Home Competizioni Trofeo Deccla Cartagena Victoria!

Victoria!

416
0
CONDIVIDI
C'è un minchia che sta dalla parte sbagliata con la macchina fotografica.

6° TROFEO DECCLA CARTAGENA, gennaio 2004

Testo di Goffredo. Foto di Luca Innocenti e Maurizio Pesenti. Filmati: Luca Innocenti

Bar Ristorante del Circuito di Cartagena,
Venerdì 23 gennaio 2004.

Mauro è appena sceso dal suo turno di prove libere del pomeriggio, finalmente la forcella va bene ma non c’è tempo per gioire che la causa del ‘rumorino che non mi piace’ lamentato da Mauro, è presto scoperta: collettore di scarico destro crepato.
Mauro “Abba” è rassicurante: “tranquilli, appena si fredda la saldiamo”. Approfitto del momento di pausa per prendere il laptop di Alberto ed eccomi seduto al bar del circuito (sì, ovvio, all’aperto: ci saranno 25 gradi oggi…) a scrivere queste note.

Possibile che ieri pomeriggio in quel di Malpensa fossimo a –2? Mah! Come diceva Hemingway “Non sono nato in Spagna ma non è stata colpa mia…” Guardando il cielo azzurro, cercando di non far sbriciolare il bocadillo quèso y hamòn sulla tastiera, mi trovo molto ma molto d’accordo col grande Ernest…

Ma procediamo con ordine, per quanto possibile. La cronaca dettagliata del viaggio di avvicinamento del Minchion Team a Cartagena ve la risparmio, uniche note degne di menzione il “uh, Madonnina Santa dell’Addolorata”, uscito con un filo di voce dalle labbra di Tiziano, più a suo agio su un Daytona che impenna piuttosto che su un Airbus al decollo ed un paio di espressioni in caratese-apriliese inintellegibili all’orecchio umano (qualcosa tipo: anved-ustialavà-chezinn-chelà) risultato dei commenti incrociati di vari brianzoli e del Tatuato sulle modelle delle pagine della rivista Moto Extreme…

Va invece segnalata la velocità di crociera, stimata intorno ai mach3, dei due poderosi vans (dire furgoni non fa fico…) affittati a Valencia dal Minchion Team. Sì, ben due vans e non una semplice macchina a nolo, visto che a forza di “quasi quasi vado anch’io a fare il tifo per quei minchioni” ci si ritrova in 14 a Malpensa!
Saltiamo tutto questo, l’arrivo in notturna al Manolo Hotel, i nuovi record di russata stabiliti, le docce del mattino che durano 5 giorni o 5 minuti a seconda del lato della porta in cui ci si trova ed andiamo senza indugi a bordo pista.

Sono in questo preciso istante le 17,46 e tiriamo i primi positivissimi bilanci:
la moto va molto bene e le varie sessioni nelle quali si sono succeduti Roberto, Mauro ed Alberto sono state messe a frutto in maniera impeccabile: ad ogni turno, Tiziano e Bruno ascoltavano i vari commenti ed intervenivano apportando le dovute correzioni. Non succede nulla di trascendentale se non un problema di assetto dovuto alla forcella che non ne voleva sapere di fare il proprio dovere. Alla fine, una volta smontata, ecco che viene individuata la responsabile: una ranella di diametro insufficiente che, anziché tenere a bada la molla al suo posto dentro lo stelo si divertiva a tuffarcisi dentro. Sono cose che le ranelle a posto non fanno. Una veloce visita al box a fianco e la ranella del diametro giusto è recuperata. Aggiungiamoci anche un rabbocco miscropico con un olio leggermente più denso (classico caso di effetto-placebo in pista) ed ecco che la riparazione è fatta: i tempi spuntati dal nostro trio nei turni successivi dimostreranno la bontà dell’intervento: dal 2,08 spuntato da Roberto al mattino si passa all’ottimo 2,04 inanellato da Alberto nel pomeriggio. Ma ecco che ripiombiamo in medias res con Alberto che non solo mi porge una bibita (grazie) ma mi confida scuotendo la testa che non c’è solo uno scarico da saldare ma anche un alternatore da recuperare visto che quello della moto è in briciole.
Può il vostro cronista continuare impassibile di fronte ad una così ferale notizia? Riusciranno i nostri prodi a sistemare la moto per domani?
Staremo a vedere. Per adesso, godetevi la prima carrellata di immagini mentre io torno al box per saperne di più.

