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I miei 11km sul Tetto del Mondo

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Di Stefano Bellotti

Helsinki, ore 8 del mattino.
Nel garage dell’hotel ho appena terminato di caricare la moto. Borse, bauletto, borsa da serbatoio, tutto per bene.
Per bene niente.
Ho il cuore in gola.
Premo il grosso pulsante rosso e apro il cancello automatico per la rampa di uscita, inserisco la chiave nel cruscotto.
Scendo dal cavalletto centrale, e quella maledetta voce dentro di me mi stordisce.

“Ma sei sicuro di quello che stai facendo? Ma hai pensato che casino sarebbe se accadesse ancora durante la giornata di oggi? Riflettici bene: ora sei solo! Non puoi contare su nessun aiuto! E hai pensato ad Anna? Dammi retta, riprendi il traghetto finchè sei in tempo e torna a casa…”

Giro la chiave, il cruscotto si illumina….. la pompa della benzina emette il suo magico ronzìo.
Tiro un lungo sospiro…
Maledetto fusibile! Se non si fosse bruciato misteriosamente la pompa della benzina avrebbe continuato a funzionare, io non sarei rimasto a piedi e oggi sarei ancora insieme agli altri!
Il motore parte prontissimo e lo faccio girare un pochino al minimo, mentre continuo a pensare freneticamente…. Ma sarà il caso? Affrontare una tappa veramente lunga, 900 km circa, per saltare Vaasa e raggiungere il resto del gruppo a Rovaniemi, e solo ieri all’assistenza Moto Guzzi di Tallin si sono letteralmente grattati la pera quando la moto, trascorsa la notte e sostituito l’ennesimo fusibile da 20A è improvvisamente ripartita.
Dopo 3.500 km in mezzo alle Repubbliche Baltiche, Praga, Cracovia, Varsavia, Riga…e 4 giorni in mezzo alla pioggia battente e al vento , la Guzzi si è fermata col triangolino rosso acceso fisso ed un ben poco mandelliano SERVICE (alla faccia della Storia tutta Italiana!) che imperava sul computer del cruscotto! Inutili i tentativi di trovare umido nei connettori, inutili i tentativi di cambiare il fusibile che continuava a bruciarsi, inutile il tentativo di trovare un filo a massa: quella era lì sul ciglio della strada con la sua spia rossa accesa e non ne voleva sapere di ripartire! L’unica soluzione era stata quella di aspettare mestamente il furgone scopa…

“Ma ad Anna ci hai pensato? Non sei piu’ soltanto tu a rischiare adesso. Adesso c’è anche lei! E non ce la farai mai!!! mai!!! MAIIIII!!!!!!Ma chi te lo fa fare??”

Già…. La cosa è parecchio azzardata. Il guasto non l’hanno trovato, potrebbe essere umidità, potrebbe essere un filo che fa cortocircuito….
Ma è il nostro viaggio di nozze! È un sogno che culliamo da quando ci siamo conosciuti. Non posso proprio non tentare il tutto per tutto.

“ E poi sono 900 km! E non ci sono autostrade! E tu adesso ne hai 46! E non è il numero di Valentino, ma gli anni che ti porti appresso, assieme alla cervicale, alla schiena, ad un anno di lavoro, te lo ricordi che ti fai 80mila all’anno in macchina, vero?! E gli ultimi mesi hai occupato tutte le tue energie a organizzare il vostro matrimonio! Dammi retta, getta la spugna! Riprendi il traghetto, vai a casa e vendi ‘sto cesso di moto…”

Ma noi dobbiamo vedere il cielo azzurro della Finlandia che si appiattisce e si allunga! E vogliamo vedere quel Mappamondo che si affaccia sul Mare di Barens!
Il Mare di Barens…
Che con la sua maestosa calma e il suo regale silenzio ci dichiara apertamente di essere il padrone incontrastato di quell’infinito, e ti fa sentire un minuscolo ospite, insignificante….
Ore 8.10.
Esco dalla rampa del garage, Anna è la in cima che mi aspetta.
Non mi dimenticherò mai di quel pomeriggio d’agosto quando entrò in chiesa nel suo abito bianco… quando ero io ad aspettarla… semplicemente meravigliosa! Come lo era adesso in tenuta motociclistica!
Si accomoda sulla sella posteriore con quella grazia che solo lei può avere, ingrano la prima e sono in strada. “Come va la moto?” –mi dice – “Ci possiamo fidare?”

