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Bikers Classic 2011

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GUZZISTI SU MARTE

Di Mario “Licio 33” Licini

 

Rapporto dal Pianeta di Spa Francorchamps – data astrale 01/02 – 07 – 2011.

È un altro mondo, quello che ti attende dentro e fuori il circuito di Spa Francorchamps.
Ti sei preparato, hai studiato i video, hai letto la storia dell’ Autodromo (la A maiuscola è d’obbligo), ne hai parlato con chi ci è già stato ma appena fuori dall’autostrada cominci già a percepire qualcosa di insolito, un senso di calma quiete che invece ti inquieta.
Quando poi, per arrivare all’ingresso dell’ Autodromo, devi farti un giro di parecchi chilometri, la sensazione si fa più concreta. Superi il posto di guardia e pensi di essere arrivato, invece devi farti ancora qualche chilometro tra i boschi che, giusto prima di ripartire, capirai essere la strada laterale del tratto di curvoni in sequenza del Blanchimont.
Finalmente arrivi al paddock, la manifestazione avrà inizio il mattino dopo ed è già pieno di gente, moto, side, camper, chioschi, griglie, birra.
Un mondo di appassionati che si ritrova ogni anno per festeggiare le vere protagoniste della Bikers Classic: le moto classiche e la splendida pista di Spa.

Questa volta ci presentiamo con un team inedito:
presunti piloti – Graziano e Licio
meccanico, guida spirituale, spacciatore di salumi – Oliviero
cronometristi e muretto – Davide e Raimondo (2 veterani)
rifornimenti – Stefano
estintore – Petugo
foto e vettovagliamento – Roberto
vettovagliamento – Licia

Ci manca molto il Monza, con la sua ingombrante e rassicurante presenza e tutto il nostro numeroso e rumoroso team.

Raggiungiamo il nostro box e troviamo la prima piacevolissima sorpresa: sembra di essere a Cartagena!
Infatti i box 23 e 24, che di fatto sono un box unico, ospitano oltre a noi ed il Taurus Team, la famiglia Segarra, il team Alba Motorsport con Teto Martinez e Javier Delgado, i simpaticissimi Baschi del GG Team ed il Team Fusco con Damiani e Rossi.
A parte i Bimotisti Simani e Manzalini, siamo tutti veterani delle gare nella nostra pista più amata e questo crea immediatamente un clima di grande e reciproca collaborazione, è un po’ come se fossimo un unico grande squadrone.

Sistemiamo la nostra mercanzia ed esco dal box per una telefonata a casa, arrivo al terrazzo con vista panoramica sui vecchi box e l’Eau Rouge – Raidillon e resto di sale.
Se non ci siete mai stati, nessuna foto e nessun filmato può rendere l’idea della grandiosità di quel posto e cominci a pensare con preoccupazione che lì dentro ci dovrai correre!

Venerdì mattina si comincia con le verifiche, molto più approssimative e veloci che in Italia e Spagna, poi ci dedichiamo agli ultimi lavori di preparazione del Bombardone.
Dobbiamo arrivare alle 6 di sera prima di assaggiare l’asfalto e l’attesa sembra infinita.
Il clima è estremamente variabile, pioggia, sole, vento, una breve grandinata tanto per gradire ma, come per magia, mezz’ora prima dell’inizio delle nostre prove ecco spuntare il sole di Cartagena a riscaldare i piloti ed asciugare la pista.

Bene, è giunta l’ora di rompere gli indugi ed affrontare le belve (moto e pista), la prima con le sospensioni completamente nuove e mai provate, l’altra vista solo su youtube…

Entro con le gomme fredde perché le termocoperte sono vietate e faccio un giro giusto per capire dove sono.

A questo punto mi sembra d’obbligo una breve descrizione del tracciato.

