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Terzo incontro Guzzifoggiano

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Terzo incontro Guzzifoggiano

di Enzo Nasto enas84

 

E’ un caldo pomeriggio di maggio, un’altra monotona giornata è ormai alle spalle. Il treno corre veloce sui soliti binari, ad un tratto una scintilla: Stasera, costi quel che costi, devo raccontare la mia ultima avventura guzzistica.

Le passioni fanno vivere l’uomo, la saggezza lo fa soltanto vivere a lungo.
Nicolas de Chamfort.

     Chi appartiene alla costellazione dell’Aquila di sicuro vive, dando alla sua esistenza un senso particolare, inspiegabile ai più. I guzzisti… che banda di matti! Gente disposta a trascorrere più tempo con i piedi sulle pedane del proprio destriero d’acciaio che per terra, magari per passare solo qualche ora insieme ai suoi fratelli e per condividere insieme passione e asfalto. Forse hanno più follia che saggezza, ma è meglio così, credetemi. Ne sono convinto.

Nel giro di qualche mese, la Puglia, terra meravigliosa e accogliente, è  diventata il palcoscenico di esperienze indimenticabili, momenti scolpiti nel cuore di ognuno, di cui ognuno è stato protagonista imprescindibile, avendo scelto di essere parte di uno spettacolo fatto appunto di pane, passione e asfalto.

Buona la prima, ma anche la seconda.

Terzo incontro Guzzifoggiano

Il primo novembre 2008 abbiamo assistito al I Incontro Guzzifoggiano, una vera e propria fantastica giornata pugliese. Quando al teatro la prima riesce così bene, gli spettatori chiedono, anzi pretendono, una replica altrettanto trionfale. E così è stato anche per il guzzifoggiano. Il 18 e 19 aprile 2009 c’è stato un degno bis, che è costato non poco sudore agli organizzatori, Carmine, Salvatore, Fabio e Francesco, che forse sarebbe meglio chiamare registi.

Ma si sa, non c’è due senza tre. E così, un bel giorno mi arriva la soffiata: “Leggi su anima, è in cantiere il III Incontro Guzzifoggiano”.

“Senatò, cascasse il mondo, io ci sarò.”

La vita umana non è altro che un gioco della follia, il cuore ha sempre ragione
Erasmo da Rotterdam

Senza esagerare, posso davvero dire che il mondo stava per cascare. Infatti, a poche ore dalla partenza, ero alle prese con impellenti scadenze lavorative, e, udite udite, ero anche senza moto. Si, la mia compagna di viaggio era ancora dal dott., ops, meccanico.

Ora che ci penso, tutti e tre i guzzifoggiani hanno avuto a che fare con interventi di manutenzione alla mia moto.

“Antò, la moto la ritirò venerdì mattina, giusto in tempo per la nostra partenza. Speriamo funzioni tutto…”.

In pratica, io e lei siamo tornati a casa due ore prima di partire. Giusto il tempo di caricare le valigie, prepararmi, e mangiare qualcosa. La mia vita ormai è fatta solo di follie, per di più frenetiche.

L’amico AntonioG, uno dei primi guzzisti partenopei che io ho conosciuto ormai cinque anni fa (mamma mia, sono guzzista già da cinque anni, come vola il tempo!!!),  alle 13.30 è a casa mia. Mentre la mia California scalda i muscoli per qualche minuto, sistemiamo il tappo dell’olio della sua Nevada.

Io devo essere proprio matto. L’avviamento della mia moto e di tutte le altre che incontro per strada l’avrò fatto, visto e sentito milioni di volte. Ma ogni volta che il pollice destro preme quel bottone… se lo spiegassi non mi capirei.

Rotta per casa di Dio, stiamo volando alla festa…
M. Pezzali

Tiro la frizione, tocco della punta del piede sinistro, e la prima è dentro. Poi seconda, terza e su fino alla quinta, in un crescendo entusiasmante di giri motore e battiti del cuore, che in quei momenti sembrano andare all’unisono.