“Tranquilla, è un violino! Non la senti? E poi ho guardato bene la cartina: la strada sarà ottima!!”

La strada invece è peggio di quanto immaginassi! Usciti da Helsinki è tutto un limite di velocità e di rilevatori pronti a castagnarmi. Così non può andare, non ce la farò mai a essere a Rovaniemi per le 7 e 30 di stasera, per la cena che Federico e Stefano prepareranno a tutto il gruppo.
Federico e Stefano…
Sono i nostri accompagnatori. Sono loro il marchio “Raid Inside”. Federico ci fa strada in moto, con una pazienza infinita controlla tutto il gruppo. Ci da delle regole da seguire. Ci fa capire quanto sia importante rispettarle.
Stefano segue col furgone. Lo carica e lo scarica dalle nostre valigie, attrezza la cucina da campo quando ceniamo nei campeggi. Fa il lavoro sporco. “Qualcuno dovrà pur farlo”, non lo dice ma lo pensa. Sono due professionisti. E sono in gamba. Il loro lavoro è la loro passione, e spinti da questa energia si fanno veramente in quattro per venire incontro alle tue esigenze e per far sì che la tua sia una meravigliosa vacanza.
Loro il viaggio ce l’hanno dentro veramente, e conoscono alla perfezione gli stati d’animo di chi ha deciso di seguirli nell’ itinerario che hanno preparato. E sanno cosa devono fare.
Anche quando si è trattato di caricare la mia moto su quel furgone e portarla all’assistenza di Tallin, ad un centinaio di km, loro sapevano cosa fare per aiutare me, in totale coma guzzistico, e far continuare la vacanza agli altri componenti del gruppo.
E quel giorno, vedere che tutti gli altri 16 partecipanti erano lì nel parcheggio di quel centro commerciale ad aspettare noi e la moto nel furgone sotto la pioggia invece di essere già comodamente in albergo…. Beh… lì e in quel momento ho capito che Stefano e Federico stavano facendo proprio un buon lavoro: erano riusciti ad amalgamare persone completamente diverse tra loro. E questo è Lo Spirito Motociclistico nella sua pura essenza!
Anche questo mi ha dato la carica necessaria per non abbandonare la partita e tentare il ricongiungimento…
Ma intanto la strada è ancora lunga, non sono neanche a metà percorso ed è già ora di pranzo! Per fortuna la Finlandia ci regala uno splendido cielo azzurro, tutto sembra incoraggiante e promettente… autovelox a parte!
Un po’ di km li abbiamo fatti, Anna ora ha fame anch’io per la verità, e cominciamo a sentire la stanchezza. È ora di fermarsi per un po’ di riposo, cibo e… benzina.
Provo a sentire Federico per telefono. In linea d’aria sono un bel po’ piu avanti di noi. Loro hanno fatto tappa la sera prima a Vaasa e sono su strada costiera, noi su strada interna siamo partiti da Helsinki e abbiamo quasi 500 km di distanza da colmare. È ancora lunga, troppo lunga. Rovaniemi sembra lontanissima. Ripartiamo, ma dopo un oretta di viaggio la schiena e la stanchezza ci chiedono una sosta extra. Altra pausa, questa volta per un caffè e per un po’ di cioccolata energetica. Quando esco dal bar trovo Anna seduta sul muretto in riva al mare che si è addormentata….
Guardo il cellulare, c’è un sms di Bruno che fa il tifo per noi e per la nostra Guzzi! Ci aspettano per cena, non possiamo mancare!
