{"id":903,"date":"2006-03-26T16:25:41","date_gmt":"2006-03-26T16:25:41","guid":{"rendered":"http:\/\/5.196.224.66\/?p=903"},"modified":"2015-03-26T16:27:28","modified_gmt":"2015-03-26T16:27:28","slug":"un-pomeriggio-infrasettimanale-a-casa-moto-guzzi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.animaguzzista.com\/?p=903","title":{"rendered":"Un pomeriggio infrasettimanale a Casa Moto Guzzi"},"content":{"rendered":"<p>&#8230; dopo il primo editoriale dell&#8217;anno da una storia dispersa nel web<br \/>\ndi Paolo Gambarelli<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Interpreti:<\/p>\n<p>La Follia \u00e8 la Moto Guzzi.<\/p>\n<p>La Curiosit\u00e0, la Tristezza, la Fretta, la Sapienza, la Pigrizia, la Gioia, la Timidezza, la Modestia, la Paura, l\u2019Imprecisione, la Popolarit\u00e0, la Bellezza, l\u2019Operosit\u00e0, l\u2019Indecisione, la Seduzione, l\u2019Appropriatezza, l\u2019Ingordigia, la Disperazione, la Competizione, Il Dolore, l\u2019Invidia, la Saggezza, il Dubbio, la Forma, l\u2019Ingegno, la Stanzialit\u00e0, l\u2019Accordo, la Minchioneria, l\u2019Inquietudine, l\u2019Ossessione, la Pazienza, l\u2019Arrendevolezza, la Memoria, la Corruzione, la Spensieratezza, la Felicit\u00e0, il Trionfo, la Superficialit\u00e0, la Precisione, l\u2019Agilit\u00e0, la Lungimiranza e l\u2019Orgoglio, i suoi amici e dipendenti.<\/p>\n<p>L\u2019Amore, le sue Anime Guzziste.<\/p>\n<p>La Follia, come ogni pomeriggio, decise di invitare i suoi dipendenti e tutti i suoi amici a prendere un caff\u00e8 da lei.<br \/>\nDopo il caff\u00e8, la Follia propose: &#8220;Si gioca a nascondino?&#8221;.<br \/>\n&#8220;Nascondino? Che cos&#8217;\u00e8?&#8221; \u2013 domand\u00f2 come ogni volta, la Curiosit\u00e0.<br \/>\n&#8220;Nascondino \u00e8 un gioco. Io conto fino a 1957 e voi vi nascondete. Quando avr\u00f2 terminato di contare, cercher\u00f2 e, il primo che trover\u00f2, sar\u00e0 il prossimo a contare&#8221;.<br \/>\nAccettarono tutti ad eccezione della Paura e della Pigrizia.<br \/>\nAnche la Sapienza e la Saggezza, da sempre amiche inseparabili, da tempo dopo il caff\u00e8 preferivano farsi i loro bellissimi giri lungo il lago con le loro antiche moto.<br \/>\nLa Lungimiranza era talmente avanti che a quel gioco giocava sempre il giorno prima, perci\u00f2, anche questa volta, come tutti i giorni prima, non pot\u00e9 giocare.<br \/>\n&#8220;1, 2, 3.&#8221; &#8211; la Follia cominci\u00f2 a contare.<br \/>\nLa Fretta si nascose per prima, dove le capit\u00f2.<br \/>\nL\u2019Ingegno, dopo poco, disse alterato: &#8220;Non rompetemi l\u2019anima che ho altro da fare&#8221; e se ne and\u00f2.<br \/>\nL\u2019Indecisione, che grazie al suo nome, fin dalla nascita si era posta l\u2019obiettivo di aderire, come un camaleonte ostaggio della sua pelle, alla tendenza del suo tempo, anche quel giorno non era riuscita a scegliere un colore dominante per i suoi abiti. Vestita cos\u00ec come ogni volta dei mille colori dell\u2019arcobaleno, intu\u00ec che non sarebbe riuscita a mimetizzarsi come tutti avrebbero voluto.<br \/>\nL\u2019Operosit\u00e0, con la medesima solerzia di ogni pomeriggio, pretendeva di giocare compilando alacremente nuove regole senza capire che il gioco consisteva semplicemente nello nascondersi.<br \/>\nPrecisione e sua sorella gemella Imprecisione erano grandi giocatrici. Non solo in questo divertimento pomeridiano, ma soprattutto in quello serale, dove ogni volta si giocavano d\u2019azzardo quell\u2019-im- di troppo che le contraddistingueva; sera dopo sera, giorno dopo giorno, anno dopo anno.