Una volta abbassata la visiera, come mio solito, comincio a cantare. E stavolta il compito di farmi da colonna sonora spetta ad Eugenio Finardi e alla sua Extraterrestre, che martella la mia mente da parecchi giorni. Perché proprio questa? Forse perché è davvero tanta la voglia di avere una stella che sia tutta mia…

Il casello di Candela arriva presto. Questi primi 140 chilometri sono un ottimo collaudo, la moto va veramente bene, forse come non mai. Breve sosta tecnico-fisiologica, e poi ripartiamo alla volta di Foggia, dove arriviamo alle 16.00. Qualcuno dei partecipanti all’incontro potrebbe dire: “e che siete andati a fare a Foggia?”. Siamo andati la “solo” per salutare un amico.

 Per un amico in più…
R. Cocciante.

Terzo incontro Guzzifoggiano

Certo, forse nemmeno io e Antonio saremmo andati a piedi fino a Bologna, ma di sicuro, per un amico, una deviazione si può fare. Senza pensarci su due volte.

Soprattutto quando l’amico in questione, Michele (di Bari), si è sciroppato una trasferta automobilistica pur di rivederci. Caro Michele, dopo la Notte dei Falchi, e quella Altamurana dello scorso anno, rivederti, anche se per poco, è stato un vero piacere. Ricordi che tu e Laura mi volevate “ammogliare” a tutti i costi?

Il momento di salutarci però arriva presto, altrimenti corriamo il rischio di arrivare troppo tardi all’Hotel Pietre Nere di Rodi Garganico, campo base di questo III Guzzifoggiano.

Avanti tutta…

Terzo incontro Guzzifoggiano

Autostrada Adriatica da Foggia a Poggio Imperiale. Seguo la sagoma rassicurante di Antonio e della sua Nevadina. Le nostre Aquile vanno senza incertezze, anzi volano, spinte dai loro cuori a V, incuranti del vento forte che raramente ci da tregua in queste trasferte pugliesi. Di tanto in tanto alzo la visiera del casco, ho bisogno di sentire meglio il canto del motore.

Ad un tratto s’inserisce tra noi un auto, con una tranquilla famiglia a bordo. Ci sono due bimbi, credo intorno ai 5 – 6 anni, che quasi si fanno venire il torcicollo per vedere una volta Antonio che li predece, e poi me che li seguo. Incurante del vento forte stacco la mano sinistra dal manubrio per salutare i miei due piccoli ammiratori. E loro ricambiano. Non potete immaginare la gioia che mi ha dato questo apparentemente piccolo episodio. Come recita la Poesia del Motociclista, chi non sa cosa sia questa passione, rinunci a capire noi centauri e quei piccoli che mi salutavano. Tra angeli in terra ci si saluta sempre, è “semplice”.

Loro si allontanano, noi piantiamo il gas intorno ai 110/120 orari, il tratto autostradale e la successiva statale scorrono in fretta ma in tutta sicurezza sotto alle nostre ruote, e arriviamo a Rodi. Intravediamo le prime indicazioni dell’Hotel, che raggiungiamo dopo qualche altro chilometro.

Fuoco alle polveri…

Terzo incontro Guzzifoggiano

Verso le 18 di venerdì comincia ufficialmente la festa. Siamo accolti dal cerimoniere ufficiale, il mitico Carmine, ormai il Senatore per tutti noi, e da gli altri partecipanti che già erano li, qualcuno da così tanto tempo che il sole gli aveva lasciato un colorato e scottante ricordino, vero Stefano?

Ci sono, tra gli altri, anche Fabio, il “Califoggiano” emigrante ed eroico macinatore di chilometri, il romano Toni, che io avevo già conosciuto quasi due anni a Morino, e i pescaresi Massimo e Federica. Come non nominare Filomena, compagna di vita e di avventure motociclistiche del Senatore.

