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Ma il casco non lo metti?

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di Samside

Arrivo col T3 sul luogo dove ho l’appuntamento.
Un marciapiede mi separa dal portone che mi interessa, a fianco al quale c’è un bar, quindi un altro portone.
Due vigili di fronte a questo, che evidentemente hanno citofonato a qualcuno.

Io, che non ho nessuna intenzione di lasciare la moto in strada, e che ho una discreta faccia da culo, monto sul marciapiede, passo davanti ai vigili, la mollo in mezzo a due biciclette e mi infilo nel bar per un caffè.

Esco, e mentre fumo una sigaretta, mi rendo conto che se la spostassi di una ventina di metri sarebbe meglio.
Sempre sul marciapiede, ci mancherebbe altro.
C’è un buco preciso dove le bici a fianco non me le mettono di sicuro, e poi io sono un altruista: la moto è uno spettacolo, e parcheggiata di qua è molto più visibile.

Quindi lascio il casco sul tavolino dove è appoggiato, raggiungo la moto e …. potrei anche spostarla a spinta, ma già che ci siamo, ai clienti del bar, non vogliamo far sentire un’accensione ?
L’ho anche detto che sono un altruista.

Intanto uno dei due vigili non c’è più.

L’altro, come accendo, si gira.

E mi guarda.

E mi guarda ancora.

E si avvicina.

Ok, ti ho fatto incazzare.
Ti sei sentito preso per il culo, e adesso hai le palle in cerca di un centro di gravità permanente.

Ci sta tutto, ci sta.
Io probabilmente mi sarei incazzato prima.

Dai, dammi ‘sto pugno, e poi vedrò di salvare il salvabile.

Lui: “Questa è un pezzo di storia”.

Ahia, hai fatto la cazzata.
Io ormai ho un automatismo incondizionato quando incontro qualsivoglia agente che apprezza il mezzo.
E il problema è che una volta che dai il là, ti tocca sorbire il tutto.

Si comincia facendo presente che la moto è un ex P.A., e li cominciano a luccicarvi gli occhi.
Occhi che rimangono lucidi mentre passo dal Tonti al collezionista che me l’ha venduta, snocciolando date di immatricolazione, frenate integrali, ammortizzatori di sterzo e antaralli.
Occhi che cominciano a lacrimare quando vi dico che quando l’ho portata a casa, nella borsa di sinistra c’era ancora il libretto delle contravvenzioni.
Pianto che diventa irrefrenabile quando indico su detta borsa l’alloggiamento della mitraglietta.

Si è tolto gli occhiali da sole e si asciuga con un fazzoletto, io intanto ingrano la prima.

Lui: “Ma il casco non lo metti ?”.

Gli spiego che la sto solo spostando, e lui si raccomanda che la metta in una certa maniera.
Gli dico che naturalmente l’avrei messa in modo tale da non intralciare il passaggio.

Lui: “Ma non per quello, è che se la metti così si vede meglio”.

E fu luce.