di Giuseppe Musumeci
Il motociclista delirante
Non ti ho sognata…mi sei capitata per caso cercando una moto per il mezzo secolo compiuto e dopo la giapponesina di gioventù… ti ho preso senza sentire la tua voce senza vederti camminare mi hai guardato e mi sono fidato; eri lì ricorperta di puntini di ruggine simili a lentiggini, polvere e nidi di esserini, ma appena ti ho accarezzato subito ho capito che eri la moto giusta, sarà perchè le iniziali dei nostri nomi sono uguali sarà perchè sei tanta massssiccccia e imponente pur essendo piccina e proporzionata.
Da giugno che ti smonto e rimonto coccolando ogni pezzo e riportando ogni lentiggine alla lucentezza originale ormai ti conosco e sembra di conoscerti da sempre, sei ripartita al primo colpo e sentirti borbottare mi ha spiazzato emozionato smosso nell anima cosi come tu ti smuovi quando sei accesa ed anche se non potrò piu provare l’ebrezza del vento fra i capelli sono certo che faremo tanta tanta tanta strada solcando il vento.
Ci siamo presi io nuovamente in moto e tu a casa! Finalmente potrò smettere di simulare l’acceleratore al volante, cosa che facevo quando vedevo passare amici centauri.
Giuseppe Musumeci