Questo mi da una nuova fiducia, e mi fa riflettere…. Dunque, di telecamere per la rilevazione della velocità ce n’è un vero macello, però sono tutte ben segnalate. E anche il navigatore me le conferma segnalandole con precisione. E di auto della polizia neanche l’ombra. E la mia moto tra i 4.000 e i 6.000 giri c’ha tanta tanta coppia….
Io ci provo!
Daje de tacco e daje de punta! Come dice un amico mio…
La strada si mette a scorrere più velocemente! Gli automobilisti che mi vedono arrivare si spostano! Incredibile….
Ben presto compaiono i primi cartelli di pericolo attraversamento renne! Il traffico si dirada fino quasi a scomparire, Anna sembra molto tranquilla e soprattutto non mi sembra stanca, la lancetta del tachimetro sale di parecchio…. La temperatura scende altrettanto…
I laghi della Finlandia ci accompagnano per tutta la giornata e ci deliziano lo splendido panorama, alternandosi con larici, abeti e betulle in un verde emozionante, che si amalgama nel blu del cielo.
Ore 19.25.
All’entrata del paese scorgo sul ciglio della strada un tipo curioso, un po’ retrò e con una larga coppola in testa che mi guarda e ferma con aria soddisfatta un antico cronometro che sta tenendo in mano. Lo guardo. Mi guarda. Sorride…. Ma dove l’ho già visto?
Oltrepasso il muretto dove se ne stava appoggiato, lo cerco negli specchietti. Ma non c’è piu’….
Entriamo nel campeggio di Rovaniemi accolti da Andrea che ci corre incontro e da un caldissimo applauso da tutti i nostri amici che ci stavano aspettando per la cena, sicuri che saremmo arrivati per tempo. Siamo raggianti e la stanchezza sembra scomparsa. 865 km.
La Norge ha compiuto la sua impresa.
E si è meritata con onore il posto che occupa nel box assieme alla California e all’Idroconvert… e nel mio cuore.
Solo le Moto che hanno un’Anima fanno i capricci! (questa frase non è mia, ma mi piace tanto!)
E da quel momento si toglierà tanti sassolini dalle ruote, accompagnandoci al Mappamondo per poi scendere lungo la E6, la strada dei fiordi, che è un vero e proprio ottovolante, incontrando renne a go go, proseguendo per la Strada piu Bella d’Europa tra, continuando su e giù per i ghiacciai eterni e…. sulla strada dei Troll!
Ma Bergen, le isole Lofoten, Trondheim, Mo I Rana, Tromso, Svolvaer e tutto il circolo polare artico… saranno luoghi che resteranno per sempre chiusi nel nostro cuore, posti che abbiamo scoperto solo grazie a questi meravigliosi 11mila km con cui la Norge ci ha portato fino in cima all’Europa e riportato a casa. Anche in mezzo all’uragano che si scatenò a Cophenaghen la mattina che stavamo correndo a prendere il traghetto per la Germania, incitati anche da Valeria e Roberto che improvvisamente superano tutti facendo cenno con la mano sull’orologio che eravamo in ritardo.
E quando siamo saliti su quel traghetto, anche se bagnati fradici fin nelle mutande (quasi tutte le tute antipioggia del nostro gruppo si sono arrese a quel finimondo d’acqua, grandine, tuoni e fulmini….), ci ha preso un nodo alla gola.
Addio Mappamondo.
Non sappiamo se ci rivedremo mai piu’, ma grazie comunque per le emozioni che ci hai dato!
E nella gallery del sito di Raid Inside si possono vedere un bel po’ di foto di quello che abbiamo vissuto, e di quanta meraviglia il mondo è capace di offrire a quanti fanno del turismo in moto.

P.S. trovato e sostituito il cavo che faceva i capricci…..

 

 

 

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