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Manutenzione al monumento, Carlo Guzzi

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Mandello 15-17 Luglio 2016

Sono oramai quasi cinque anni che io e la mia signora (la Furia) siamo insieme, l’ho comprata proprio dopo l 90° della Guzzi dove ero andata con la mia piccola V50.
In questo quasi lustro uno dei miei piccoli sogni era di andare a Mandello con lei e fare la mitica foto davanti all’ancora più mitico portone rosso della Moto Guzzi. Ma vuoi per un motivo o per un’altro finora non c’eravamo ancora arrivate fino a quando ho letto sul forum della manutenzione al monumento a Carlo Guzzi, che sarebbe stata a luglio e durante la settimana con clou della foto di gruppo alla domenica.
Fatti due conti, e tastato in negozio la possibilità di avere almeno due giorni di ferie infrasettimanali, è cominciata la spasmodica attesa delle previsioni meteo. Che angoscia ‘sta cosa del meteo, un vero tormento! Nel frattempo, per distrarmi dall’attesa, mi controllo tutti gli alloggi della zona, listini prezzi, posizione, sbirciate su google maps per studiarmi Mandello centimetro per centimetro e prendendo appunti di quello che mi potrebbe interessare.
Decido di non dire a nessuno della mia intenzione e fare un arrivo a sorpresa, arrivando a scrivere che difficilmente avrei potuto partecipare a questa bella iniziativa. Ora i “manutentori” avrebbero alloggiato al “Verde” (eh, che fortuna trovare tutte le info nel forum! ) quindi quello era scartato a priori e poi mi sarebbe piaciuto stare più vicino al lago, più romantico no? Alla fine la scelta cade su un paio di B&B e a due giorni dalla fatidica data provo a prenotare: il primo (scelto perché dotato anche di riparo per la moto) è pieno fino a settembre, con il secondo invece sono fortunata visto che è libera una camera proprio la notte che mi interessa. Non ha riparo per la moto ma la signora del B&B mi dice che la potrò parcheggiare sotto casa.
Le previsioni meteo danno acqua il giorno prima ma poi bello, nel dubbio preparo lo zaino impermeabile e la tuta antipioggia a portata di mano.
Sono agitata, mi riguardo la strada più volte, svincoli, uscite autostrade e tutto con il satellite, ho anche il telepass nuovo nuovo da provare!
La mattina quando mi alzo sta piovendo ancora, me la prendo comoda e finisco di preparare le cose, chiudere la casa, ecc.. Finalmente smette, non debbo indossare la tuta per la pioggia meno male, si parte!
Primo ingresso in autostrada con il telepass a Venezia va bene, ottimo!
Noiosa si sa l’autostrada ma necessaria per certi tipi di spostamenti. Ci corriamo all’inizio un po’ tese (sì,sì anche la moto) ma man mano che i chilometri scorrono sotto le gomme ci lasciamo andare un po’: io guido più rilassata, lei si molla un po’ nel motore (poverina, non è nata certo per fare turismo e una sgroppatina a velocità costante ogni tanto le fa bene). Sono partita un po’ più tardi dell’orario che pensavo ma non intendo fermarmi a mangiare, voglio prima arrivare, non ho altro in mente che quel portone rosso con l’aquila ad ali spiegate stampigliata nel mezzo (che sia uno dei sintomi di quella strana malattia, aspetta, come si chiama….guzzite mi pare!).
Secondo passaggio con il telepass in uscita a Bergamo non va bene, chissà perché.
Da quando esco dall’autostrada entro in leggera fibrillazione, che aumenta man mano che mi avvicino. Guido con attenzione, non voglio beccarmi un autovelox né sbagliare strada. Ho controllato la strada con il satellite tante di quelle volte che è quasi come se l’avessi fatta, e i riferimenti che avevo memorizzato li trovo. Eccoci, uscita Abbadia Lariana, ho il cuore a mille, con occhi sgranati osservo tutto quello che vedo, è ora di pranzo e c’è poco traffico, guido piano, vedo il lago, oddio, il cartello in alto….c’è scritto “Mandello del Lario”, sono arrivata!!!!
Freno e prima foto ricordo con la scritta, mi guardo intorno (che forse qualcuno vedendomi penserà che sono matta?), passano delle moto e mi rendo conto che finora non ho visto neanche una Guzzi, ma che strano però. Via, via il portone è lì a due passi oramai, vedo il sottopasso, le mura della fabbrica e alla fine è lui, eccolo il mitico portone!
Scendo dalla moto e la sposto in posizione ideale per fare il nostro primo selfie! Che ricordo, che emozione! Com’era il titolo del film….tre metri sopra il cielo…..sì, sì io e lei felici insieme!
Una signora che aspetta l’autobus segue le mie mosse con aria perplessa ma come si fa a spiegare una malattia come la guzzite?
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Ok, ora posso andare in cerca del B&B “La coccinella” che si trova vicino al lago, in zona pedonale. Lo trovo subito e un cortese signore (il marito della signora che ha preso la mia prenotazione) mi accoglie e mi invita a parcheggiare la moto davanti alla vetrata del B&B e mi sposta i vasi con le piante per fare spazio. Entriamo e la mia stanza è proprio quella della vetrata, così posso controllarla quando ho voglia. La camera è bella, ampia, tenuta bene e con annesso un salottino e angolo cottura tutto per me, wow! Il signore mi racconta un po’ di storia della casa, mi fa notare le misure dei muri (uno interno è largo quasi quanto la porta!) e mi fa vedere tutto quello che c’è da sapere per la colazione e coperte. Mi lascia disfare il mio piccolo bagaglio e si ripresenta con una mappa di Mandello e gli orari della navigazione del lago che ha l’attracco lì vicino.


