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Le Guzzi special all’Eternal City Motor Show

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Sono particolarmente felice di riportare qui sul sito l’esperienza di un ragazzo che pare essere già un motociclista doc ma soprattutto un Anima Guzzista vera, ormai predestinata a solcare i nastri di asfalto del globo in sella ad una Moto Guzzi.

Parliamo di Federico Bornago, i più attenti avranno riconosciuto il cognome e sapranno quali geni muovono questo giovane virgulto, per coloro i quali invece si affacciano su questo sito da meno tempo peggio per loro, ma potranno porre rimedio sul forum dove in tanti sapranno aiutarli. 

Vi lascio al suo breve ma intenso scritto e alle sue bellissime foto.

Sabato 27 settembre ho avuto la fortuna di vedere la fiera di moto all’Eternal Show di Roma.

La fiera è stata molto bella e divertente dal mio punto di vista perché a me piace terribilmente fare le foto e io la vivo propio come una passione, cioè mi diverte cercare nuovi soggetti da fotografare, nuove moto e anche nuove inquadrature, infatti là ho potuto trovare tante moto diverse tra loro.

Poi io mi fisso sempre sulla Moto Guzzi e anche questa volta ho fotografato solo Special su base Moto Guzzi. Alcuni direbbero purtroppo…altri per fortuna ma questa è la mia più grande passione… Quella della Moto Guzzi che come dice una frase che ho avuto occasione di leggere sulla maglia di Anima Guzzista “se lo spiegassi non mi capirei” Perché è come un amore incondizionato che anche con tutte le parole del mondo non riusciresti a spiegare… È un amore che ti accompagna per tutta la vita… E chissà anche oltre.

Giro Delta 2026, foto e commenti

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Foto di Gigi54

Chioggia , Venezia , Cavana , Fine

miago

Io e Paola arrivati ora a casa belli freschi!
Grazie a tutti della piacevolissima compagnia ed agli organizzatori per aver utilizzato il loro tempo al fine di rendere possibile questo incontro.
Alla prossima!
Michele

turboguzzi

Grazie anche da parte mia, secondo giro che partecipo, sempre bei incontri con tutti voi!
Con tutto il rispetto al forum, non ce meglio di vedersi faccia a faccia
Serata musicale fighissima!

Alla prossima!

 

S558

Bella bella…. La decima edizione… Ancora fresca e ricca di entusiasmo… Momenti da ricordare
– i fotografi nascosti tra la vegetazione che immortalavano il nostro passaggio.. a no! … Non era per noi …
– Aldo e la sua voce sulla chitarra di Enrico
– i ragazzi di “Casa e Bottega”
– i fenicotteri rosa (non mancano mai)
– la fase di riempimento della cavana (io e Emiliano in attesa di capire se anche questa volta ci saremo stati tutti)
– Mara e la “tecia” di “peoci”
– le Ostriche Rosa
– la gita a Venezia in Autobus
….
Prego proseguire con la lista …
I LOVE AG

 

Baloo

Non saprei che altro aggiungere se non un:
GRAZIE DI TUTTO
La serie i Guzzisti “IL RITORNO” è stata strepitosa!
PS
Un grazie particolare a tutti quelli che mi parlano pur sapendo che non sto capendo una mazza

 

Ticcio93

beh, credo abbiamo raggiunto il “limite di carico strutturale” a sto giro, almeno parlando con la moglie di Emiliano e specie se poi si considera che tale carico è aumentato esponenzialmente durante la giornata, io non ho ricordo di aver messo in pausa lo stomaco sostanzialmente, niente a che vedere coi professionisti della mascella cmq a corollario ed ancora una volta, ho avuto la conferma della mia teoria: per far mangiare la frutta anche a quelli che non la mangiano è sufficiente sbucciarla, farla a spicchi e portargliela al tavolo anzi “se ce n’è un altro pezzetto la prendo volentieri”…ho buttato a fondo scala la cassetta
due parole sulla gita a Venezia, sopra tutto per chi non ha partecipato…premettendo che io non l’avevo mai vista, l’avvicinamento è stato altrettanto figo, imbarco sul battello, sbarco e autobus, l’autobus si imbarca direttamente sul ferry-boat nella tratta successiva e poi sbarca al Lido, ci imbarchiamo tutti coi nostri piedi sul battello che ci scarica direttamente in Piazza S. Marco, servizio pubblico da 10 e lode, orari perfetti, “stranamente mai mancati” dal gruppetto che eravamo, siamo stati bravi a non disperderci, credo sia dipeso dal fatto che non eravamo in moto
effettivamente è un buon periodo per visitare uno dei luoghi più affollati al mondo credo, abbiamo evitato la bolgia e la ressa che si crea in un luogo magico come questo specie negli scorci iconici tanto cari ai selfiesti professionisti con le loro facce ed espressioni da circo ma ciò non toglie che la gente c’è sempre quindi consiglio di portarsi appresso il piccolo vessillo tipico dei capiguida dei gruppi, perdersi di vista è un attimo…m’imbatto in Cristicchi ad un imbarco e gli faccio “ciao” e lui mi risponde altrettanto, mi son sentito come lo sconosciuto che avvicina Dante Alighieri al mercato di Firenze per mettere alla prova la sua memoria ma questa ve la racconto in diretta al prossimo incontro quindi vi aspetto tutti al Geotermico
grazie infinito a Cristina ed Anna che c’hanno supportato e sopportato

pamike

Grazie di cuore di avermi fatto gustare questa prima esperienza in moto su Delta del Po’ .
Un esperienza resa ancor più speciale dalla perfetta organizzazione e dalla compagnia di persone piacevoli, tra tavolate condivise e chilometri percorsi insieme su strade particolari e prive di traffico che ti consentono di alleggerire l’attenzione alla guida per vedere il paesaggio circostante e la fauna presente .
Venerdì sera durante il nostro viaggio di avvicinamento a Porto Tolle ( assieme a Mauro – CrazyDiamond) abbiamo osservato anche la foce dell’ Adige dalla torre panoramica di Rosolina mare e percorso le strade con i caldi colori del tramonto ammirando la fauna tipica di quell’ora, compreso i moscerini Ahahah!!