Aeroporto di Valencia, Domenica 25 gennaio, ore 23,25.
Mmm… Vediamo… E adesso da dove proseguo? Sono qui mezzo stravolto che attendo l’aereo e so – uh se lo so – che il Minchion Team ha vinto, ma che cronista sarei a cominciare dalla fine? Fortunatamente non sono un giornalista, quindi proseguiamo come ci pare. La marmitta viene riparata nella notte, l’alternatore viene sostituito e sabato mattina il Minchion Team si trova una moto perfetta per le prove e le qualificazioni. La sessione è bella pimpante e il Minchion Team spunta un buon tempo che gli vale il 13° posto in griglia su 45 partenti. L’onore della partenza, in puro stile Le Mans, col pilota che deve fare una corsa verso la moto sapientemente tenuta accesa dal meccanico tocca a Mauro. Il Dottor Iosc parte benissimo passando almeno tre partenti di slancio. Il rombo di quaranta moto diventa musica, sigla, sipario: si comincia!
-Come? Chiamano già il nostro volo? Ah, va bene, allora il report lo continuerò da casa. Eccovi intanto le foto della partenza e dei primi giri.

Parigi, Martedì 27 Gennaio

Mi sforzo di non pensare alla neve che ho trovato a Milano e a Parigi e ritorniamo al sole di Cartagena.
La gara è iniziata ed il Minchion Team veleggia tranquillo tra il 16 ed il 14 posto.
Su tempi inferiori anche di 10 secondi a giro (!!) i piloti dei Team GuzziMoto Box e Classic Co portano avanti la loro battaglia personale per la vittoria: vederli sfrecciare in sella a potentissime e bellissime Guzzi è una grande emozione.
I piloti si alternano alla guida secondo i ritmi suggeriti da Tiziano. Visto che siamo qui per divertirci, più o meno questo era lo spirito iniziale, facciamo tanti cambi così vi divertite senza stressarvi e in più teniamo in carica la batteria. Che spettacolo vedere Stefano e Sergio procedere al rifornimento mentre Tiziano con dei cavetti metteva in carica la batteria. Il tutto ovviamente mentre un pilota scendeva ed uno saliva! Ma in una gara di Endurance tutto può succedere, anche che la dea bendata decida di prendersi cura di un Team in maniera speciale. Che Omobono stesse intercedendo per noi, iniziamo a pensarlo al sessantesimo giro quando Roberto, trovatosi in staccata impegnato in un sorpasso molto ostico nei confronti di un avversario che a chiudere il gas non ci ha pensato proprio, si è trovato costretto a pinzare troppo tardi e completamente fuori traiettoria. Il più classico dei classici dritti a fondo rettilineo risultava inevitabile. Ma tranquilli, non solo Roberto non cade ma riesce anche a non far spegnere la moto e terminate le sue sabbiature rientra in corsa.
Ma che dico rientra? Risfonda! Ignora il cartello BOX e in tre giri infila una progressione della quale noi parleremo un giorno ai nostri nipotini: 2:04; 2:02; 2:00!!! Il giro in due minuti netti gli varrà il titolo di Fastest Minchion on Earth per questa edizione. Sull’onda dell’entusiasmo gli altri due Minchion Riders spingono come forsennati. I tempi dello scorso settembre sono un pallido ricordo ma persino i tempi dell’ultima sessione di prove libere ormai vengono stracciati sistematicamente.
Quando ogni tanto ci scappa un 2:05 per il quale ieri sarebbe partita la ola, adesso a bordo pista si commenta: “mah, avrà trovato dei doppiati…”
Omobono, non pago di autare il Minchion Team, ci mette del suo nel visitare gli altri box… Una dopo l’altra le due moto del Classic Co si ritirano, fermate da problemi meccanici. Altre scuderie non si ritirano ma sono costrette a lunghe soste ai box per ovviare ai problemi più diversi: c’è chi è caduto e non può ripartire perché la moto va ma mancano le pedane (!) c’è chi ha qualcosa che non va nel cambio e sarebbe pure una cavolata ripararlo ma bisogna aspettare che si freddi e così via. Stremata da cadute e sbuffi d’olio si arrende anche la velocissima Guzzi del Team Valentini di Roma.
In questo scenario, le operazioni al Box del Minchion Team appaiono perfette e sincronizzate come un’orologio svizzero oliato al Motul.
Intanto il cronomentro ci conferma che le terribili Ducati NCR e Honda Bol d’Or, rivali dirette di categoria Open continuano a rimanere inesorabilmente dietro…
Porque nosotros valemos!