<br \/>\nAlla Memoria, quella storica, legarono subito un lungo filo al dito per ricordarle almeno dove si sarebbe nascosta.<br \/>\nIn questo gioco l\u2019Appropriatezza si applicava finalmente in modo appropriato; tuttavia in molti, tranne lei, avevano intuito che anche il solo giocare con un semplice modellino di una Moto Guzzi e le sue caratteristiche tecniche, richiedeva un\u2019identica anche se speculare appropriatezza dei propri comportamenti. Colei che dunque avrebbe dovuto benevolmente contagiare, contaminava ed infettava, e per questo, forse, era sempre quella che si nascondeva, a suo dire, nel modo pi\u00f9 appropriato poich\u00e9 erano gli altri a nascondersi da lei.<br \/>\nLa Superficialit\u00e0 era super come il suo nome. Ma proprio la continua ed ottusa brama di superarsi in ogni cosa, le imped\u00ec anche questa volta di intravedere il significato nascosto di quel gioco; si mascher\u00f2 cos\u00ec, senza nemmeno toccarla, con la superficie del primo oggetto che le capit\u00f2 sotto gli occhi.<br \/>\nL\u2019Orgoglio non ebbe dubbi e come ogni volta and\u00f2 a nascondersi al Museo; ma dato che ormai tutti sapevano dove si sarebbe nascosto, lo abbandonarono al proprio destino museografico lasciandogli comunque intendere che avrebbe fatto parte del gioco. Lo avrebbero poi recuperato a fine giornata.<br \/>\nLa Corruzione, anche quel pomeriggio aveva uno strano comportamento; \u00e8 probabile che non avesse ancora ben capito le regole del gioco.<br \/>\nLa Seduzione era un mistero un po\u2019 per tutta la compagnia. Da tempo in molti si chiedevano il perch\u00e9, anche se tutti erano indistintamente attratti dai suoi nascondigli; probabilmente perch\u00e9 non erano mai completamente nascosti, ma semplicemente velati.<br \/>\nDell\u2019Ossessione, si diceva che in questo gioco era quella pi\u00f9 preparata e colei che conosceva il maggior numero di nascondigli; ma quarda caso, utilizzava sempre lo stesso. Anche lei era un mistero un po\u2019 per tutti.<br \/>\nL\u2019Agilit\u00e0, che ormai aveva la sua indubbia et\u00e0, si mise a correre come gli altri ma con una scioltezza mai vista. Tutti allora compresero che il suo era un problema squisitamente mentale e non motorio.<br \/>\nAnche la Bellezza, senza proferir parola, inizi\u00f2 a correre; sembrava non fermarsi pi\u00f9 tanto era bella, fino a quando, incontrando una grossa duna di sale vi si nascose dietro e poi dentro. Forse per conservarsi meglio e nulla di pi\u00f9.<br \/>\nIl Dolore, incurante di tutti e di tutto, corse per la prima volta in mezzo al prato e incontr\u00f2 la Gioia; l\u00ec, ora, mentre l\u2019uno inchiodava l\u2019altra riannodava, finch\u00e8 entrambi finalmente compresero l\u2019inutilit\u00e0 del loro reciproco nascondersi.<br \/>\nL\u2019Arrendevolezza era ormai da tempo diventata l\u2019unica rappresentazione possibile dell\u2019indulgenza che permeava quel luogo ora dedito per convenzione allo svago costruttivo. Il gioco del nascondersi era allora di fatto per molti il teatro di quella rappresentazione.<br \/>\nLa Timidezza, timida come sempre, si nascose dietro il suo sguardo.<br \/>\nLa Popolarit\u00e0, era ormai un caso clinico non avendo ancora compreso che il continuo nascondersi l\u2019avrebbe prima o poi portata all\u2019autodistruzione.