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Calincontro Trentino 2017 – Nedo

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nedo

VM 18 ANNI

Il ragionier Nedozzi è un tipo pacato, timido e remissivo ed essendo timido e remissivo la gente è solita fargli angherie di ogni genere. Così la collega di stanza, cougar d’annata lo sottomette puntualmente facendogli fare millemila fotocopie dall’alto della parità dei sessi, “non sarà mica maschilista eh? Vadi vadi a farmi le fotocopie di questo libro che me lo voglio leggere sotto l’ombrellone ai bagni vip di Castiglioncello. Poi quando ha fatto mi porti del caffè, non della macchinetta per carità, eschi e vadi al bar Caffè Namastè…ah e non dimentichi il maritozzo vegano alla panna di soja eh!”, “mi scusi ma i soldi…sa in fondo al mese ho delle difficoltà…”, “Nedozzi via, facci il cavaliere! anticipi lei poi si farà un conto…”
.oO(si farà un conto dice…sono mesi che lo dice…).
Nedozzi poi ha il terrore del commesso palestrato Marioni che ogni volta che lo incontra lo prende per le guanciotte e lo solleva da terra di quei dieci- quindici centimetri “eccolo qui il paffutello! E diamo il buongiorno al ragioniere”, “mi scusi sa, oggi avrei un ascesso al dente…se fosse possibile una semplice stretta di mano ecco…”, ma nulla pare non sentire o forse non capisce proprio dall’alto della sua terza media alla quarta, (cioè presa al quarto tentativo).
La capoufficio si chiama dottoressa Carmela Cortopassi, detta Carmen, (guai a chiamarla Carmela eh), è una giovane ragazza quasi quarantenne neolaureata arrivata oramai quattro anni fa. E’ una tipetta minuta col capello corto e gli occhialetti, quasi sempre in jeans attillati e con due pendagli da venti centimetri ai lobi delle orecchie. A Nedozzi ricorda molto la brunetta dei Ricchi e Poveri di cui era innamorato perdutamente in gioventù. E così inevitabilmente ha perso la testa per la Cortopassi al punto che alla prima maternità della capoufficio, Nedozzi è entrato in depressione “chi è stato quel farabutto!?”. “Nedozzi suvvia, spiegava la cougar, non mi facci il retrogrado maschilista eh, il padre non c’è. Ha capito?”
“Come il padre non c’è? Dov’è? E’ scappato? E’ morto in guerra? Quale guerra? E’ in galera?”.
“Uff Nedozzi si svegli eh, il mondo è cambiato eh…la conosce la procreazione assistita?”
“Cioè…?”, “e cioè il padre non c’è, oramai voi uomini siete inutili! Vi estinguerete tutti brutte merdacce! E ora vadi a prendermi il caffè…e facci presto che ieri mi è arrivato freddo!”
