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DE AIS OV DE TAIGHER

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Vallelunga 2/3 Aprile 2016 – Meeting di moto d’epoca in pista.

Testo e foto di Vladimiro Corbari

Basta parlare di moto. Ma si, dai. Sono bellissime, tutte lucide e piene di particolari pregiati, ma basta. Sembra che sono loro a correre e vincere. Invece no, c’è un altro componente fondamentale che bisogna considerare: il pilota.

Sembrerebbe banale ma qualcuno deve girare manopole, tirare leve, spostare il peso per contrastare la forza centrifuga in curva ed è sempre nel “fine” bilanciamento di queste attività che si può guadagnare o perdere molto nel risultato finale di una gara.

Quindi guardiamoli meglio. In questo caso le differenze fisiche contano relativamente. Ho visto piloti “in carne” guidare con sopraffina e leggiadra bravura e piloti atletici, goffi ed insicuri. Non c’è una vera e propria “regola” , anche se, ovviamente, lo stato di forma fisica incide comunque parecchio.

Eppure c’è una cosa che ho notato che li unisce tutti. Bravi ed impacciati, professionisti e principianti, grassi e magri, alti e bassi: lo sguardo.

Pochi lo notano, vista l’impossibilità di vedere certi particolari durante una gara. Eppure, gli occhi, ci raccontano una storia fatta di concentrazione e determinazione, di impegno e addirittura di cattiveria nell’aggredire la curva “difficile o nel passare un avversario.

Ecco. La determinazione, la voglia di riuscire, di sfidare e vincere le difficoltà per gioire ed essere orgogliosi dei propri risultati.

Certo non tutti possono guidare come Mike Hailwood o Valentino Rossi, ma poco importa. La passione per la moto porta con sé l’appagamento già nel partecipare.

Quindi guardiamoli questi occhi, cerchiamo di capire ed immedesimarci nei pensieri e nello stato d’animo del pilota in quel momento, perché è vero che gli occhi sono lo specchio dell’Anima.

Le foto sono state scattate a Vallelunga durante le gare disputate il 2 e 3 Aprile 2016 nelle categorie: Gruppo 4B/Gentlemen Cup/Guzzi ed Endurance.