{"id":664,"date":"2010-03-09T20:38:32","date_gmt":"2010-03-09T20:38:32","guid":{"rendered":"http:\/\/5.196.224.66\/?p=664"},"modified":"2015-03-24T20:42:55","modified_gmt":"2015-03-24T20:42:55","slug":"approdo-in-indonesia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.animaguzzista.com\/?p=664","title":{"rendered":"Approdo in Indonesia"},"content":{"rendered":"<p>di Uros Blazco<\/p>\n<p><em>In questo terzo episodio, vi racconto un\u2019altra tappa del giro del mondo in moto fatto da Uros Blasko, tratto dal suo terzo libro. Si tratta di un attimo di separazione tra Uros e la sua Moto Guzzi Quota, nel momento del loro trasferimento dalla Malesia all\u2019isola di Sumatra. Si coglie in queste righe che seguono, il rapporto che un Motociclista, (Uros \u00e8 un Motociclista con \u201cM\u201d maiuscola), ha con il suo destriero a motore, soprattutto nel caso in cui si trovi dall\u2019altra parte del mondo solo con la sua moto.<\/em><br \/>\n<em>Sostene Chiaranda<\/em><\/p>\n<p>La conquista dell&#8217;isola esotica<\/p>\n<p>Il mio programma d\u2019itinerario \u00e8 semplice: viaggiare da una isola all&#8217;altra. Da Sumatra a Java, poi a Bali e Lombok, e infine a Timor e in Papua Nouva Guinea, praticamente conquistare tutta l\u2019Indonesia. Forse \u00e8 un itinerario troppo audace, ci sono troppe cose che non conosco, ma vedremo che cosa mi riserver\u00e0 il destino.<br \/>\nLa barca si avvicina alla costa, all\u2019orizzonte appare la linea verde delle palme. Subito tra il verde si vedono le palafitte, che sembrano dei ragni, davanti ci sono i moli e le barche dei pescatori. Tutto \u00e8 costruito dello stesso materiale e colore; con assi di legno grigio. Pi\u00f9 la costa \u00e8 popolata e pi\u00f9 si diradano le palme e rimangono solo le case. Ci stiamo avvicinando a Tebingtinggi, una localit\u00e0 situata a nord-est dell\u2019isola di Sumatra, sul mare di fronte alla Malesia, e dove ancora oggi ci sono \u201cmoderni pirati\u201d che a bordo di veloci motoscafi attaccano le navi in transito per saccheggiarle e a volte uccidono tutto l\u2019equipaggio. Qui non c&#8217;\u00e8 altro che un porto piccolo e isolato, il molo doganale \u00e8 composto da una piastra di cemento, legata tra dei pali di ferro. Il \u201cvisto\u201d per l&#8217;Indonesia ce l\u2019ho, ma non ho il permesso per l\u2019importazione della moto. Mentre un poliziotto raccoglie i passaporti, sono molto preoccupato sul come si evolveranno le cose. Secondo la legge mi possono rimandare indietro in Malesia, ma, penso tra me: \u201cLoro non sanno che possiedo una moto!\u201d. La nave da carico con cui sta arrivando la mia mitica Guzzi Quota, si chiama Curniahu ed \u00e8 ancora in mare e arriver\u00e0 solo questo pomeriggio. Decido di fare il doppio gioco, prima mi dichiarer\u00f2 un \u201cnormale\u201d turista e dopo che avranno posto il timbro di entrata sul mio passaporto, allora dichiarer\u00f2 che sono qui con la moto. Gli Indonesiani sono di pelle pi\u00f9 scura dei Malesi e sono vestiti molto male, mostrano i loro denti rotti quando sorridono, non parlano inglese, e anche gli Ufficiali non hanno un aspetto molto curato. Siamo i primi passeggeri della giornata e dubito che oggi ce ne saranno degli altri. I viaggiatori del posto scesi con me dalla barca vengono subito lasciati andare, mentre io vengo portato immediatamente al posto di Polizia.