Riporto a casa bei ricordi e il piacere di aver condiviso questa esperienza con gli amici di sempre e con quelli appena conosciuti.

GuzziTopo

Rientrati anche noi ieri pomeriggio,
un emorragia di piacere come sempre ma anche di piu…
se è uscito qualcosa condivido le foto appena riesco,

Edoardo vi saluta a tutti, non ha smesso di parlare di guzzi e di voi neanche per un istante…a dire la verità l’ho anche sentito cantare nostop (e no interfono) anche per tutta l’autostrada da firenze a roma….

Doppi Lamp
Marco

Aggiornamento Forum e comunicazioni

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Segnaliamo che nei prossimi giorni il forum sarà oggetto di una pausa forzata dovuta alla migrazione ad altro provider servizi server, migrazione che per forza di cosa impone la chiusura del forum stesso.

I vostri messaggi sono al sicuro nelle capaci mani dello staff (e non nelle mie perchè altrimenti saremmo fritti ^_^ ) e anche qualora andasse storto qualcosa abbiamo backup, e backup dei backup quindi stiamo tranquilli.

So che molti di voi non sapranno come fare e vagheranno per questa terra desolata senza meta, ricordate però che avete lavori da fare, libri da leggere, famiglie da frequentare, amici da reincontrare quindi su su resistete che tanto è solo questione di poco.

Colgo l’occasione per ricordarvi che sebbe sia appena finito il mitico Giro Delta edizione 2026 fra non molto ci sarà il Geotermico che prevederà anche la convocazione dell’assemblea dei soci, a breve la comunicazione, come fatto lo scorso anno, e che sarà occasione per incontrarci di nuovo dal vivo e per fare un po’ di sana strada in quella splendida parte di mondo che è la Toscana per non dire poi del prossimo Calincontro che sarà in terra Sarda e che sta già dando segni di spettacolo prima ancora di iniziare.

Ricordo ancora l’importante raccolta fondi per la manutenzione del Carletto che dopo l’entusiasmo iniziale si è un pochino arenata devo dire, dai ragazzi che il vostro aiuto è fondamentale e faccio un nuovo invito ai pochi che non l’hanno ancora fatto di rinnovare la tessera sociale, il modo che avete per aiutarci a tenere in piedi tutto questo.

 

PS 

Grazie di cuore ai ragazzi dello staff che si stanno sbattendo per il forum, grazie Corrado e grazie Massimo, senza di voi non sapremmo che fare.

Collaborazione con Plastic Free

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Volevo scrivere due righe per segnalare a tutti gli associati prima di tutto ma anche a tutti i nostri lettori che la nostra Associazione di promozione sociale Anima Guzzista ha stretto un patto di collaborazione con la ODV Plastc Free, una collaborazione volta a dare un chiaro segnale a tutti quanto siano importanti i valori che condividiamo con Plastic Free riguardo l’ambiente e l’ecologia.

Il nostro impegno con loro sarà quello di fare del bene al nostro ambiente, e quindi l’impegno che ho assunto in nome di tutti noi è quello di lasciare i luoghi che visitiamo più puliti di come li troviamo, mi sono assunto questo impegno perchè so che già molti di noi, o tutti?, già si comportano così non solo quando siamo a giro a fare i motociclisti ma anche quando siamo comuni cittadini.

Essere guzzisti anche con motociclette non sempre moderne e poco “inquinanti” come le ultime Euro5+ che escono dal sacro cancello rosso non significa non avere a cuora il pianeta, anzi un buon restauro, un mantenimento di un prodotto storico implica meno spreco. Il riuso è un ottima arma contro l’inquinamento, e quindi che voi siate Anime Guzziste con l’ultima V100 Stelvio o con un glorioso GT850 del 1972 so che sarete sicuramente attenti all’ambiente, so che saprete portare un po’ di educazione ambientale a giro per il mondo.

Il primo reale momento di collaborazione con Plastic Free sarà in occasione del prossimo Geotermico dal 10 al 12 aprile 2026 a Massa Marittima dove avremo la possibilità di contribuire attivamente con un momento dedicato alla sensibilizzazione e anche ad un clean-up svolto nella bellissima Massa Marittima che ci accoglierà durante questo nostro incontro.

Vi invito quindi non solo a partecipare all’incontro di aprile a Massa Marittima ma anche a visitare i social di Plastic Free, a proposito qui trovate un loro articolo dedicato a questa collaborazione, e a dare un reale contributo. Ogni piccolo gesto conta anche quelli più semplici, se tutti noi ci diamo un pochino da fare, se convinciamo anche solo una persona avremo fatto già la differenza.

Grazie per quello che so farete e buona strada a tutti.

