{"id":8358,"date":"2018-04-03T10:27:47","date_gmt":"2018-04-03T10:27:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.animaguzzista.com\/?p=8358"},"modified":"2019-03-25T22:03:14","modified_gmt":"2019-03-25T22:03:14","slug":"cuore-ed-anima","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.animaguzzista.com\/?p=8358","title":{"rendered":"Cuore ed Anima"},"content":{"rendered":"<p>Alla fine uno deve ricredersi.<\/p>\n<p>Non \u00e8 pi\u00f9 vero che il freddo acciaio non vive.<\/p>\n<p>Non credo pi\u00f9 che solo il sangue \u00e8 vita ed il resto un inutile ammasso di molecole inorganiche atte a costruire montagne, strade, ponti \u2026.. no, non venitemi a dire che in questa vita l\u2019unica cosa \u201cviva\u201d sono gli animali che calpestano questo pianeta \u2026 che Dio mi sia testimone di quanto sto per raccontarvi che avr\u00e0 dell\u2019inverosimile, ma solo chi ha il dono della \u201cFede\u201d pu\u00f2 comprendere, il resto che viva e muoia nell\u2019ignavia di una misera esistenza fatta di cose futili e di una \u201csopravvivenza\u201d superficiale dove il materialismo prende il posto nell\u2019anima.<\/p>\n<p>Io da oggi non sar\u00f2 pi\u00f9 lo stesso, e lo incider\u00f2 sulla pelle affinch\u00e9 ogni giorno io possa ricordare questi eventi, chinare il capo al Supremo e ringraziarlo per questa vita, per queste esperienze che nonostante mi procurino un dolore cos\u00ec forte, cos\u00ec lancinante mi lasciano dentro al\u2019anima una gioia per appartenere a quel popolo eletto \u2026.<\/p>\n<p><strong>2007, marzo\u2026<\/strong><\/p>\n<p>Nella decisione di prendere una seconda automobile, usata, per raggiungere nel fine settimana la famiglia su al paese, mi balza la malsana idea di soddisfare una vecchia passione che nacque in Germania vedendo i ragazzi di allora circolare sulle Zundapp, scarrozzando nei dintorni di casa e forse, anche da mio padre che involontariamente me l\u2019ha trasmessa con i suoi racconti quella di comperare una motocicletta. Non ci fu alcuna scelta, le idee in quel senso erano gi\u00e0 abbastanza chiare su quale marca scegliere solo che non conoscevo i vari modelli che in quel momento erano disponibili. Un altro stimolo venne da un regalo di uno dei miei fratelli, non ricordo chi, che mi regal\u00f2 un modellino di quella tanto maltrattata marca, inoltre un caro amico di paese, ne possedeva una, non sua ma del fratello, e rimasi affascinato da quel motore, da quella livrea. Moto Guzzi \u2026 Semplicemente una Moto Guzzi.<\/p>\n<p>Ne parlai con quella che allora era mia moglie che non mi sembr\u00f2, in quella circostanza, tanto contraria tranne per il fatto che io non avevo mai, dico mai guidato una motocicletta. Come un bambino in preda ad una emozione indescrivibile mi misi alla ricerca di un concessionario e dopo che due di loro non Guzzi mi offrirono vantaggiosissime offerte la trovai e l\u2019emozione di leggere \u201cMoto Guzzi\u201d sull\u2019insegna posta sulla strada \u00e8 stata indescrivibile.<\/p>\n<p>Era l\u00ec Grazia, titolare che con il marito gestiva l\u2019unica concessionaria su Montesilvano e dintorni e mi accolse con il suo sorriso solare. Entrai nel salone e di fianco a sinistra erano posteggiate tre modelli: una Bellagio, una Nevada ed una California. Nere, tutte e tre. I miei occhi caddero subito sulla Nevada che mi guard\u00f2, mi rap\u00ec all\u2019istante \u2026. Grazia si fece avanti e chiese \u201cCome posso aiutarti?\u201d la mia risposta fu immediata e secca \u201cvoglio lei\u201d indicando quella posta nel mezzo. Rimase sorpresa per la mia determinazione, forse per un attimo spiazzata, poi torn\u00f2 il sorriso sul suo viso e mi fece accomodare alla scrivania \u2026.. Mi fece un offerta che non mi aspettai offrendomi a meno del prezzo di listino tutta una serie di accessori che non erano montati e che mi servivano appunto per i miei piccoli viaggi da Montesilvano ad Ateleta. Portai la documentazione che occorreva dietro, prepar\u00f2 la richiesta per il finanziamento ed usc\u00ec con il cuore in gola restando in attesa della conferma\u2026 che arriv\u00f2 la mattina dopo dalla voce gaudente di Grazia. Il cuore esplose. Tempo una settimana e l\u2019allestimento sarebbe stato montato e la moto pronta per iniziare a percorrere i suoi primi chilometri.