E poi il mega direttore galattico il dr. Damiani laureato con il massimo di voti e bacio accademico all’Imperial College di Londra, ma che in realtà, un po’ tutti sanno, è solo titolare di uno strano titolo di studio per agenti di intermediazione internazionale preso a suon di bonifici del padre ad una scuola privata di Londra riservata ai figli di armatori navali e simili. Alto, con occhi chiari, col viso scavato alla Clint Eastwood, perennemente abbronzato, la testa lucida e la dentatura abbagliante allo xenon, appartiene ad una delle tre famiglie che governano la città da due secoli appoggiati da qualsiasi partito politico dell’arco costituzionale ed anticostituzionale. Nedozzi quando lo incontra per i corridoi, tira fuori gli occhiali neri da cieco e si volta verso il muro per preservare la vista e puntualmente il Damiani rivolto alla segretaria “ma quanti cazzo ne dobbiamo assumere di questi delle categorie protette???”
Ma torniamo a noi, Nedozzi è un tipo pacato e remissivo ma quando finalmente arriva il periodo delle ferie estive, tira fuori la sua vecchia Guzzona tutta pulita e lucidata e si trasforma in un temibile ed affascinantissimo biker e parte per il suo raduno preferito: il calincontro. E lì finisce la pacatezza e la remissione del ragioniere. La settimana prima si mette a dieta per entrare nei jeans strappati, ruba i trasferelli ai nipoti e si riempie il corpo di tatuaggi. Tira fuori la sua chincaglieria dal cassetto e indossa catene con simboli satanici, croci celtiche, svastiche e falci e martello ed il giubbottone con tutte le patch di raduni del mondo compreso quello di Santiago di Compostela portatogli dalla vecchia zia che lo fece a piedi dieci anni fa per raccomandare il nipote nelle Altissime Sfere. Infila degli orrendi anfibi di quand’era militare, il casco delle SS e si infila in autostrada.
Il calincontro è in Trentino e Nedozzi ha pianificato il viaggio in maniera scrupolosa, scaricando sul suo smartphone (ahahah) le tappe di avvicinamento e le mappe dei giri dei giorni successivi.
Il suo piano prevede “autostrada fino a Rovereto, poi salita a Folgaria, quindi altipiani di Lavarone e Asiago in onore al prozio caduto nella Grande Guerra, per poi discendere e piombare come un falco su Enego ed infilarsi come un dito medio nel culo della cougar, verso nord fino a trovare le indicazioni per Pieve Tesino, il paese di quel finocchio democristiano di De Gasperi. Viva la Padania! Ehmmm vabbè…” Nedozzi sogna dentro il casco…immagina il suo arrivo al campeggio. “No, non devo arrivare troppo presto…ma nemmeno troppo tardi che quelli sono già tutti a tavola! Devo arrivare quando loro sono lì in quella fase rilassata di attesa, tra uno sprizzino e l’altro! Arrivo, stendo il mio stampellone del cavalletto laterale, il mio simbolo fallico ovviamente, scavallo dalla moto con noncuranza, una sistematina ai gioielli, smetto il casco ed i guanti con lentezza come fanno i vigili urbani quando ti fanno le multe quelle merdacce, espressione da uomo vissuto e sorrisetto accennato e passo a salutare tutti partendo dalle ragazze”
…ragazze? Vabbè non stiamo a sottilizzare…a questi raduni ci sono circa 3 donne per cinquanta biker e sono pure impegnate! Ma Nedozzi si illude di poter avere chissà quali avventure…se solo saltasse il fosso scoprirebbe un mondo diverso, molto diverso.