15° Porcheria, i commenti

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Commento di Zaramax 

La Porcheria 2026 si è svolta in un luogo dove la Natura è stata generosa con tutti noi. Un cantiere forestale dove l’Ambiente si può manifestare in tutta la sua potenza. Complice un periodo di piogge intense che durano da giorni, possiamo ammirare foreste lussureggianti, laghi pieni, fiumi e torrenti che scorrono esondando nelle campagne (senza danni, per fortuna).

Il comune è Allai, il cantiere, con annessa casetta che possiamo chiamare “rifugio”, la vediamo qui:

https://maps.app.goo.gl/5f8DJTy38iDSZiXV9

La nostra (mia e di Antonietta) personale Porcheria è iniziata il sabato mattina a Nuoro quando Piero e Maria ci hanno raggiunti a Nuoro dopo il loro sbarco ad Olbia. Caffè, chiacchiere e poi ruote in direzione Allai.

Il luogo non ha la corrente elettrica. C’è solo un caminetto con abbondante scorta di legna e questo è già un buon presupposto per una Porcheria tosta e spartana come sempre. Aggiungo che il costruttore del caminetto non vincerà mai il Nobel in materia in quanto il fumo dentro la stanza si poteva tagliare a fette, un po’ come il salame che era in tavola e a niente sarebbe servito aprire una finestra e chiuderne un’altra nel vano tentativo di aumentare il tiraggio. Si respirava solo fumo!

:-)

All’arrivo abbiamo subito notato che… Non si aspetta!

:-)

Infatti, i primi arrivati avevano già acceso un grande fuoco (come dicevo, essere immersi nel fumo in una stanza chiusa sarà il comune denominatore della Porcheria 2026) e nell’aria era già presente il profumo dell’arrosto!

La tavola era incredibilmente imbandita, carne da arrostire, salumi, formaggi, vino e pane carasau ma io, amante della diversificazione dei contenuti, ho provveduto ad aggiungere: carne da arrostire, salumi, formaggi, vino e pane carasau!

Sostanzialmente la serata ha preso forma quando ci si è divisi in due gruppi ben distinti, eccoli:

  • coloro che arrostivano dando agli altri la possibilità di consumare;
  • coloro che, consumando, consentivano ai primi di continuare ad arrostire.

Una squadra rodata e collaudata al millimetro che aveva come unico obiettivo lo svuotamento della porcheria-dispensa.

Naturalmente l’ambiente era molto sobrio e tranquillo. Nascevano dialoghi dotti e discussioni culturali di alto livello. Non riesco, in questa sede, a riassumere tutta la sapienza che è stata diffusa ad ampie mani, però almeno la cosa più importante la voglio citare.

Si era impegnati in discorsi di alta politica, mica quella becera politica urlata in TV e nei social. Il dialogo procedeva tranquillo e, fra le varie proposte, è emerso che era necessario fondare un Nuovo Partito Politico che avesse il compito di contrastare la famosa Lega Nord.

I più esperti hanno subito proposto il nome accettato all’unanimità:

Partito della Sega Sud

. La sigla ha subito destato dei dubbi in quanto sarebbe dovuta essere: “SS”. I dubbi, però sono stati subito fugati quando qualcuno ha detto: “Saranno le prime SS nate in una camera a gas”. Questo alto concetto è stato subito accettato da tutti e la sigla è stata confermata.

Successivamente è nato lo slogan:

“Sugna! Non smettere di sugnare”

. Un forte e chiaro invito, che tutti i giovano dovrebbero raccogliere, a non fermarsi all’oggi ma iniziare a progettare il futuro… insomma, i giovani saranno i sugnatori del domani e potranno organizzare loro stessi le Porcherie dei prossimi decenni!

Si è subito passati alla parte organizzativa, tipo realizzare statuto e regolamenti. Abbiamo iniziato a stabilire le caratteristiche del tesserato-tipo. Per adesso abbiamo fissato le regole per il tesseramento: Gli aderenti al partito avranno la loro tessera con il relativo costo, però chi avrà il colesterolo oltre 300 potrà avere la tessera gratis.

Abbiamo poi deciso che le successive fasi organizzative sarebbero state realizzate in occasione della Porcheria 2027. Non so bene perché abbiamo rimandato questa fase di lavori, sarà mica perché nel frattempo sono comparsi in tavola liquori digestivi vari sia Sardi che Continentali? Mah!

La notte ci ha sommersi e andare a dormire era tutto sommato una buona idea. Il giorno dopo la musica non è cambiata, grande fuoco, grandi arrostite e poi la malinconia del rimettere ogni cosa al suo posto, chiudere baracca, salutarsi con un po’ di commozione e l’impegno di esserci per il prossimo anno.

Ho raccontato un po’ ma ho dimenticato tanto… non dimentico però di ringraziare chi ha lavorato per organizzare, contattare il comune di Allai e ci ha permesso di godere di queste due giornate bellissime.

Atteros annos menzus!

