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Come sono diventato Guzzista: Pasquale Marzillo

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Come sono diventata Guzzista: Pasquale “Pask73” Marzillo

Bella domanda.
Come sono diventato guzzista? in realtà non ne ho idea.
Ho sempre avuto il pallino per la moto, ma i miei genitori erano contrari, anche al banale motorino e non avendo un posto dove tenerla avevo ancora più difficoltà.
Durante il periodo universitario, l’idea del viaggio, della sensazione di libertà era sempre più forte, probabilmente un approccio romantico per contrastare l’estrema razionalità della facoltà di ingegneria. Inizialmente dirottai queste sensazioni verso l’escursionismo e le passeggiate in montagna. Ma mancava qualcosa.

Finalmente laureato e stipendiato, decisi di realizzare questo sogno. Non avevo, però, le idee chiarissime ed iniziai a documentarmi.

Parliamo del 2000-2001, albori delle socialità on-line, fatte di mailinglist, newsgroup, chat (IRC e simili), ed i primi forum, e di un web ancora statico, siti web gestiti da qualche appassionato. Ed in questo mio girovagare online vengo sempre più attratto da un marchio italiano, lontano dalla ribalta, considerato un po’ sfigato dai motociclisti ipertecnologici o sportivi, ma al tempo stesso lì sempre presente: Moto Guzzi.
 
Mi iscrissi ad un paio di mailing list su egroups (che poi sarebbe diventato yahoogroups, ed infine googlegroups, prima di essere chiuso qualche anno fa). Nel frattempo ero sempre più attratto dalle Guzzi, ma soprattutto dal mondo che ci girava attorno, diverso da quello degli altri motociclisti. Un qualcosa di particolare.
Una di queste era guzzistiliberi, da lì sarebbe nata Anima Guzzista.
 
Comprai un v35III vecchio di 15 anni da un meccanico storico napoletano. Non avevo neanche la patente A. I primi mesi furono un delirio, pisciava olio da ogni dove, ed io dovevo anche imparare ad andarci. 
 
Ricordo ancora lo sguardo perplesso di mio padre quando tornai a casa con questa moto, passi per la moto, ma almeno qualcosa di recente, di affidabile. 
 
Cmq, alla fin fine, il v35 non stava malissimo, aveva solo bisogno di cure, che imparai a dargli. Lo tenni quasi tre anni. Iniziarono i km, i primi raduni di AG con Ciro ed il suo Nevada, le cadute (almeno 2 serie, fortunatamente senza gravi danni a me), i primi giri tra Costiera Amalfitana, Matese e Cilento. Iniziava a starmi stretto, e mi ero innamorato di una Guzzi strana, rara, dal culo squajato (cit.): il Centauro. 
 
Ne trovai uno bordeaux ed argento, ed a quel punto i giri iniziarono ad allargarsi. Mezza Italia, ma anche Provenza, Svizzera, una puntata in Austria e Slovenia, giro della Corsica, Sicilia e Sardegna più volte, un folle giro della Turchia. 
 
Ma la cosa più bella era il rapporto con gli altri guzzisti, le GMG a Mandello, i uinterparty, le serate con la GLBB, i tanti incontri di primavera.
 
Direi che sono guzzista più per i guzzisti che per la Guzzi in sé.