Gli abbracci e i brividi cominciano a non contarsi più. Carmine, rivederti è stata una gioia enorme, un momento desiderato da tanto, troppo tempo e finalmente arrivato! E pensare che tutto questo è nato sul web, in maniera virtuale. “Virtualmente”. Usare questa parola è sempre riduttivo, perché se è vero che nell’era di internet spesso ci conosciamo e siamo in contatto attraverso un freddo monitor e una tastiera, è anche vero che nonostante queste barriere e le distanze che ci dividono, l’amicizia e l’affetto possono esplodere e ti coinvolgono come se stessi guardando negli occhi la persona con cui sei in contatto.

Senatò, ricordo come se fosse ieri quel caldo e indelebile giorno di novembre, quando tu e gli altri non mi deste nemmeno il tempo di togliermi il casco e mi abbracciaste come se ci conoscessimo da una vita! Ora che ci penso, all’epoca ancora non potevi fregiarti di tale titolo onorificio!

Terzo incontro Guzzifoggiano

Sistemate le moto, io e il mio compagno di viaggio e di stanza (Stefano piano con i pensieri…), prendiamo possesso della stanza, appunto, e ci sistemiamo. Un’oretta scarsa e siamo nella hall, dove troviamo anche gli altri. L’albergo è davvero bello e dalle terrazze si gode di una vista mozzafiato.

Appena sbrigate le pratiche burocratiche che un intransigente Carmine non risparmia (giustamente) a nessuno, parte il primo aperitivo, ovviamente alcolico, giusto per ricordare a tutti che siamo motociclisti, e come tali odiamo l’acqua. Di brindisi ne vedremo parecchi!

La cena si fa attendere, anzi si fanno attendere altri due componenti indispensabili di questi raduni pugliesi, il cui arrivo è ampiamente anticipato da una coppia di scarichi molto rombanti! Mi riferisco a Francesco, il nostro bravissimo artista, accompagnato da Antonella, e il grandissimo Enzo Sardano, che per la cronaca nota subito che sono diventato abbastanza grande anche io, e parlo di linea (curva…).

Terzo incontro Guzzifoggiano“Enzo, ma come hai fatto ad accorgerti della mia zavorra nel buio?” “Enzino, è molto semplice, quando ci siamo abbracciati ho sentito una sorta di volume che l’ultima volta che ci siamo visti non c’era.”

Maledizione, forse è davvero giunto il momento di mettermi a dieta. Quando torno a casa però, perché qui, di mangiare poco, non se ne parla proprio. Infatti la cena sarà molto ricca, il tavolo più che allegro e le risate indimenticabili, anche grazie ad una fuhrer-cameriera che ci tiene sotto controllo. Ma ci metterà poco per capire che siamo senza speranza.

Il dopo cena sarà abbastanza veloce, i chilometri si sentono è  il giorno dopo ci aspetta una lunga giornata, meglio non fare le ore piccole.

Le persone non fanno i viaggi, sono i viaggi che fanno le persone.
John Steinbeck

Il sabato mattina è senza dubbio il giorno meno motociclistico tra quelli finora vissuti in terra puglise. Qualche cultore del “culo sempre in sella” forse avrà storto il naso leggendo il programma, visto che le moto non le abbiamo proprio toccate. Questa giornata infatti è dedicata ad una escursione in jeep nei posti più nascosti e incontaminati della bellissima Foresta Umbra. Fuori dall’albergo troviamo quattro Land Rover, una delle quali è scoperta. Io e Antonio la guardiamo, ci guardiamo (Stefano non pensar male): “E’ nostra”. In questa scelta ci seguiranno Michele, il nostro fotoreporter ufficiale, Francesco e Antonella, Massimo e Federica, e Toni. Ah, ovviamente c’è anche l’autista, che al primo colpo d’occhio sembrava un tranquillo signore sulla sessantina, rivelandosi poi una sorta di Colin McRae nostrano. Una volta sopraggiunti il gruppo dei “M.I.G.”, partito alle 5 del mattino da Galatina e capitanato da Fabrizio “Nguzz”, Michele “Geomik” e Mariangela, e gli altri che non erano arrivati a Rodi la sera prima, siamo pronti per partire.