<\/p>\n<p><strong>19 marzo<\/strong><\/p>\n<p>Usc\u00ec dal cantiere un po\u2019 prima della chiusura per indossare quel primo vestiario improvvisato da motociclista. Presi il pullman e mi diressi verso Grazia. La moto era pronta, lucida nel parcheggio dietro la concessionaria ed il meccanico mi diede le prime istruzioni: \u201csi accende cos\u00ec, le marce si mettono cos\u00ec, la frizione si fa cos\u00ec\u201d ecc ecc ecc \u2026.<\/p>\n<p>Prima falsa partenza, seconda falsa partenza, la terza fu quella buona, giretto nel parcheggio del concessionario e poi mi tuffai nell\u2019ora di punta in quello stradone chiamata \u201cVia Verrotti\u201d nell\u2019ora di massima circolazione. Un battesimo non indifferente \u2026.. nel giorno dedicato alla festa del pap\u00e0.<\/p>\n<p><strong>2008, primi di Giugno<\/strong><\/p>\n<p>Quando si dice che a volte sarebbe il caso di restare a casa per non combinare qualche guaio\u2026<\/p>\n<p>Usc\u00ec quel sabato mattina per farmi una passeggiata, andai inconsapevolmente a Sulmona cos\u00ec per perdere tempo e capitai da un concessionario plurimarche di moto. Entrai, tanto per vedere i vari modelli di moto, non avevo alcuna intenzione di acquistare neanche un fazzoletto \u2026 ma poi vidi quella ruota, quella cazzo di ruota che sbucava da dietro uno scaffale come la gamba di una bellissima donna che accavallata sbucava da dietro un angolo. Mi colp\u00ec, mi avvicinai rapito da qualcosa che mi chiamava a se, mi attirava, e superato il mobile apparve lei nella sua magnificenza e nella sua bellezza fatta di cromature e di metallo verniciato. La Signora California mi rap\u00ec come nessuna donna \u00e8 stata capace di farlo. In breve permutai la Nevada solo dopo 14 mesi di convivenza, rinnovai nell\u2019immediato un finanziamento e tempo una settimana la portai via da quella galera. Me ne fu grata da subito.<\/p>\n<p>E\u2019 stato amore, amore puro verso quel freddo acciaio che mi scaldava l\u2019anima che mi dava una emozione mai provata prima, che neanche le braccia di quella che fu mia moglie \u00e8 stata in grado di trasmettere in questi 17 anni di matrimonio. Passione pura, amore pure, gratitudine reciproca. Quella che fu mia moglie non \u00e8 mai salita su di lei anche se lei, la moto, la presi per quei viaggi sognati in coppia e mai fatti. Mai con mia moglie. Sempre \u00e8 solo con lei, Caliev.<\/p>\n<p>L\u2019ho custodita, lavata, ho messo le mani ovunque provando un\u2019emozione talmente forte ed un godimento indescrivibile, quasi un orgasmo. I migliori meccanici, le migliore cose \u2026 fedele compagna di 10 anni di vita. Mai fredda.<\/p>\n<p>Quasi 140.000 km percorsi in solitaria, rispetto reciproco, albe e tramonti uno di fianco all\u2019altro, dormite sotto le stelle uno di fianco al altro, pioggia, vento, gelo, neve, sole \u2026. sempre insieme \u2026 non mi ha mai abbandonato \u2026. mai. Nella buona e cattiva sorte, in salute e in malattia ed in ricchezza e poi povert\u00e0\u2026.<\/p>\n<p><strong>2018, gennaio \u2026<\/strong><\/p>\n<p>Questo inverno aveva qualcosa di insolito, non era il solito passaggio di una stagione che noi motociclisti amiamo ed odiamo, amiamo per il rombo tonfo che ci regala l\u2019aria lo odiamo per le poche uscite che ci permette di fare. Ma quest\u2019inverno si preannunciava pi\u00f9 triste che mai e ne conoscevo l\u2019origine, almeno per quello che stavo vivendo.