Tutte le foto:

https://www.amazon.it/photos/share/6NcQ … LUvRsNDLzz

Edit del 19/02

La Porcheria è fucina di amicizie transnazionali ed è fonte di nuove iniziative che tendono a fondere le diverse culture culinarie. In questo caso mostriamo come si realizza il piatto unitario composto da Polenta e Casu Marzu! Grazie al certosino lavoro di Piero! Veneto e Sardegna uniti!

https://youtu.be/DIdZfo8aKbY?si=vnchw2ZqXxnvzBni

In questo filmato possiamo ascoltare l’elogio del famoso piatto a cura di Vanni!

https://youtu.be/JOypFLE5od0?si=sZgV7YDikKwMKw0t

Commento di Orso

Questa porcheria inizia una settimana prima, quando con un’ora di ritardo arriva un aereo da Palermo, con a bordo un figuro strano ma simpatico. Attendiamo la data dell’evento tra arrostite e divertimenti in officina, finché il giorno prima, con in sole caldo e lo spettro di una previsione piovosa per il sabato, saltiamo in sella e partiamo alla volta di Allai, facendo un giro un po’ lungo: Orroli, Villanova Tulo, Meana Sardo, Atzara, Samugheo e arriviamo nel paesino. Una pizza e qualche birre la sera in compagnia di un romagnolo di qualità e una passeggiata nella notte. Il risveglio è sotto la pioggia, scaliamo la montagna e arriviamo al rifugio, aspettiamo gli altri e comincia la festa: birra, vino, filluferru, pancette salsicce, callusu, Casu marzu, petza de proccu… Ma cosa vi racconto? Se non ci siete stati non potete capire, tutti vogliono che si assaggino le loro cose, e si combatte contro la sazietà. Nella notte ci dividiamo, alcuni tornano al paesello, altri cercano rifugio nel camper, io resto al rifugio, faccio la guardia al fuoco, si sta bene. La mattina un po’ umida facciamo una passeggiata fino alla cima della montagna, ma la nuvola che riposa sulla sommità non ci permette di ammirare il panorama fino al mare. Si torna al rifugio e si ricomincia, cuoci, griglia, taglia, bevi… E arriva il momento più triste, come sempre ci salutiamo allegri, e speriamo di rivederci presto. Decidiamo di restare un’altra notte ad Allai, e il mattino dopo ripartiamo, passiamo da Cuglieri, s’archittu, Is aruttas e a San Salvatore affettiamo qualcosa. Allunghiamo ancora la strada e la serpentina di asfalto da Morgongiori ad Ales ci diverte, poi arriva l’imbrunire e rincasiamo soddisfatti.

Alla prossima porcheria

:celebrate:

:celebrate:

:celebrate:

Infine il video che trovate sul canale YouTube di Anima Guzzista realizzato dai nostri mitici partecipanti

Come sono diventato Guzzista: Pietro

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Come sono diventata Guzzista: Pietro “PPietro”

Come sono diventato guzzista.
E’ un pensiero strano per uno come me che contemporaneamente è diventato motociclista in tenera mezza età.
Si vespa, PK, ciao, bravo. Ma fino a 20 anni poi niente moto. Un pianeta in un’orbita distante.
Colpo di testa, vendo la macchina, non devo più viaggiare per lavoro, che figata.
Compro la moto. Ho la patente presa dopo l’86 quindi 125.
Faccio un salto da un rivenditore di zona per curiosare. Trovo effettivamente un 125 francese retrò, fa per me non ho mai guidato una moto col cambio a pedale, va benissimo. Ma lei era li, esposta, rossa fiammante ma ancora in fase di sistemazione. Non la consideravo guidabile da me, quindi non guardavo in quella direzione.
Un anno con la francesina casa-lavoro, giretti non troppo lunghi. Va beh, si puo fare il passo.
Si ritorna dal venditore. Si contratta il ritiro della francesina e si chiede per nuove proposte.
C’è questa, questa, quest’altra e poi ho questa, è grande di cilindrata, l’ho rimessa a nuovo. Era una XPA 750 NTX Guzzi.
Boh, arabo. Per Guzzi era una moto sola, mica era possibile vedere modelli diversi.
Accendiamo e il motore canta, ritmicamente. Acceleri e ruggisce!
Comunque era quella esposta li già l’anno precedente, finita, pronta da portare via. Wow!
La frenesia di guidarla mi ha fatto sembrare il tempo da dedicare alle scartoffie per averla, un’era geologica.
Foglio rosa e passaggio di proprietà. Arriva il giorno del ritiro, mi faccio accompagnare in macchina.
Un freddo cane, primo pomeriggio, convenevoli. Grazie, ciao. Ci si vede ai 5000Km.
40Km per il rientro, moto allegra, risponde, posso addirittura superare le macchine in sicurezza. Con la francesina facevo a gara con i moscerini.
Arrivo a casa e spengo la moto. Poi non si riaccende. Salta il fusibile del motorino di avviamento. Ho combinato qualche casino.
Il rivenditore mi ha lasciato un fusibile e mi ha indicato dove si trovano, nel sotto sella.
Prima operazione, sostituzione del fusibile. Brum, bruuuum si riparte.
Tran tran casa-lavoro fino al primo fine settimana di bel tempo. Arriva il sabato si parte per Alghero.
Si prende la Bosa-Alghero e si tira fino a capo caccia, spettacolare!
Poco movimento e strade sgombre, per un foglio-rosato come me era auspicabile.
Capo caccia, foto di rito. Spengo la moto e non si riaccende. Niente fusibili appresso, e quando mai succede di nuovo!?
Smonto la sella, sposto un fusibile, metto in moto e riparto, la moto non si deve spegnere.
Arrivo a casa, rimetto la moto dentro e devo aspettare il lunedi per poter comprare i fusibili e farne scorta/incetta.
Fusibili sistemati, accendo e spengo le volte che voglio.
Tran tran casa lavoro e giretti nel fine settimana. Si stava preparando una brutta sorpesa.
Si è manifestata sulle scarpe e sui pantaloni, maledetto paraolio del cardano!
Foto di rito, è successo questo vedi foto. Ah, ok riportala appena puoi lo sostituiamo.
Sostituito, puoi venire a ritirarla. Mi faccio accompagnare.
Accendiamo e il motore canta, ritmicamente. Acceleri e ruggisce!
40Km per il rientro, moto allegra, risponde, posso addirittura superare le macchine in sicurezza. Con la francesina facevo a gara con i moscerini.
Tran tran casa lavoro fino al sabato successivo. Si stava preparando un’altra brutta sorpresa.
Perdita d’olio dal cardano. Foto di rito e chiamata di rito. Riportala. Sono gia in viaggio.
Attesa per la riparazione e la sistemazione. Un po’ di rabbia e delusione iniziano a fare capolino e anche la voglia di restuire la mia MOTO GUZZI e avere indietro i soldi. La tengo. Si parla chiaro col venditore ma la tengo.
Sostituito, puoi venire a ritirarla. Mi faccio accompagnare.
Accendiamo e il motore canta, ritmicamente. Acceleri e ruggisce!
Dopo questi due episodi seri è stato uno stillicidio di cazzate:
Rottura filo frizione. Un caldo bestiale sotto il sole e in mezzo alla strada.
Rottura cavalletto laterale e capitombolo in fase di parcheggio.
Caduta pinza freni posteriore.
Nuova rottura del cavo della frizione. Un caldo più bestiale della prima volta, ma sapevo dove far passare le dita.
Foratura e rientro con il carro attrezzi.
Un tornado. Ma è passato!
Accendo e il motore canta, ritmicamente. Accelero e ruggisce!
Questa estate voglio godermi la mia guzzi.