<br \/>\nOgni giorno che passava, l\u2019Ingordigia era sempre meno sazia di vittorie; da tempo, anche in questo gioco del nascondersi aveva smesso di correre. Ora, si adagiava sul terreno e su se stessa si rotolava sempre pi\u00f9 veloce verso il lago come fosse una palla di neve che rotolando, sempre pi\u00f9 s\u2019ingrossa e si sazia del proprio unidirezionale destino.<br \/>\nLa Modestia che per sua stessa ammissione non anelava a pi\u00f9 di tanto, era amica un po\u2019 di tutti, forse proprio perch\u00e9 non dava e chiedeva pi\u00f9 di quello che ciascuno si aspettava. Non era mai sola nello nascondersi; un giorno con uno ed un giorno con l\u2019altro.<br \/>\nPer la Forma, il progetto del nascondersi, era divenuto sempre pi\u00f9 una formalit\u00e0 e sempre meno una questione di qualit\u00e0; purtuttavia, non aveva ancora ben compreso se tutto ci\u00f2 fosse positivo o negativo. Nel frattempo continuava a nascondersi come meglio poteva.<br \/>\nLa Stanzialit\u00e0, dopo essersi separata dal Nomadismo per probabili incompatibilit\u00e0 logistiche, si stabil\u00ec definitivamente in questo luogo chiamato Moto Guzzi. Per realizzare questo sogno vitale aveva avuto bisogno di tutta la sua arguzia ed intelligenza. Ben presto infatti, plagi\u00f2 di s\u00e9 tutta la compagnia fino a quando, come un mollusco, inizi\u00f2 a mangiarsi il cervello poich\u00e9 non aveva pi\u00f9 necessit\u00e0 di usarlo per trovarsi un posto migliore. Inutile dire che in questo elementare gioco del repentino nascondersi trovava ora molta difficolt\u00e0.<br \/>\nLa Competizione sembrava invece essere quella pi\u00f9 a proprio agio; era talmente scaltra e veloce nello spostarsi da un nascondiglio all\u2019altro, che fu subito ovunque e al contempo in nessun luogo.<br \/>\nLa Tristezza cominci\u00f2 a piangere, perch\u00e8 non trovava un angolo adatto per nascondersi. Sembrava non la finisse pi\u00f9 finch\u00e9, come per incanto, trov\u00f2 alcuni ridenti salici piangenti.<br \/>\nLa Spensieratezza, da sempre abituata ad aleggiare, implacabilmente inciampava in un pensiero altrui, ma anche questa volta, senza pensarci pi\u00f9 di tanto, riusc\u00ec a nascondersi.<br \/>\nL&#8217;Invidia si un\u00ec al Trionfo e si nascose accanto a lui dietro ad una grande coppa.<br \/>\nLa Felicit\u00e0 che in Casa Moto Guzzi doveva essere, per forza delle cose, il connubio tra lo spirito d\u2019animo e lo spirito di corpo, era sempre pi\u00f9 triste ogni volta che vedeva riflessa l\u2019incompletezza del suo volto. Decise allora di rimanere immobile ed invisibile nascondendosi nella sua intimit\u00e0.<br \/>\nL\u2019Inquietudine ogni pomeriggio era solita venire a giocare in quiete. Questo insolito e contraddittorio atteggiamento causava a coloro i quali trovavano il coraggio di guardarla negli occhi, un tale turbamento che ben presto quasi tutti smisero di cercare di capire, cos\u00ec, lei, sempre pi\u00f9 sola e incurante degli altri continuava il suo segreto gioco.<br \/>\nLa Minchioneria, era ormai divenuta un\u2019importante e riconosciuta studiosa delle cose guzziste. In molti la cercavano e l\u2019adulavano, tanto che quel gioco pomeridiano era per lei l\u2019unica occasione per emanciparsi dalla notoriet\u00e0; l\u2019unica allegorica occasione per nascondersi dalla pressante ribalta internazionale. Anche per quel gioco era diventata subito un riferimento assoluto.