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Campionato Endurance 2014 – Mugello

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AnimaGuzzista competizioni Mugello 2014 classifica endurance

di Wall-E

Foto di Cristina Cortinovis

 

E’ dal week end di Misano dell’anno scorso che l’idea ci è entrata in testa, pista bella, lunga, veloce, corriamo la Vintage con tre moto (2 veloci e 1 lenta – il sottoscritto-) solo che appena si comincia a godere la gara è già finita, 8 giri e tutti a casa….vogliamo godere di più…
Io, Ilario (Team Manager, esperto di Guzzi, grande conoisseur delle nostre amate bicilindriche fino al minimo dettaglio) Massimo e Gianni iniziamo a fare 4 calcoli, budget risicato ma se mettiamo in campo una solo moto e raschiamo il fondo del barile, si lavora gratis tutto l’inverno, montiamo il cupolino sulla mia e lasciamo un po’ di inventiva a Ilario dovremmo farcela a correre le tre prove.

Tardo pomeriggio del 3 Maggio….in attesa che ci liberino il paddock i ricchi delle Porsche siamo tutti silenziosi, piove, fa freddo, guardiamo il circuito del Mugello e dall’alto intimorisce, guardiamo le moto degli altri e ci sembrano tutte missili incredibili, pelle d’oca. I membri degli altri team guardano la nostra sul carrello e non riesco a capire se con compassione, bonario compatimento, stupore per il risultato finale (è bianca smorta ma secondo noi bellissima, Ilario e Michele, il nostro meccanico/pilota di riserva/parafulmini di Ilario ecc. ecc. l’hanno finita, accesa per la prima volta e provata in strada sotto la pioggia torinese la sera prima….ops questo è illegale e non si può scrivere….).

Il week end naturalmente è iniziato sotto tutti i peggiori auspici, Massimo (l’allenato del team) ha pensato bene di rompersi una mano il giovedì cadendo dalla….. bicicletta…. (e quindi tutte le nostre strategie vanno a farsi benedire), Gianni (il Velociraptor) sta arrivando in treno ma non siamo sicuri al 100% che arriverà in tempo, il sottoscritto non ha fatto ancora 1 km dall’ultima gara di Misano dell’anno scorso (e ho pure aggiunto tre kg sui 90 che mi porto in giro…)
Montiamo il nostro angolo di box in 3 minuti, tutti gli altri mi sembrano super organizzati ed esperti, si muovono sicuri, alzano tende, cucine da campo, roulotte, camper, hanno moto di scorta, treni di gomme nuove da invidia, divise personalizzate, lo stander per le tute… noi 4 sedie da picnic anni ’80 (e relativo tavolo), un motore da cannibalizzare, carrello degli attrezzi completo di flessibile, 1 kit di ruote con gomme usate l’anno scorso, 1 batteria nuova con relativo caricatore, 2 taniche di benzina, 1 estintore, tanica regolamentare da usare in gara e…..noi.

La moto passa le verifiche (Classic 1000), al sottoscritto danno una fascia gialla (unico pilota del team presente il sabato sera), mettiamo via tutto e Ilario parte per Firenze a recuperare Gianni. Raggiungo moglie e figlio in hotel, pezzo di pizza al volo, “metto a letto il figlio” e mi addormento io….

Domenica mattina, ritrovo con gli altri alle 7.45 e ci siamo, Gianni è arrivato, corriamo al circuito, fascia arancione per Gianni e piove….non faccio tempo a smadonnare che già inizia il primo turno di prove, sono riuscito a cadere a Varano con l’asciutto sulla curva lenta prima del rettilineo mi immagino con l’acqua al Mugello….entro e….non finisce mai, è lunghissimo, bellissimo, su e giù, largo, ti da una sensazione di sicurezza incredibile, vie di fuga larghe, riesco a stare in piedi, supero pure una Laverda, la Guzzi gira bene, il rumore è spettacolare, cupo e profondo da Signora che conosce la vita, stabile, sicura, e ti stampo un 3’30’’ da Vespa 50 con fidanzata e cestino da picnic al seguito, però non sono ultimo, penultimo! Parte Gianni e naturalmente con la pioggia più fitta riesce a girare in 2’58. Decidiamo di saltare il turno blu per evitare di fare danni.

