na. Siamo costretti a passare prima delle due del pomeriggio, prima cio\u00e8 che salga l\u2019alta marea. Al nostro passaggio su questa \u201ctrappola di fango\u201d notiamo che alcuni non hanno fatto bene i conti, e l\u2019alta marea li ha colti di sorpresa: i loro mezzi sono intrappolati e sommersi per met\u00e0 da questo impasto di sabbiolina ed acqua. Sto seguendo le auto e gli autocarri, ma correndo dietro di loro vengo tradito dalle profonde impronte lasciate dai mezzi che mi precedono e non riesco neanche pi\u00f9 a contare le volte che io e la mia Guzzi siamo finiti a terra. Fadel si accorge di questo e mi fa andare in testa alla colonna. Ora mi trovo a viaggiare a centoventi chilometri orari come un fulmine, e la Guzzi lascia solo delle leggere impronte sull\u2019ar\u00e9na bagnata; dal mare mi arrivano addosso gli spruzzi d\u2019acqua e vedo stormi d\u2019uccelli spaventati che fuggono verso il mare.<br \/>\nFred con la sua Honda mi insegue non senza difficolt\u00e0, e mi raggiunge appena in tempo per avvertirmi che al prossimo bivio devo svoltare a sinistra, \u00e8 mezzogiorno e davanti a noi scorgiamo tre antenne molto alte: sono la conferma che siamo vicini alla capitale della Mauritania, Nouakchott. L\u2019attraversamento del Sahara \u00e8 durato due giorni e mezzo.<br \/>\nA questo punto lasciamo il convoglio e in compagnia di Fred ci dirigiamo verso il Mali, ma ormai sta sopraggiungendo la sera e decidiamo di accamparci. Il tempo promette un temporale di quelli tosti: i fulmini solcano il cielo, ma poi -per fortuna- in pochi minuti il vento spazza via tutto e non cade neanche una goccia di pioggia. Seduti davanti al fuoco, Fred si conferma un profondo conoscitore dell\u2019Africa, dandoci una serie di consigli, e poi ci dice: \u201cQuando accamperete nel sud dell\u2019Africa dovrete stare attenti che il fuoco non si spenga: gli animali feroci li potete tenere lontani solo con il fuoco, non hanno paura di nient\u2019altro. Il sistema migliore da adottare \u00e8 quello di sistemare dei rami secchi attorno all\u2019accampamento, in modo da accenderli nel momento che vi doveste trovare in pericolo\u201d. Improvvisamente Fred fa un sobbalzo, prende un ramo ardente e uccide uno scorpione che stava passeggiando tra i miei piedi; solleviamo la coperta dove ci siamo sdraiati e ne troviamo altri tre! Fred uccide anche questi e ci dice: \u201cQuelli piccoli sono velenosi come quelli grandi, e siccome si spostano sempre in gruppetti, se non li uccidi tutti \u00e8 meglio che sposti l\u2019accampamento\u201d. Si riparte e per tre giorni, viaggiamo sui bordi delle piste allagate, \u00e8 appena finita la stagione delle piogge e dove il ciglio della pista non \u00e8 percorribile lottiamo con sabbia, fango e buche enormi, ma il confine con il Mali dev\u2019essere vicino. Arriviamo in un villaggio, tra i muri di case di fango, arriviamo nella \u201cpiazza centrale\u201d e siamo subito accerchiati dagli abitanti del villaggio, alti di statura e dalla pelle nera come il carbone, che prima ci guardano e poi ci toccano con curiosit\u00e0. Dopo qualche istante, mi faccio coraggio e chiedo: \u201cMali?\u201d e loro mi dicono di no, e mi fanno un cenno in direzione di una montagna; dopo pochi minuti sulla pista resa scivolosa dalle piogge la moto perde aderenza e scivolando si ferma giusto davanti all\u2019Ufficio Doganale del confine con il Mali.<br \/>\nMa chi ha chiamato l\u2019Africa il \u201cContinente Nero\u201d? Io e Metka lo abbiamo trovato rosso! Rosso per il colore del sole verso sera, rosso per la pelle bruciata, rosso per la laterite che quanto \u00e8 bagnata ricopre i nostri vestiti di fango rosso e quando si secca si volatilizza nel vento formando nuvole rosse. L\u2019unica cosa non rossa \u00e8 la giungla, con le sue piante verdi e la strada asfaltata, che la pioggia riesce a malapena a lavare.<br \/>\nSiamo sul valico di confine di Ekok, che divide la Nigeria dal Camerun; pensavamo di sbrigare velocemente le pratiche per attraversare il confine, invece le guardie Nigeriane ci hanno fatto perdere tutta la giornata. Quando siamo arrivati al confine con il Camerun, la guardia camerunense ci dice: \u201cTi \u00e8 piaciuta la Nigeria?\u201d \u201cMa\u2026\u201d, io non so cosa rispondere, e lui sbattendo i timbri sui nostri passaporti: \u201cIl Camerun ti piacer\u00e0 di pi\u00f9!\u201d.<br \/>\nRipartiamo per addentrarci in Camerun, l\u2019asfalto sparisce e ci ritroviano a viaggiare in una pista fangosa che a volte \u00e8 profonda anche pi\u00f9 di un metro: a malapena riesco a vedere al di fuori di essa.