Ad un certo punto si ritirano anche le pompatissime Guzzi del Team Segarra!!! O cacchio ma allora…
Ci casca l’occhio sul monitor: primi di categoria e terzi assoluti. In un momento di lucido realismo chiamo Andrea per fargli filmare il monitor: “hai visto mai, dovesse andar male, potremmo sempre dire che, per un attimo siamo stati primi…”
Ma non servirà il filmato… la moto continua a viaggiare che è una bellezza. Bruno l’ascolta passare e commenta: “canta ancora bene”. Tiziano impone una nuova strategia con cambi meno frequenti. Alberto e Roberto tentano di opporsi alla foga del Team RD (non mi ricordo il numero) bloccato per molti minuti ai box e che ora corre verso il podio con due moto indiavolate da 1:55 a giro: è una lotta impari ma che contribuisce a mantenere dei ritmi serrati. Alberto vola tranquillissimo su medie impensabili solo ieri e Roberto si giustifica di un 2:03: “scusate se ho rallentato ma avevo perso una lente!!!”.
A Mauro invece tocca l’ultimo turno. Non riusciamo ad approfittare del cambio ai box in contempranea con la RD che occupa la quarta posizione per passarle davanti, quindi per Mauro adesso si tratta “solamente” di mantenere la posizione, non farsi passare e soprattutto portare la moto oltre la bandiera a scacchi. Ai box siamo ormai dei camaleonti con un occhio alla pista ed uno al monitor. Siamo sempre primi di categoria, quinti assoluti; attaccare la Yamaha per il quarto posto assoluto è follia, difendere il primo posto di categoria un’ordine! Mancano tre minuti, due, uno, ci siamo, Mauro è sempre lì, eccolo eccolo!!!
VICTORIA!!
E adesso, che cominci la fiesta, la premiazione, i balli e poi i saluti e l’arrivederci a settembre sotto il segno del bellissimo motto del Classic Co:
In velocitate gaudium!


Ringraziamenti vari:
ho vissuto una splendida esperienza ad un prezzo inferiore di una vacanza tutto compreso a Cesenatico. Ma non sarebbe certo andata così senza:

Mauro Abbadini.
Un mito. Chi ha provato ad organizzare eventi sa quanto sia difficile essere sempre disponibili ed attenti alle esigenze di tutti. Sono orgoglioso, e so di scriverlo a nome di tutti, di vedere il nome Anima Guzzista su una sua moto.
A lui, a Miguel Angel, ad Alberto ‘Teto’ ed a tutto lo staff Deccla di nuovo mille grazie e complimenti.

Bruno Scola e Tiziano Di Castri.
Senza farla troppo lunga: vederli all’opera su delle moto da corsa è un privilegio. Se poi solo si capisse quello che si dicono…

Corinna e Stefano.
Rispettivamente Cronometrista e Addetto al Rifornimento ufficiali del Minchion Team. Corinna non ha sgarrato di un millesimo in cinque ore di rilevamenti e Stefano ha quasi sempre tolto il tappo prima di versare la benzina.

Andrea Kubrick Tatuato.
Lost in Minchiation, il suo documentario-musical sull’evento sarà probabilmente selezionato per gli Oscar 2004. Da non perdere la “Ducati Dance” e “I consigli di Andrea a Tiziano su come vincere una gara”.
A breve in edicola.

Albi “e poi, e poi, e poi” Arnoldi.
Il filosofo del box. Gran conversatore fino a che non vi si addormenta in grembo nei pub di Cartagena. Aspettiamo con ansia il suo report.

Maurizio du Madagascar, Sergio e Remo.
Fornitori ufficiali di arance ed altre delizie ai Box. Senza quei biscotti alla fragola(!?!) probabilmente la gara sarebbe andata diversamente.
Maurizio è stato inoltre il fotografo ufficiale del Minchion Team e Remo il sommelier del box, visto che lui la benzina non la versa, la decanta. Pare sia stato visto anche assaggiarla…

Luca.
Come fotografo e cineasta non delude le aspettive. Quando tocca a lui fare la doccia e dice:“fra cinque minuti esco” delude le aspettative.

Alberto – Business as Usual – Sala
Mauro – Perché io testo – Iosca
Roberto- due zero zero – Masperi
Perché loro valgono.

