di Alberto “Pano” Osti
Da piccolo c’era una foto che vedevo sempre, appesa al muro della taverna.
Mia madre seduta sulla sella di una California 850 T3, tutt’intorno la neve.
Ogni volta che chiedevo ai miei genitori di raccontarmi le avventure vissute in sella a quella moto, però, ricevevo risposte vaghe. Dicevano solo che avevano girato tutta l’Italia prima di iniziare a pensare a me. Poi, per completare i lavori in casa, erano stati costretti a venderla. Fine del racconto.
Gli anni passarono e io conobbi il Govoz grazie alla Vespa. Tante avventure con lui e con altri amici vespisti… eh, ma le Guzzi…!
La voglia di una Moto Guzzi cresceva, ma quale scegliere?
La moto che mi faceva battere il cuore già esisteva, era reale: troppo impegnativa per essere la prima, troppo importante e, senza dubbio, troppo costosa.
Ma sapete chi è il Govoz, vero?
Figlio della mitica ed energica Tatiana e del quieto e saggio S558: chi meglio di loro poteva aiutarmi a innamorarmi dell’anima Guzzi? Sono rimasto folgorato dal loro spirito travolgente, dall’accoglienza e dal calore di quella enorme famiglia che sono la Tatian’s Family e i guzzisti.
Così, dopo un po’ di ricerche, nel 2012 arrivò in garage la piccola Nevadina rosso bordeaux.
Le prime avventure mi portarono a conoscere altri amici dell’Anima Guzzista e altri innamorati di questo mondo. Non scorderò mai il mio primo Calincontro Eridico. Con il tempo, però, la Nevada iniziava a starmi stretta: volevo qualcosa di più energico, più massiccio.
Dentro di me sapevo già quale fosse quella Guzzi: disegnata da Miguel Galluzzi, stupenda, magnetica… semplicemente fuori portata.
La California 1400 mi stava aspettando. Era solo questione di tempo.
Dal 2020, finalmente, è lei la mia affidabile compagna di viaggio.
Oggettivamente un po’ ingombrante…ma basta non farglielo sapere.
Mio padre inizialmente era scettico. Poi, una volta portata a casa, le girò attorno piano piano e disse:
— È bellissima. Portami a fare un giro.
Avrebbe voluto guidarla lui, ma le forze non glielo consentivano più.
In questi anni sono riuscito anche a rivedere la vecchia California 850 T3 di mio padre. Mi portò a vederla a casa di amico che la custodiva per motivi burocratici dell’attuale proprietario. L’emozione nei suoi occhi diceva tutto. Non mi raccontò mai davvero le avventure vissute su quel ferro ormai arrugginito e malconcio, ma so una cosa: anche se molti non considerano la 1400 una “vera” California, in quel grosso bicilindrico pulsa lo stesso cuore della sua vecchia 850.
Ed è per questo che sono diventato guzzista.