<\/p>\n<p>Aspettando la moto e i documenti<\/p>\n<p>Il posto di Polizia non \u00e8 la parola giusta, \u00e8 una baracca aperta da tutti e quattro i lati, e cos\u00ec non hanno n\u00e9 problemi di mancanza d\u2019aria, n\u00e9 di odore di chiuso! Gli Ufficiali parlano la loro lingua e preparano il t\u00e8, uno prende il mio passaporto e mi domanda qualcosa, ma non avendo capito niente di cosa mi avesse chiesto, non gli rispondo, e lui lo rimette sul tavolo. Non so di che cosa stiano chiacchierando. Una barca arriva al molo e qualcuno di loro gli va incontro per controllare i documenti, dopo ritorna e si siede. Mi offrono una tazza di t\u00e8 e parlano tra di loro, come se io non ci fossi. L&#8217;attivit\u00e0 nella baracca si svolge lentamente, \u201cPerch\u00e9 nessuno si occupa di me?\u201d penso, \u201cIn che razza di posto sono capitato? Cosa staranno aspettando questi?\u201d Insomma, la preoccupazione riguardo al mio futuro cominciava ad aumentare!!! In attesa che qualcuno mi dica qualcosa di comprensibile, guardo l&#8217;acqua fangosa, e penso tra me \u201cSiamo sul mare o sulle rive di un fiume?\u201d. Non ho provato a sentire se l&#8217;acqua \u00e8 salata o no, l&#8217;ultima volta che ho fatto un bagno in mare ero sull\u2019isola Samui, in Tailandia, dopodich\u00e9 ho guardato le onde del mare da lontano. L&#8217;oceano per me \u00e8 solo un ostacolo tra due continenti, mentre alcuni ci vanno solo per il gusto di bagnarsi nelle sue acque. Penso tra me che andr\u00f2 al mare quando ritorner\u00f2 a casa, e porter\u00f2 anche mia moglie Metka con me, o forse faremo un bagno gi\u00e0 in Australia, dove lei mi raggiunger\u00e0.<\/p>\n<p>Sono qui seduto da un\u2019ora, non succede nulla, ufficialmente io non sono entrato in questo Paese, mentre materialmente ci sono gi\u00e0 da un po\u2019, che cosa faranno di me i Poliziotti ? Ad ogni modo, io sono a Sumatra, davanti agli occhi ho le immagini, come un bambino, di una giungla folta e piena di serpenti velenosi, dove i feroci Dajak scoccano le loro frecce con le punte avvelenate contro i loro nemici. Probabilmente oggi questo non succede pi\u00f9, almeno credo! Dell\u2019Indonesia non so nulla e ogni chilometro di viaggio sar\u00e0 una nuova scoperta. Mi vorrei dirigere verso il nord del Paese, anche se me l\u2019hanno sconsigliato. A che distanza ci saranno le stazioni di benzina? Sar\u00e0 transitabile quella strada segnata sulla carta e accetteranno le carte di credito? Ma soprattutto, che cosa diavolo stanno aspettando i Poliziotti? Si avvicina la sera e penso che \u00e8 il 24 dicembre e domani \u00e8 Natale, come lo potr\u00f2 festeggiare in questo paese musulmano? Loro hanno gi\u00e0 il loro Hari Raya (il loro anno nuovo), ma io, come posso spiegare che non ho nessuna voglia di passare le ferie alla Polizia, senza parlare la loro lingua? In Indonesia si parla il Bahasa, che \u00e8 simile alla lingua Malese, ma ho imparato solo alcune parole, come: terima kasi \u2013 grazie, selamat pagi \u2013 buon giorno e tolong saya \u2013 ho bisogno d&#8217;aiuto. Ma come spiegargli: fate svelti, voglio andarmene da qui, quando potr\u00f2 aver quel maledetto timbro sul passaporto ?!?! Cerco di fare due parole con un poliziotto, ma di tutto il suo discorso capisco solo la parola Curniahu. Ma, \u00e8 il nome della nave che trasporta la mia Guzzi! Allora loro sanno che non sono a piedi e che sta