Il calincontro in Trentino è stato organizzato dalla splendida Miriam (per la quale Nedozzi prova da tempo una macabra attrazione sadomaso) la nipote segreta del generale nazista Fedor Von Block e prevede all’arrivo una doccia collettiva con Bayer Avantix, antiparassitario ad uso veterinario, prima alle persone poi alle moto e alle cose. Dopo di ché, la Miriam, stivale di pelle nera sotto il ginocchio, pantalone alla cavallerizza e frustino, il cui uso ai più disattenti sfugge, concede un bacetto per guancia ad ogni partecipante. Al suo fianco il suo fido fotografo, alto, moro, fisico asciutto, mandibola volitiva, stivale da texano, antipatico, con Nikon professionale con cannone da trentacinque centimetri e mezzo, modello Siffredi che fa sfigurare la macchinetta fotografica del Nedozzi. Dopo di che “raussss tutti a tafola che è tardi!” E via di polenta, porchetta, mirtilli, canederli, alci, cerbiatti, cervi, cervici, cervicali, cerveteri…e poi dolce rosa zuccheroso. E poi vino, birra, sgroppino, capitan pipa, mirto, abbardente, liquidi gialli, arancioni, blu. E poi “tutti a dormire che domani si parte presto e dico presto cacchio, alle sette vi voglio tutti ritti” dice Miriam e Nedozzi alla parola “ritti” pensa che sono anni che non ha un alzabandiera decente e spera di non sfigurare troppo il mattino dopo. Lo confessa al suo amico bergamaschio che gli risponde tranquillo e sereno, “non me ne frega niente della gnocca a me, ormai ho il cali Frau!”
La mattina dopo il sole brucia forte. Circa 135 gradi fahrenheit a livello di asfalto. Salendo al Manghen si respira ma il sole picchia forte lo stesso ed il casco nero da SS del Nedozzi è un forno a micronde, così in cima al passo Nedozzi vede arrivare la madonna su un V11 corsa nero accompagnata da Problemchild su California. Lei si toglie il casco che Nedozzi sta dicendo in ginocchio “adesso e nell’ora della nostra mort… eeeeh ma è Elisa!” e finalmente riesce a connettere logicamente i tasselli. Dopo aver salutato la coppia ecco apparire l’altro fotografo ufficiale, quello simpatico, Gigio e via di abbracci e saluti virili.
E poi per pranzo giù, più giù, si scenda dai 5mila metri del Manghen giù in una conca dove c’è una splendida cascata di acqua fresca che Nedozzi con la Susi, a dir poco accaldati, vorrebbero toccare con mano per rinfrescarsi, ma è tipo un trompe l’oeil e addirittura si bruciano sulla roccia rovente… più in là in una zona ad accesso limitato e controllato, Miriam ed il fotografo in costume e infradito, si rinfrescano in una sorta di doccia emozionale colorata col Mojito in mano. “Nedozzi che fa? Guardi? Vadi alla malga vadi. Dichi pure che stiamo arrivando.”
E così Nedozzi prende il suo guzzone perfettamente pulito e lucidato e si mette ad inseguire altri malcapitati per una strada che scende più in basso ancora, fino a passare un punto più basso di tutti in cui c’è un cartello marrone con scritto “passo del diafolo, -545 m. s.l.m.”. 185 gradi fahrenheit con 85% di umidità relativa. La strada diventa sterrata e Nedozzi è dietro sedici california che sollevano un polverone che avrà l’unico pregio di oscurare il sole per un quarto d’ora; posatosi il polverone il Nedozzi si ritroverà con la Guzzona marrone e in un’altra dimensione…sta inseguendo due Austriachi su orrendi catafalchi Gs per la discesa di Enego. I due non hanno un casco, hanno l’elmetto imperiale con lo spunzone in cima e Nedozzi cerca di prendere la mira col suo moschetto a retrocarica ma è difficilissimo guidare e sparare e poi i due Austriaciui danzano in maniera vergognosa, quasi sculettano nei tornanti. Nedozzi si sente preso in giro. Si allargano inverosimilmente nella corsia opposta per fare i tornanti e nonostante questo curvano pianisssssssimo ed escono dall’altro lato. Nedozzi è disgustato e sogna di essere Javier Bardem in “Non è un paese per vecchi” con lo stiletto per maiali…poi la voce della Pandora lo riporta nella realtà. E’ a tavola, la Pandora si cala i pantaloni!!! Che fa?? Nedozzi ha la salivazione azzerata, la lingua felpata, la muove ai lati della bocca, uhmmm. Sotto i pantaloni della Pandora spuntano un altro paio di pantaloni, poi un altro ancora, e ancora e ancora. Uffa è un incubo eh!
Poi un lago fosforescente e passi di montagna. Poi un tipo fosforescente lo sorpassa. Il tipo è fosforescente tutto, non solo la maglietta. Le braccia sono rosso fuoco, dev’essere un nuovo tipo di tatuaggio, e la maglia a Nedozzi ricorda l’evidenziatore che la Cortopassi tiene tra le labbra quando legge le lettere. Quante volte ha sognato di essere quell’evidenziatore…che peraltro come dimensioni ci siamo pure eh…ma insomma il tipo fosforescente sorpassa Nedozzi e gli fa segno di andare a fanculo, al che Nedozzi perde il capo e si lancia in una “memorabile” discesa dal passo Rolle all’inseguimento dell’evidenziatore. Folle abbandono in curve cieche a destra col giubbottone che sfiora il muro e la patch del cammino di Santiago di Compostela che resta attaccata alla roccia. Via lo specchietto destro “chi se ne frega! Si vive una volta sola sigh…”. L’evidenziatore è lì, “non mi scappi vecchio porco!” e così giù, più giù. Poi nello specchietto Nedozzi vede due aggeggioni luccicanti, altri due biker che follemente scendono in fila indiana. Uno dei due ha la visiera chiara e sembra Bud Spencer. Nedozzi incuriosito, rallenta e Bud Spencer con Terence Hill lo salutano co dito medio sorpassando. La targa è cz, “Cosenza? Catanzaro?” Una voce nel casco come un pensiero altrui.oO(Ma no, Nedozzi, sono cechi!) “Ciechi?”…vabbè…