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/5.196.224.66\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/Il-Cammello-di-Mandello-7.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" td-modal-image aligncenter wp-image-641 size-thumbnail\" src=\"http:\/\/5.196.224.66\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/Il-Cammello-di-Mandello-7-150x150.jpg\" alt=\"Il Cammello di Mandello\" width=\"150\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/Il-Cammello-di-Mandello-7-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/Il-Cammello-di-Mandello-7-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/Il-Cammello-di-Mandello-7-100x100.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Mentre guido a fatica, perch\u00e9 la moto scivola da tutte le parti, penso a come far\u00f2 ad uscire da questa \u201cspecie di vasca\u201d. Ci fermiamo al primo villaggio e seduti su dei tronchi ci beviamo due birre calde; nel frattempo si avvicina un giovane, ci saluta molto cordialmente e cominciamo a parlare con lui. \u201cDa qui fino a Mamfe ci sono sette villaggi, non abbiate paura: sarete accolti bene!\u201d ci dice, e noi gli chiediamo: \u201c Com\u2019\u00e8 la strada?\u201d \u201cSiete fortunati, la stagione delle piogge \u00e8 terminata due settimane fa! Prima era impossibile spostarsi\u201d.<br \/>\nSalutato il giovane, ripartiamo in direzione di Mamfe, e lungo la strada troviamo tanti gruppi di uomini che camminano in fila indiana ed hanno in mano dei macete, ma fortunatamente ci salutano alzando la mano non \u201carmata\u201d. Dopo un po\u2019 giungiamo in un punto molto difficile: Metka scende dalla Guzzi, e camminandomi davanti mi indica i punti dove passare. Tutto d\u2019un tratto la moto comincia a scivolare lateralmente: il cavalletto urta il bordo della pista, io perdo l\u2019equilibrio e finisco insieme alla moto con le ruota all\u2019aria dentro al fosso profondo due metri! Quando ho riaperto gli occhi, ho capito di essere stato molto fortunato, perch\u00e9 la moto cadendo sottosopra si \u00e8 \u201cappoggiata\u201d sul manubrio e sul portapacchi colmo di bagagli, e questo ha fatto s\u00ec che rimanesse dello spazio sotto alla moto permettendomi di uscirne indenne quasi miracolosamente.<br \/>\nI danni alla Guzzi sono minimi in confronto al \u201cvolo\u201d fatto: il parabrezza \u00e8 a pezzi, il manubrio storto, ma tutto il resto \u00e8 OK. Adesso il problema \u00e8 tirar fuori la moto da questo maledetto fosso!<br \/>\nQui dicono: \u201cIn Africa non si \u00e8 mai soli\u2026.\u201d e anche stavolta \u00e8 cos\u00ec: nel giro di qualche minuto \u00e8 arrivata gente del posto, e cos\u00ec abbiamo rimesso in carreggiata il \u201cMulo di Mandello\u201d. A questo punto bisognava festeggiare, e cos\u00ec, insieme alla gente che ci ha soccorso, siamo andati al vicino villaggio di Seyumojock ed abbiamo offerto loro da bere.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/5.196.224.66\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/Il-Cammello-di-Mandello-8.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" td-modal-image aligncenter wp-image-640 size-thumbnail\" src=\"http:\/\/5.196.224.66\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/Il-Cammello-di-Mandello-8-150x150.jpg\" alt=\"Il Cammello di Mandello\" width=\"150\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/Il-Cammello-di-Mandello-8-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/Il-Cammello-di-Mandello-8-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/Il-Cammello-di-Mandello-8-100x100.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a><br \/>\nSiamo al tardo pomeriggio: il cielo \u00e8 scuro e coperto di pesanti nuvole, e nell\u2019indecisione se ripartire o no stiamo chiaccherando con Celestine, autista di un vecchio camion Unimog, diretto anche lui a Mamfe. Cosa trasporti non lo so, per\u00f2 il carico \u00e8 pesante, in pi\u00f9 sul cassone ha tre ruote di scorta e alcune persone. Io credo che il peso superi le tre tonnellate.<br \/>\nLui mi dice: \u201cGli affari sono affari! Se le balestre si rompono, le sostituir\u00f2.\u201d All\u2019improvviso sopraggiunge un auto: \u00e8 l\u2019Ispettore delle strade, e ci dice che se vogliamo partire lo dobbiamo fare subito, perch\u00e9 altrimenti chiuder\u00e0 la sbarra e non si potr\u00e0 transitare per la strada finch\u00e8 non smetter\u00e0 di piovere. Questo lo fanno per evitare che la gente si trovi senza aiuto, impantanati con le auto. In un attimo due autovetture e Celestine con il suo vecchio camion spariscono nel buio, mentre Metka ed io decidiamo di rimanere. La guida notturna \u00e8 pericolosa, la moto ha solo un fanale e la luce in queste situazioni non \u00e8 sufficiente, i buchi formano delle ombre tremende sulla strada e una buca potrebbe causarci un altro incidente. Per oggi uno \u00e8 pi\u00f9 che sufficiente.