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Piove di Sacco

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AnimaGuzzista Incontri Piove di Sacco
Di Antonella "Apemaia"

 

Il mio resoconto, abbiate pazienza ma mi sa che sarà un po’ lungo.
Siamo alla fine del mese di marzo oramai, le giornate incominciano ad allungarsi (complice anche l’ora legale appena scattata) ma l’aria non è ancora così mite da pensare di fare qualche bel giro lungo.
Così la proposta di Franco di partecipare al raduno vicino a casa sua appare subito interessante, come anche la formula di partecipazione: ognuno porta qualcosa da mangiare e dopo il giro si fa base in una casa di campagna a fare la sosta pranzale. Naturalmente, visto che Franco gioca in casa, sarà lui a farci da apripista e organizzare il nostro “fuori porta” primaverile.
Seguo l’evolversi della lista dei partecipanti nei vari aggiornamenti che vengono fatti, leggo un buon numero di adesioni e mi fa davvero piacere: se c’è una bella compagnia la riuscita della giornata è assicurata!
Alla sera preparo lo zaino con il necessario, un’impresa caricare qualcosa sulla mia signora visto che non è proprio attrezzata per il “trasporto merci”!
Mi resta solo da sistemare un piccolo problema del quale mi sono ricordata tardi: la freccia sinistra posteriore non funziona , la smonto venerdì e la trovo rotta e riesco solo sabato sera a prendere delle lampadine per cambiarla, ma con il buio (in box dove tengo la moto non ho corrente) non posso intervenire e lo faccio giusto prima di partire; ok sembra tutto a posto, si va.
Non ho molta strada da fare per raggiungere il punto d’incontro, circa una cinquantina di chilometri e in parte in tangenziale a tre corsie, e quindi arrivo puntuale e subito vedo il nostro gruppo. Nonostante l’orario buono di arrivo…..sono l’ultima anche stavolta, mannaggia!
Va be’ dai, sembra che non se ne sia accorto nessuno. Consegno ciò che ho preparato alla moglie di Franco e intanto incomincio a salutare tutti i presenti e conoscere nuovi/e, notando con piacere che la presenza femminile è decisamente aumentata dall’ultima volta che ci siamo trovati.


Il raduno, forse visto anche una giornata meteorologicamente parlando bella, è davvero numeroso così si fa un giro a vedere un po’ di altre moto constatando la davvero variegata presenza di motocicli, della serie “non è bello ciò che è bello, è bello ciò che piace” (ma davanti a qualche particolare esemplare le domande cosmiche si pongono senza remore: ma come cavolo fa questo a guidare una cosa del genere? ). Si avvicina l’ora della partenza per il giro ma pare che abbiamo tutti lo stesso pensiero e così incominciamo a fare pressione sul nostro mentore per non accodarci a una simile orda di variopinti bipedi motorizzati, ma di fare un giro girello tutto per conto nostro…..dopotutto avendo una guida locale perché non approfittarne?
Una volta convinto Franco attendiamo che i partecipanti al giro prendano il largo e ci prepariamo anche noi ma mi ricordo della freccia e mi penso di controllare: non funziona, accidenti e si scopre che si è rotto un filo (grazie Mauro) e adesso? So che finché resto in gruppo non avrò problemi, per il ritorno ci penserò.
Fotina di gruppo prima della partenza e via: un piccolo serpente di bicilindriche Mandelliane si snoda in una scia di luci che è uno spettacolo da vedere nello specchietto retrovisore.
Dopo aver aggirato il gruppone del giro (che però riusciamo ad incrociare) seguiamo la Brevina di Franco nelle strade di campagna del circondario, seguendo il corso del fiume Brenta, attraversando il verde aperto di prati che si stanno risvegliando, ascoltando il silenzio di strade prive di traffico (favoriti forse anche dall’ora oramai di pranzo), respirando un’aria fresca ( e per nostra fortuna non ancora in piena stagione di moscerini) che ci riempie i polmoni con aria salmastra (in alcuni punti siamo nelle vicinanze di barene), seguendo con lo sguardo il lento fluire dell’acqua e la fauna locale che le gravita intorno.
Sì, lo so, sono forse stata un po’ idilliaca nella descrizione ma questo è quello che ho provato; chi pensa che la pianura non sia interessante e solo la montagna sia l’ideale per fare giri in moto secondo me si sbaglia di grosso! Non ci siamo scatenati in pieghe e danzato tra curve e tornanti, è vero, ma abbiamo (per quello che so anche gli altri sono rimasti affascinati dai posti visti) potuto godere di una quiete insolita per la vita che oramai la maggior parte di noi conduce, percorso strade con un traffico così ridotto che ci si poteva permettere di guardarsi intorno senza preoccuparsi dei soliti pericoli che si possono vivere (autovelox compreso), vivendo per un breve momento come sospesi in un’altro mondo in una pace naturale, cosa che posso dire rilassa molto.
Facciamo un paio di tappe per ammirare panorami e posti nascosti, ripromettendoci di tornare organizzando magari un week-end per assaporare meglio la possibilità di contatto con la natura che queste zone offrono.


Tutto molto bello, coinvolgente, idilliaco certo ma la dura realtà (leggasi fame) ci riporta con i piedi per terra e quindi ci affrettiamo verso la destinazione finale: un casolare di campagna (posto in una zona così tranquilla che quando arriviamo un povero gatto scappa a gambe levate spaventatissimo dal frastuono delle nostre cavalcature) di proprietà di uno zio di Franco, appena restaurato, arredato con un gusto country shabby che ben si intona all’ambiente (alcuni pezzi sono opera della padrona di casa, bravissima), con un ampio spazio verde e un porticato allestito da volonterose signore (la moglie di Franco e la moglie dello zio) che ci attende per l’agognata pausa pranzo.
Tra chiacchere e degustazioni di ottime pietanze il resto del tempo passa via velocemente, come sempre quando si sta bene.
Alla fine ci raggiunge anche Lorenzo con la morosa e suo padre, che ci stupisce arrivando con un bellissimo Monster bianco!
Una giornata bellissima, in ottima compagnia….che chiedere di più?
Può sembrare banale e monotono fare questi incontri ripetuti con lo stesso copione ma allora perché, ci si potrebbe domandare, piace farli ancora? Sono convinta che lo stare in compagnia in modo così spontaneo, senza tanti se e tanti ma, sia una emozione e una gioia per chi lo vive che non si corre il pericolo di annoiarsi o stancarsi d farlo.
Ringrazio davvero moltissimo Franco e la sua famiglia e parenti tutti per l’ospitalità che ci hanno dato, è stata davvero una bella giornata, di quelle da ricordare.

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