Secondo turno di prove e non piove, giusto, 24 equipaggi che si sono fatti il mazzo per esserci, la Federazione che meglio di così non poteva fare e si è inventata un Campionato Italiano con tre circuiti spettacolari, almeno correre senza pioggia!! 2’50 io (ho scaricato cestino da picnic e fidanzata) e 2’27 Gianni. Eccitati, io sempre nelle retrovie ma Gianni 16°, fatta la media partiamo 21i su 24. Prendiamo la Belva al parco chiuso e……non parte più….proviamo di tutto e non c’è aspirazione, guardo la faccia di Ilario e non vi leggo cose positive…..cominciamo ad ammettere mezze verità “io ho sfollato qui, ho sfollato là, ho tirato la seconda che mi chiedeva pietà….). Fortunatamente abbiamo il motore di riserva, Ilario decide di aprire quello collassato (o distrutto dai piloti, dipende dai punti di vista…) e sostituire le teste, “saltiamo il warm-up ma proviamo a fare la gara”. Tre assatanati attorno alla moto, Ilario che coordina e smonta, Michele che usa mani e piedi, Gianni che suda smontando e rimontando, il sottoscritto…..che guarda e non sta in mezzo ai piedi, ebbene si, non capisco una fava di motori…e mentre ci siamo sostituiamo anche l’albero del cardano con uno più corto perché Gianni dice che in terza fatica a salire dopo la curva in fondo al rettilineo…4 sacramenti da parte di Ilario, abbiamo inchiodato le valvole, ma si può trattare un motore cosi? “Va beh dai che rimontiamo tutto e forse ce la facciamo”

Noto con piacere che si inizia a creare un’ atmosfera di solidarietà e compartecipazione con i membri degli altri team, anche loro ci guardano preoccupati e sento che sono sentimenti veri, probabilmente ci sono passati e sanno cosa vuol dire, iniziamo a sentirci parte di una famiglia, i ragazzi chiudono il motore, accendiamo e il bicilindrico canta al primo colpo, bentornata Belva, parte l’applauso spontaneo da tutti gli altri team, abbiamo le lacrime agli occhi…giuro!

15 minuti, pronti via, sono il primo a partire, partenza stile Le Mans, figata pazzesca, mi sento uno vero, solido ultimo in fondo al rettilineo (non volevo fare danni al primo giro…..) riesco a non perdere di vista gli ultimi, mi sembra di andare bene, ogni giro la Belva gira sempre meglio, sicura, solida in curva, stabile sul rettilineo (o sono io che vado piano?…) per il momento sembra tutto ok (Ilario mi ha detto di non strapazzarla perché dovevo farle il rodaggio in pista…). Improvvisamente mi sfrecciano ai lati 3 o 4 missili (non sono riuscito a contarli!) e mi sento fermo però finisce lì e mi concentro sul circuito, inizia a sembrare meno lungo, stacco un po’ più in là, mi sembra di essere in pista da 5 minuti e già mi chiamano ai box, ho già fatto 12 giri! Passo la moto al volo a Gianni e Ilario mi dice che ho girato bene, dopo la partenza lenta mi sono stabilizzato sui tempi degli altri più vicini a noi e sono stato costante, Gianni inizia a girare come un dannato e recupera 10” a giro rispetto agli altri umani, tempo di bere un po’ d’acqua e tocca ancora a me, primo rifornimento in gara (e della storia del team) e tutto bene, riprendo la Belva ed è più leggera e vogliosa di velocità, bella sciolta e calda, mi sembra di migliorare ad ogni giro, in fondo al rettilineo quando stacco scodinzola e si muove tutta, fuori dalla curve veloci devo tenerla perché sembra imbizzarrita, ma mi trasmette sempre sensazioni di sicurezza, giro giro e giro ma quando mi richiamano dentro? Ho perso il cartello dei box? Cosa succede? Inizio a non sentire più la chiappa destra…ancora 2 giri e mi richiamano dentro, rifornimento e moto a Gianni, Ilario mi dice che ho abbassato il tempo di 10” al giro e visto che andavo bene e recuperavo mi ha lasciato dentro e faremo finire al gara a Gianni, dal 24° siamo riusciti a risalire al 20° posto, Gianni sembra indiavolato inizia a girare in 2’.27. Mezzora e siamo 16imi, 40 minuti e bandiera a scacchi. Abbiamo raggiunto il nostro obiettivo, finire la prima gara!!!

Iniziamo a sbaraccare 10 minuti dopo la fine della gara, arriva il tizio della Federazione e ci dice “Siete voi i Galli Cisalpini?” Si….tutti zitti, cosa abbiamo fatto di sbagliato? “Venite, siete arrivati secondi di classe e dobbiamo premiarvi” Che storia!!! Prima gara e ci danno la coppa, siamo arrivati in punta di piedi per non disturbare e abbiamo fatto il nostro dovere. Grazie tutti, grazie Belva, grazie Guzzi.

Sono fuori Italia per lavoro, mio figlio (4 anni) mi chiama e mi dice “Papà la coppa luccica ancora” cos’altro posso dire?

Mugello 2014 classifica endurance

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