di Alessandro Martorana
Ho 63 anni e sono diventato guzzista pochi mesi fa.
Faccio circa 100 km al giorno per andare e tornare dall’ufficio e l’ho sempre fatto in scooter. Un paio di anni fa ho deciso di imbarcarmi nell’avventura di acquistare una moto “vera” e, dopo aver fatto una lezione di scuola guida per imparare a usare il cambio sequenziale, ho preso un enduro stradale italocinese. Da allora sono iniziati i problemi. Non mi ci sono mai sentito sicuro e le cadute da fermo non si contavano. E alla mia età certe cose vanno evitate.
Prima di abbandonare il “progetto moto” e tornare agli scooter con la coda tra le gambe ho fatto il corso di guida sicura moto all’autodromo di Vallelunga. Da lì è cambiato tutto e le naked nipponiche che ho utilizzato mi hanno fatto capire che il problema non ero io, ma il tipo di moto. A quel punto ho iniziato a guardarmi intorno per fare una permuta con una moto più adatta a me. Da tempo ero attirato dalle Guzzi v7 per tutto quello che incarnano per noi italiani e ho fatto una prova su strada presso un noto concessionario della capitale. Ho provato una nuova V7 sport ed è nato un amore. In quei 20 minuti di prova sono stato letteralmente drogato e ammaliato da quelle vibrazioni che tutti voi conoscete bene ed ho acquistato una v7 special del 2021 usata.
Da quel momento in poi ogni occasione era buona per prendere la moto anziché l’auto (mentre con l’italocinese ogni scusa era buona per lasciarla in garage). L’amore è andato via via aumentando e in questi giorni sto ritirando la mia seconda Guzzi: un California jackal del 2002 che ho preso usato ed ho automaticamente lasciato da uno dei più noti meccanici Guzzi di Roma per farlo sistemare al meglio.
La v7 sarà la mia compagna quotidiana; il California invece sarà la mia moto per viaggi e passeggiate e a settembre voglio andarci a Mandello per i Guzzi days e a visitare la nuova factory. Inutile dirvi che gli scooter manco li guardo più. 