<\/p>\n<p>Intervallavo l\u2019uso dell\u2019una con l\u2019altra ultima arrivata il V11, a seconda delle condizioni meteo o dell\u2019umore, ma non l\u2019ho mai trascurata salutandola affettuosamente ogni mattina ed ogni sera come si conviene verso ad una persona a cui si vuole bene, per la quale si nutre affetto e tra me e me ripetevo che in fondo era solo un freddo pezzo di ferro, null\u2019altro\u2026. dicevo, pensavo!<\/p>\n<p>Il 29 dicembre del 2017 segna l\u2019uscita dalle mura domestiche di mia moglie e di mio figlio \u201ccostretto\u201d a seguirla e da l\u00ec in poi \u00e8 stato un dramma un dolore che non sto qui a raccontarvi, ed ogni ora che passava mi faceva scivolare sempre pi\u00f9 verso uno stato tra l\u2019euforico e la depressione, tra il convincersi di una cosa buona e giusta e il ricadere verso il martirio della propria anima della propria solitudine.<\/p>\n<p>La decurtazione di parte dello stipendio di gennaio da parte dello stato e la cessione di una cospicua\u00a0 parte per il mantenimento mi lascia senza alcuna speranza per far fronte alle spese minime, con le finanziarie sul collo ad alitare aria gelida, l\u2019affitto non pagato, le bollette e qualche spiccio da dare ai figli al di l\u00e0 del mantenimento, decido di metterla in vendita non avendo altra scelta e non trovando altra soluzione. Come se mi avesse letto nel pensiero la Caliev inizia a dare i primi segni di sofferenza, non parte come sempre al primo colpo, balbetta, strattona. Dio mio non ora, non adesso, comunque la uso per tenerla viva, inizio a sentire odore di benzina, dal tappo credevo ed invece sul lato destro del serbatoio noto dell\u2019umido, tocco, annuso \u00e8 benzina. Inizio a pensare di essere circondato dal maligno, le cose vanno sempre pi\u00f9 per il verso sbagliato, non una ma tutto, mi aggrappo a Dio implorando perdono per qualsiasi peccato commesso e prego come un forsennato\u2026 mea culpa mea culpa mea grandissima culpa\u2026 rasento la pazzia.<\/p>\n<p>Con le dita pesanti come macigni batto sulla tastiera la volont\u00e0 di metterla in vendita prima l\u2019una poi l\u2019altra, insieme. Descrivo la moto, cerco di elencare i vari difetti quello che conosco, le riparazioni, le migliorie, scordo diverse cose, la mente non \u00e8 limpida, riprendo correggo. Ripetevo che la vendita dell\u2019una avrebbe salvato l\u2019altra e speravo in cuor mio che non fosse lei\u2026 ma lei apparteneva ad una storia finita, per la quale feci quello sforzo per poter viaggiare con quella persona \u2026 bisogna essere duri nella vita per fare delle scelte e bisogna decidere se credere nel materialismo delle cose oppure credere nella spiritualit\u00e0, da sempre sono stato per la seconda scivolando a volte nella prima vuoi per circostanza vuoi per necessit\u00e0, ed ho pagato a duro prezzo di questa debolezza di questa mancanza di Fede. Ho indurito il cuore con grande sofferenza.<\/p>\n<p>Venerd\u00ec 26 gennaio un messaggio mi chiede di poterla vedere e ci diamo appuntamento per l\u2019indomani sabato. Quello che sar\u00e0 il futuro proprietario viene da Roma, la vede, la guarda, la prova. Ne parliamo e ci accordiamo, stretta di mano \u2026. Verr\u00e0 luned\u00ec, la posteggio, la copro allontanandola dagli occhi ed anche l\u2019ultimo lavaggio l\u2019ho evitato per non toccarla, per non sentire quell\u2019ferro, quell\u2019alluminio quella plastica. No!<\/p>\n<p>Luned\u00ec mattina la scopro per l\u2019ultima volta, non la guardo pi\u00f9 come un tempo, il mio sguardo \u00e8 perso, la guardo ma non la vedo, la prendo ma non la tocco, c\u2019\u00e8 un distacco e la rabbia sale quando si accende al primo colpo e noto in quei pochi chilometri l\u2019assenza di balbuzie, la mancanza di strattonamenti, fluida, liscia, scattante, non c\u2019\u00e8 odore di benzina\u2026. \u201cPuttana\u201d le dico \u201cmi stai uccidendo, peggio di quell\u2019altra. Non puoi avere un\u2019anima sei ferro cazzo, sei plastica! Non puoi uccidermi, sono gi\u00e0 morto!