I primi chilometri, su asfalto, passano tranquilli. Appena però  prendiamo il primo sentiero sterrato, viene fuori la vera natura di Nello, il nostro pilota (autista è riduttivo). Basti pensare che di tanto in tanto si fermava per far allontanare gli altri fuoristrada, e poi all’improvviso partiva a razzo senza dirci nulla, infatti qualcuno di noi ha rischiato più volte di cadere.

Raccontare tutte le emozioni provate, le risate, ma anche le urla, e le bellezze ammirate in questa giornata sarebbe per me quasi impossibile. A dire il vero, in qualche momento abbiamo pure temuto di non ritornare sulle nostre gambe in albergo, e la faccia di Toni a tal proposito era tutto un programma! Specie quando, nel pomeriggio, e in un posto che forse non c’è nemmeno sulle cartine geografiche, la nostra jeep ha deciso di fermarsi, facendo calare su di noi l’ombra de “L’isola dei guzzisti”. Alla fine di questa giornata spericolata abbiamo ancora il tempo di una “gustosa” fermata nel centro di Vico del Gargano.

Terzo incontro GuzzifoggianoPoi si torna alla base, anche se tutti noi occupanti della “scoperta” avremmo imboccato volentieri un altro sentiero sterrato. Sono quasi le 19. Una doccia e un po’ di relax sul letto ci volevano proprio! Anche per rivivere a caldo tutti i fotogrammi di questa giornata eccezionale, che rifarei subito. Queste cose ti rimangono dentro e non le potrai mai dimenticare, perché ormai fanno parte di te e fanno di te una persona sicuramente migliore.

Il Senatore non sbaglia mai un colpo!

Sorpresa!!!

In serata arriva a Rodi un’altra colonna portante di questo gruppo, Salvatore Accardo, che non vedevo dalla “Midsummer Night’s Guzzist Dream” dello scorso luglio.

E’ ora di cena ormai, e siamo in numero nettamente maggiore alla sera prima. La fame e le risate non mancano, la teutonica cameriera mi guarda e fa: “A te porzione più crante, ja”, avendomi inquadrato per bene la sera prima.

Terzo incontro GuzzifoggianoDopo le tante delizie culinarie e i tanti brindisi, allietati da un po’ di musica leggera (fin troppo), arriva il momento di fare una bella sorpresa a Fabio, che il giorno dopo compie gli anni. A mezzanotte arriva la torta, con tanto di mega candeline, fatta preparare da Carmine (sempre lui).

E un emozionato Fabio rimane senza parole…

Voglio proprio vedere la tua faccia…
Carmine A.

La notte passa tranquilla e veloce. Dopo la colazione e il saldo con il titolare dell’albergo, lasciamo le stanze e carichiamo le moto. Ritrovo un altro caro amico, di quelli che senti “veri” pur vedendoli una volta all’anno, Peppe66, compaesano di Carmine.

Siamo in sella, pochi minuti ancora e si parte. Sento una sensazione particolare addosso, il luogo che ci apprestiamo a raggiungere con le nostre amate moto non è non può essere normale. Siamo infatti diretti a San Giovanni Rotondo, terra di San Pio da Pietralcina. Forse solo Carmine sa da quanto tempo io desiderassi andare la con la moto, ne avevamo parlato tante volte. “Architè, voglio proprio vedere la tua faccia quando metterai le ruote a San Giovanni!!”

E finalmente il sogno si è avverato. Pur amando scrivere, ed essendo (come dicono) una buona “penna”, raccontare determinati sentimenti, raccontarsi, è sempre impresa ardua. Lo scorrere della Waterman si fa meno sicuro, la schiena è attraversata da quel brivido che provi quando stai per donare agli altri qualcosa di tuo. Le emozioni sono davvero tante. Penso anche alla mia sorellina che porta il nome di questo Santo, il mio cuore è in subbuglio.

