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Guzzi – Mandello 1921 – 2013

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Mostra fotografica di Jacopo Ghislanzoni

Testi e foto di Alberto Sala

 

Fa particolarmente piacere vedere l’opera artistica di un giovane esprimersi in un compito che più frequentemente viene eseguito da figure con più primavere e orizzonti varcati sulle spalle. Più facile da parte di questi ultimi volgere uno sguardo indietro non solo a sintetizzare oggetti ma cercando anche di esprimere il profondo legame con quello che rappresentano, con la relazione storica e sociale che inglobano.
Jacopo Ghislanzoni, giovane artista lecchese, non è nuovo ad imprese artistiche simili. Prodotto e legame col suo territorio… parlare di prodotto è sicuramente corretto ma altrettanto limitativo per chi – come noi – vibra per le emozioni che una moto è in grado di far vivere. Il tratto netto e i colori vividi, dal gusto pop-art (termine perfettamente azzeccato in questo caso) accesi da Jacopo rendono perfettamente tutto quello che sta oltre il prodotto, mentre la base utilizzata (il collage fotografico) contestualizza il modello legandolo al concetto di prodotto inteso come frutto di un’epoca e – ancor più – di un contesto sociale, comunità, persone – a volte rappresentate direttamente, a volte attraverso simboli molto identificativi – dell’epoca e di quello che accadeva in quel periodo.
Ma vorrei tornare un attimo sul tratto nero e sui colori. DI foto della otto cilindri ne abbiamo viste tante, così come la conosciamo dal vivo… Jacopo ne ha estratto un’espressione nuova e nello stesso tempo vera, autentica, possibile come solo attraverso l’astrazione artistica sa fare.
Tutto questo a Mandello del Lario, e speriamo, replicato anche a settembre, per tutti coloro che si sono persi questa bella esibizione, con il contributo anche di Fabrizio Musa, altro artista nativo del lago di Como.
Ma sentiamo dalla viva voce (aprite l’audio ;-)) dell’artista:

Come ti è venuto in mente di fare una mostra sulle Moto Guzzi?

Ero già stato sul territorio, avevo già fatto delle mostre in questa parte del lago; mi sono soffermato su Mandello e l’anima delle sue aziende è la Moto Guzzi, mi sembrava bello fare una mostra sul connubio Guzzi e territorio. Poi non è solo così… mi sono soffermato sulla storia, sui 90 anni della Moto Guzzi.

Il fatto che siano motociclette è solo casuale?

No, le moto della Guzzi hanno tutte caratterizzato qualcosa, alcune di esse hanno caratterizzato un decennio, per cui ogni quadro è anima di un decennio, è la storia della Guzzi vissuta attraverso dei modelli che sono passati attraverso la storia degli operai che li hanno costruiti, degli stessi guzzisti, ogni moto fa da specchio a un decennio.La Guzzi è famosa per costruire delle moto che rimangono per sempre.Si dice spesso che le moto hanno un’anima: beh le Guzzi hanno un’anima perché sono modelli che fanno la storia, che passano alla storia.

C’è un motivo particolare perché hai usato questa tecnica?

La tecnica che mi piace di più e che caratteristica un po’ il mio percorso artistico è quella di comporre dei collage e sopra a questi usare una tecnica mista fatta di colori acrilici e pantoni indelebili neri, con contorni marcati. Ho usato maggiormente il collage per le moto più storiche, per rappresentare la loro storia; più semplici le recenti, compreso l’omaggio a Guareschi per la sua vittoria a Daytona, che andava raccontato. Per i Guzzisti, è stata un’impresa spaziale!.

Qual’è il tuo percorso di artista?

Lo sono da una decina di anni; ho sempre avuto la passione per il disegno, dapprima a matita poi coi colori acrilici indelebili diretto su ogni supporto, avendo un occhio di riguardo alla pop-art, con le sue linee più grafiche e vivaci, poi sperimentando strizzando l’occhio alla comics, per poi arrivare alla sovrapposizione sui collage di disegno figurativo.

Chi ti ha aiutato nel fare questa mostra?

Ho trovato appoggio da parte dell’Amministrazione Comunale che ha creduto nel progetto; dall’Archivio Comunale della Memoria Locale che ha dato il contributo con il materiale fotografico; lo stesso Daniele Torresan che ha portato il coinvolgimento di Moto Guzzi, Alis Agostini il cui confronto è stato importante per alcuni passaggi storici sull’azienda legati ad alcuni modelli che ho rappresentato, la fortuna di aver conosciuto voi di Anima Guzzista che avete creduto nel progetto e aiutato nella ricerca fotografica; infine i miei amici e mio padre che mi ha dato una mano ad allestire la mostra; è stato importante poi il calore che tutti mi hanno dimostrato.

Poi cosa succederà?

A settembre in corrispondenza del raduno dei club riproporrò la mostra più altri 10 inediti; delle serigrafie tirate per gli appassionati, sperando di poter proseguire anche oltre i tre giorni del raduno.

 

© 2013 A.S.D. Anima Guzzista

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