Ok, ora è il momento di fare la sorpresa ai “manutentori” ,arrivati il giorno prima, e che dovrebbero trovarsi già al lavoro al monumento.
Nessuno di loro mi conosce di persona ce la posso fare ad imbrogliarli, così mi vesto da “civile”, macchina fotografica al collo e mappa della città in mano, perfetto!
La strada per arrivare è facile, passo il passaggio a livello e noto subito le Guzzi parcheggiate a filo della zona pedonale del monumento, pochi passi e li vedo lì che armeggiano intorno al Carletto chiuso in una zona nastrata per il lavoro, riconosco (perché visti in diverse foto pubblicate sul forum) il presidente Vladimiro e Ticcio, un po’ più in là su una panchina altre persone che però non conosco. Non ho mai recitato e cerco di concentrarmi per apparire una turista qualsiasi che passa di lì per caso (ma che fatica trattenere il sogghigno da sotto i baffi!), mi avvicino con aria incuriosita e domando che stanno facendo, al che il presidente prontamente mi illustra in poche parole il loro lavoro, cerco di provocarli chiedendo se hanno il permesso per fare un simile lavoro ma non ottengo una grande soddisfazione, reagiranno con un fare ancora più burlesco, provo ad insistere ma Vladi mi si piazza davanti e mi fissa negli occhi e a quel punto non ce la faccio più e mi presento: buongiorno sior presidente, Apemaia!
In un attimo mi sento stringere in un forte abbraccio da Vladimiro mentre il Ticcio continua a chiedere: ma sei te davvero? In quel momento mi è stato chiaro l’amore cosmico che tanto viene nominato qui su AG!
Faccio così conoscenza con Scintilla, la Titti (compagna del presidente), MotoTopo e consorte, e Beppe.
Che bello poter unire ai nickname un volto, finalmente!
Dopo le dovute presentazioni, e qualche paraculata per la mia pessima recitazione, mi rendo conto che non ho ancora mangiato e dai tavolini del bar “l’Elefante Rosa” li guardo lavorare mentre tappo il buco allo stomaco. Un sogno realizzato essere lì a Mandello, con quelli di AG, con la mia signora, con una giornata di sole splendida….quasi non ci credo, wow!
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I manutentori mi mostrano i danni subiti dal monumento a causa della poca considerazione di alcuni ragazzini che lo usano come rampa di lancio per le bici, scheggiando così i bordi del muretto e anche un pezzo del libro, che però per fortuna è stato recuperato da un’anima gentile e consegnato in comune (così potrà essere rimesso al suo posto). Ma a ‘sti ragazzini non se po’ darce ‘na schiaritina d’idee?


Il resto del pomeriggio passa un po’ facendo foto, un po’ guardando, un po’ aiutando (data la mia esperienza lavorativa ho avuto l’onore di fare la manicure al Carletto!), conoscendo un membro dei Laghee e la loro nuova mascotte, assaporando la bella giornata. L’arrivo di Nello (fradicio per la pioggia presa) e di Scola portano ad un pausa con brindisi per celebrare il momento.


Non restano ancora molte ore di luce e si procede per la colorazione delle scritte a terra dove, dopo aver protetto intorno con della carta, il Ticcio procederà alla stesura del colore.