Terzo incontro GuzzifoggianoPer fortuna noi motociclisti, quando scendiamo dalla moto con le lacrime che ci rigano il viso, e vogliamo “nasconderle”, abbiamo sempre pronta la scusa di aver camminato con la visiera alzata.

Grazie al supporto di Antonio D’Ambrosio, parcheggiamo niente meno che nel piazzale d’ingresso dell’ospedale fondato dal Frate con le stimmate, con tanto di foto di gruppo sotto la Sua gigantografia. Che altro chiedere ad una giornata come questa? Niente…

Il tuo cuore è un gabbiano che vola libero nei cieli della vita.
Lascialo andare senza paura, ti saprà condurre alla felicità.
Sergio Bambaren.

Non potevamo non visitare i due Santuari, il più antico e quello nuovo progettato dal mio collega (mi inchino) Renzo Piano. E al di la degli aspetti più mistici e religiosi, per me questa visita ha anche un altro significato, un altro sapore, in quanto ho sempre definito la mia vita come un treno in corsa, che ha per rotaie l’Architettura, mia scelta di vita, e la Moto Guzzi, mio stile di vita. E stare in quel luogo, opera di un grande maestro, in tenuta motociclistica, è stato un po’ come il fondersi di questi due mondi per me tanto importati. L’Architettura e la Guzzi sono, per ora, gli unici cieli “buoni” che riescono a far volare libero e felice il mio cuore.

Terzo incontro GuzzifoggianoLascio San Giovanni Rotondo a fatica, con la speranza di ritornarci presto, in moto ovviamente!

The end…

Ultima tappa di questo magnifico raduno è la cittadina di Torremaggiore, dove ci attende un lungo tavolo all’ombra della pineta. Dopo l’ennesima abbuffata, ci sono le classiche premiazioni. E qui va detto che a riprova del fatto che gli anni passano anche per me, sono stato esautorato del titolo di più giovane partecipante da Michele “Geomik”!!!

Nessuno lo vorrebbe, ma si avvicina il momento dei saluti. Quando si raccontano istanti come questi, è facile fare retorica. Mentre mi preparo sento che un pizzico di malinconia mi assale. Non vorrei andarmene, non vorrei lasciare tutte quelle splendide persone.

Cerco di memorizzare ogni loro espressione, di immagazzinare in me tutto ciò che potrà farmi ricordare di loro.

Penso anche a chi questa volta non c’è potuto essere. Spero che mi perdoni per questa citazione non autorizzata, ma voglio raccontare di Alfredo, mio compagno di stanza a Vieste, lo scorso anno, e delle sue lacrime. Sentire quest’omone di quasi due metri dire, con la voce rotta dall’emozione, “grazie di tutto” e vederlo piangere perché non vorrebbe andare via, la dice tutta sull’aria che si respira in queste occasioni.

Così  come penso che a questo punto sia inutile dilungarmi in maniera smielata su ciò che vorrei dire a Carmine, che altrimenti si abitua troppo bene e poi tutto questo zucchero gli potrebbe far male, non sia mai! Senatò, ti voglio bene! E te ne vorrò sempre anche se al prossimo incontro la tua moto avrà le tette mosce!!!

Si, la festa sta davvero finendo. Io e Antonio siamo scortati da Peppe, che ci mette sulla strada buona per andare da San Severo a Candela. Il viaggio di ritorno è tranquillo, senza intoppi. Ad una ventina di chilometri da casa mia prendiamo strade diverse. Non ho più lui e la sua moto davanti a me. Alzo la mano con le dita a V per salutare il pilota, ma anche la sua moto, che mi lascio alle spalle. Un urlo mio e del mio motore mi danno la scarica di adrenalina necessaria per affrontare quest’ultimo, breve, tratto in solitaria.

Terzo incontro GuzzifoggianoAntò sei un grande compagno di avventura, viaggiare con te è per me un onore!
31 – V – 2010

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