Alla sera altra doccia collettiva disinfettante con Baygon al napalm quindi vestizione. Nedozzi mette la sua preziosissima maglia del concerto di tre anni fa quando andò a Vibo Valentia a vedere il suo gruppo rock preferito gli LSU, “Little Scarciofols Underoil”, trasfertona costosissima per fare la quale, non uscì di casa per tre mesi.
La serata prevede spiedone di animali vari con patate, crauti e fagioli, nel tendone con gruppo musicale dal vivo che suona ad un volume indecente.
Nedozzi segue con lo sguardo le mosse del suo sogno proibito preferito: la Pandora! Lei è tutta tirata a lucido ricorda Olivia Newton John in Grease! (aha ha ha, ora mi mena!) Si siede di fronte a lei e si trova in difficoltà. Non sa come mangiare lo spiedo! Tutta quella montagna di carne con ossi da spolpare. Non riesce ad immaginare se stesso che mangia e teme di essere repellente, anzi ne ha la certezza. Prova a disossare lo spiedo con le posate di plastica, ma si spezzano .oO(ecco lo sapevo! Devo comprarmi il serramanico da biker come ha il califoggiano, lui si che è un vero uomo!). La musica a tutto volume ha il vantaggio di impedire a Nedozzi di dire troppe minchiate. Dopo aver finito le patate ed i fagioli, Nedozzi pensa .oO(come mangerebbe un maschio alfa tipo il direttore Damiani? Ma certo! Con le mani e addenterebbe ostentando la dentatura perfetta allo xenon!)
E così Nedozzi si mette a mordere la carne coi suoi dentini da criceto ingialliti dalle sigarette. La Pandora è letteralmente immersa nel suo smartphone…sta gestendo ventisei conversazioni in contemporanea. Come faccia Nedozzi non lo sa, lui che una volta ha scritto a sua mamma “quanto vuoi per un pomp…?” è che il numero di “mamma” e quello di “maiala” sono vicini nella rubrica.
Dopo dieci minuti di cenni e lazzi, e versi come pesci in un acquario, la band fa una pausa e finalmente Nedozzi si ritrova tra le mani della Pandora che lo pizzica qua e là facendogli il solletico, ma lui si farebbe fare qualsiasi cosa da lei…”Nedozzi cos’è quella macchia lì sul petto che si intravede?” “quale?, dove?”, “lì sul petto a sinistra hai una macchia rosa che spunta dalla maglietta nera”, “ah questo eh, è un tatuaggio che fecitti, facissi, facqui, facei, (feci? mi pare sporco), ehmmm, ho fatto a Cancun nell’86”
“Ah sì, facci vedere Nedozzi” e slargandogli la preziosa maglietta dal collo, “Nedozzi, ti sei fatto fare Peppa Pig a Cancun????”
.oO(Peppa pig? Chi è costei??? Azzzzz i tatuaggi di mio nipote!!! manco un dinosauro!!”) “Ehmm sì, no, boh, le posso fare una confessione mostruosa??? Signorina Pandora, sono nel più completo marasma, abbi pietà”.
E poi sopraggiunse il temporale a voltare pagina alla storia. Nedozzi si sperse nel bosco di notte senza salutare coi tatuaggi che si scioglievano nella pioggia.

A Paolo Villaggio, indegnamente emulato.
A Scianktokesha

pensavo è bello che dove finiscono le mie dita
debba in qualche modo incominciare un california

Grazie a Miriam a Fabio il fotografo “antipatico” e al califoggiano
mi sono divertito ancora