E chie non cheret crepet!

Come sono diventato Guzzista: Maurizio Prat

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Come sono diventata Guzzista: Maurizio “Tieillemans” Prat

Come sono diventato LeMansGuzzista (mi sia concessa la modifica).
Correva la primavera dell’anno 1976 ed io pure correvo fiero e spensierato a cavallo del mio Gilera 50, splendidamente truccato da mio papà, sulla via Nomentana direzione Mentana, alla rispettabile velocità di 90 km
/h , lasciandomi dietro una discreta nuvola di fumo azzurrino , così come si conviene ad un motore 2 tempi con miscela al 4% . Con la marmitta ripulita da filtri e diaframmi , sprigionava nell’aria un corposo rumore di scarico accompagnato da un altrettanto poderoso rumore di motore , sormontato da una enorme testata e collegato al carburatore Dellorto da 22 . All’improvviso un suono molto più grave di quello emesso dal mio 4Vsuper , mi destabilizza alquanto e mi domando cosa diamine stia accadendo alle mie spalle. Guardo sullo specchietto e faccio in tempo a intravedere , tra le distorsioni causate dalle immancabili vibrazioni del vetro, un cupolino arancione che mi sta per infilare sulla sinistra. Non faccio in tempo a capire bene di cosa si tratti, che un impressionante risucchio proveniente dai cornetti dei carburatori della bestia, anticipa un meraviglioso ruggito da brontosauro incazzato che esce dalle due marmitte. Il tutto avviene in pochi attimi, tanto da causarmi un notevole spavento che mi fa sbandare discretamente sulla destra. Cosa diamine era quel mostro rosso e nero? Mai vista prima e mai sentito un rumore del genere , visto che all’epoca erano gli urli delle giapponesi due tempi che echeggiavano nei quartieri romani.
Fortuna che alcune centinaia di metri dopo , un semaforo rosso mi consentiva di raggiungere ed affiancare quella divina creatura. Che meraviglia! Che linea, che concerto da quelle marmitte! Colpo di fulmine.
Sogno proibito per un sedicenne sigh !!!
Racconto l’episodio agli amici ed il più informato mi dice che ho visto l’ultima novità della Moto Guzzi, la più veloce moto del momento e sicuramente una delle primissime vendute.
E pensare che fino a quel momento le Guzzi per me erano soltanto, Stornello, Falcone, V7 ( la mucca) ecc, tutta roba poco interessante per i gusti della mia età e per un bambino che prima di poter guidare la moto,
faceva spesso il passeggero sussiegoso sulla BMW R 69 S del papà .
Immediatamente mi procuro i depliant e la prova su strada di Motociclismo che imparo a memoria , senza immaginare che tanti decenni più tardi il mio agognato Le Mans , si proprio il mio , sarebbe stato in copertina e protagonista della rievocazione che Motociclismo d’epoca fece nel 2001 (numero di luglio/agosto) .
Stabilito dunque che prima o poi quella moto sarebbe stata mia, continuai a farmi le ossa col Gilerino ed una irascibile Puch 125. Ma un giorno la Moto Guzzi sforna la versione sportiva della nuova gamma delle 350, l’Imola , che nel suo piccolo, doveva essere il Le Mans per i diciottenni.
Beh , indubbiamente era bellina e così decisi di inseguire la cifra necessaria, con alcuni anni di ammollo in piscina come istruttore di nuoto. Fatto sta che dopo aver insegnato a nuotare a parecchie centinaia di ragazzini, finalmente vado da Biaschelli all’Alberone e la compro.
Bellina si, un po’ fiacchina di motore e tradita col pensiero tutte le volte che avevo la fortuna di incrociare per strada Lei ( ho deciso che la mia sarebbe stata femmina).
Fu così che un bel di, mi chiama un amico che mi dice che un suo collega si vende la Le Mans . Di corsa mi accompagnò a Grottaferrata per vederla. Veni, vidi, vici.
In pochissimo tempo riuscii a vendere l’Imoletta ed aggiungendo solo 200.000 lire , (affare degno di un sapiente investitore finanziario) iniziò l’idillio tra me e lei.
Stiamo insieme dal 1982, mi ha portato pure sulle carrareccie di Caprera, povera piccola, per poi passare insieme più di 20 anni dalle parti sue, tra la Brianza e Mandello (curata dal compianto Bruno Scola e dal fidato Tiziano De Castri) e ritornare infine, sui luoghi dove ci siamo conosciuti . E continuo a guardarla incantato come il primo giorno e a godermi il suo inimitabile ruggito.
Ringrazierò sempre mamma Moto Guzzi per avermela fatta.

