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Con la Guzzi nel cuore

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di Daniela “Mayer” Manzotti

Qual è stato il motivo che mi ha fatto innamorare della Moto Guzzi?

Perché deve esserci un motivo per innamorarsi di una moto?

Perché si cerca sempre di trovare l’inizio di una fedeltà verso il marchio che da una vita è nella storia dell’Italia?

E’ difficile riuscire a spiegare cosa ti spinge a preferire una bicilindrica rispetto ad un’altra moto, spesso si dice che è una questione di pelle, qualcosa che hai già dentro e che cresce insieme alla tua vita.

Forse è il desiderio che ti rimane dentro quando, poco più che bambina e digiuna di motori, vista una California hai detto : <<…da grande voglio QUELLA moto…>>.

Forse è l’avere avuto un padre vespista – 180.000 km di strada con due Vespe – ma nel cuore guzzista convinto, che aveva gli occhi che brillavano di passione quando mi presentai sulla mia Breva nuova…mica una moto qualunque! Penso che gioia per lui aver scoperto che anche Dio viaggia su una Guzzi.

Forse è avere uno zio che, beato lui, ha posseduto un Galletto ed ora a 70 anni, con gli occhi umidi, mi dice : <<…metti in moto, che voglio sentire il suono della belva…>>.

Forse è ascoltare una vecchia signora parlare di tempi passati popolati di Guzzi, del fatto che anche lei le usava, dell’amato fratello volato via con la sua Guzzi, di un padre autoritario ma che sul serbatoio della sua 500 monocilindrica orizzontale l’aveva portata a vedere una gara e lì – bambina di 8 anni – aveva ricevuto un “buffetto” da un certo Tenni.

Forse è che quando dici Guzzi non c’è bisogno di precisare il modello, perché una Guzzi è una Guzzi…e basta.

Forse è che quando sei su una bicilindrica tutti ti chiedono come ti ci trovi, quanto ci viaggi, coma va, ma poi…ti chiedono posti da visitare, luoghi dove fermarsi a mangiare e ti diventano subito amici?

Forse perché non è la moto di tutti e quanto hai un’aquila ti senti e sai di essere un privilegiato, un essere superiore, alla faccia di tutti quelli che smanettano e si mettono in mostra con le loro moto.

Forse…forse…forse sono solo affascinata e di parte e per me Guzzi è bellezza, storia, italianità (anche all’estero la riconoscono TUTTI).

E‘ stata e sarà la moto di un piccolo mondo esclusivo, ma amo questo mondo che non segue le mode, che non ha la due ruote perché fa tendenza, che non cambia moto ogni anno perché la nuova è più figa.

Per finire, cosa può rappresentare meglio una Guzzi se non il suo marchio?

Un’aquila con le ali spiegate, un rapace fiero e con potenti artigli, forte di volare più in alto degli altri e di una vista acuta che sembra immobile nell’aria ma quando vede una preda diventa un “bolide” in cielo : proprio un bell’abbinamento…più mito di così !