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Come sono diventato Guzzista: Lorenzo Cocola

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di Lorenzo Cocola

ono sempre stato attirato dalle moto. Tuttavia, a casa, l’argomento era tabù. L’unico che mi portava a guardare la vetrina di un negozio di ciclomotori, situato lungo la strada per andare a comprare le sigarette, era mio nonno.

In generale, da bambino, ero attratto da tutti quei piccoli motori che, nonostante fossero formati da pochi pezzi, erano in grado di funzionare come per magia. Frequentavo spesso un anziano capitano di mare, che, nel suo garage, mi faceva giocare con i motori marini che sistemava e con modellini di motori a vapore.

Un’altra mia passione erano le biciclette, grazie alla loro capacità di accorciare le distanze, farmi scappare da scuola e visitare gli angoli più nascosti del territorio in cui vivevo.

Il millennio volgeva al termine e mi divertivo con i “teppistelli” di quartiere a smontare, modificare e rimontare ciclomotori; ma niente: a casa non ne volevano sapere di regalarmene uno! Troppa paura.

Solo a diciannove anni, finalmente, mi comprai una vecchia Vespa ET3. Meccanicamente molto semplice, non ancora considerata “d’epoca” fu un’affidabile compagna di viaggi e scorribande. Risiede ancora in garage ed è sempre pronta per un giretto.

Sogni e progetti, specie a vent’anni, richiedono orizzonti estesi e presto mi chiesi se esistesse qualche veicolo più appropriato per veramente viaggiare, comodi, con tutto il necessario, senza rinunciare a una meccanica semplice.
E dunque, nel 2012, comprai un Nuovo Falcone.
Aveva percorso pochissima strada ed apparteneva ad un signore che lo aveva acquistato da un rivenditore di materiale militare dismesso.

Era tutt’altra cosa rispetto alla moto usata all’autoscuola per prendere la patente, una Kawasaki che si adattava silenziosamente a un utente inesperto.  Il Nuovo Falcone no.
Pur non essendo certo una moto “difficile”, il Nuovo Falcone “insegna” come va guidato, assecondandoti o, eventualmente, dimostrandosi ruvido, recalcitrante… pare reagire al suo cavaliere.
Cavalcandolo, si intuiscono piano piano la forma e il movimento degli organi che contiene al suo interno: è una moto essenziale, priva di orpelli e ammennicoli vari, “perfetta” nella sua semplicità.

Ancora alle prese con i vari lavoretti necessari a trasformare un pezzo da museo in un mezzo adatto ad affrontare lunghi viaggi, conobbi molti Guzzisti. Era il periodo in cui i quesiti tecnici venivano risolti per lo più tramite i forum, che permettevano di condividere le proprie esperienze.
Il forum di Anima Guzzista, però, oltre a questo, serviva ad organizzare raduni e a incontrare fisicamente altri appassionati: persone delle più varie provenienze ed estrazioni sociali, accomunate da questa passione che porta a parlarci con una stessa lingua.
Ogni gita è l’occasione per visitare, in compagnia degli organizzatori locali, una moltitudine di posti altrimenti remoti, spesso difficili da scoprire.

Nel tempo, con alcuni, si è formato un legame davvero speciale anche al di fuori del contesto motociclistico. Ancora oggi, ad ogni gita può sempre capitare qualche piccolo imprevisto; ma, con una Guzzi e con amici Guzzisti si arriva sempre a destinazione, anche se con le mani unte.
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Ciao, Lorenzo