Come sono diventata Guzzista: Michele “Red27” Bernini
Come sono diventato Guzzista……
eh…
A volte mi chiedo se davvero lo sono diventato, Guzzista……
O se sto ancora continuando a diventarlo….
O magari ho smesso???…..come si dice talvolta di una droga o di una donna?
C’è un incipit della gioventù…. nel bene e nel male.
Nel bene, era un LeMans1000 che vedevo in quartiere, rosso, forse tricolore? con quell’aquila sul codino, e quel rumore, che mi smuoveva un pò le viscere e mi faceva girare la testa.
Nel male erano i maledetti “voppi”, il nomigliolo dei vigili urbani di Parma, Guzzi muniti, e di cui temevo la paletta nelle mie scorribande col Fifty Malaguti
Ricordo quando sfogliavo certe riviste tipo Tuttomoto, ove c’era il catalogo completo di tutti marchi, ed arrivavo alla Guzzi….
Provavo un misto tra un sottile arrapamento e lo sgomento. Vedevo delle cose, in quei cataloghi, che ai miei occhi erano autentici ravatti, in confronto alle 4 cilindri giapponesi…
Ma poi sbucava sempre quel qualcosa che ti attorcigliava le budella e ti faceva sentire le farfalle nello stomaco.
Su tutte un nome: LeMans
Io sono sempre stato appassionato di gare, e la 24ore di LeMans per me da sempre è LA GARA. Un misto tra velocità , gnocca a pacchi e la morte con la sua falce che ti aspetta. Perchè, se sei figo, e ragioni come un bambino quale ero, la morte la sfidi!!
Quindi, una moto che si chiamava LeMans, da ragazzino, a prescindere, mi procurava una vampata. E poi mi piaceva pure, ed era la moto che vedevo nel quartiere.
E mi chiedevo “come cazzo è possibile che la Guzzi possa produrre alcune cose orribili da sfondare la tazza e poi mi metta li una cosa così bella come il LeMans…. o il 1000S… o il California……
E quel motorazzo li, grosso, che sbuca fuori….
La cosa col tempo morì lì.. altre passioni, pochi soldi, altre scelte, le moto finiscono nel cassetto. Seguo le corse, talvolta compro le riviste…… ma non finalizzo.
Passano gli anni, la fiamma della moto si riaccende, e con la raggiunta indipendenza economica finalmente possiamo anche alimentarla, questa fiamma!
Prima arriva una Suzuki sportiva, poi sono due le Suzuki sportive.. scorribande con gli amici, velocità missilistiche, tanti incidenti altrui, un paio di spaventi troppo grossi, e la voglia di un mezzo meno estremo.
Nel mentre, sempre dalle pagine di una rivista, una moto mi occhieggia.
Bassa, lunga, nera, senza carene. col motorazzo messo li, in mostra arrogante, ed uno scarico che sembra un cannone dei pirati.
Ed un nome che è poesia. Griso.
Mi documento, leggo le prove, cerco di vederla, e mi iscrivo ad un forum di pazzi, Anima Guzzista. Compro un libro argenteo. Grosso come un mattone. Un apologia del Guzzismo militante, una cosa che nemmeno ci prova ad essere a metà tra follia e raziocinio.E’ folle. E basta.
E’ finita, e sono fottuto. risucchiato. ossessionato.
Perchè Guzzi non è solo moto. E’ un mondo. E’ un mondo vero, senza fronzoli, senza orpelli, senza ostentazioni inutili. Non è un raduno di marchi motociclistici fighi, con gli avventori vestiti tutti uguali, che ci manca solo che facciano le coreografie come i Teletubbies.
E’ pane, salame, birra e vino.
Odore di olio e benzina, mani sporche di grasso, di moto che magari si guastano ma che a casa ti ci portano, perchè c’è sempre qualcuno che sa come fare.
I miei amici con le giappe a momenti nemmeno sanno cambiare una lampadina.
E’ un pò Davide contro Golia, perchè le Guzzi non vanno fortissimo, ma vanno forte, anche se non sembra e non pare possibile. quello che manca devi metterlo tu.
E’ un mondo fatto di amici, vicini e lontani che, nel ventre materno di Mandello,sotto le ali dell’aquila che lì vi risiede, trovano asilo ed ospitalità, dopo aver navigato nel mare d’asfalto.
Un mondo eterogeneo, dove nessuno è escluso. L’inclusività la Guzzi l’aveva prima che diventasse una moda. Gente talvolta diversissima, che però trova un punto in comune proprio con queste moto.
La leggenda dice che “se me lo spiegassi, non mi capirei”. Ecco io non l’ho capito.
Firmo la mia condanna provando la Guzzi di un forumista. Non la Griso, no.
Il V11.
Che è un pò come mettersi con una donna che sai che per te è troppo bella.
Sai che è schizzinosa.
Sai che se i ladri ti prendono o la borsa o la vita, lei ti prenderà tutti e due.
Ma me ne frego, e divento Guzzista a tutti gli effetti.
Poi certo, come tutte le storie dei non-fighi con le donne troppo belle, finisce…. e finisce male, ed io torno in giappone.
Certo con una Kawasaki, la più guzzi tra le jappe. ignorante, pesante, rozzetta….. che si fa accettare perfino in quel mondo Guzzista, così talebano in superficie, ma che in realtà gliene frega nulla.
Essere Guzzisti è un pò come essere piloti Ferrari. in fondo lo resti per sempre.
Poi per certi versi incontro l’amore della mia vita. E’ il California. Lo compro a poco. è kilometrato. il precedente proprietario l’ha sfregiato in mille modi, aerografando scritte, animali, lupi, volatili, frange…… certo lo ha tenuto benissimo, è lucido come la neve sotto il sole, ma ci saranno pure un quintale di inutili accessori ferrosi montati….
Ci passo un inverno a lavorarci, smonto pezzi, ne monto altri, tolgo il peso inutile, e lo rendo la mia arma totale. il commento più classico degli amici su moto normali è “cazzo ma sta moto corre!!”
Non ho più quel california.
lo rimpiango ogni giorno che Dio manda in terra.
Frequento ancora gli amici di quel mondo, che forse sono gli unici amici veri che ho.
Possiedo di nuovo una Kawasaki, e pure questa tra tutte le jappe è di nuovo la più Guzzista che c’è.
Guardo tutti i giorni annunci di Guzzi usate. Praticamente sono un tossico in astinenza.
Ad un certo punto della mia vita, ho incontrato una donna favolosa.
Che ha un desiderio.
Chiudere un cerchio della sua vita facendo un giro su una Moto Guzzi California.
Quel desiderio l’ho esaudito.
Il California ha ringraziato nel più classico dei modi per i clichè delle Guzzi.
Quale? Beh, mollandoci a piedi no?
Però sotto casa, perchè una Guzzi, a casa, ti ci porta sempre.