per arrivare anche la moto! Ma come l&#8217;hanno saputo? Forse \u00e8 per questo che mi stanno trattenendo, immaginano che sono qui con qualche mezzo di trasporto, e in attesa di capire che cos\u2019\u00e8, non vogliono che vaghi liberamente per Tebingtinggi. Sia come sia, forse tutto andr\u00e0 bene e mi riuscir\u00e0 l&#8217;entrata dalla porta posteriore (un modo per dire di entrare in un Paese senza tutti i documenti in ordine). Vedo una nave che si avvicina, un poliziotto la controlla con un binocolo, ed ad un certo punto, grida: \u201cCurniahu!\u201d. Adesso tutti si danno un gran da fare, timbrano il mio foglio d&#8217;entrata e mi invitano di salire su uno scooter che mi porta per un chilometro lungo costa, dove c&#8217;\u00e8 la dogana.<\/p>\n<p>Rigorosa sorveglianza doganale<\/p>\n<p>Entro in un grande hangar, il terreno fangoso finisce nel molo, dove c\u2019\u00e8 gi\u00e0 la mia vecchia conoscenza, la nave da carico Curniahu. La vecchia nave di legno segnata dal tempo attracca al molo con calma. La cabina si trova dietro, e il carico davanti. E\u2019 coperta da una quantit\u00e0 incredibile di sacchi rossi, e sembra un enorme gelato! Salgo sulla nave e cerco la mia moto, ma dappertutto ci sono solo sacchi! \u201cDov&#8217;\u00e8 la mia moto?!\u201d chiedo a un marinaio e lui punta il dito in mezzo al cumulo di sacchi. Intorno si radunano gli scaricatori con degli \u201cstracci\u201d sulla testa. Se li incontrassi a un posto isolato ed oscuro, mi farebbero paura. Gli \u201cerculei\u201d mi sorridono e mi raccontano qualcosa, che non capisco. Con il cuore in gola, provo a dirgli che la mia moto si trova in mezzo di mucchio di sacchi e loro mi fanno capire che non c&#8217;\u00e8 problema, che sono qui giusto per questo, per scaricare i sacchi della nave. Mi chiamano nella baracca della Dogana, dove c\u2019\u00e8 una sola tavola. Sopra la tavola si trova un piatto di riso con del sugo. L&#8217;ufficiale mi invita a mangiare un po\u2019 della sua cena e siccome \u00e8 da ieri che non mangio, non me lo faccio ripetere. Mangiamo il riso con le mani, senza fermarci finch\u00e9 \u00e8 finito, poi mi chiede i documenti. Li prende con le dita tutte unte e li mette nel cassetto, e cerca di spiegarmi qualcosa, ma non capisco assolutamente niente! Poi mi ricordo che il Capitano Amrizal parla inglese, abbiamo parlato ieri mentre caricavamo la moto. \u201cDove \u00e9 il capitano?\u201d chiedo invano, ma dopo poco nella baracca entra il Capitano Amrizal. \u201cDov&#8217;e la mia moto?\u201d gli chiedo subito, lui mi risponde, che hanno prima caricato la moto e sopra 200 tonnellate di cipolla!!! \u201cMa non ti preoccupare\u201d, mi dice, \u201cLa moto \u00e8 al sicuro, \u00e8 come un uccellino nel suo nido, come ti ho promesso.\u201d Poi spiega tutto ad un ufficiale della Dogana, che poi timbra finalmente i miei documenti e me li restituisce. Cos\u00ec finalmente, la battaglia delle carte \u00e8 finita, ora rimane solo da trovare la moto in mezzo a tutte quelle cipolle!!!!!!!