G.
PS: Miguel Angel, por favor, para settembre basta con las favas. Gracias.

(per i filmati occorre Quicktime)
GALLERY

RASSEGNA STAMPA SoloMoto

Ode ai trionfatori di Cartagena
di AleCafè

Pistoni, circuiti, curve e motori
Io canto di color ch’in terra Ispana
Con gesta che qui ognun di fare brama
Andaron, e tornaron vincitori
Non pugna, nè un Gano traditore,
non mori da buttare dritti in mare
Ma curve con il cuore da affrontare
Per risultare infine vincitore!
Eroi Guzzisti, cuore puro e forte
Si gettan nella mischia della pugna
Vassi chi corre, alcuno mugugna:
Tal’è somma armonia in quella corte.
I prodi sono tre come si suole
Dai nomi altisonanti e nobiliari,
Ma i visi sono a tutti familiari
Qual fossero compagni delle scuole
Alberto dai baffetti assai pungenti
Si tuffa a destra e a manca senza pena
Affronta curve in quinta e in sesta piena
Sa infliggere sconforto e patimenti
Ser Iosca col suo fare assai preciso
Gareggia come in punta di fioretto
Lo stile suo s’è fatto più perfetto
Il suo proceder sempre più deciso
Ser Masperi non ci ha certo sorpresi
Il cranio suo viril è chiaro segno
Di gran capacità e duro impegno
Per per l’avversari render sempre lesi
Che dire poi di quei che di scudieri
Han preso posto, e fanno buona vece
Che tra un “porcone” ed una santa prece
Motori e cambi rendon sempre fieri?
Parrebber relegati a sorte oscura,
Ma torto gli faremmo e pure grosso
Se ai tre dessimo carne, e a lor sol’l’osso
Per l’esito della grande avventura!
Orsù citiamo i nomi e facciam festa
Diciamo di Ser Scola e di Tiziano
Si canti il nome loro in modo piano
Si renda la lor opra manifesta!
E poi come scordar tutt’i restanti
Citarli mi sarebbe un poco ostile
E non perchè io voglia sembrar vile
Ma invero non conosco tutti quanti!
Dirò soltanto chi m’è manifesto,
E spero che nessuno si risenta
Se in seguito qualcun mi si presenta
D’aggiungerlo alla lista sarò lesto
E allora che si parli di Goffredo
Che in terra di Lutezia vive ed opra
La gloria sua tutta la Francia copra
E pure Italia tutta se ben credo.
Il prode Andrea dal cuore puro e forte
Da sè si dice scarso di pisello:
Tatuossi sulla schiena l’uccello
Di Guzzi, che ci porta buona sorte.
Nomar m’è d’uopo di Ser Abbadini
Ch’un di conobbi in terra Ambrosiana
Persona mi sembrò ben saggia e piana
Di gusti signorili e sopraffini
Ma il tempo sopraggiunge della pugna!
Deh cavalieri dai ferrei cavalli
Le nobil terga coperte dai calli
Copritevi! Che già la moto rugna!
Gli scarichi, a guisa d’Olifante,
Già sparan fuoco e fiamme con gran possa
La moto colorata nera e rossa
Ha l’aria d’averne viste già tante.
Coraggio, vi si chiede di lottare
La Nike, donna, assai è capricciosa
Un giorno di quà, di là poi si posa
Sta a voi cercarla per poi ben trionfare!
Le ore scorron leste e coinvolgenti
La zuffa si ripete senza posa
A turno uno combatte e due riposa
La sorte arride ai tre nei loro intenti!
Han vinto! Sia giubilo e tripudio!
Si suonino le squille senza sosta
I tre brandiscon fieri la gran posta
E relegano gli altri al gran ripudio!
Chi ha perso con le pive dentro al sacco
S’en torni da dov’era mal venuto;
I tre con far più o meno astuto
Han dato a tutti quanti il matto scacco!
Ritornano gli eroi d’Andalusia
Han vinto con le moto di Mandello
Il premio del metallo ch’è più bello!
Di casa ormai riprendono la via.
Ritornano in Italia vincitori
E narrano le gesta a chi è rimasto
Ci narreranno di quel fiero pasto
Che si son fatti d’altri corridori
Li accolgano le squille a perdifiato
E forse anche una salva di cannoni
E se saranno veramente buoni
Il vino gli offrirò freddo e stappato.
I calici leviamo fino al cielo
Beviamo lesti il nettare di Bacco
E poi ridiamo insieme dello smacco
Ch’agli avversari ha ben bruciato il pelo!

 

© Anima Guzzista