\u201d Niente, scivola nel traffico con leggerezza su quella strada che tante volte mi ha portato al lavoro ed a casa. Gli occhi diventano umidi ed in pochi chilometri vedo le strade percorse, i tramonti le albe, il ricordo delle notti passate assieme sotto le stelle del bivacco. Puttana, puttana questo destino, puttana il mondo. Puttana tutti voi\u2026\u2026<\/p>\n<p>Pochi minuti, due firme, soldi in contanti.<\/p>\n<p>Consegno al nuovo proprietario tutto ci\u00f2 che avevo da parte per lei, filo frizione nuovo, filo acceleratore, guarnizioni, faretti supplementari, ammortizzatori usati, tutto in regalo\u2026 Carica la moto, si prepara.. E\u2019 lei, con uno scatto di rabbia, parte e scompare dalla mia vista, non so se mai la rivedr\u00f2 \u2026 \u00e8 il 29 gennaio 2018, giusto un mese da quando l\u2019altra senza anima \u00e8 andata via, giusto un mese, 30 giorni come i 30 danari di Giuda.<\/p>\n<p>\u2026..<\/p>\n<p>Sono triste, cerco di evitare qualsiasi pensiero, \u00e8 mezzogiorno penso di preparami il pranzo non voglio pensare, il cuore mi pulsa pesante, lo sento battere e far casino nel petto che vibra ad ogni colpo. Con lei finisce definitivamente una parte della mia vita, mi ripeto con un sorriso sardonico le parole dell\u2019altra senza anima \u201cnon ti ho tradito\u201d. Abbasso lo sguardo sulla pentola assaggio la pasta, squilla il telefono. Mi si gela il sangue. Il nuovo proprietario.<\/p>\n<p>E\u2019 fermo appena dopo Sulmona, la moto si \u00e8 spenta di colpo dopo qualche strattonamento, esce benzina a flotti. Disperatamente provo a contattare un carissimo amico di Sulmona ma non risponde, cerco disperatamente il numero verde dell\u2019assicurazione per chiamargli un carro attrezzi ma non lo trovo, decido preparo lo zainetto con gli attrezzi e mi preparo per soccorrerli li sull\u2019autostrada appena dopo Sulmona. \u201cPuttana perch\u00e9 mi fai questo?\u201d mi ripeto, \u00e8 nella pi\u00f9 totale disperazione degli eventi mi butto in ginocchio ed invoco Dio \u201callontana da me il maligno Signore, allontana Satana, ti imploro perdono\u201d. Nel frattempo la moto viene caricata dall\u2019assistenza prende la strada verso il meccanico. \u201cFammi sapere tienimi informato\u201d dico al proprietario. Il nodo in gola ed il mio cuore non batte pi\u00f9 come prima. Scende un velo, la testa si svuota penso alle conseguenze.<\/p>\n<p>E\u2019 sera ed il pensiero \u00e8 fisso sulla Caliev. Non riesco a pensare ad altro. Decido di chiamare l\u2019agenzia di assicurazioni per avvisarli della vendita ed annullare la copertura assicurativa. In quello stesso momento mi chiama il nuovo proprietario \u00e8 mi riferisce che la pompa della benzina ha ceduto, non funziona pi\u00f9.<\/p>\n<p>La pompa della benzina \u2026. il cuore.<\/p>\n<p>Perdonami. Perdonami amore mio.<\/p>\n<p>Il cuore della Cali si \u00e8 fermato, l\u00ec appena dopo Sulmona, ed un silenzio assurdo \u00e8 sceso sulla mia anima\u2026. Non ha retto al distacco, al mio tradimento e con questo dolore nel petto considero conclusa anche l\u2019esperienza matrimoniale.<\/p>\n<p>E\u2019 cos\u00ec all\u2019improvviso una serenit\u00e0 non descrivibile avvolge il mio cuore, sento quell\u2019anima rientrare in me a confortarmi \u00e8 mi sussurra che non c\u2019\u00e8 tradimento, mi dice che ha capito che comprende la mia necessit\u00e0 \u201cmateriale\u201d e che lei non mi avrebbe abbandonato per 30 danari, e stamattina 30 gennaio, il V11 che ogni volta stentava nella accensione, \u00e8 partita al primo colpo.<\/p>\n<p>\u2026\u2026<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Claudio Ranallo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alla fine uno deve ricredersi. Non \u00e8 pi\u00f9 vero che il freddo acciaio non vive. 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