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Come sono diventato Guzzista: Massimiliano Amato

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Come sono diventato guzzista
Sono un motociclista di ritorno, ho avuto la moto fino all’eta’ di 25 anni, poi una lunga parentesi di astinenza.
A 36 anni, complice la situazione lavorativa, decido che e’ giunto il momento di lasciare l’auto e comprarmi uno scooter per il commuting urbano…
Comincio ad usarlo anche per qualche viaggetto estivo e ogni tanto mi faccio i passi vicini a casa (Muraglione, Calla, Colla, Giogo, Raticosa, ecc.).
Fin dai tempi del 125 ho amato l’”idea” della moto, non tanto per l’aspetto della velocita’ o dell’apparenza, ma per la meccanica e il fatto di guidare un mezzo che ti fa vivere il movimento come un immersione nel mondo circostante e dentro te stesso: un’idea di libertà e di viaggio come arricchimento, anche solo per gli occhi.
Poi, varie vicissitudini mi avevano distratto per un po’ di anni da questa passione.
Ma torniamo alla storia… Per la manutenzione dello scooter cominciai a frequentare un’officina di un paese vicino al mio… Un’officina di quelle che sanno di olio, benzina, sudore, bestemmie, esperienza e passione.
Mi piaceva quel luogo, adoravo stare a guardare lavorare sulle moto più disparate. Ma una cosa mi colpì fin da subito: in quella officina si preparavano alcune moto per le gare.
Delle Guzzi ne avevo sentito parlare e appartenevano per lo più a ricordi di gioventù, ma in realtà non avevo mai pensato di poterne possedere una, e soprattutto, non avrei mai pensato di passare pomeriggi a parlarne con un meccanico che, nel frattempo, era diventato il mio mito…
Quella piccola officina preparava moto Guzzi con una passione speciale e aveva un team che gareggiava nel trofeo Gentlemen e Vintage riscuotendo diversi successi.
Inoltre di lì a poco, mi trovo come vicino di casa e amico, un harleysta ben più giovane di me, attivo nel Chapter e convinto motociclista.
Nonostante queste coincidenze, e la voglia crescente di riprendere una moto, e’ dovuto passare ancora un po’ di tempo prima di vedere la luce.
Infatti, solo poco dopo il compimento del 40mo anno, più per curiosità che per altro, comincio a consultare on-line gli annunci di moto usate in vendita.
Non ho le idee molto chiare e un budget davvero limitato, ma la ricerca e’ interessante.
Ad un certo punto, il detto che “non sei tu che scegli una Guzzi, ma e’ la Guzzi che sceglie te”, diventa realtà… Ricordo che era meta’ dicembre e dopo solo una brevissima ricerca, tra le varie foto degli annunci, una in particolare richiama la mia attenzione… E’ di una Nevada Classic i.e. del 2006 che si trova in una concessionaria multimarca vicino a casa mia; ha pochi km, condizioni estetiche non eccellenti, prezzo accessibile, e una personalità tutta sua…
Mi metto subito a cercare on-line informazioni sul tipo di moto, affidabilita’, rogne, ecc. ,ma ormai era amore: in pochi giorni l’acquisto era fatto…
Sicuramente necessitava di cure, estetiche soprattutto, e un po’ di amorevole manutenzione.
Per quello che non potevo ancora fare da solo, era ovvio che la Nevada diventasse oggetto delle cure del mio meccanico preferito, che non esitava mai a dispensare consigli o a spiegare dettagli di questi motori.
Da quel momento ho amato fortemente le Guzzi (tutte) e per la mia Nevada ho cercato di studiare, carpire, osservare, tutto quanto era necessario per prendersene cura.
Con questo desiderio di conoscere e documentarmi, on-line mi imbatto nel forum di Anima Guzzista.
Ed e’ una nuova folgorazione… mi associo subito e dopo anni da socio, mi iscrivo ad un Incontro di Primavera… In Toscana, la mia Regione.
La prima persona che conosco in quell’occasione e con cui, con l’imbarazzo del novellino, avevo concordato di fare un tratto di strada per raggiungere il luogo dell’incontro, e’ e sara’ sempre una persona che annovero tra quelle che considero oltre che amiche, delle vere e proprie “milestones”.
Poi, da quel momento, ho avuto l’opportunità di conoscere persone davvero speciali, che ognuna a modo suo ha lasciato un segno indelebile nella mia esperienza di vita e nel mio essere Guzzista.
Sono grato alla mia Guendalina (si chiama cosi la mia Nevada) anche per questo…
E perché comunque, nonostante la strada della vita, per eventi felici (la nascita di una figlia), e altri decisamente tristi, mi abbia costretto a non tenere il passo del gruppo, e a volte anche a non essere presente come avrei voluto, ho sempre considerato queste persone parte della mia famiglia allargata, da cui ho ricevuto molto e che desidero sempre rivedere prima possibile.
In fondo, come enuncia la regola della Motodispersione, ognuno prima o poi si trova a prendere una strada che ti separa dagli altri, ma l’importante e’ ritrovarsi sempre nei punti concordati per una birra, un pasto abbondante e un dopocena etilico.
Ah, sono recidivo… Dall’anno scorso Guendalina condivide il garage con Astrid, una Norge 1200 anche lei del 2006.