<\/p>\n<p>Alle undici della sera il mucchio delle cipolle \u00e8 molto pi\u00f9 basso e si comincia a vedere l&#8217;entrata della stiva. Anche sotto nella stiva \u00e8 tutto pieno di sacchi. Il capitano non sa esattamente dove si trova la moto, perch\u00e9 al momento del carico non era presente. Supplico i facchini di scaricare i sacchi sul lato destro, ma la moto non si vede. Non si trova neanche nell\u2019angolo sinistro, cos\u00ec comincio veramente a preoccuparmi. Sono le due di mattina, sono gi\u00e0 partiti sei autocarri pieni di cipolle e sta per partire il settimo. Ma \u00e8 mai possibile che la Moto Guzzi sia sparita ? \u201cNon ti preoccupare\u201d, mi dice il Capitano Amrizal e mi invita nel sua cabina per prendere un te, \u201cTroveremo la tua moto di sicuro!\u201d Alle quattro di mattina scorgo tra i sacchi qualcosa di nero. \u201cScaricate qui!\u201d, grido agli uomini, e dopo qualche minuto appare la moto, al primo impatto mi sembra un po\u2019 schiacciata, il viaggio sotto le cipolle \u00e9 stato duro per la mia Quota. Il cavalletto laterale \u00e8 rotto e cos\u00ec anche il parabrezza, il manubrio e gli specchi sono storti, le borse laterali sono piegate e la borsa porta-attrezzi \u00e8 sparita! La mia gioia diventa rabbia, con il cavalletto in mano entro nella baracca, \u201cChi pagher\u00e0 tutti questi danni?\u201d grido ad un Ufficiale della Polizia. \u201cE\u2019 questo il modo di trattare il carico?\u201d Lui mi calma facendomi gesti con due mani e chiama il Comandante per tradurre. \u201cSei stato presente tutto il tempo durante lo scarico della merce!\u201d mi dice, \u201cAbbiamo rubato noi la borsa con i tuoi attrezzi?\u201d e poi, \u201cSiamo stati noi a caricare la moto e sopra le cipolle? No! E allora non arrabbiarti con noi, rivolgiti ai Malesi!\u201d Mi rivolgo al Capitano Amrizal, ma lui alza le spalle, e mi dice: \u201cTi ho detto che non ero presente al momento del carico. Calmati, insomma non \u00e8 poi cos\u00ec grave come sembra. Per dire la verit\u00e0 avevo paura che si fosse rotto tutto quanto. Vai e mettila in moto, prima che sparisca qualcos&#8217;altro!\u201d La mia Guzzi parte subito e il motore respira a pieni polmoni! L&#8217;appoggio contro il muro e saluto tutti quanti. Gli operai sono meno stanchi di me, e sono felici di aver finito il lavoro. \u201cAspetta\u201d mi grida il capitano, \u201cDove vai a quest\u2019ora? Puoi passare la notte nella mia casa e domani che sono libero da impegni di lavoro, andremo in un\u2019officina per saldare il tuo cavalletto. Poi faremo un giro in moto!\u201d Penso che sia una buona idea e dopo averlo ringraziato, gli chiedo: \u201cChe cosa vuol dire Curniahu?\u201d. E lui risponde: \u201cSai, il mio padrone si chiama Curnia. In una demolizione per navi, ha comprato l\u2019intera flotta e ha chiamato le navi in ordine analfabetico. Questa, sotto il mio comando \u00e8 l&#8217;ottava, e porta la lettera H.&#8221;<\/p>\n<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-664 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail'><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.animaguzzista.com\/?attachment_id=666'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/Approdo-in-Indonesia-5-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"Approdo in Indonesia\" srcset=\"https:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/Approdo-in-Indonesia-5-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/Approdo-in-Indonesia-5-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.animaguzzista.com\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/Approdo-in-Indonesia-5-100x100.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure 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