Ci si va quindi a preparare per la cena “al Verde” e visto che io non alloggio lì mi trovano un gentile passaggio per salire su.
La cena è squisita, il posto è davvero caratteristico e capisco perché viene scelto per il Winter party di AG.
Per il rientro la cameriera mi trova un passaggio da dei signori di un tavolo vicino, mi dice che me lo darà un certo sig. Todero, sì sì proprio quel Todero, il figlio del grande genio che tanto ha dato alla Moto Guzzi.

Anche se un po’ dispiaciuta per dover lasciare la compagnia un po’ prestino sono emozionata di poter parlare un po’ con il sig. Todero che insieme ad un amico mi accompagneranno fino al lago. Due passi di sera nella zona pedonale e qualche foto per cercare di fissare il momento che mi sto godendo prima di andare a nanna, anche se con tutte queste emozioni sarà difficile prendere sonno subito.


Alla mattina seguente sono pimpante come non mai e mi concedo di guardare un po’ di tv mentre faccio colazione (io a casa non ce l’ho), purtroppo vedo la bruttissima notizia dell’attentato in Francia che mi lascia shoccata.
Metto da parte i tristi pensieri per le povere vittime e raggiungo gli altri in piazza, trovandoli già al lavoro.


Mi aggiro per la piazza facendo degli scatti qui e là, osservando la vita del paese che gira intorno a quel monumento: le mamme con i bambini, le signore con la spesa, le amiche che si trovano al bar, i curiosi ed i soliti pensionati che sorvegliano il cantiere e i lavori. Tra di loro un signore in particolare ci affascina con i suoi ricordi e racconti di un passato motociclistico sconosciuto, almeno per me.

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In quel via vai di gente mi accorgo di un ragazzino che resta lì incantato a guardare e che quando debbo passare per il nastro mi fa la cortesia di alzarmelo per agevolarmi. Sembra solo, lo invito ad avvicinarsi, è curioso come giustamente si deve essere alla sua età, il Ticcio gli fa vedere che prepara il colore per ripassare il segno della moto incisa sul muretto, lui prende confidenza e ci racconta che sarà guzzista da grande, ne è veramente convinto (scopriamo poi che ha in famiglia uno zio ed il nonno che hanno lavorato in Guzzi). Il Ticcio gli chiede se vuole provare a colorare un po’, lui non si tira indietro e con la mano un po’ incerta si lancia a spruzzare sul disegno, prendendo via via più sicurezza fino a quando la madre non arriva a recuperarlo.
Il presidente a quel punto decide di regalare a questo futuro guzzista, speranza per la nostra grande passione, una maglietta di AG e sono sicura che per lui sarà uno dei suoi più bei ricordi.

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Nel frattempo altre anime si sono aggiunte al gruppo, così conosco Mek e Antocave e insieme controlliamo la verniciatura del serbatoio della Guzzi di Nello che d’ora in avanti potrà vantarsi di avere una parte della moto verniciata in quel di Mandello sotto l’ombra di Carlo Guzzi, mica bau bau micio micio!

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Arriva anche la pausa pranzo e sempre all’Elefante Rosa ci si concede un veloce ristoro, dove veniamo raggiunti dal grande Ettore Gambioli (artefice della scultura di Carlo Guzzi) così posso conoscere anche lui di persona. Lì ci avvicina una signora che vuole complimentarsi con Ettore per la statua, confessandoci che il marito era un grande motociclista e appassionato d’arte e che, dalla vicina farmacia che ha gestito fino a poco tempo prima, ha sempre rimirato l’opera donata da AG così è giusto fare una bella foto ricordo con lei.

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Il tempo passa e si avvicina la partenza di Scintilla che per prima lascia il gruppo, anche per lei una foto ricordo con il Carletto ci vuole!

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Anche per me si avvicina il momento del rientro. A malincuore vado a recuperare la moto e le mie cose che ho potuto lasciare al B&B anche se avevo liberato la stanza, mi vesto e li raggiungo di nuovo in piazza ma stavolta anche con la mia signora. Una ultima foto ricordo, un bacio al Carletto, un saluto a tutti, in ultima riesco a conoscere anche Carthago e poi via verso casa.
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Il ritorno, a parte il mancato funzionamento del telepass in entrambi i transiti, è senza intoppi e arriverò a casa nell’orario che mi ero prefissata.
Sono stati due giorni bellissimi, incredibili, se non ci fossero le foto quasi non ci crederei, penserei ad un sogno ma per fortuna invece l’ho vissuto.
Conoscere di persona alcuni di AG mi ha fato capire ancora di più quanto grande è questa passione che ci unisce, che bello sia sentirsi parte di un gruppo così. Spero di avere occasione di rivedere chi ho conosciuto e di conoscere ancora tante anime con le quali condividere l’amore cosmico guzzista!

Antonella Rossato