Partiamo dal rettilineo dei box Formula 1 che finisce nello stretto tornante a destra della Source da cui ci si immette nel rettilineo in discesa (vera) davanti ai vecchi box, in 4° piena si arriva alla compressione dell’Eau Rouge, si chiude il gas e si riapre per affrontare la ripida salita del Raidillon, che di fatto è un curvone semicieco a sinistra in salita.
Il Raidillon immette nel lungo rettilineo del Kemmel lungo il quale si riesce a tirare per bene la 5a fino alla staccata delle Les Combes, un bel trittico di destra-sinistra-destra da terza.
Inizia il tratto in discesa con un breve rettilineo che porta al tornante Bruxelles, quindi ad una bella curva a sinistra ed allo spettacolo della Double Gauche, un curvone da 4a con una traiettoria spettacolare.
Un altro tratto misto bello guidato (Fagnes e Campus) quindi inizia il tratto che io imparerò a fare tra due o tre anni ovvero il Paul Frère e Blanchimont.
Qui ci vuole veramente tanto coraggio ed una moto molto, molto stabile; in pratica dovresti (il condizionale è d’obbligo) tenere aperto in 5a piena per un lungo tratto di curvoni semiciechi che è già complicato farli di giorno, figuratevi di notte con la sola luce dei propri fari…
Staccata, via 3 marce, chicane bella stretta e via sul rettilineo dei box a chiudere il giro.
Il tutto spalmato su 7 Km di asfalto perfetto!

Il primo obiettivo a Spa è qualificarsi, perché sono accettati 80 iscritti ma “solo” 70 equipaggi saranno ammessi al via.
Non basta avere un socio veloce, la qualifica si ottiene dalla media dei migliori tempi di entrambi i piloti.
Il tutto si sviluppa su 2 turni a testa di 25 minuti, quindi se hai un problema tecnico, se comincia a piovere, se hai qualsiasi inconveniente puoi essere tagliato fuori ed aver fatto il viaggio a vuoto.

Io, da buon esordiente, sono il pilota “sacrificabile”, quello che deve entrare subito e vedere se tutto funziona a dovere.

Dai miei calcoli preventivi deduco che, se riesco a girare sui 3’20”, ci qualifichiamo di sicuro, anche se nelle retrovie.
Al 6° giro infilo un 3’21” poi finisce il turno, sono 67°, per poco ma ci son stato dentro.

La moto va abbastanza bene ma c’è da fare qualche ritocco alla ciclistica.

Arriva il momento di Graziano che è il veloce del gruppo.
Infatti stampa al volo un 3’10” che ci garantisce la qualificazione al primo colpo.

Ora siamo più tranquilli e ci dedichiamo alla sistemazione della moto.
Al secondo turno mi rendo conto di aver centrato le modifiche giuste, faccio subito un 3’20” alto, poi comincia a piovere e finisco il turno tranquillamente per continuare l’apprendimento del tracciato.
Il secondo turno di Graziano va decisamente meglio e il Rapido realizza un buon 3’05” che ci garantisce la media di 3’13” e la qualificazione in 57° posizione.

Il primo obiettivo è raggiunto, ora bisogna portare a termine la gara, meglio se dignitosamente…

Arriva il momento delle temute prove notturne, da prassi entro per primo, alle 22,30.
In effetti la pista è buia ma non tanto da fare paura, giro a passo turistico e cerco di memorizzare qualche riferimento, quindi passo il manubrio a Graziano e, manco a farlo apposta, dopo 3 giri ricomincia a piovere…

La mattina del sabato il clima è rigido, una sorta di Marzo nella Valle dell’ Olona.
La giornata passa abbastanza veloce, tra un giro nel paddock, le ultime rifiniture e la solita raffica ininterrotta di minchiate.

Alle 18 è il momento del warm up da 10 minuti a testa (è una gara da piloti veri) ed il nostro sole cartaginese ricompare!
In pratica abbiamo il contrario della nuvoletta di Fantozzi!

Entro ancora io e tiro via 3” al volo, sono più che soddisfatto e molto carico per la gara, la moto va bene, la pista è favolosa ed il team organizzatissimo.
Assoldiamo al volo come addetto all’estintore il buon Petugo dei Pane & Nutella, che si trova a Spa in gita turistica e siamo pronti per il via.
Nell’attesa ci rifocilliamo attingendo alla ricca cambusa di specialità enogastronomiche emiliano-romagnole di Oliviero, le panze ringraziano.

Arriva il momento tanto atteso, la partenza dal rettilineo di fronte ai vecchi box.
Il colpo d’occhio sulle 70 moto allineate di fronte ai 70 piloti è impressionante, la tribuna è gremita come se dovesse partire la MotoGp, in pit lane una folla eterogenea di amici, parenti e conoscenti con i commissari che tentano, inutilmente, di fare retrocedere gli stessi oltre la linea di sicurezza.