<br \/>\nDurante la notte in una specie di Chiesa del villaggio \u00e8 cominciata una strana cerimonia: la voce del Predicatore si espande tra le capanne del villaggio: \u201cPi\u00f9 forza\u201d urla, \u201cPi\u00f9 fede, per unirci con il Redentore\u201d grida in una misto di Inglese e non so di quale altra lingua. Gli abitanti del villaggio presenti rispondono alle sue preghiere, e spesso cantano una canzone monotona, poi un\u2019altra predica ed un\u2019altra canzone. Fuori incomincia a piovere, e ci addormentiamo in preda a degli incubi. E\u2019 mezzanotte, sono svegliato dalle urla di donne e dal rullare dei tamburi. Il Predicatore che urlava ancora pi\u00f9 forte: \u201cPi\u00f9 forza! La salvezza \u00e8 nelle mani del Redentore!\u201d A questo punto non resisto: mi alzo e mentre mi metto le scarpe Metka mi supplica di non andare, ma invano. Davanti alla Chiesa un gruppo di uomini mi impediscono di entrare: intravedo solo le luci delle candele e ascolto le voci. Le urla della donna all\u2019interno si sono calmate, gemeva come se facesse l\u2019imitazione di una scimmia; il Predicatore gridava e gli uomini ripetevano dopo di lui: \u201cRivelati! Dimmi il tuo nome! Vieni fuori!\u201d. Uno degli uomini mi spieg\u00f2: \u201cQuesta donna \u00e8 posseduta da uno spirito di scimmia, per\u00f2 \u00e8 stata fortunata per non essere posseduta da uno spirito di serpente o di coccodrillo, perch\u00e9 in quei casi l\u2019esorcismo durerebbe tre giorni! Lo spirito malvagio del serpente a volte non si pu\u00f2 esorcizzare\u201d. \u201cChe cosa succede ad una donna cos\u00ec?\u201d gli chiedo, ma lui non mi risponde. Non potendo fare altro rientro nella mia stanza e Metka mi chiede cos\u2019\u00e8 successo: \u201cNon me lo chiedere! Stai attenta: non passeggiare da sola nella giungla!\u201d<br \/>\nDopo la notte trascorsa insonne ci alziamo e fuori non piove pi\u00f9, il cielo \u00e8 ancora minaccioso ma la sbarra \u00e8 aperta, cos\u00ec decidiamo di partire immediatamente da quel posto. Poco dopo abbiamo raggiunto le due auto che erano partite la sera prima ed erano rimaste impantanate nel fango, a bordo i passeggeri dormivano ancora. Altri due chilometri pi\u00f9 avanti troviamo Celestine con una gomma forata, le tre ruote di scorta sgonfie\u2026 mi fermo per dargli una mano, ma lui mi ringrazia e mi dice di continuare, \u00e8 abituato a queste cose. Ora la strada comincia a farsi ripida e con il fango che c\u2019\u00e8 \u00e8 un miracolo rimanere in piedi. Dopo qualche centinaio di metri vedo un cartello di lavori in corso: chiedo ad un uomo, che nel frattempo \u00e8 salito dalla giungla, che lavori stanno facendo e mi dice che stanno spostando dei tronchi che sono caduti sulla strada indicandomi dove posso passare per aggirare l\u2019ostacolo. D\u00f2 una rapida occhiata, e mentre metto la prima penso: \u201cNon ce la far\u00f2 mai!\u201d La ruota posteriore slitta sul fondo fangoso, poi sento che fa presa al terreno a strappi, la moto avanza! Ormai manca poco all\u2019apice della salita, un ultimo salto, fuori dalla \u201cgrondaia di fango\u201d ed eccomi in cima! \u201cSiiiii! Ci sono riuscito!\u201d gridavo pazzo di felicit\u00e0, e mentre mi giro a cercare dove fosse Metka, che era salita a piedi, vedo due uomini dietro alla moto coperti di fango dalla testa ai piedi! Mi hanno spinto per tutta la salita, e io ero convinto di essere un grande centauro!!!<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/5.196.224.66\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/Il-Cammello-di-Mandello-9.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" td-modal-image aligncenter wp-image-639 size-thumbnail\" src=\"http:\/\/5.196.224.66\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/Il-Cammello-di-Mandello-9-150x150.jpg\" alt=\"Il Cammello di Mandello\" width=\"150\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/Il-Cammello-di-Mandello-9-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/Il-Cammello-di-Mandello-9-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/Il-Cammello-di-Mandello-9-100x100.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Uros Blazko Introduzione di Sostene Chiaranda Con questa prima puntata, iniziamo una serie di racconti, relativi ad un viaggio molto particolare fatto da amici Sloveni; Uros Blazko e sua moglie Metka Salehar. 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