<br \/>\nLa Pazienza, era stata eletta da alcuni giorni capo della banda di Sopportazione, Tolleranza, Obbedienza, Riguardo, Longanimit\u00e0, Subordinazione, Soggezione, Adattamento, Clemenza, Indulgenza, Diligenza, Assiduit\u00e0, Sottomissione e Rassegnazione. Tutti intuirono la gravit\u00e0 e la pericolosit\u00e0 immanente della situazione anche se quel pomeriggio, forse l\u2019ultimo, la banda and\u00f2 comunque a nascondersi.<br \/>\nLa Follia continuava a contare mentre tutti si nascondevano.<br \/>\nLa Disperazione era disperata vedendo che la Follia era gi\u00e0 a 1956.<br \/>\nL\u2019Accordo, ogni volta attendeva le prime sillabe del 1957 per andare a nascondersi dietro la grande statua di Olimpia dea e citt\u00e0 del sogno olimpico. In questo luogo dell\u2019antico equilibrio instabile delle due ruote divenuto ora luogo del disequilibrio stabile, Olimpia si mostrava sotto le sembianze di una moto da corsa. Una motocicletta rossa come il fuoco della passione, verde come la speranza, bianca come candida \u00e8 la purezza, infine azzurra come azzurro \u00e8 il cielo che tutto contiene e al contempo tutto dipana. Olimpia, monito per il nuovo millennio cui nessuno, tranne l\u2019Accordo, aveva finora osato avvicinarsi.<br \/>\nPer tutti, ogni angolo della mente ed ogni anfratto del corpo erano pervasi dalla presenza di un\u2019assenza: il sogno fatto speranza che ciascuno custodiva come proprio personale segreto. Era il sogno dell\u2019eterno ricongiungimento del passato col futuro; era la speranza in un sogno, ora riposta in colei che sempre tutto ci\u00f2 rese facile.<br \/>\n&#8220;MILLENOVECENTOCINQUANTASETTE! &#8211; grid\u00f2 la Follia &#8211; Comincer\u00f2 ora a cercare.&#8221;<br \/>\nLa prima ad essere trovata fu la Curiosit\u00e0, poich\u00e9 non aveva resistito ad uscire per vedere chi sarebbe stato il primo ad essere scoperto. Guardando da una parte, sopra un recinto di pietra imbrattato con il titolo del primo editoriale dell\u2019anno, la Follia vide il Dubbio che non sapeva ancora da quale lato si sarebbe meglio nascosto. E cos\u00ec di seguito scopr\u00ec la Gioia, la Tristezza, la Timidezza e tutti gli altri.<br \/>\nQuando tutti furono riuniti, la Curiosit\u00e0 domand\u00f2: &#8220;Dov&#8217;\u00e8 l&#8217;Amore?&#8221;.<br \/>\nNessuno l&#8217;aveva visto.<br \/>\nLa Follia cominci\u00f2 allora a cercarlo.<br \/>\nCerc\u00f2 in cima alla montagna, nei fiumi, nel lago, sotto le rocce, ed anche dietro gli enormi ammassi rottamati di ferro, alluminio ed altre leghe. Ma non trov\u00f2 l&#8217;Amore.<br \/>\nCerc\u00f2 per tanto e tanto tempo, ovunque, finch\u00e9 un giorno vide un rosaio, prese un pezzo di legno e cominci\u00f2 con foga a cercare tra i rami, allorch\u00e9 ad un tratto sent\u00ec un grido. Era l&#8217;Amore, che gridava perch\u00e8 una spina gli aveva forato un occhio. La Follia non sapeva che cosa fare. Si scus\u00f2, implor\u00f2 l&#8217;Amore per avere il suo perdono e arriv\u00f2 fino a promettergli di seguirlo per sempre.<br \/>\nL&#8217;Amore accett\u00f2 le scuse.<br \/>\nOggi, l&#8217;Amore \u00e8 cieco e la Follia lo accompagna sempre.<\/p>\n<p>Ma la Passione, lei, non si \u00e8 mai saputo dove fosse. Si dice solo che sia un\u2019Anima libera e vagabonda.<\/p>\n<p>dedicato a Cecilia<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8230; dopo il primo editoriale dell&#8217;anno da una storia dispersa nel web di Paolo Gambarelli &nbsp; Interpreti: La Follia \u00e8 la Moto Guzzi. 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