Come sono diventato Guzzista: Pasquale Marzillo

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Come sono diventata Guzzista: Pasquale “Pask73” Marzillo

Bella domanda.
Come sono diventato guzzista? in realtà non ne ho idea.
Ho sempre avuto il pallino per la moto, ma i miei genitori erano contrari, anche al banale motorino e non avendo un posto dove tenerla avevo ancora più difficoltà.
Durante il periodo universitario, l’idea del viaggio, della sensazione di libertà era sempre più forte, probabilmente un approccio romantico per contrastare l’estrema razionalità della facoltà di ingegneria. Inizialmente dirottai queste sensazioni verso l’escursionismo e le passeggiate in montagna. Ma mancava qualcosa.

Finalmente laureato e stipendiato, decisi di realizzare questo sogno. Non avevo, però, le idee chiarissime ed iniziai a documentarmi.

Parliamo del 2000-2001, albori delle socialità on-line, fatte di mailinglist, newsgroup, chat (IRC e simili), ed i primi forum, e di un web ancora statico, siti web gestiti da qualche appassionato. Ed in questo mio girovagare online vengo sempre più attratto da un marchio italiano, lontano dalla ribalta, considerato un po’ sfigato dai motociclisti ipertecnologici o sportivi, ma al tempo stesso lì sempre presente: Moto Guzzi.
 
Mi iscrissi ad un paio di mailing list su egroups (che poi sarebbe diventato yahoogroups, ed infine googlegroups, prima di essere chiuso qualche anno fa). Nel frattempo ero sempre più attratto dalle Guzzi, ma soprattutto dal mondo che ci girava attorno, diverso da quello degli altri motociclisti. Un qualcosa di particolare.
Una di queste era guzzistiliberi, da lì sarebbe nata Anima Guzzista.
 
Comprai un v35III vecchio di 15 anni da un meccanico storico napoletano. Non avevo neanche la patente A. I primi mesi furono un delirio, pisciava olio da ogni dove, ed io dovevo anche imparare ad andarci. 
 
Ricordo ancora lo sguardo perplesso di mio padre quando tornai a casa con questa moto, passi per la moto, ma almeno qualcosa di recente, di affidabile. 
 
Cmq, alla fin fine, il v35 non stava malissimo, aveva solo bisogno di cure, che imparai a dargli. Lo tenni quasi tre anni. Iniziarono i km, i primi raduni di AG con Ciro ed il suo Nevada, le cadute (almeno 2 serie, fortunatamente senza gravi danni a me), i primi giri tra Costiera Amalfitana, Matese e Cilento. Iniziava a starmi stretto, e mi ero innamorato di una Guzzi strana, rara, dal culo squajato (cit.): il Centauro. 
 
Ne trovai uno bordeaux ed argento, ed a quel punto i giri iniziarono ad allargarsi. Mezza Italia, ma anche Provenza, Svizzera, una puntata in Austria e Slovenia, giro della Corsica, Sicilia e Sardegna più volte, un folle giro della Turchia. 
 
Ma la cosa più bella era il rapporto con gli altri guzzisti, le GMG a Mandello, i uinterparty, le serate con la GLBB, i tanti incontri di primavera.
 
Direi che sono guzzista più per i guzzisti che per la Guzzi in sé. 

Come sono diventato Guzzista: Michele Bernini

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Come sono diventata Guzzista: Michele “Red27” Bernini

Come sono diventato Guzzista……

eh…

A volte mi chiedo se davvero lo sono diventato, Guzzista……

O se sto ancora continuando a diventarlo….

O magari ho smesso???…..come si dice talvolta di una droga o di una donna?

C’è un incipit della gioventù…. nel bene e nel male.

Nel bene, era un LeMans1000 che vedevo in quartiere, rosso, forse tricolore? con quell’aquila sul codino, e quel rumore, che mi smuoveva un pò le viscere e mi faceva girare la testa.
Nel male erano i maledetti “voppi”, il nomigliolo dei vigili urbani di Parma, Guzzi muniti, e di cui temevo la paletta nelle mie scorribande col Fifty Malaguti

Ricordo quando sfogliavo certe riviste tipo Tuttomoto, ove c’era il catalogo completo di tutti marchi, ed arrivavo alla Guzzi….
Provavo un misto tra un sottile arrapamento e lo sgomento. Vedevo delle cose, in quei cataloghi, che ai miei occhi erano autentici ravatti, in confronto alle 4 cilindri giapponesi…
Ma poi sbucava sempre quel qualcosa che ti attorcigliava le budella e ti faceva sentire le farfalle nello stomaco.

Su tutte un nome: LeMans

Io sono sempre stato appassionato di gare, e la 24ore di LeMans per me da sempre è LA GARA. Un misto tra velocità , gnocca a pacchi e la morte con la sua falce che ti aspetta. Perchè, se sei figo, e ragioni come un bambino quale ero, la morte la sfidi!!