Un delirio…

20,00 Si parte!!!
A Spa si parte con il motore spento, quindi tutte le moto senza avviamento elettrico partono da fondo griglia.
Questo ci permette di recuperare prima del via ben 8 posizioni, che in teoria dovremmo perdere perché si tratta di piloti molto veloci.
Il Nostro, specialista delle partenze ai limiti della legge, alla fine del primo giro ha già recuperato altre 11 posizioni, sono passati solo 4 minuti di gara e siamo già 38mi …

Si insinua uno stato di esaltazione precoce, se andiamo avanti così entriamo nei primi 20, io sono tranquillo ma sempre più carico e so dove togliere secondi ai miei tempi ma…

Al 6° giro Graziano ci segnala che deve rientrare al box…

Oliviero sentenzia: sono sicuramente i freni e si presenta in pit lane armato di opportuno cacciavite, Graziano si ferma ed erano proprio i freni che ad andatura di gara si erano un po’ allungati.
Due giri di vite e si riparte, 57mi!

Tutto da rifare e siamo consapevoli che l’unico obiettivo raggiungibile è la bandiera a scacchi.
Graziano rimonta posizioni su posizioni ed alla fine della prima ora – faremo 4 turni da un’ora con rifornimento ad ogni cambio – mi cede il manubrio in 34ma posizione.

Io devo cercare di migliorare i miei tempi, memorizzare bene la pista per non perdermi di notte e possibilmente non peggiorare la classifica.

I tempi migliorano, giro dopo giro arrivo ad un dignitoso 3’11” (9 secondi meglio delle qualifiche) e riesco anche a recuperare qualche posizione passando il testimone a Graziano in 28ma posizione.

Ma non può andare tutto così bene, vi pare?

Per la cronaca, nel frattempo si sono ritirati sia i Ducatisti Fusco e C. che la coppia Ispanica Martinez – Delgado, entrambi per caduta mentre il Taurus Team é stato abbandonato da una valvola.

Torniamo alla nostra cronaca: sono ormai le 10 di sera e comincia a scurire ma i tempi di Graziano ci sembrano comunque troppo alti. Si ferma al box di nuovo, questa volta è la frizione che slitta…
Diamo una regolata rapida al registro e riparte ma la situazione non migliora anche se riesce comunque a girare. Dopo una quarantina di minuti si ferma di nuovo, la situazione è peggiorata.
Oliviero interviene ed anticipiamo cambio e rifornimento, mi tocca un turno da 1 ora e 15’ in piena notte e con la frizione che slitta…
Parto, primo giro quasi bene ma all’inizio del secondo la frizione non stacca più e mi tocca fare un giro (7 Km) a 3000 rpm per rientrare ai box.
Siamo ormai pronti al ritiro ma Oliviero fa la magia: interviene su leveraggi, registri e non so cos’altro ed in 5 minuti riparto con la frizione che funziona!

La notte in mezzo al bosco di Francorchamps è veramente buia, in alcuni tratti c’è anche un po’ di nebbia e fa freddo. Mi lacrimano gli occhi, mi cola il naso, la mano destra è mezza congelata mentre la sinistra la riscaldo sulla testata, percorrendo il lungo rettilineo del Kemmel.
Ad ogni giro spero di vedere la bandiera a scacchi, invece dal muretto mi espongono dei tempi a caso, tanto per tenermi compagnia!
Ma la fine arriva e a mezzanotte sventola l’ambita bandiera.
Ci siamo riusciti, siamo 36mi su 70 partenti ma quello che conta davvero è aver portato a termine la gara, bellissima, difficile più delle 6 ore cartaginesi, nonostante il nostro unico obiettivo fosse arrivare in fondo.

Al parco chiuso l’atmosfera è festosa, abbracci e strette di mano con tutti ed in particolare con la famiglia Segarra, che ha vinto la gara.

Dopo il podio si torna al box per ricaricare il camion che ripartirà il giorno dopo e l’amara sorpresa dell’ingiusta squalifica dei Segarra.

La mattina di domenica ci diamo al turismo, gironzolando per il paddock pieno di gente, bancarelle, chioschi di dolciumi, bevande e panini, compriamo qualche ricordino e ci rifocilliamo all’ Accademia del Colesterolo.
Finisce con la visita all’esposizione del 50° anniversario Yamaha e con la foto di rito all’ Eau Rouge – Raidillon.

Non siamo ancora partiti e abbiamo già un po’ di nostalgia…

Ma ci vediamo di sicuro tra un anno, magico Pianeta di Spa Francorchamps.