Quindi, una moto che si chiamava LeMans, da ragazzino, a prescindere, mi procurava una vampata. E poi mi piaceva pure, ed era la moto che vedevo nel quartiere.
E mi chiedevo “come cazzo è possibile che la Guzzi possa produrre alcune cose orribili da sfondare la tazza e poi mi metta li una cosa così bella come il LeMans…. o il 1000S… o il California……

E quel motorazzo li, grosso, che sbuca fuori….

La cosa col tempo morì lì.. altre passioni, pochi soldi, altre scelte, le moto finiscono nel cassetto. Seguo le corse, talvolta compro le riviste…… ma non finalizzo.

Passano gli anni, la fiamma della moto si riaccende, e con la raggiunta indipendenza economica finalmente possiamo anche alimentarla, questa fiamma!

Prima arriva una Suzuki sportiva, poi sono due le Suzuki sportive.. scorribande con gli amici, velocità missilistiche, tanti incidenti altrui, un paio di spaventi troppo grossi, e la voglia di un mezzo meno estremo.

Nel mentre, sempre dalle pagine di una rivista, una moto mi occhieggia.

Bassa, lunga, nera, senza carene. col motorazzo messo li, in mostra arrogante, ed uno scarico che sembra un cannone dei pirati.

Ed un nome che è poesia. Griso.

Mi documento, leggo le prove, cerco di vederla, e mi iscrivo ad un forum di pazzi, Anima Guzzista. Compro un libro argenteo. Grosso come un mattone. Un apologia del Guzzismo militante, una cosa che nemmeno ci prova ad essere a metà tra follia e raziocinio.E’ folle. E basta.

E’ finita, e sono fottuto. risucchiato. ossessionato.

Perchè Guzzi non è solo moto. E’ un mondo. E’ un mondo vero, senza fronzoli, senza orpelli, senza ostentazioni inutili. Non è un raduno di marchi motociclistici fighi, con gli avventori vestiti tutti uguali, che ci manca solo che facciano le coreografie come i Teletubbies.

E’ pane, salame, birra e vino.

Odore di olio e benzina, mani sporche di grasso, di moto che magari si guastano ma che a casa ti ci portano, perchè c’è sempre qualcuno che sa come fare.

I miei amici con le giappe a momenti nemmeno sanno cambiare una lampadina.

E’ un pò Davide contro Golia, perchè le Guzzi non vanno fortissimo, ma vanno forte, anche se non sembra e non pare possibile. quello che manca devi metterlo tu.

E’ un mondo fatto di amici, vicini e lontani che, nel ventre materno di Mandello,sotto le ali dell’aquila che lì vi risiede, trovano asilo ed ospitalità, dopo aver navigato nel mare d’asfalto.
Un mondo eterogeneo, dove nessuno è escluso. L’inclusività la Guzzi l’aveva prima che diventasse una moda. Gente talvolta diversissima, che però trova un punto in comune proprio con queste moto.

La leggenda dice che “se me lo spiegassi, non mi capirei”. Ecco io non l’ho capito.

Firmo la mia condanna provando la Guzzi di un forumista. Non la Griso, no.

Il V11.

Che è un pò come mettersi con una donna che sai che per te è troppo bella.
Sai che è schizzinosa.
Sai che se i ladri ti prendono o la borsa o la vita, lei ti prenderà tutti e due.
Ma me ne frego, e divento Guzzista a tutti gli effetti.

Poi certo, come tutte le storie dei non-fighi con le donne troppo belle, finisce…. e finisce male, ed io torno in giappone.
Certo con una Kawasaki, la più guzzi tra le jappe. ignorante, pesante, rozzetta….. che si fa accettare perfino in quel mondo Guzzista, così talebano in superficie, ma che in realtà gliene frega nulla.
Essere Guzzisti è un pò come essere piloti Ferrari. in fondo lo resti per sempre.

Poi per certi versi incontro l’amore della mia vita. E’ il California. Lo compro a poco. è kilometrato. il precedente proprietario l’ha sfregiato in mille modi, aerografando scritte, animali, lupi, volatili, frange…… certo lo ha tenuto benissimo, è lucido come la neve sotto il sole, ma ci saranno pure un quintale di inutili accessori ferrosi montati….

Ci passo un inverno a lavorarci, smonto pezzi, ne monto altri, tolgo il peso inutile, e lo rendo la mia arma totale. il commento più classico degli amici su moto normali è “cazzo ma sta moto corre!!”

Non ho più quel california.
lo rimpiango ogni giorno che Dio manda in terra.
Frequento ancora gli amici di quel mondo, che forse sono gli unici amici veri che ho.
Possiedo di nuovo una Kawasaki, e pure questa tra tutte le jappe è di nuovo la più Guzzista che c’è.

Guardo tutti i giorni annunci di Guzzi usate. Praticamente sono un tossico in astinenza.

Ad un certo punto della mia vita, ho incontrato una donna favolosa.
Che ha un desiderio.
Chiudere un cerchio della sua vita facendo un giro su una Moto Guzzi California.
Quel desiderio l’ho esaudito.

Il California ha ringraziato nel più classico dei modi per i clichè delle Guzzi.

Quale? Beh, mollandoci a piedi no?

Però sotto casa, perchè una Guzzi, a casa, ti ci porta sempre.

Come sono diventato Guzzista: Anna Nasti

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Come sono diventata Guzzista: Anna Nasti

Da madre, combattei l’apprensione coniugale per motori e motorini liberi di correre su strade colpevolmente aperte ai figli adolescenti.

Poi, ricordo di mio padre rassicurante, Lorenzo pattuì per una Vespa e insieme andammo a prelevarla. Fu da un “amatore” del genere, a Cremona: la “insaccammo” nel portabagagli della Honda ereditata dal nonno e tornammo a casa più felici.

Ci piaceva molto e il mio figliolo vi fece scorrazzare perfino mia madre, già un po’ maltrattata dagli anni.

Arrivò poi il tempo di aprirsi a più ampie, nuove strade avventurose e Lorenzo sapeva come percorrerle. Scelse il Nuovo Falcone Guzzi, moto mitica e militare, tale da conquistare ogni affetto e ogni rotta terrestre.

Questa volta, andammo a ritirarlo con la piccolina rossa mia Peugeot, ché tanto il Falcone con il suo cavaliere ci avrebbe seguito sulle sue ruote.

Pareva nuovo per livrea e mi emozionai ad ammirarne i bagliori verdi, antichi ricordi di orgogliose epoche trascorse.

Il motore suonava sommesso, come il ronfare ritmico di un gattone sornione o di un potente trattore, promessa di vitalità ed energia.

Fiero fu il ritorno, io scortata dal verde Falcone, che mi introdusse, ammaliata, nel mondo favoloso delle Guzzi.

Adesso, sorriso negli occhi ombrati dal casco, in sella con Lorenzo, luce bianca o nuvolo e pioggia, alle curve ampie sugli argini del Delta, le conto tutte, le nobili moto italiane, mentre si sgranano, unite e lontane, esultanti, lucide e rombanti, un po’ irreali nell’andare, ma pulsanti come un solo cuore vitale per tutti i Cavalieri Guzzi.

Come sono diventato Guzzista: Igor Gabellini

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di Igor “Pandoro” Gabellini

Da buon romagnolo, la passione per le moto è da sempre presente nel nostro DNA.

Da bambini non si vedeva l’ora di arrivare all’età legale per guidare qualsiasi cosa con un motore, specialmente le due ruote: simbolo incorruttibile di libertà.

Quindi, prima il cinquantino, poi, dopo la patente per macchina, finalmente è arrivata quella per le moto.

La prima moto non la scelsi: un collega di mio padre doveva cambiarla e colsi l’occasione per prenderne una usata per imparare: era una Suzuki Bandit 600 rossa che poi utilizzai anche per fare i primi viaggi insieme alla mia dolce metà Chiara (Pandora).

Venne la voglia di cambiare moto per una più nuova e presi in considerazione anche le Guzzi, in particolare la Breva 750 che era uscita da poco e sembrava perfetta per viaggiare. Mi bloccò però, oltre il prezzo alto e il fatto che aveva solo un freno a disco anteriore nonostante la “grossa cilindrata”, anche la nomea di essere moto poco affidabili. Non mi resi conto che stavo sbagliando.

Negli stessi anni (2004) era uscita la Yamaha FZ6: linee moderne, comoda e non troppo costosa, quindi restai fedele ai marchi del Sol Levante.

Nel frattempo anche Pandora si era appassionata maggiormente alle moto e decise di prendere la patente e soprattutto di smettere di fare la zavorrina.

Era dunque venuto il momento di cercare per lei una moto e casualmente ritornò in ballo proprio la Breva 750. In un concessionario delle nostre zone ne vide una nera con le valigie praticamente nuova. Sulle prime le dissi peste e corna su quella moto e, complice il prezzo elevato, non se ne fece nulla. Ma ormai il germe aveva “infettato” e alla fine lei non ascoltò i miei consigli e si accattò una Breva 750 grigia ribattezzata “Eugenio”.

Essendo più spigliata di me, cominciò subito a cercare sui forum altre persone con la stessa passione per organizzare giri in moto. Qui entrò in gioco tra gli altri Anima Guzzista e tutte le diverse umanità che ne popolano tuttora il forum.

Lì si capì la prima grande differenza tra i motociclisti e i guzzisti: lo spirito di appartenenza e voglia di stare insieme che, grazie a questo marchio, si viene a creare tra le persone.

Iniziammo a frequentare i primi raduni guzzisti e a fare le prime amicizie. Visitai i luoghi “sacri” come Mandello e la fabbrica proprio nell’anno nel quale inaugurarono il monumento a Carlo Guzzi, scoprii la storia gloriosa del passato fino alle vicissitudini dei concessionari storici. Passavo il tempo aspettando che arrivasse il prossimo momento di incontro, nonostante gli “sfottò” bonari degli altri guzzisti verso la mia moto, una non Guzzi. In quel periodo maturò in me il pensiero che per essere completamente dentro a questo mondo, che stavo iniziando ad apprezzare nel profondo, occorreva avere una Guzzi. Passarono ancora alcuni anni e poi finalmente, con l’arrivo della V11 Le Mans e poi della V85TT, sono diventato anch’io Guzzista: chi altro, se non il Pandoro?

Questo perché, in conclusione, tutta “la colpa” è proprio di lei: della Pandora e di quella sua scelta di cuore fatta a suo tempo alla quale anche io non ho saputo poi dire di no e, aggiungo… per fortuna! 

P.S. Se ne accorsero anche ai piani alti dell’associazione Anima Guzzista che permette a queste righe di essere stampate: mi hanno perfino dato un premio speciale: 

“A Igor il Pandoro…senza Guzzi non mi guzzi! 12/10/2013”.

Un caro ringraziamento per avermi fatto scoprire questo mondo va quindi in primis a Chiara e successivamente a tutte le altre anime guzziste che mi hanno accolto e che sono diventate amicizie oltre alla moto.

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